martedì, 20 gennaio 2009

La vittoria della speranza




Ci sono diverse ragioni per le quali le persone civili festeggiamo oggi il giuramento di Barack Obama. Noi “di sinistra”, come ci definisce Colui che Non deve Essere Nominato, che tutt'ora in Italia vediamo calpestati i diritti civili di molte minoranze, oggi ci troviamo di fronte un Presidente degli Stati Uniti nero, liberal, democratico. Noi che per anni abbiamo dovuto leggere sui giornali le storie più agghiaccianti sul razzismo che i nostri concittadini praticavano e praticano sui più deboli, oggi abbiamo la nostra riscossa, il nostro pugno di ferro nello stomaco dell'ignoranza. Oggi vinciamo la battaglia più imponente, pur perdendo quotidianamente quelle più piccole. Perchè da domani chi oserà dire “sporco negro”, “negro di merda”, “scarafaggio, torna al tuo paese” lo dirà all'uomo più potente del mondo. Si crogiolerà nella sua ignoranza, nella sua impotenza di ominide in mezzo agli uomini, come un analfabeta che bestemmia Iddio non sapendo interagire coi suoi simili.


Ma l'importanza di un evento simile non si configura unicamente nella vittoria sul razzismo. L'insediamento di Obama ha un enorme peso politico in un mondo dominato da governi come il nostro che sotto il tenero manto di diciture liberali nascondono elementi neo-fascisti e reazionari. Per otto lunghissimi anni, negli Stati Uniti d'America, un uomo chiamato George W. Bush ha sistematicamente affondato ogni progresso economico, culturale e civile del suo Paese. Contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali, fautore di un sistema sanitario per soli ricchi e grande estimatore, quasi compiaciuto, della pena di morte. Senza contare la guerra in Iraq e la strategia della paura finalizzata a raccogliere voti. Se l'America oggi può permettersi di intravedere una piccola luce in fondo a questo tunnel delirante lo deve solo alla forza di un democratico, di un liberal che ha saputo parlare alla gente e farla tornare a sognare.


Spesso ci è toccato in sorte di condividere momenti terribili nei quali ci sembrava di aver perso la speranza. Dopo lunghe battaglie, fatte sempre con il cuore, capitava non solo di perdere ma di essere calpestati da atteggiamenti di assoluta ignoranza. Penso a tutte le volte in cui ci siamo impegnati per difendere da facili pregiudizi le minoranze di questo nostro paese: zingari, ebrei, neri e chi più ne ha più ne metta. Promuovere i diritti civili e combattere l'omofobia, impedire che il proprietario di tre reti televisive, pluri-inquisito, che ha definito eroi personaggi mafiosi condannati per omicidio, venisse eletto Presidente del Consiglio. Ricordo la cocente delusione del Referendum sulla Fecondazione assistita, disertato in massa per ordine di Sua Santità. Abbiamo quasi sempre mancato il nostro obiettivo, facendo apparire i nostri sforzi come perdite di tempo per illusi. Noi italiani, poi, sotto scacco su doppio fronte, politico e cesaro-papista. Anche noi abbiamo sperato e speriamo tutt'ora in un nostro Barack Obama.


"Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi, così è e così sarà per sempre”. Oggi viviamo un sogno che si realizza. E' il trionfo della libertà sulla schiavitù. Schiavitù dei pregiudizi, del sentito dire, dell'ignoranza e della superstizione. Il mondo è cambiato. Alleluja. Alleluja.


Alex

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lunedì, 05 gennaio 2009


Nei momenti di crisi, quando non un solo aspetto del paese in cui vivi provoca in te sentimenti benevoli, capita di scovare rare eccezioni che confermino la regola. Convinto come sono che la cultura dei paesi occidentali passi quasi esclusivamente attraverso il mezzo televisivo, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla fiction "Tutti pazzi per amore" in onda la Domenica sera su Rai Uno.

Da troppi anni eravamo ormai abituati all'idea che in tv non potessero offrirci prodotti diversi dal bigottismo più estremo delle varie fiction su preti, papi e vescovi alla volgarità più squallida dei tanti prodotti made in Mediaset. Invece, non si capisce bene come e perchè, "Tutti pazzi per amore" appare semplice, simpatico e soprattutto onesto.

"Tutti pazzi per amore" ci regala qualcosa che la televisione ci sottrae da troppo tempo: l'immedesimazione in situazioni reali, che viviamo tutti i giorni, e il sogno di poter aggiustare i guai quotidiani con intelligenza ed onestà. Gli attori sono bravi, forse perchè sono attori, e i giudizi vengono dati dal pubblico, non dalle storie. Lo sguardo sulla realtà è sempre ironico, leggero, anche quando i temi trattati appaiono delicati.  

Sulle parolacce, termine odioso di stampo cattolico, non ci sono bip. Dalla De Filippi sono proibite, ma solo per evitare che il tanfo dell'immondizia gettata nelle case degli italiani venga coperto da altri odori più sani.

