martedì, 11 marzo 2008


(Giuseppe Ciarrapico, candidato Pdl, fa il saluto romano)


E' peggio candidare un noto fascista o ammettere pubblicamente di farlo solo per utilizzare l'appoggio propagandistico dei suoi giornali?

Quando si parla di Berlusconi e del suo codazzo non esiste il meno peggio, anche perchè, com'è noto, al peggio non c'è limite. Il problema non è certo quello di candidare personaggi apertamente nostalgici delle leggi razziali, dell'assassinio di Giacomo Matteotti e dell'appoggio bellico alla Germania nazista. Nelle file del cosiddetto "Popolo delle Libertà" si schiera da tempo la nipote del Duce, autrice del famoso motto "Meglio fascista che frocio" (link al video). Di quali libertà si fa dunque portatore il neonato partito di Sua Emittenza, quando decide di portare in Parlamento non solo chi fa apologia di fascismo (peraltro costituzionalemnte perseguita) ma anche chi fino a qualche decennio fa si faceva pellegrino alla tomba del duce rimpiangendo i vecchi tempi andati (quando i treni, come spesso si sente dire da certi pendolari esasperati, arrivavano sempre in orario!)?

D'altra parte non è nemmeno notizia di questi giorni scoprire le vere origini della base politica di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Durante la manifestazione a Napoli dell'Aprile 2006, prima delle elezioni politiche, la piazza accolse una frase di Berlusconi ("Vinceremo perchè non siamo coglioni") con un coro di "Duce! Duce!" (link al video). Quel che stupisce, comunque, non è l'iniziativa estremista di pochi invasati, piuttosto l'assoluta mancanza di prese di distanza. Anche nelle manifestazioni contro la guerra in Iraq si sentivano spesso slogan come "10 100 1000 Nassyria", ma ogni volta la questione si chiudeva con le nette prese di posizione di tutti i leaders politici.

Ciarrapico invece può sentirsi fascista finchè vuole, e così tutti gli altri adepti del Popolo delle Libertà. Ma quel che sconcerta ancor di più è la motivazione: "ci servono i suoi giornali". Berlusconi candida i suoi servi, non persone degne di rappresentare il paese.

Sono quasi ammirato. Per chi li vota, ci vuole altro che il pelo sullo stomaco.

Alex

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categoria:parole, pensieri, opere, omissioni
giovedì, 06 settembre 2007

Nessun dorma!... Nessun dorma!...
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d'amore e di speranza!
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scoglierà
il silenzio che ti fa mia!

Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem ahimè, morir, morir!...

Dilegua, o notte! tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!

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categoria:omissioni
sabato, 26 maggio 2007
La notte dei brogli

E' uscito nei giorni scorsi con Diario il nuovo dvd di Enrico Deaglio dal titolo "Gli imbroglioni". L'ho guardato e le sensazioni sono state le stesse di quando ho visto il primo dvd prodotto sull'argomento, uscito l'anno scorso, che denunciava il clamororoso calo delle schede bianche, assolutamente senza precedenti.

Non ho abbastanza elementi per farmi un'idea precisa di quel che accadde nell'aprile scorso. Ho i miei ricordi, le mie sensazioni, tantissimi dubbi e poche risposte. So per certo che i dati oggi in nostro possesso non sono veri. Perchè conosco le dinamiche di un seggio elettorale, i suoi errori, la facilità con cui vengono corretti i verbali di scrutinio per far quadrare i conti e lasciar andare a casa gli scrutatori allo stremo delle forze. Fare un broglio non è facile se si presuppone l'onestà di chi gestisce le operazioni di voto. Una volta messa da parte questa premessa, tutto diventa possibile.

Le elezioni sono, per una democrazia, tutto. Si può discutere sul fatto che la forma di governo migliore sia quella democratica, ma una volta stabilito che ci si trova in una democrazia falsare le elezioni è negarne l'essenza stessa. Sono profondamente convinto che i risultati elettorali delle elezioni politiche del 2006 siano stati manipolati, forse non eccessivamente, ma anche solo un voto cancellato o modificato rappresenta un fatto grave.

