giovedì, 18 settembre 2008

Ci sono giorni che non vorresti finissero mai. E magari non lo dici solo perchè è il giorno della tua laurea, perchè ti hanno dato più di quello che potevano darti e perchè scopri di punto in bianco di avere persone straordinarie al tuo fianco. Arrivi semplicemente a casa la sera, ti guardi indietro e scopri quanto di meravigioso ci sia nel tuo passato, nel tuo presente e nel tuo onirico futuro.

Viva la vida, dottor Alex!

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giovedì, 24 gennaio 2008
Sul filo del rasoio

"E' come nelle grandi storie,Padron Frodo,quelle che contano davvero.Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi neanche sapere il finale perchè come poteva esserci un finale allegro?Come poteva il mondo tornare com'era dopo che erano successe tante cose brutte?Ma alla fine è solo una cosa passeggerra quest'ombra...anche l'oscurità deve passare.Arriverà un nuovo giorno e quando il sole risplenderà sarà ancora più luminoso.Quelle erano le storie che ti restavano dentro,anche se eri troppo piccolo per capire il perchè.Ma credo,Padron Frodo,di capire ora,adesso so:le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l'hanno fatto,andavano avanti perchè loro erano legati a qualcosa." Frodo:"Noi a cosa siamo legati,Sam?" Sam:"C'è del buono in questo mondo Padron Frodo,è giusto combattere per questo."
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giovedì, 03 gennaio 2008
Harry Potter: meno di 24 ore e sapremo tutto
(o quasi)

attenzione, di seguito sono riportate vicende relative al sesto (non settimo!) libro. Se non l'avete ancora letto, per lo meno siete avvisati...!



Un'attesa che dura da anni, forse da quando, per la prima volta, mi sono accostato al mondo di Harry Potter. Sono fra quanti si sono rifiutati di leggere il settimo libro in inglese, per paura di impiegare troppo tempo, dar retta solo alla trama e, per pigrizia ed ignoranza, perdermi anche una sola parola dell'ultimo (così dicono) capitolo della saga.

Ci eravamo fermati alla morte di Albus Silente, preside di Hogwarts e caro vecchiettino. Una morte violenta, cagionata da una maledizione scagliata dal personaggio che giudico più controverso ed affascinante di tutta la storia, ovvero Severus Piton, ex mangiamorte forse pentito o forse no. In merito si spera di poter comprendere di più proprio nel libro che da domani notte avremo fra le mani. C'è una storia da chiudere, dei personaggi da far rivivere e un entusiasmo da colmare.

Harry Potter, si sa, non è certo un libro per bambini. O meglio, è anche per bambini, ma credo che nella mente della scrittrice, in realtà, il target sia sempre stato il mondo degli adulti. Nei suoi libri la Rowling pone più di una questione morale, intendendo mostrare quanto un presunto mondo magico sia in realtà corrotto quanto quello "babbano". Uno scontro fra bene e male in cui però gli obiettivi sono tanti, non solo finalizzati all'eliminazione dell'avversario. Ci sono storie che si intrecciano, personaggi ambivalenti oggi buoni e domani cattivi. Esistono le sfumature, pur sempre identificabili nel campo del chiaro o dello scuro. C'è una trama più che avvincente, ma soprattutto c'è l'amicizia.

Per questo milioni di persone, e mi ci infilo candidamente, aspettano con ansia di leggere il finale di una storia tanto bella. Quasi tutti, comunque, sperano che la Rowling getti la spugna e torni a scrivere qualche altra storia. Anche se prima o poi, comunque, dovremo rassegnarci ad un mondo senza Ron, Hermione, Harry e tutti gli altri personaggi che ci hanno fatto sognare.

Alex
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categoria:parole, diario
lunedì, 31 dicembre 2007


In genere a San Silvestro si pensa ai bilanci, molto spesso truccati, ai mille propositi per l'anno nuovo, frequentemente salutisti, e a tutto ciò che vorremmo accadesse (o non accadesse) nei dodici mesi che verranno.