Appare forse assurdo celebrare una fiction tv per consolarsi delle magrezze culturali che ci circondano. Ma al di là di tutto "Tutti pazzi per amore" mi piace per come entra nel mio cervello e mi lascia riflettere su quanto di buono possa esserci nei mille difetti che ogni giorno trovo nella vita. Può sembrare eccessivo, o addirittura infantile, ma la televisione ogni tanto, meglio dire ogni troppo, regala anche questo.


Alex   
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mercoledì, 05 novembre 2008

Nel 1969 gli Stati Uniti d'America mostrarono al mondo che l'uomo era arrivato sulla Luna. L'evento suscitò talmente stupore ed incredulità che ancora oggi c'è grida al complotto e dubita della veridicità di quelle immagini. I miei genitori, tutti i genitori di oggi, ricordano con emozione le circostanze che portarono i loro occhi a conoscere quei fotogrammi che in fondo segnarono la storia del genere umano.

Qualcosa di simile, molto simile, è accaduto questa notte in America. Il candidato democratico Barack Hussein Obama è divenuto il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d'America. Episodio degno di nota, certo, ma di per sè non eclatante se ci dimenticassimo per un solo attimo, e non lo potremmo mai fare, chi è Barack Obama: un senatore di colore. Ecco che i termini cambiano quando si gira la questione nel verso più idoneo: gli americani hanno eletto, a suffragio universale, un nero alla Casa Bianca. Per capire il fondamentale significato storico di questo evento bisogna pensare agli anni sessanta di un'America razzista e bigotta. Per un nero era impensabile anche solo iscriversi all'università. L'idea di un Presidente di colore avrebbe potuto al massimo animare qualche barzelletta raccontata a cuor leggero. Nessuno poteva immaginarsi che nell'arco di mezzo secolo i cittadini americani avrebbero potuto raggiungere una tale maturità civile da appoggiare, a maggioranza assoluta, una candidatura così impensabile. La storia ricorderà il 4 novembre del 2008 come la data in cui gli Stati Uniti hanno definitivamente posto un macigno sulla questione razziale.

Barack Obama non è solo un senatore di colore, e non è certo stato eletto per questo. L'America ha votato per il cambiamento, perchè Bush è stato il peggior Presidente della storia repubblicana e perchè i cittadini hanno sentito sulla loro pelle l'assoluta necessità di fare un passo avanti. La sconfitta di McCain, che pure ho ammirato per le qualità morali e intellettuali, segna la sconfitta dei conservatori moderni. Il populismo, quell'arma a doppio taglio che incanta le genti e le porta a votare, ha esaurito le sue potenzialità. Forse non tutti sono disposti a farsi ingannare più di due volte di fila, e forse con gli anni la società statunitense è maturata a tal punto da smettere di credere alle iniezioni di paura dei repubblicani volte al controllo dell'opinione pubblica.

Ancora una volta sembra che oltre oceano ci superino in democrazia, anche e soprattutto nonostante la politica di Bush che ha fortemente messo in discussione ogni principio democratico. Nel nostro piccolo paese la questione razziale è ancora aperta e il populismo sembra attecchire ancora molto bene nel fertile terreno dell'ignoranza. Oggi però non possiamo non constatare il forte vento di rivoluzione politica e culturale che proviene da Occidente. Per la prima volta dopo tanti anni siamo tornati a sperare che un mondo migliore sia possibile.

Ma prima ancora delle speranze ci sono i fatti. Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America.
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giovedì, 08 maggio 2008
N.B: oggi, 10 maggio 2008, si apprende che Michela Vittoria Brambilla molto probabilmente non riceverà la delega alla salute, dunque il pericolo appare scongiurato. Mi scuso per la precarietà delle notizie riportate, frutto, ci tengo a dirlo, delle sempre effimere dichiarazioni del Cavaliere.

La crocerossina



Michela Vittoria Brambilla sarà la futura delegata alla Salute. Lo ha dichiarato questa sera l'incaricato premier Silvio Berlusconi.

MVB nasce a Calolziocorte il 26 Ottobre 1967. Divenuta Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, si è sempre più avvicinata alla persona di Berlusconi tanto da autoproclamarsi, nel 2006, fondatrice dell'associazione "Circoli delle Libertà", emanazione spirituale di Forza Italia. Cotanta carriera le ha reso possibile la delega odierna alla Salute.

Nota per i suoi toni accesi e le sue tinte calde, MVB si è resa protagonista nel tempo di dibattiti televisivi caratterizzati da un'intensa somiglianza col padrone, pardon, mentore Silvio Berlusconi, manifestatasi attraverso comizi ricchi di frasi ad effetto, argomentazioni del tutto prive di fondamento e una spiccata tendenza all'insofferenza da parte di chi, come il sottoscritto, prova dolore fisico nel sentirne la voce. Ad ogni modo il nuovo ruolo le conferirà autorevolezza e potere. Siamo certi, infatti, che MVB sia stata scelta come delegata alla Salute grazie alle sue ferratissime conoscenze in materia supportate da ineccepibile curriculum vitae:

PROFESSIONI SVOLTE:

- giornalista televisivo
- amministratore delegato della Trafilerie Brambilla Spa, azienda attiva nella trasformazione dell'acciaio inossidabile e del carbonio
- presidente del gruppo Sal Spa e Sotra Coast International, aziende che operano nel settore dell'alimentazione degli animali

Forse per quest'ultimo incarico Berlusconi ha deciso di affidarle la guida di un Ministero che si occupa della salute dei cittadini. Sarebbe interessante chiedere a MVB con quali competenze intenda portare avanti il suo nuovo incarico. Quali autoreggenti sceglierà di indossare alle inaugurazioni ospedaliere nazionali, se quelle rosse e bianche da crocerossina o le azzurre e nere del partito.