Il crollo delle schede bianche, la gestione fallimentare dei dati informatici, i grossolani errori di conteggio fra votanti e voti validi. E' matematicamente certo: i dati veri non sono quelli in nostro possesso. Gli amanti dei gialli e del giornalismo d'inchiesta potrebbero passare notti insonni alla ricerca della verità e da incallito fan di X-files non posso che citare la frase cardine di tutta la serie: "The truth is out there".

Ma al di là della cronaca, dei numeri e delle incongruenze, c'è tutta una storia politica dietro le elezioni dello scorso anno. Un premier uscente che messo di fronte alla sconfitta vorrebbe approvare un decreto per "congelare il risultato delle elezioni e imporre il riconteggio". Nessuno più fa caso alle parole, in questo paese di lobotomizzati. Nessuno più ricerca i significati e tenta delle interpretazioni. Dietro quelle parole c'era un colpo di stato, fortunatamente mai messo in atto, sicuramente preso in considerazione da un uomo che non ha mai accettato di perdere (come potrebbe essere altrimenti, dal momento che si considera l'Unto del Signore?).

Dietro tutto questo c'erano quaranta milioni di elettori che erano usciti di casa per eleggere i loro rappresentanti. Alcuni con qualche speranza, altri mossi da mero interesse personale o, peggio, insensato qualunquismo.

Se vogliamo continuare ad essere una democrazia non possiamo prenderci in giro in questo modo. Per prima cosa andrebbe vietato nella maniera più categorica il voto elettronico, estremamente suscettibile di modifiche e manipolazioni poichè non verificabile fisicamente. In seconda battuta andrebbero rivisti i meccanismi di trasmisisone dei dati dal singolo seggio fino al Ministero degli Interni, con l'utilizzo ausiliario (ma non esclusivo) del mezzo informatico. Terzo: dotare la Corte di Cassazione del potere di indagare sulla stesura di quei verbali che non riportano cifre coerenti (ad esempio numero di voti maggiore rispetto al numero dei votanti), cosa che attualmente non compete ad alcun organo. Quarto: evitare, ma questo spetta solo agli elettori, di eleggere personaggi poco puliti, con palesi disturbi psichiatrici tendenti al delirio di onnipotenza, che pur di evitare la sconfitta sono pronti a inquinare il risultato delle elezioni. Ma questa è aria fritta, perchè a certi italiani puoi raccontare la verità per filo e per segno, puoi dirgli che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa. Inutile. Loro credono a quello che sta davanti al loro naso, il resto è fantasia di atei e comunisti, estremamente noiosi, estremamente irritanti.

Alex
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mercoledì, 02 maggio 2007
Non riusciamo ad essere padroni del nostro paese, è un cavolo di limite che siamo sempre stati incapaci di superare. Ci facciamo bacchettare dal primo cardinale venuto, e se un paio di terroristi gli mandano un proiettile in una busta ecco che dobbiamo subito equipararli a chi proclama la sua opinione in maniera democratica.

Calati le braghe, Italia, fallo di nuovo. Certo, sotto la sottana rossa di Santa Romana madre Chiesa si sta bene. Ti perdona i peccati ogni qual volta fai finta di pentirti, esattamente come fanno i politici, pronti ad accogliere direi solo ed esclusivamente pecorelle parecchio smarrite. Ti conviene tacere di fronte al potere non solo spirituale, ma soprattutto temporale, di un'organizzazione potente e sovrana che legifera attraverso i suoi quotidiani. E non legifera entro le sue mura, ma impone le sue illogiche e medievali regole anche al vicino di casa, ben contento di inginocchiarsi al cospetto di un nuovo Re.