Forse la letterina a Babbo Natale andrebbe scritta proprio oggi, indicando un po' quelli che sono i nostri desideri, le nostre ambizioni e i traguardi che vorremmo raggiungere.

Questa sera avremo tutti una festa a cui partecipare, degli amici con cui divertirci e qualcuno lontano da contattare. Forse solo per questo vale la pena festeggiare il Capodanno, per rinnovare almeno ogni tanto i migliori auguri per noi stessi e per le persone a cui vogliamo veramente bene.

Dunque, per quel che posso, vi faccio anch'io i miei auguri. Buon anno, carissimi,

Alex

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categoria:opere, diario
domenica, 09 dicembre 2007
Oh no
Here comes that sun again
That means another day
Without you my friend

And it hurts me
To look into the mirror at myself
And it hurts even more
To have to be with somebody else
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away

With so many people
To love in my life
Why do I worry
About one

But you put the happy
In my ness
You put the good times
Into my fun
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away
And head for the door

Weve tried the goodbye
So many days
We walk in the same direction
So that we could never stray
They say if you love somebody
Than you have got to set them free
But I would rather be locked to you
Than live in this pain and misery

They say time will
Make all this go away
But its time that has taken my tomorrows
And turned them into yesterdays
And once again that rising sun
Is dropping on down
And once again you my friend
Are nowhere to be found
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away
And head for the door
You just walk away
Walk away
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categoria:pensieri, diario
lunedì, 03 dicembre 2007
Proprio mentre cercavo di allontanare dalla mia mente l'idea di una settimana in ginecologia, per carenza di tempo da dedicare allo studio, il promemoria del mio cellulare è stato impietoso. Alle otto e mezza ero già davanti alla biblioteca del reparto, in attesa di un posto dove potermi cambiare e di qualcosa, forse, da imparare.

Una vivace dottoressa dal piglio deciso ci ha portati nell'ambulatorio delle ecografie, dove tutte le donne col pancione o destinate ad averlo vanno per guardare il loro futuro bambino. A volte studiare medicina ti consente anche di sorridere davanti ad un monitor dell'ecografia, quando al di sotto della sonda che tieni in mano scorgi un paio di manine che si muovono, le gambette, i piedini, e se ci stai attento riesci perfino a vedere il cuore. Non credevo che potesse farmi così tanto effetto, se avessi visto queste frasi scritte su di un altro blog avrei pensato "guarda quanto inutile buonismo". Fa riflettere un po' tutto, invece, nella stanza buia dell'ecografia. La faccia della mamma, attenta a cogliere la minima titubanza del dottore per capire dalla sua faccia se c'è qualcosa che non va. I papà in piedi, silenziosi, troppo catturati da quelle immagini per proferire parola. Gli si legge in faccia quanto vorrebbero poter conoscere il loro figlio ancora prima della sua nascita.

Le preoccupazioni, tuttavia, sono nell'aria e sono palpabili. Mamme che hanno avuto delle perdite, che si sdraiano sul lettino, scoprono l'addome e non sanno se riusciranno a sentire nuovamente il battito del loro bambino. Oggi una sola, fortunatamente, uscita dalla stanza con le lacrime agli occhi, lacrime di gioia.

Oggi forse ho imparato qualcosa, di certo non a fare un'ecografia in gravidanza, per quello servono anni di esperienza. Ho pensato al fatto che sotto quella sonda ecografica ci siamo passati tutti, un po' per caso, un po' per volere. E questo mi ha fatto tanto, tanto sorridere.