Se non altro avrò qualcosa da dire a tutti quelli che mi chiederanno come mai ho scelto medicina. Forse sospettavo, a soli 18 anni, che un giorno avrebbero potuto affidarmi alle cure amorevoli di un'insopportabile clone berlusconiano con i capelli rosso strega e la voce di Maga Magò.

Alex
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domenica, 09 marzo 2008



Quant'è brutta l'invidia...

:-)
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domenica, 28 ottobre 2007

Schizofrenia conservatrice, quanti Casini


(Pierferdinando Casini, Gennaio 2007)


“Una forte battaglia parlamentare perché venga restituito il peso che merita la famiglia cristiana”

“Attraverso la difesa della famiglia intendiamo difendere una visione del nostro Paese che si basa sulla forte connotazione della difesa dell’identita’ cristiana dell’Italia, in un momento in cui in tanti cercano di disperdere e far dimenticare quelle che sono le nostre radici”


Pierferdinando Casini durante il suo secondo matrimonio, alla presenza dei figli avuti dalla prima e dalla seconda moglie, 27 Ottobre 2007


Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafi 2384 e 2385:

"Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto, liberamente stipulato dagli sposi, di vivere l'uno con l'altro fino alla morte. Il divorzio offende l'Alleanza della salvezza, di cui il Matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente."

"Il carattere immorale del divorzio deriva anche dal disordine che esso introduce nella cellula familiare e nella società. Tale disordine genera gravi danni: per il coniuge, che si trova abbandonato; per i figli, traumatizzati dalla separazione dei genitori, e sovente contesi tra questi; per il suo effetto contagioso, che lo rende una vera piaga sociale."

 

Auguri agli sposi!

firmato Ratzy

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sabato, 29 settembre 2007
L'incombente minaccia verde:
"Milioni di uomini pronti alla lotta di liberazione"



Il Senatur ne è proprio convinto. Di gente matta è pieno il mondo, ma questo contadinello lombardo che prima odiava i terroni e adesso i neri è entrato, ormai, in pieno delirio politico. Secondo il leader della Lega, infatti, il Nord sarebbe pieno di "milioni e milioni" di onesti cittadini con la doppietta sotto al cuscino, pronti ad usarla contro Roma ladrona. Il mito del Nord razzista e leghista è per l'appunto solo un mito. Cito come esempio un paio di dati relativi al referendum sulla finta riforma federalista svoltosi nel giugno del 2006 (ricordo che i favorevoli alla riforma leghista votavano SI):

RISULTATI ITALIA SETTENTRIONALE:    47,4% SI   52,6% NO

Le uniche due regioni in cui vinse il SI, peraltro con margine limitato, furono Lombardia e Veneto. Da tali dati si evince che non solo il Nord rigetta le deliranti minacce di Umberto Bossi riguardanti fantasiose lotte di secessione, ma non si sogna nemmeno di appoggiare con democratiche votazioni le sue altrettanto deliranti riforme.

Nel giorno di approvazione all'unanimità della Finanziaria, inoltre, il sempre livido Silvio Berlusconi partecipa alle sedute del Parlamento del Nord profetizzando sventure per il governo. Dall'alto dei suoi tacchi critica la manovra fiscale, agitando il sempre caro spauracchio delle tasse, augurandosi il tramonto dell'esecutivo.

Pregherei quanti auspicano una caduta di Prodi di tenere a mente che fino a un paio di anni fa questa gente era al governo. Solo una volta recuperato il ricordo, sono ammesse reiterazioni di tali auspici.

Alex
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martedì, 25 settembre 2007


Il fatto che la legge 40 facesse acqua da tutte le parti era noto più o meno a tutti quelli che ne avevano letto il testo. Retrograda, contraddittoria, scritta apposta per compiacere i vertici vaticani. Piena zeppa di incongruenze ed incostituzionalità, che pian piano sono venute a galla attraverso il giudizio imparziale della magistratura.

L'ultimo colpo alla legge, ma non unico, è stato dato dal tribunale di Cagliari che ha consentito l'esecuzione della diagnosi pre-impianto sulle cellule embrionali di una donna affetta da talassemia. Vorrei per un attimo ripercorrere ciò che la legge italiana effettivamente consente di fare in questi casi.