Rivera, nel nostro paese non c'è spazio per gente che dice quello che pensa. Non c'è spazio per chi fa notare a questi farisei odierni la loro cattiveria, la loro boria. Perciò torniamocene tutti a casa nostra, a dire ai nostri figli che bisogna portare rispetto, che certe cose non si possono dire. Non parlo, non vedo, non sento. E tutti vissero felici e contenti
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categoria:omissioni
mercoledì, 21 febbraio 2007
Ci sono giorni in cui mi sveglio spento
E tutto sommato provo a starci dentro
Nella mia stanza aspetto il mio momento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Quando la vita sembra un treno lento
Penso agli amici fuori e muoio dentro
La mia generazione senza vento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Quando sei condannato al pentimento
Stanco di sentir dire “non ho tempo”
Come in un sole in cui sentire freddo
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Tu sei dentro di me
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categoria:omissioni
mercoledì, 21 febbraio 2007


Rossi, Turigliatto, De Gregorio...

Grazie
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categoria:omissioni
domenica, 08 ottobre 2006


Anna Politkovskaya è stata assassinata ieri a Mosca. Era considerata una voce "critica" e dunque dissidente. Aveva lavorato ad alcuni reportage sulle torture in Cecenia.

"Colui che cerca la Verità e la proclama all'umanità è destinato a soffrire"

(Kahlil Gibran)
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categoria:omissioni
giovedì, 06 luglio 2006
PECHINO - Preparava un reportage sulla costruzione di una nuova diga in Cina ed è finito in manette. E' successo al giornalista del quotidiano tedesco "Die Zeit", Georg Blume. Per lui c'è l'accusa di "attività giornalistica illegale", ovvero di aver investigato sulla costruzione di una diga sul fiume Nujiang, nella provincia sudoccidentale dello Yunnan.

Il corrispondente ha rifiutato di distruggere le interviste alla popolazione del villaggio che dovrebbe sgomberare per consentire la costruzione della diga. E così Blume è stato portato alla stazione di polizia di Liuku, nella regione del Lushui. Anche se il governo cinese non ha ancora ufficializzato la costruzione della diga sul fiume Nujang, i funzionari locali hanno già ordinato alla popolazione di lasciare la zona interessata agli eventuali lavori.

Questo è solo l'ultimo di una lunga serie di corrispondenti stranieri arrestati in Cina a causa di questa norma. E la censura non è affatto tenera neanche con i giornalisti cinesi. Secondo il rapporto del comitato per la protezione dei giornalisti con sede a New York, alla fine dello scorso anno erano 32 i giornalisti cinesi detenuti, il numero più alto al mondo.

(da Repubblica.it)

Mi chiedo quanto ancora debba aspettare l'Unione Europea prima di incazzarsi come una belva con la cosiddetta Repubblica Popolare cinese. Repubblica perchè si soffoca la libertà di pensiero? Popolare perchè non esistono diritti per i lavoratori?

Certo, la Cina fa paura, molto più dell'Afghanistan o dell'Iraq, quindi si tollerano meglio le ingiustizie, i soprusi, la fantomatica dittatura del proletariato trasformatasi in lesione quotidiana dei diritti umani.

Negare la libertà di pensiero e di opinione è uno dei peggiori crimini contro l'uomo e la sua Natura. Speriamo che qualcuno abbia il coraggio di portare avanti la battaglia contro la questione cinese.

Alex
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categoria:omissioni
martedì, 30 maggio 2006

All'inzio del pomeriggio qualche speranza: la bassa affluenza, gli house poll, le prime proiezioni. Poi Milano si è rivelata per quello che è, una città divisa ma radicata nella mentalità dell'interesse personale e dell'ideologia a tutti i costi. Siamo in democrazia e governa la maggioranza, quindi dobbiamo accettare il fatto che Letizia Moratti devasterà la nostra cara città per cinque lunghi anni.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso...