Alex
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domenica, 11 novembre 2007
The film is out there



Gli agenti speciali Mulder e Scully tornano sul grande schermo dopo dieci anni di assenza. La notizia è stata data ufficialmente dallo stesso Mulder, alias David Duchovny. Ed ovviamente non poteva mancare la collega Dana Scully, introdotta nella serie tv come la bella dottoressa scettica e razionalista. Gli appassionati della serie (e fra questi, come se non si fosse capito, il sottoscritto) sprizzano entusiasmo. Con la preoccupazione, tuttavia, che al posto di un ritorno alle origini si presenti ai loro occhi l'ennesimo tentativo di rianimazione di una serie a corto di idee.
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sabato, 27 ottobre 2007
Ultimo weekend di Ottobre, e cambia perfino l'ora, esattamente come ogni anno, nello stesso preciso istante, forse una delle poche cose chiare e precise che succedono nel nostro paese.

Ma come ogni weekend che si rispetti le aspettative sono ampie, molto superiori agli effettivi risultati, e mi va bene così perchè senza entusiasmo mi sentirei perso. In quest'autunno così ordinario e metodico, come il sistema dell'ora legale, ripenso agli autunni passati e alle atmosfere di quando cominciavo ad andare in giro con gli auricolari nelle orecchie a dare uno sfondo musicale alla Milano d'autunno. Niente di più azzeccato di un brano dei Coldplay, con Yellow o Amsterdam

Per dare un senso al paesaggio, per fissare i ricordi dentro qualcosa di rievocabile. Basta davvero poco per far rivivere un'esperienza magari del tutto insignificante, che però riappare sotto forma di pura emozione quando si riascolta una canzone bellissima. C'è More than words a farti sobbalzare, basta sentirla uscire dalle casse della libreria dove stai dando un'occhiata agli scaffali, ti fa dire "pensa un po', anche qui". Si può ascoltare musica per mille motivi, io spesso lo faccio per farmi tornare la voglia di uscire fuori a cercare emozioni, simili a quelle del periodo in cui tutti siamo nati e cresciuti come noi stessi, in cui abbiamo capito a grandi linee, e purtroppo solo a grandi linee, chi siamo e come vorremmo essere.

C'era Superman dei Five for fighting, era tutto quello che rimaneva dei weekend con gli amici, i primissimi weekend fuori casa e tutto ciò che concerneva la parola "primissimo". Quando le cose belle sembravano accadere solo agli altri e di tanto in tanto pareva davvero di vivere prima in un sogno e poco dopo in un incubo. In mezzo a questi sbalzi spuntava sempre una strana via di mezzo, forse il classico sogno ad occhi aperti, scandito da Iris dei Goo Goo Dolls.

A volte dicono che queste siano le canzoni della tristezza, dell'abbandono, della solitudine. Per me hanno significato molto di più, e continuano a farlo. Anzi, per me sono dei punti d'ancoraggio alle persone a cui più voglio ed ho voluto bene. Che come me pensano a qualcosa di condiviso assieme ogni volta che la radio spara in onda certe canzoni.

Buon weekend a tutti, e ricordatevi di cambiare l'ora...

Alex

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categoria:pensieri, diario
giovedì, 18 ottobre 2007

Guarda questo video

Hello...
Can you hear me
Am I getting through to you

Hello...
Is it late there
Is there laughter on the line
Are you sure you're there alone
'Cause I'm
Trying to explain
Somethings wrong
You just don't sound the same


Why don't you
Why don't you
Go outside
Go outside

Kiss the rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I'm gone too long
If your lips feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel
You can't wait till morning
Kiss the rain


Hello...
Do you miss me
I hear you say you do
But not the way I'm missing you

What's new
How's the weather
Is it stormy where you are
You sound so close but it feels like you're so far
Oh would it mean anything
If you knew
What I'm left imagining
In my mind
My mind
Would you go
Would you go


Kiss the rain

As you fall
Over me
Think of me

Only me
Kiss the rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I'm gone too long
If your lips
Feel hungry and tempted
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel you can't wait till morning
Kiss the rain


Hello...
Can you hear me?




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domenica, 14 ottobre 2007


"Ha visto quanti siamo? In barba a tutti. Siamo venuti per lei, tenga duro". Con queste parole una elettrice bolognese ha avvicinato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, all'uscita del seggio di via Paglietta, dove si è recato a votare per le primarie del Partito democratico.