Una coppia che è consapevole di poter avere figli affetti da malattie geneticamente trasmissibili, che compromettano in maniera grave il decorso della vita del figlio, esprime il desiderio di poter controllare, prima dell'impianto in utero, se le cellule embrionali del concepito sono portatrici della malattia stessa. Si tratta di cellule ai primissimi stadi dell'embriogenesi cui viene analizzato il genoma per riscontrare eventuali anomalie genetiche. La legge 40 vieta questa pratica, ovvero una coppia non può sapere PRIMA dell'impianto se il figlio sarà malato o no.

Poniamo che la coppia, o meglio la donna, decida ugualmente di portare avanti la gravidanza e farsi impiantare l'embrione. Da embrione si passa a feto ed ecco che con un banalissimo prelievo del liquido amniotico (od una coriocentesi) la legge consente di effettuare analisi e capire se il feto è portatore della malattia. Nel caso in cui lo fosse, cosa pensate che possa dire la legge? Può mai dire alla donna "abortisci pure" dopo che pochi mesi prima le aveva negato l'opportunità di evitare del tutto la gravidanza?

E invece lo stato dice: "abortisci pure". Sì, perchè la legge 194 consente l'interruzione di gravidanza entro il terzo mese di gestazione (ed oltre in caso di pericolo per la salute).

Contro questo abominio si è pronunciato dunque il tribunale di Cagliari, consentendo ad una donna talassemica di effettuare la diagnosi pre-impianto ed evitare lo strazio di abortire. Si tratta di una sentenza shock, perchè ribalta di fatto il testo della legge.

Ovviamente oltre-Tevere si sono fatti venire una crisi isterica, come loro solito. A me non interessa cosa dica Ratzinger, Ruini o Bagnasco. Voglio vivere in uno stato laico, rispetto la loro opinione ma rivendico il diritto di decidere in autonomia di scienza e coscienza.

E in scienza e coscienza mi permetto di ribadire, ancora una volta, che la legge 40 andrebbe cancellata domani mattina. E' davvero un peccato che tutta questa autonomia non entri in quei palazzi dove le leggi nascono e finiscono per incidere sulle nostre vite. E' davvero delirante sapere che mezzo parlamento e più finisce per votare una legge assurda su ordine di un potere religioso.

Siamo un paese integralista, ma nessuno ce lo viene a dire. Contestiamo la Sharia, i paesi islamici che fanno della religione un testo di legge. E noi invece cosa facciamo? Non permettiamo anche noi che preconcetti religiosi finiscano dentro le leggi dello Stato? E su questo c'è stato un referendum, su questo in molti hanno taciuto. Senza sapere, senza conoscere. Partendo da questi presupposti non potremo mai definirci un paese moderno, civile e democratico. Per questo dico che il marcio non sta solo nei palazzi della politica, nei salotti del potere. Il marcio ci coinvolge tutti ogni qual volta ci rifiutiamo di conoscere la verità, per paura, per pigrizia, per fede. Sì, per fede. Scambiata spesso per abnegazione dei propri principi e ottundimento della ragione. Perchè fa comodo un popolo che non pensa, fa comodo un popolo che si fida.

Alex
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venerdì, 21 settembre 2007
Palazzo Madama (Goggi)




Dopo l'ennesimo voto sul filo del rasoio, puntualmente risoltosi con un solo punto di scarto, il Senato abbandona le sue funzioni e in qualità di rappresentante dell'italiano medio corre a casa per guardare Miss Italia.

Lo spettacolo è interessante. Nel nome di una perenne lotta alla gerontocrazia, e sull'onda del motto "largo ai giovani", la Rai ha scelto di affidare la conduzione all'ottantaduenne Mike Bongiorno, questa volta privo di stampella. Accompagnato dalla simpatica attrice Loretta Goggi, 57 anni, che per condurre il programma deve essersi ispirata al pomeriggio politico appena trascorso.

In Senato, infatti, Madre Mastella di Calcutta s'era infuriato come un cotechino, e aveva addirittura abbandonato l'aula al momento del voto sventolando la palma del vero dissidente. Ignoti i motivi di tale gesto, anche se i più maligni indicano come causa il mancato coinvolgimento dell'Udeur nella stesura della mozione di maggioranza. Una questione di principio, dunque, dato che Madre Mastella è uomo permaloso, pronto a far saltare un'intera maggioranza anche solo per un invito mancato.

Non è andata meglio a Loretta Goggi, che ha litigato con Mike Bongiorno (guarda il video) davanti a mezza Italia solo perchè il conduttore, ormai frenato dagli anni, ha impiegato 58 minuti di orologio per chiamarla sul palco. "Mi hai trattato come la tua valletta muta", ha detto davanti a tutti l'attrice. Per poi abbandonare il palco e tornarci dopo qualche minuto come se nulla fosse. Addetti alle quinte giurano di aver sentito grida di stizza e pianti isterici.

