
Il fatto che la legge 40 facesse acqua da tutte le parti era noto più o meno a tutti quelli che ne avevano letto il testo. Retrograda, contraddittoria, scritta apposta per compiacere i vertici vaticani. Piena zeppa di incongruenze ed incostituzionalità, che pian piano sono venute a galla attraverso il giudizio imparziale della magistratura.
L'ultimo colpo alla legge, ma non unico, è stato dato dal tribunale di Cagliari che ha consentito l'esecuzione della diagnosi pre-impianto sulle cellule embrionali di una donna affetta da talassemia. Vorrei per un attimo ripercorrere ciò che la legge italiana effettivamente consente di fare in questi casi.
Una coppia che è consapevole di poter avere figli affetti da malattie geneticamente trasmissibili, che compromettano in maniera grave il decorso della vita del figlio, esprime il desiderio di poter controllare, prima dell'impianto in utero, se le cellule embrionali del concepito sono portatrici della malattia stessa. Si tratta di cellule ai primissimi stadi dell'embriogenesi cui viene analizzato il genoma per riscontrare eventuali anomalie genetiche. La legge 40 vieta questa pratica, ovvero una coppia non può sapere PRIMA dell'impianto se il figlio sarà malato o no.
Poniamo che la coppia, o meglio la donna, decida ugualmente di portare avanti la gravidanza e farsi impiantare l'embrione. Da embrione si passa a feto ed ecco che con un banalissimo prelievo del liquido amniotico (od una coriocentesi) la legge consente di effettuare analisi e capire se il feto è portatore della malattia. Nel caso in cui lo fosse, cosa pensate che possa dire la legge? Può mai dire alla donna "abortisci pure" dopo che pochi mesi prima le aveva negato l'opportunità di evitare del tutto la gravidanza?
E invece lo stato dice: "abortisci pure". Sì, perchè la legge 194 consente l'interruzione di gravidanza entro il terzo mese di gestazione (ed oltre in caso di pericolo per la salute).
Contro questo abominio si è pronunciato dunque il tribunale di Cagliari, consentendo ad una donna talassemica di effettuare la diagnosi pre-impianto ed evitare lo strazio di abortire. Si tratta di una sentenza shock, perchè ribalta di fatto il testo della legge.
Ovviamente oltre-Tevere si sono fatti venire una crisi isterica, come loro solito. A me non interessa cosa dica Ratzinger, Ruini o Bagnasco. Voglio vivere in uno stato laico, rispetto la loro opinione ma rivendico il diritto di decidere in autonomia di scienza e coscienza.
E in scienza e coscienza mi permetto di ribadire, ancora una volta, che la legge 40 andrebbe cancellata domani mattina. E' davvero un peccato che tutta questa autonomia non entri in quei palazzi dove le leggi nascono e finiscono per incidere sulle nostre vite. E' davvero delirante sapere che mezzo parlamento e più finisce per votare una legge assurda su ordine di un potere religioso.
Siamo un paese integralista, ma nessuno ce lo viene a dire. Contestiamo la Sharia, i paesi islamici che fanno della religione un testo di legge. E noi invece cosa facciamo? Non permettiamo anche noi che preconcetti religiosi finiscano dentro le leggi dello Stato? E su questo c'è stato un referendum, su questo in molti hanno taciuto. Senza sapere, senza conoscere. Partendo da questi presupposti non potremo mai definirci un paese moderno, civile e democratico. Per questo dico che il marcio non sta solo nei palazzi della politica, nei salotti del potere. Il marcio ci coinvolge tutti ogni qual volta ci rifiutiamo di conoscere la verità, per paura, per pigrizia, per fede. Sì, per fede. Scambiata spesso per abnegazione dei propri principi e ottundimento della ragione. Perchè fa comodo un popolo che non pensa, fa comodo un popolo che si fida.
Alex
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