Perchè ho votato alle primarie del Pd

Perchè aver visto ieri la capitale del mio paese invasa dai fascisti mi ha fatto tornare la voglia di cacciarli a pedate nel culo

Perchè credo che le alternative a questa sinistra siano solo gli spot elettorali di Berlusconi, e ubi major minor cessat

Perchè in fondo se questa politica fa schifo è proprio frutto di anni e anni di qualunquismo dove "rubano tutti" e "in fondo mi va bene così"

Perchè ho fiducia in Romano Prodi, e voglio che rimanga al governo per tutta la durata del mandato

Perchè pur di dare soddisfazione anche solo ad uno dei politici di questa destra, andrei a votare pure per il partito della Sirenetta

Perchè mi andava di farlo, e pare che per molti altri italiani sia stato così

Alex
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categoria:diario
mercoledì, 13 giugno 2007
Macelleria messicana



Michelangelo Fournier, poliziotto presente alla scuola Diaz di Genova durante i vergognosi pestaggi del G8 del 2001, definisce così lo spettacolo che si è presentato davanti ai suoi occhi quella notte. Alla Diaz c'erano decine di giovani che stavano dormendo. Sono stati svegliati di soprassalto da alcuni poliziotti che armati di manganello hanno selvaggiamente colpito con forza le sagome all'interno dei sacchi a pelo. Le immagini sono ancora davanti ai miei occhi: i muri coperti da schizzi color rosso vivo, una ragazza a terra con la testa in una pozza di sangue. La polizia aveva caricato col solo scopo di fare del male, di provocare dolore e magari, sperava qualcuno, anche di farne secchi un paio. Sono passati sei anni eppure ricordo perfettamente ogni dettaglio. Quegli episodi avevano risvegliato dentro di me una tale indignazione da portarmi a promettere che non avrei dimenticato nulla. Non c'era un senso, non c'era una giustificazione. Giovani come me erano stati massacrati a colpi di manganello per un puro sfizio professionale. Quello del poliziotto fascista, che lavora per glorificare il suo piccolo ego nazista e dimentica la difesa dei più deboli.

Sei anni dopo la verità, già chiara fin dall'inizio per tutte le persone intelligenti e oneste, diventa palese fino alla certezza. Fourier ammette di aver negato tutto fino ad oggi per "spirito di collettività" e in difesa della categoria a cui appartiene. Stronzate.

Io so solo che c'è ancora gente, in giro, che pensa che alla Diaz, quei giovani, le manganellate se le siano meritate. Tanti piccoli fascisti che rimpiangono la privazione delle libertà personali ed un regime serio e ferreo. D'altra parte ci sono persone che non sono in grado di saper gestire la loro libertà, preferiscono subaffittarla al potere politico. Sono liberissime di farlo, ma non pretendano di insegnare la vita a nessuno. Nei giorni del G8 parte delle forze dell'ordine commise crimini contro la dignità umana, ormai è noto a tutti. Così come è noto che chi rifiuta di accettare la verità ha un solo modo di salvarsi la coscienza, ovvero aggrapparsi ad un ideale fittizio creato ad hoc dal potente di turno, ben felice di avere ai suoi piedi un popolo avido di menzogne.

Alex
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mercoledì, 31 gennaio 2007
Oggi abbiamo cominciato a decidere di fare (che bellissima, ahimè concretissima, perifrasi) un piccolissimo PACS AVANTI.

Mi auguro che la legge venga presto alla luce, perchè un paese democratico e civile non può vivere senza diritti.

Se solo ci fossero più coerenza e meno pregiudizi, il problema non si porrebbe nemmeno. Purtroppo la coerenza non è tipica di certa politica, e i pregiudizi sono il terreno fertile per quanti come Ratzinger e Ruini vogliono imporre valori senza senso che non trovano alcuna giustificazione razionale.

In bocca al lupo a tutti, e andiamo avanti!

Alex
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lunedì, 22 gennaio 2007
Manuale d'amore...?