La Goggi si trova in un particolare momento della vita femminile nel quale gli sconvolgimenti ormonali giocano brutti scherzi. Ma Madre Mastella di Calcutta? L'andropausa arriva più tardi, per gli uomini, e in genere ha il solo effetto di rendere felice la Pfizer (casa farmaceutica produttrice del Viagra). Mastella è in menopausa dalla nascita, col suo 1,5% di voti pretende di governare un intero paese, ricatta, abbaia, ritratta, morde.

Sbatte le porte in faccia alla gente, roba che se non fossimo lì ogni tre minuti col pallottoliere in mano a giocare col ritorno di Berlusconi, avremmo dovuto già da tempo dargli un bel calcio in culo.

Ma non si può. Perchè, come per Miss Italia, "the show must go on"...

Alex
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venerdì, 06 aprile 2007
Finalmente vendetta



Da un anno circa il simpatico proprietario della pizzeria sotto casa infastidisce la mia esistenza attraverso rumori molesti e non solo. Dato tuttavia che l'erba del vicino è sempre meglio del vicino di Erba (spero perdonerete il futile sarcasmo) mi sono sempre trattenuto da facili vendette col timore di ritrovarmi come farcitura nella 4 stagioni dei suoi clienti. Finchè un giorno non mi imbatto in un trafiletto pubblicato su "Il venerdì" di Repubblica. La notizia reca la descrizione di un Cd in commercio che riproduce ogni tipo di rumore insopportabile (cani che abbaiano senza sosta, violinisti incapaci, etc) da schiaffare nell'orecchio del vicino tutte quelle volte in cui ci si vuole vendicare dei suoi soprusi.

Geniale. Già sento l'acquolina in bocca.

Dar fastidio facendo rumore è quanto di più incivile possa avvenire all'interno di un condominio. Soprattutto perchè lascia impotenti, fa incazzare anche le persone più miti.

Da oggi possiamo combattere ad armi pari. Possiamo sfogare la nostra incazzatura e trovare tante soddisfazioni. Basta con le inutili telefonate ai vigili, basta con le barbare litigate con gente incivile. Un solo click e la vendetta ci salverà!

Revenge
, l'ora della rivincita è arrivata!
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giovedì, 15 marzo 2007
Il povero Sircana con un trans. Questo è quello che "il Giornale" pensa di aver fatto passare nella mente dei suoi lettori (tutti notoriamente liberi pensatori) utilizzando la camionetta dei rifiuti chiamata Vallettopoli. Belpietro, direttore del suddetto quotidiano, è noto per la sua onestà intellettuale nonchè libera attività di giornalista, slegato da qualsivoglia legame con la politica. E se il Giornale è proprietà di Berlusconi si tratta solo di subdole coincidenze giacobine, come lo sono le menzogne e le illazioni che ogni giorno compaiono sulla carta di un giornale illeggibile.

«Da come si stanno mettendo le cose, proprio le vittime che hanno subito dei ricatti vengono messe alla berlina e diventano oggetto di aggressioni mediatiche di vario tipo: e questo non è ammissibile». (Silvio Berlusconi)

Anche Berlusconi ha pagato per le foto della figlia, ricattata come tanti da delinquenti che ora abitano nel posto giusto. Però Sircana è il portavoce di Prodi e fa gola vederlo alla gogna mediatica, anche se in realtà lui non c'entra nulla e soprattutto anche se i fatti narrati sono in realtà frutto della fantasia di un criminale come Corona. Per Berlusconi, e per il suo Giornale, la gogna è marcia solo quando ci salgono gli amici degli amici del padrone. Riprende vigore, invece, ogni volta che fra i mille nomi di destra per sbaglio ne spunta uno di sinistra.

Giornalisti come Belpietro andrebbero pesantemente multati per ogni illazione diffusa. Tanto, come si sa, a pagare è sempre papà.

Alex

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mercoledì, 20 dicembre 2006
Deliri natalizi

"Il degrado morale della politica italiana non ha limiti. Il disgustoso episodio del presepe gay si aggiunge ad una lunga serie di profanazioni e offese al cristianesimo, alla nostra tradizione, alla coscienza popolare". E' quanto dichiara il senatore Marcello Pera che aggiunge: "La violenza laicista e' ogni giorno piu' aggressiva, e le difese sempre piu' deboli. Siamo sull'orlo del precipizio perche' al laicismo sta riuscendo cio' che non aveva ottenuto neppure il comunismo. Quando, nel silenzio impaurito dei piu' e nella sottovalutazione generale, l'opera di annullamento della nostra identita' sara' infine completata, anche la nostra democrazia sara' perduta".



Mah...
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domenica, 12 novembre 2006
Post filogovernativo

Più che filogovernativo è fisiologico. L'Italia è impazzita, e Prodi ha ragione. Ha ragione perchè chi critica questa finanziaria utilizzando criteri populisti quali "si pagano più tasse, quindi sono contro" è incapace di guardare oltre il proprio naso.

Se ne vedono tanti, in giro. Vecchie coi gioielli e la pelliccia che rimpiangono Berlusconi, avvocati in doppio petto furiosi con la sinistra. Poi ci sono i giovani, abbastanza estranei alla vicenda: precari erano e precari sono rimasti.