Alex

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categoria:omissioni
domenica, 19 febbraio 2006

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Sarebbe bello sapere dove si vuole andare a parare. Non lo sapevo il giorno della mia nascita e non lo so nemmeno adesso. Ho scelto di iscrivermi a medicina per tanti motivi mai dichiarati per bene. Ho sempre evitato come il fuoco il buonismo del “lo faccio perché voglio aiutare il prossimo”, e ho sempre scherzato motivando la mia scelta con la passione per ER medici in prima linea. Sarebbe bello poter amare e urlare a tutti i propri sentimenti. Il mio problema non è mai stato quello di urlarli, ma semmai quello di gestirli e classificarli. Mi piacerebbe vivere in ogni ambito, e mi ritrovo a passare il tempo fra testi universitari che parlano di malattie atroci, complesse. Professori più bastardi del demonio e compagni di corso paragonabili a tanti pezzettini di merda che lottano per galleggiare nel piscio della loro carriera. C’era una volta qualcosa che mi spingeva a scrivere di quello che c’era dentro di me, oggi scrivo solo di cose che stanno fuori, e mi fanno schifo. Beccandomi a volte del disilluso, a volte del coraggioso e il più delle volte suscitando solo tanta indifferenza. Non è come in quei cazzo di film americani in cui al college si organizzano festini, ci si bacia nel parco con l’erba tosata e tutti vissero felici e contenti. Nemmeno la tri ste zza sembra uguale, nemmeno quella. I visi tristi dei belloni del cinema sono attorniati da musichette spacca lacrima in ogni scena sgradita alla felicità, qui come sottofondo se va bene ci resta il silenzio, e se va male qualche altra cosa di cui non vorremmo mai sentire le note. Mi piacerebbe sapere dove sto andando con tutta questa mia serietà, con tutta la pragmaticità che sono costretto a prendere in considerazione. Vorrei sdraiarmi su un prato qualsiasi e guardare dritto verso qualcosa che non si vede. Vorrei poter dire di essere innamorato senza preoccuparmi delle conseguenze affettive, sociali, universitarie. E non voglio qualche stupida musica di sottofondo, mi va bene anche il silenzio. Altrimenti sarebbe l’ennesima recita venuta male di un film già visto.

 

Alex

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postato da: alexperry alle ore 22:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, omissioni
domenica, 18 dicembre 2005

Un po’ di tempo fa, quando ancora frequentavo gli ambienti di oratorio, mi ritrovai a fare un giochino al quale ho ripensato, non so perché, proprio oggi. Si trattava di indicare, per determinate categorie che ora non ricordo, alcune persone che si sarebbe voluto invitare a cena e conoscere meglio. Così ho pensato di rifare il gioco sul blog e sentire un po’ quello che gli altri blogger avevano da dire, su chi avrebbero invitato loro.

 

Innanzitutto, in ambito musicale, sicuramente non rinuncerei mai alla presenza dei Coldplay. Però anche l’idea di invitare la cantante dei Cranberries non è del tutto da escludere. Sapete che figata nell’aprire la porta di casa e vedersi davanti tutta sta gente! Incredibile!

Categoria scrittori: farei volentieri due chiacchiere con Andrea de Carlo (quel suo Due di due mi ha cambiato definitivamente l’adolescenza) e J. K. Rowling (mi avete scoperto, sono un fan di Harry).

Zona politici: eh, qui è dura, chi si fiderebbe mai ad aprire la porta?? Quelli ti portano via pure le posate! Scherzi a parte, inviterei Carlo Giovanardi e Daniela Santanchè (ahahahahahah). Cancellate, era il mio cervello che tentava il suicidio. No, mi piacerebbe ospitare Rita Borsellino e Piero Fassino. La prima, perché è una grande, il secondo perché ha l’aria di uno che non mangia da vent’anni e potrebbe gustare particolarmente i quattro salti in padella che cucinerei.