Al di là dei gusti, credo che a volte per giudicare un film ci si debba confrontare con quelle che sono le proprie aspettative. Pubblicizzato come un film progressista, attento ai cambiamenti della società odierna, manuale d'amore 2 si è rivelato un prodotto precotto ricco di conservanti e luoghi comuni per tutti coloro che sanno, ad esempio, gli orrori della legge 40 sulla fecondazione assistita o la caterva di pregiudizi che circonda il mondo dei gay (peraltro in parte confermati nel film).

Il titolo avrebbe potuto essere benissimo "l'ignoranza spiegata agli ignoranti", ma non voglio essere cattivo più del necessario. Abbandonata la finta vocazione progressista, il film, specialmente negli ultimi episodi, devia verso argomenti più consoni ad un filmetto italiano, come le crisi adolescenziali di mezz'età (in verità già esplorate più volte da Muccino regista) e scene d'amore magistralmente condotte.

Nonostante quest'impietosa analisi, non ho potuto fare a meno di uscire dal cinema con quel piccolo peso che ogni tanto sento quando vedo film che mi fanno riflettere.

Complice la stupenda canzone di Elisa (Eppure sentire), forse sono riuscito anche a elaborarne una morale. Non chiedetemi quale, ora come ora è troppo difficile. Probabilmente è simile a quei rari momenti di lucidità emotiva che riusciamo ad avere quando l'ambiente che ci circonda ci alita addosso un pensiero. Percepiamo per pochi attimi la veridicità dei sentimenti che troppe volte ci scorrono addosso, veloci. Li fermiamo, li guardiamo negli occhi e poi sorridiamo.

Questo è quello che sono riuscito a portarmi a casa.

Se lo andrete a vedere, o l'avete già visto, sarei felice di confrontarmi con voi.

Buona settimana, carissimi...

Alex
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giovedì, 23 novembre 2006
questo è un pezzo inedito, che riguarda il passato, che avevo scritto e non ho mai messo in rete. Alla vigilia del film di deaglio sui brogli elettorali alle elezioni politiche del 2006, dedicato a quanti hanno lottato e sofferto con me



la lunga notte del 10 aprile...

Sono esausto, incazzato, il cuore mi batte a mille. Sono le due di notte ed è la notte più lunga dell'anno. Chissà se un giorno avrò voglia di scrivere quello che sento dentro, la rabbia, la paura, i sogni, le rimostranze. Forse un giorno racconterò ai miei figli di quella delusione notturna del 2006, quando dentro di me tramontò la voglia di combattere di fronte all'evidenza di un mondo che sembrava voler restare appeso a un fragile filo chiamato illusione.

Ore 12: un compagno al seggio mi dice che gli exit poll ci daranno vincitori con oltre 4 punti. Telefono alla mamma e, sussurrando, le comunico la notizia. Ma le raccomando di non dirlo a nessuno, che queste fughe di notizie sono un tantino fuori legge.

Ore 18: a Milano 2, dove sono scrutatore, la Cdl vince con oltre il 70% dei voti. Ma Milano 2 non fa testo, mi ripeto continuamente. No, non fa testo.

Ore 18.30: arrivo a casa dopo una giornata estenuante passata fra simboli di partito e conteggi di schede. Una giornalista del Tg5 comunica, fra il trafelato e il gioioso, che al Senato è passata in vantaggio la Cdl. Un tuffo al cuore. Spengo, prendo a pugni il cuscino. Che paese di merda.

Ore 21: la cena dei coglioni, com'era stata intitolata dai compagni, s'è trasformata nella cena degli increduli. A tavola si leggono le scritte che compaiono sugli schermi appesi. Cifre contrastanti, incoerenti, odiose. Fuori piove come poche volte quest'anno. Me ne frego ed esco, sotto la pioggia. Mando sms all'amico più caro, berlusconiano. "Avete vinto, contento?"

Ore 22: una compagna sta piangendo. Forse è il caso che vada a casa a consolare la mamma.

