L'impressionante individualismo che alimenta l'appoggio politico a Berlusconi e alla Lega, unito a una cospicua dose di ignoranza e feticismo, ha inchiodato l'Italia alla perenne discussione su di un uomo che, nel male e solo nel male, sta facendo la storia di questo Paese. L'assenza di una vera opposizione che abbia il coraggio di parlare a nome di tutti quegli italiani, e sono la maggioranza assoluta, che non solo non voterebbero mai Berlusconi ma lo considerano una ferita per la democrazia, fa sì che il premier aumenti pian piano il suo consenso politico e culturale.
Il berlusconismo: la dottrina per cui tutto è lecito se compiuto a fin di lucro. A dispetto delle regole, di chi le dovrebbe far rispettare e di chi le scrive. Il berlusconismo è il lato mancante della politica, quello che non può stare nè a destra nè a sinistra. Trova nutrimento nelle televisioni che spargono il messaggio meno subliminale del mondo: non c'è limite al peggio, e il peggio non va combattuto ma accettato. Televisioni che il premier possiede e controlla con un sistema non punitivo ma fondato sul premio. Tu tratti bene me, io tratto bene te. Giornalisti che si vendono da capo a piedi per compiacere il padrone. Telespettatori che bevono le menzogne di giornalisti venduti e le coltivano nei loro cervelli per poi raccoglierne i frutti al momento del voto. Infine cittadini di dubbia moralità che sanno chi andranno a votare, sono consci di tutto, ma per non pagare le tasse fanno questo ed altro.
Se poi si controlla anche il mercato pubblicitario si finisce per influenzare tutto o quasi tutto il mercato dell'informazione. E ovviamente si finisce per arrabbiarsi un po' quando i pochi tagliati fuori da questo controllo ti vengono a controllare. Repubblica, i magistrati, i cittadini che non si sono fatti comprare dal taglio dell'ICI o dalla promessa di nuovi condoni.
L'antiberlusconismo non è solo politica, ma un movimento culturale che si oppone all'idea di un paese individualista e anarchico, dove le regole valgono solo per gli avversari e i più deboli. Per questo partiti come l'Italia dei Valori hanno raddoppiato i voti. Il popolo dell'antiberlusconismo chiede alle opposizioni che si continui a gridare la verità in faccia agli italiani, che non si accetti la trappola del partito del padrone che mira a spostare la discussione dal berlusconismo ai problemi "veri" del paese. Berlusconi è il problema principale, più grosso ancora della crisi, della povertà e della disoccupazione. Perchè è l'origine dei mali italiani, della mentalità perversa che ostacola la crescita di questo Paese. L'abbiamo battuto e lo possiamo battere di nuovo, ma solo con l'unica arma democratica che ci rimane: il voto. Il Partito Democratico ha l'obbligo di serrare le fila e combattere. Se lo farà, in molti torneremo a schierarci e a lottare.