Esponenti religiosi: se non fosse vegetariano, inviterei il Dalai Lama, ma se comincia a farmi storie sull’anima del povero maialino che sto gustando con tanto amore che figura ci faccio? Inoltre l’alternativa sarebbe di cucinare alghe tibetane non è da prendere in considerazione, siamo mica impazziti! PADRONI A CASA NOSTRA! J Senza dubbio sarebbe magnifico scambiare due parole col Cardinal Martini, l’unico porporato pensante e realmente rosso che conosca.

Mondo scientifico: so che molti indicherebbero la Montalcini, ma a me sta sulle palle. Umberto Veronesi invece è un grande e lo metto dentro volentieri nella lista, assieme a …fatemi pensare…Watson e Crick (quelli del Dna) e, se fosse ancora vivo, Jenner (che con la sua intuizioncina ha salvato il culo a mezzo mondo dal vaiolo).

 

Categoria “coppie famose”: i Vianello scordatevelo, troppo berlusconiani. Oltre ai due magnifici Lore e Anne (eh sì, pensavo proprio l’altro giorno che mi farebbe molto piacere), sarebbero i benvenuti anche Susy Blady e Patrizio Roversi (quelli di turisti per caso, dei grandi).

Categoria televisione: NESSUNO!

Fine del gioco. Se qualche psicologo/a vuole cimentarsi nello scoprire quali turbe mentali mi affliggono, è ben gradito. Ahem…mi sa che me la sono attirata! J

 

Alex

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categoria:omissioni
giovedì, 27 gennaio 2005

Sarebbe bello definire quello di oggi un vero giorno della memoria. La memoria fa riferimento a qualcosa che è già avvenuto, non che sta avvenendo. Ci ritroviamo dopo sessant’anni senza niente. Ciò che è avvenuto ad Auschwitz diventa per i politici guerrafondai la maschera di un finto dolore che vogliono farci credere di provare. Quasimodo riscriverebbe la stessa poesia, Uomo del mio tempo, se fosse ancora in vita. Una volta si diceva che erano i potenti, i malvagi, a compiere i misfatti della storia. C’erano dittature e totalitarismi, ci si nascondeva dietro al fatto di essere tutti vittime di uno stesso carnefice, l’Hitler o lo Stalin di turno. La democrazia era un sogno, i regimi una realtà, e tutti ficcavano la testa sotto la sabbia dando la colpa a potenti che non erano stati loro ad eleggere e che dovevano, per paura di vendette, sostenere a tutti i costi. Oggi, almeno in Italia, non si picchia più nessuno per le proprie idee. Eppure le guerre non cessano, i soprusi continuano, i lager della povertà sono migliaia e migliaia, sparsi per i cinque continenti. Oggi nessuno ci obbliga ad eleggere chi vuole la guerra, chi vuole imporre la propria cultura sugli altri, chi ha taciuto per anni l’esistenza dei lager nazisti e sovietici. Eppure li si eleggono. La democrazia ha solo addolcito e alleviato la scelta dell’odio, mascherata di beneficenza, di umanità e solidarietà. Sono nate le guerre umanitarie, le bombe intelligenti, i missili chirurgici. Ben venga la memoria di quel 27 Gennaio del ’45, prima che l’uomo del nostro tempo inventi i lager umanitari, se già non lo ha fatto. E ne siamo tutti responsabili. La scusa del regime è finita. A scegliere questi orrori, oggi, siamo noi.

 

Alex

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categoria:omissioni
sabato, 08 gennaio 2005

SONO PER DEFINIZIONE ASPORTIVO, MA IN QUESTE OCCASIONI RIMPIANGO DI NON TIFARE ROMA...

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categoria:omissioni
domenica, 02 gennaio 2005

Errata corrige al post di prima: siamo nel 2005, non nel 2006. Grazie a Dylanx che con molta pacatezza mi ha ricordato di essere ancora ubriaco fradicio dalla notte scorsa. Ora correggerò l'errore!!!

Alex

postato da: alexperry alle ore 15:11 | Permalink | commenti (2)
categoria:omissioni