Ore 23: con gli amici al pub si digrignano i denti. Io ed altri indossiamo una maglietta rossa con la scritta "Anch'io sono un coglione". Emilio Fede sorride beffardo nell'unica tv del pub sintonizzata sul tg4. La rabbia mi fa tremare le mani, batto i pugni sul tavolo, freno difficilmente gli insulti ai pochi destrorsi presenti. E' finita, abbiamo perso. Non era così che doveva finire, questa sarebbe dovuta essere una festa.

Ore 1: torno a casa, la mamma è ancora sveglia. Mi dice "hai visto?", e io impassibile "sì". "Io mi preoccupo per te e tua sorella", mi dice, "mi preoccupo per il vostro futuro, con questo di nuovo al governo non ci sarà futuro". "Lo so, mamma, stai tranquilla. Mi laureo e ce ne andiamo in Inghilterra, promesso". Bacio della buona notte, inteso come bacio della rassegnazione, o della sconfitta, adesso non saprei dire quale dei due sentimenti prevalga sull'altro.

Ore 2: su Repubblica.it l'Unione è in vantaggio alla Camera di circa 50.000 voti. Mancano ancora un centinaio di sezioni. E se vincessimo alla Camera? Il mio cervello impazzisce, e fra una visita e l'altra al bagno continuo a pigiare il tasto aggiorna. Il vantaggio si assottiglia sempre più mammano che arrivano i dati. 50.000, 40, 35, 32, 30, 28, 25, 24.

Ore 3 circa: ho gli occhi rossissimi. L'Unione ha conquistato la Camera dei Deputati per 24.000 voti. Accendo la tv. Fassino, con la faccia di uno che ha appena visto Satana il quale gli ha garantito l'inferno per l'eternità, dice che l'Unione ha vinto le elezioni. Vespa commenta: "E al Senato?". Fassino non risponde. In piazza Santi Apostoli risuona la canzone popolare, compare Prodi che bofonchia col sorriso sornione: "Abbiamo vinto". Rutelli stappa la bottiglia, col braccio a tracolla. Immagini che non potrò cancellare facilmente dalla memoria. Mando un sms al compagno Dario: "ma che cazzo succede, abbiamo vinto?". Non ricordo la risposta. Spengo e crollo.

Ore 10.45: squilla il telefono. E' Vittorio, un mio amico. "Hai sentito, anche il Senato!", urla, "il Senato!". Io m'incazzo, ho dormito pochissimo e sono frastornato. Accendo la tv e un tizio parla degli elettori all'estero (che cazzo c'entrano adesso gli elettori all'estero, mi chiedo...) Garantisce: al Senato l'Unione vince con tre seggi di scarto, più un indipendente che ha detto di voler sostenere Prodi. E' arrivata la cavalleria, sono i senatori eletti all'estero che ribaltano la situazione.

Ore 21: sono in piazza Duomo a cantare "Conta le schede, dai Silvio conta le schede, conta le schede, dai Silvio conta le schede". Un tizio mai visto ci offre dello spumante, poi cantiamo Contessa e grido di gioia quando si arriva al pezzo che sento più caro: "Del resto mia cara di che si stupisce, anche l'operaio vuole il figlio dottore, e pensi che ambiente ne può venir fuori". Grido fino farmi spezzare la voce.

Lottare è servito, perchè anche l'operaio abbia il figlio dottore. Perchè a mio padre e mia madre, coglioni, fosse riconosciuto il diritto di garantire ai loro figli un futuro. Lottare è servito perchè avrò qualcosa da raccontare ai miei figli, ovvero di come, nel 2006, cacciammo un bastardo mafioso dal governo del paese.
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giovedì, 28 settembre 2006
Ho seguito per qualche minuto il dibattito alla Camera dei Deputati sul caso Telecom. Ancora una volta il centrodestra ha dimostrato toni da pollaio, con urla, insulti, coretti da stadio che hanno indotto Bertinotti a sospendere la seduta.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e se penso che a breve potremmo ritrovarceli al governo, un lungo brivido mi percorre la schiena tanto che spengo la tv e me ne vado a fare un giro.