Nessuno vuol pagare, ma tutti reclamano i loro diritti. La sanità, la pensione, i trasporti pubblici. Il debito pubblico per loro è solo un numero, che non compare nella busta paga e quindi chissenefrega. Coccolano i figli nella culla e magari pensano di fare i loro interessi negando allo Stato i soldi dovuti, tanto dal pediatra si va a pagamento e poi il resto verrà da sè.

Ecco l'Italia impazzita. Sa guardare solo al presente, non ha una visione globale, corre nella maratona dei furbi per vincere l'appalto della stupidità. Chi pagherà il debito pubblico? Chi dovrà lottare per vivere dignitosamente con una crescita economica da formiche? Chi dovrà fare i conti con un ambiente violentato dall'inquinamento senza regole? Coccolate i vostri figli nelle culle, pagategli il pediatra e comprategli il cellulare quando saranno più grandi. Insegnate loro ad essere furbi, a truccare i bilanci, a sopravvivere nella giungla della disonestà.

Pazzi, e stupidi.

Alex
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domenica, 05 novembre 2006
Quinto: non uccidere

« Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio". Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22).

Saddam Hussein è stato condannato a morte. Una corda tesa gli spezzerà il collo e lui morirà, come le centinaia di migliaia di persone che ha ordinato di sterminare quand'era dittatore. Non mi sorprende che il popolo oppresso voglia la pelle del suo tiranno. Benito Mussolini fu fucilato senza processo e come lui finirono ammazzati tanti dittatori della storia dell'umanità. Mi sorprende invece che a invocare la pena di morte sia una corte, composta da giudici, che devono seguire ed applicare una legge che, nonostante la svolta democratica dell'Iraq, prevede ancora la pena capitale.

Ho sempre pensato che nessun paese democratico potesse adottare la pena di morte, e non ho mai creduto, nemmeno per un solo istante, che esistessero eccezioni (anche a sinistra, infatti, molti la invocarono per l'assassino del piccolo Tommy, a scopi puramente elettorali). La pena di morte è una barbarie, è un atto vile, privo di ogni fondamento razionale, carico di odio e di vendetta, sentimenti che devono rimanere estranei ad un ordinamento democratico. Ma che l'Iraq non fosse una democrazia si era capito da tempo, al di là della condanna a morte di Saddam. Ed ora Mr President Bush, cristiano metodista, a capo della corrente "neocon", cavalca la punizione inflitta al rais per far vedere che l'America è grande e ha saputo eliminare dalla faccia della terra l'ennesimo dittatore.

Da quando conosco i Vangeli, cioè da bambino, mi accorgo sempre più, giorno dopo giorno, che Cristo ha speso parole inutili e che chi lo rappresenta, in molti casi, ne violenta i contenuti e lo trasforma in un  Dio che emargina e punisce. Quel non uccidere, dettato da pietà, amore e perdono, viene ignorato per far posto al populismo, all'odio, a quel "crocifiggilo" che portò a morte, per chi ci crede, il "Figlio dell'Uomo".

La storia non ci insegna nulla.

Alex
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giovedì, 21 settembre 2006
Il call center della fede

All'inizio non ci volevo barra potevo credere, poi i miei occhi hanno letto questo articolo pubblicato da Repubblica.it e ci ho dovuto credere:

Al "call center della fede" ci si può rivolgere tutti i giorni della settimana. Domeniche incluse. Il cittadino telefona alla basilica, lancia il suo sos e un gruppo di preghiera si mette al "lavoro" per chiedere l'intercessione del Signore. "Il gruppo di preghiera è composto da almeno 186 persone che riescono a coprire l'arco dell'intera settimana durante la quale arrivano le telefonate di aiuto", spiega ancora il padre-telefonista. Il mercoledì, poi, dalle 21 alle 23, componendo il numero della basilica si attiva una segreteria telefonica sulla quale si può registrare il proprio messaggio con la richiesta di preghiera.

Ecco le prime intercettazioni:

"call center della fede, buongiorno"
"buongiorno, senta c'avete mica qualcuno libero per giovedì mattina? mi servirebbe un preghierino per mi figlio che deve fare l'esame all'università ed è un po' preoccupato"
"un attimo che guardo.... sì, giovedì mattina, preferisce un angelus o va bene anche un pater?"
"cosa mi consiglia?"
"quanti crediti sono?"
"ma che è un servizio a pagamento?"
"ma no! i crediti dell'esame di suo figlio!"
"ah, boh, me pare 'na decina"
"allora guardi, è meglio se andiamo sul sicuro, facciamo un angelus"
"grazie"


Amici, io ci provo ad essere rispettoso di tutte le confessioni, credi religiosi e filosofici, ma come si fa? Un call center della fede, per la miseria! PER QUELLI CHE NON HANNO TEMPO DI PREGARE!???!!!

Secondo me il Padre Eterno s'incazza, eccome se s'incazza. E spero tanto che anche il buon Benedetto DecimoSesto prenda le distanze.

Alza la cornetta, la Madonna ti aspetta!