Spero solo di arrivare almeno a Natale con la serenità di chi sa che quei farabutti sono all'opposizione.

Alex
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mercoledì, 13 settembre 2006

In questi giorni ho ripreso il tirocinio in ospedale, in attesa di nuovi esami e speranzoso di accumulare esperienza giorno dopo giorno. Riflettevo proprio oggi sul fatto di stare “dall’altra parte della barricata” mentre mi avvicinavo ai letti dei pazienti, sul fatto che, tutto sommato, non riusciò mai a capire bene lo stato d’animo dei malati che vedo finchè godo di buona salute e mi limito al massimo ad un’azione empatica spontanea ma viziata. Soprattutto quando vedo pazienti giovani, mi immagino il loro disorientamento in un luogo popolato in maggioranza da anziani, mi immagino la loro paura e a volte anche un certo senso di vergogna nello stare in un posto che i giovani solitamente non frequentano. La vergogna di essere malati e di non poter godere come gli altri degli anni migliori.

 

Penso alla mia vita fuori dalle mura del reparto, al fatto che ad una cert’ora riporrò il mio camice nell’armadietto e me ne andrò a casa, e la sera uscirò coi miei amici per divertirmi mentre in quel corridoio, già triste di giorno, caleranno le tenebre della notte, avvolgendo nella loro tristezza persone ammalate coi loro sogni e le loro speranze.

 

E inevitabilmente penso ai miei sogni e alle mie speranze. Penso che arrivato alla soglia dei 23 anni comincio finalmente a capire come stanno le cose, a capire che ho sbagliato a dare tutto quel peso alle opinioni “della gente”, di alcuni miei conoscenti, perché vado bene come sono e non devo rendere conto a nessuno dei miei sbagli, se non ai diretti interessati. Penso che sentirsi amati è importante, ma mai quanto amare, desiderare e conoscere un’altra persona. Stringere sempre di più amicizie consolidatesi nel tempo e intraprenderne nuove con la coscienza di colui che non chiede troppo perché ha già molto. Forse sto maturando ulteriormente, chi lo sa, o forse è solo un periodo particolarmente intenso che sto vivendo molto serenamente. Ma quando mi sveglio e quando vado a letto penso solo a quanto sia straordinario poter vivere affianco a gente a cui vuoi bene. E girare in reparto da ignorante quale sono mi aiuta a capire che non è così facile come sembra. Non è così scontato. A volte, purtroppo, la sorte e il mondo ti voltano le spalle e l’unica consolazione rimane un posto dove ti bucano come un groviera per farti stare meglio. Primum non nocere. Diciamo che potrebbero almeno cambiare il colore della tappezzeria del reparto.

 

Alex

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lunedì, 11 settembre 2006
Take my breath away... è il titolo di uno dei successi più conosciuti dei Roxette, oltre che colonna sonora del fu mitico Top Gun, film appartenuto a qualche generazione prima della mia. Ultimamente sto molto riscoprendo la musica degli anni 80 e 90. Sabato sera ero a Pavia per la notte bianca e in piazza Duomo, verso le nove, stavano montando (o smontando, chi lo sa?) un palco, mentre come sottofondo dagli altoparlanti usciva sparata una musica che mi era familiare. La persona accanto a me, sì, possiamo dirlo senza troppa timidezza, la mia ragazza, mi ha fatto notare che si trattava per l'appunto dei Roxette, che prima di allora non avevo mai sentito nominare, pur conoscendo molte delle loro canzoni. Così mi sono messo in cerca su internet dei loro successi.

Tempo fa, invece, su Mtv, c'era uno dei tanti "ten of the best" che hanno popolato il canale per tutta l'estate, si trattava per la precisione del "ten of the best trips". Inserito nella classifica c'era anche "Child" di Robert Miles. La ascoltavo in macchina quando da piccolo andavo coi miei e mia sorella in gita domenicale dagli zii. Mia sorella aveva pressappoco 17-18 anni e mi bombardava ogni giorno coi suoi dischi, i suoi poster e i suoi programmi tv preferiti. A quel tempo odiavo tutta quella roba, a dieci anni pensi ancora a giocare al monopoli e a sparare i petardi in strada coi compagni di scuola. Adesso invece, riascoltando quella musica, devo dire che quantomeno non mi sono del tutto perso per strada una generazione per certi versi invidiabile. Così, inevitabilmente, penso alla mia di generazione e non posso che intenerirmi e nel contempo sconfortarmi.

Per un pelo ho evitato la generazione delle suonerie, dei loghi e del video-telefonino. Ho comprato il primo cellulare a 16 anni, e non ero nemmeno fra i primi ad averlo. Diciamo che non ho evitato, nel bene e nel male, l'era degli sms. Alle medie, come musica, impazzavano le Spice Girls e i Take That, questi ultimi mai davvero conosciuti (si sono sciolti dopo poco tempo, se non ricordo male). Mi vergogno sempre un po' a dirlo, ma in sincerità devo ammettere che invece gli 883, per me e molti miei coetanei, sono stati un pezzo di storia che a volte torna a galla in maniera decisa. Poi sono nati i Backstreet Boys, odiati come rivali e utilizzati come arma di "seduzione" delle coetanee liceali. Poi un fiume di gruppi clonati come i Five, eccetera eccetera. C'era davvero da invidiare la musica anni 80 e 90, su questo non ci piove. Maturando i gusti sono cambiati, mi sono accostato ad una musica più matura e meno "commerciale". Adesso i più giovani hanno Mondomarcio e FabriFibra. Non chiedetemi cosa ne pensi, oggi è una bella giornata e non ho voglia di rovinarmela.

A tutti gli innamorati dedico quindi un po' della mia new entry, i Roxette. E se avete qualche cosa da consigliarmi, qualche titolo o altro, è tutto molto ben accetto.

Alex
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categoria:diario
sabato, 01 aprile 2006
DIARIO
 
31 Marzo 2006. Concerto della sinistra giovanile. Alle 15 sono sulla Cassanese senza sapere dove girare per arrivare al Palasegrate, luogo del concerto. E’ venerdì pomeriggio, spunta il sole sul prato davanti al tendone. Fervono gli ultimi preparativi. Assieme a Dario facciamo un giro a Peschiera per prendere in tipografia gli ultimi stampati della campagna. Srotoliamo le bandiere e le appendiamo sul palco e all’entrata, attacchiamo i manifesti in giro, qualcuno col faccione di Prodi e qualcun altro coll’alberello dei Ds e una bella croce sopra.
Anni fa non me lo sarei mai spiegato. Dei ventenni che utilizzano il loro tempo per organizzare un concerto, senza prendere un centesimo di compenso, senza nemmeno sapere quanta gente verrà (se verrà). E non si può che dare ragione a De Gregori:
 
E poi la gente, (perché è la gente che fa la Storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la Storia dà i brividi,
perché nessuno la può fermare.
 
Forse la storia siamo noi. Forse la storia è un venerdì pomeriggio passato a raccontare ai più giovani che vogliamo un cambiamento radicale, che la politica sporca è quella di chi si costruisce leggi ad personam e non quella di chi lotta per i propri ideali.
 
Ed è per questo che la storia dà i brividi, perché nessuno, nonostante menzogne, manipolazioni e ignoranza, nessuno la può cambiare.
 
1 Aprile 2006, 1:00 am. Finalmente a casa, dopo una giornata di fatica e soddisfazioni. Domani devo assolutamente studiare. Infatti sto scrivendo sul blog. La storia, oltre che i brividi, mette anche un po’ di febbre e pazzia.
 
Alex
postato da: alexperry alle ore 15:24 | Permalink | commenti (4)
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