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lunedì, 18 settembre 2006

PRO LIBERTATE

Basta poco per oltrepassare il limite del difendibile e lo si fa ogni volta che si utilizza la violenza per propagandare le proprie idee. La storia delle religioni è piena di atti di violenza, utilizzati per prevaricare sull'altro, sul diverso, sull'infedele. Nel post precedente me la sono presa con papa Benedetto XVI, che non è stato coerente nell'attribuire all'Islam (in particolare alla guerra santa) un ruolo di irrazionalità che sicuramente le appartiene, ma il pulpito era decisamente inadeguato alla predica. Oggi però l'Islam, quello dell'ignoranza, quello della povertà e dello sfruttamento, ha deciso di ribellarsi scendendo in piazza e, purtroppo, minacciando atti violenti contro la Chiesa, concretizzandoli poi con l'omicidio di una suora, una persona innocente.

Non possiamo prescindere da questi fatti se vogliamo essere onesti. Soprattutto dobbiamo prendere atto del fatto che la cultura dei paesi cosiddetti "islamici" è impregnata di un certo tipo di fanatismo che non possiamo ignorare. Noi ce la prendiamo con Ratzinger, scriviamo sui nostri blog peste e corna dei preti, a volte offendendoli pesantemente. Possiamo farlo e nessuno ci perseguita per questo. Se fossimo nati in Iran probabilmente verremmo puniti o censurati.

Non mi fingo esperto di Islam, non ne so nulla, non ho mai letto più di una pagina di Corano in vita mia. Conosco bene la libertà che mi concede il fatto di essere nato in un paese occidentale. Sono altresì cosciente che questa mia libertà ha un prezzo, che spesso viene pagato da chi libero non è. Però non posso negare il fatto di dover difendere questa mia idea di libertà, con la forza della ragione e non certo delle armi. Il Papa sbaglia quando mette benzina sul fuoco, ma non può essere considerato responsabile di quello che altri fanatici in altri paesi compiono in nome della guerra santa. Come dissi nel post precedente, ognuno è libero di dire le proprie cazzate, anche quando sono palesemente tali. Ce l'ho io, ce l'hai tu, ce l'abbiamo tutti e sono fiero di questa libertà. Allora non capisco come mai si debba difendere Adel Smith quando parla male del crocefisso nelle aule e non si debba difendere Benedetto XVI quando sparla dei musulmani. La libertà di pensiero è inalienabile, ed è agghiacciante che ci siano esseri umani nel mondo che paghino con la vita le opinioni altrui. Siano essi suore, bambini o civili iraqeni. E' il fanatismo che fa paura, non l'Islam. Certo che a volte è proprio difficile scinderli l'uno dall'altro. Colpa dei media? Forse, o forse no.

Alex

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mercoledì, 24 maggio 2006

She wants you

Tre capisaldi per distruggere Milano

  1. Votare Letizia Moratti
  2. Votare un partito il cui capolista è Silvio Berlusconi
  3. Appoggiare una coalizione all'interno della quale siedono i neofascisti

Domenica e Lunedì, cerca di non sbagliare.

per l'amor del cielo...e di Milano.

Alex

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lunedì, 27 giugno 2005

Autoerotismo razzista...l'ultima rivelazione sulle folli idee del Fuhrer

Bionda, occhi azzurri, pelle bianca e gonfiabile. L'idea della prima sexy-bambola del mondo venne niente meno che ad Adolf Hitler. Il dittatore la commissionò nel 1941 al dottore danese Olen Hannussen. Nulla di esotico, però, il giocattolo doveva avere un aspetto rigorosamente ariano. Sarebbe stata la fidanzata dei soldati tedeschi, affinchè potessero soddisfare i loro bisogni sessuali, evitando così le malattie veneree e preservando la purezza della razza.

Le istruzioni del Fuhrer sull'aspetto fisico della bambola - scrive il giornale conservatore spagnolo Abc citando un quotidiano norvegese - erano ben precise: "Di grandezza naturale, doveva somigliare a una bella donna di pelle bianca, capelli biondi, dolci occhi azzurri, alta 1,76, labbra e seni giganti, gambe, braccia e testa articolate e un ben disegnato ombelico". Nell'idea di Hitler, il giocattolo doveva essere incluso, tra altri oggetti vitali, nello zaino di ogni soldato del Reich.

Il prototipo della bambola, in plastica galvanizzata, doveva essere fabbricato a Dresda, spiega Abc, secondo il quale il giornale norvegese documentava l'incarico con una delle lettere inviate a Hannussen. Responsabile diretto del progetto era Heinrich Himmler, capo della temuta SS.

Le cose comunque non andarono in porto. Una bomba degli alleati distrusse la fabbrica che aveva ricevuto l'incarico di sviluppare l'inconsueta commissione e mise fine al piano, risparmiando al Fuhrer il "merito" di diventare il padre della bambola gonfiabile.

(26 giugno 2005) da Repubblica.it

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mercoledì, 22 giugno 2005

Come non inserire nella rubrica "pazzo mondo" la gaffe tutta nostrana del Presidente Berlusconi. In seguito all'incidente diplomatico, qui sotto riportato, oggi il governo finlandese ha convocato l'ambasciatore italiano ad Helsinki per chiarimenti. Più risate per tutti, anche perchè grazie al suo buon governo non ci rimane che piangere.

La frase che ha scatenato l'incidente diplomatico Silvio Berlusconi l'ha pronunciata ieri durante durante l'insediamento a Parma dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. "Per ottenere la presidenza italiana - aveva affermato il presidente del Consiglio - ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente". La rievocazione della battaglia fatta per promuovere Parma non si era fermata a questo, perché Berlusconi aveva affermato tra l'altro che essendo stato in Finlandia aveva dovuto "sottostare alla dieta finlandese", scoprendo che "non c'era alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata".

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lunedì, 20 giugno 2005

Dati i recenti fallimenti in campo politico, ho deciso di lasciare spazio su FreeLand per una rubrica che raccolga le stravaganze di questo pazzo mondo umano. Si tratta molte volte di tragedie, in realtà, che nella loro drammaticità segnano la follia di alcuni nostri simili, forse un po' pazzi o forse solo un po' meno civili di noi. E di una tragedia, per l'appunto, parla l'articolo che sto per mettervi qui sotto. Forse qualcuno di voi ne ha sentito parlare. E pensare che quest'estate volevo andare nell'oscura Romania...

BUCAREST - Una suora di 23 anni crocifissa e lasciata morire nel suo stesso convento perché "posseduta dal demonio". Un padre superiore che ha dato l'ordine e le consorelle della vittima che lo hanno eseguito. Una rivolta sfociata in una sommossa quando gli alti rappresentanti della chiesa hanno cercato di entrare nell'edificio per capire che cosa era avvenuto. Una storia che viene dalla Romania quasi a voler confermare le cupe atmosfere di quelle terre.

Ma non è letteratura, la vicenda di suor Maricica Irina Cornici, probabilmente malata di schizofrenia, e uccisa nel tentativo di scacciare quello che Daniel Corogeanu, il padre superiore del convento ortodosso, era certo si trattasse del demonio.

Secondo le prime indegini avviate sul caso, il pope del convento della Santa Trinità di Tanaco, nella Romania orientale, e le quattro religiose avrebbero legato suor Irina e l'avrebbero rinchiusa nella sua cella, lasciandola senza acqua e senza cibo. Poi, stanchi delle sue proteste, l'avrebbero imbavagliata e crocifissa, lasciandola morire. E' accaduto il 15 giugno scorso e sia il patriarca della Chiesa ortodossa che la magistratura hanno avviato le indagini che si sono concluse per il momento con un'incriminazione per sequestro e omicidio per i cinque religiosi.

Ma quando ieri i rappresentanti della Chiesa ortodossa sono arrivati al convento per privare padre Corogeanu del diritto di officiare, è scoppiata una sommossa. Il pope e alcuni cittadini del villaggio - riferisce oggi in prima pagina il quotidiano romeno Evenimentul Zilei - hanno aggredito i religiosi e si sono barricati all'interno del convento.

"Abbiamo a che fare con una persona molto malata, il pope Corogeanu. Eravamo venuti a comunicargli che non può più servire nel monastero fino a quando la Procura non avrà espresso il suo verdetto su questo caso, ma egli ha chiamato in suo aiuto gli uomini del villaggio e ci hanno aggredito. Questa è la triste realta", ha raccontato Corneliu, vicario di Husi, mandato dal patriarcato per condurre l'inchiesta.

Secondo i primi risultati medici, suor Irina è morta per "insufficienza cardio-respiratoria" dopo essere rimasta per tre giorni legata a una croce di legno senza bere e senza mangiare e con un asciugamano legato intorno alla bocca come bavaglio. Suor Irina era malata di schizofrenia, secondo i medici. La ragazza era cresciuta in un orfanotrofio ed era arrivata nel convento tre mesi prima per trovare un'amica. Poi aveva deciso di restare.

Gli episodi schizofrenici sono apparsi al pope e alle altre suore come comportamento da persona posseduta da spiriti maligni, scrive Evenimentul Zilei citando fonti mediche. Il patriarcato ortodosso romeno ha giudicato "orrendo e un grande peccato" quanto avvenuto al monastero di Tanacu.

"Si tratta del gesto di un pope instabile dal punto di vista psicologico, che ha compiuto atti barbari pensando di curare la suora dagli spiriti maligni. E' un gesto che non ha niente a che fare con la tradizione e la spiritualità ortodossa", ha dichiarato il portavoce del patriarcato, il pope Costel Stoica.

Padre Daniel la pensa in tutt'altro modo e nei giorni scorsi ha detto di essere sorpreso dell'attenzione della stampa riguardo a questo caso visto che "l'esorcismo è una pratica comune nel cuore della Chiesa ortodossa romena: i miei metodi sono perfettamente noti agli altri preti".

(19 giugno 2005)

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