martedì, 08 luglio 2008
Improcessabile per legge, questa non è democrazia

Oggi in Piazza Navona, a Roma, si riuniscono tutti i cittadini nauseati dalla scellerata ma certo non nuova politica berlusconiana dei privilegi e delle nefandezze. Ci troviamo di fronte a due proposte di legge, una che blocca i processi in corso e l'altra che garantisce l'immunità giudiziaria alle alte cariche dello stato. Due proposte che minano l'essenza stessa della democrazia per la quale ogni cittadino ha pari diritti ed opportunità di fronte alla legge.

Il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di farsi processare. Sostiene di farlo poichè innocente, ma gli innocenti non vedono l'ora di essere giudicati per chiarire la loro posizione, non cercano in tutti i modi di evitare il giudizio. La coda di paglia del nostro nano di corte raggiunge dimensioni ragguardevoli se si pensa alle telefonate intercettate nelle quali raccomanda signore e signorine ai suoi vassalli, senza dimenticare il processo Mills, vera spina nel finaco dell'impunità made in Italy.

Siamo lo zimbello del mondo; lo dimostrano i commenti dei giornalisti esteri, malgrado l'aiutino di George W. Bush all'amico Silvio, il quale, in cambio, probabilmente avrà procurato al presidente americano una tessera di iscrizione alla P2 nuova di zecca. Il dramma di questa vicenda è che se nel 2001 potevamo solo immaginare questo scempio (e quindi in qualche modo votare Berlusconi poteva apparire tremendo ma non agghiacciante), lo scorso aprile conoscevamo benissimo il copione di questa tragedia e in molti si sono ugualmente prestati, con omertà e leggerezza, a sostenere Mister Impunità.

Approvato il lodo Schifani o Alfano, chiamatelo come volete, avremo gettato nuovo fango sulla democrazia italiana. Poco importa, forse, per quelli che pensano solo al tornaconto personale, al piccolo orticello che li circonda. A me interessa, invece, perchè il paese in cui vivo si dimostra incapace di reagire alla mafia di stato. Perchè questa altro non è se non mafia, dal momento che protegge i potenti dalla giustizia erende i deboli indifesi. Certamente prima o poi la Natura porterà con sè Berlusconi, e non è certo una minaccia, solo un'oggettiva considerazione. Quello che il tempo non riuscirà a cancellare sono queste devianze democratiche, capaci di seminare tra giovani e meno giovani l'idea che le leggi si possano scrivere e riscrivere a proprio piacimento. Io non l'ho votato, lo dico in maniera così orgogliosa da riuscire perfino a trarne un briciolo di consolazione. Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa di tutti i miei concittadini, ma non è così. Perciò mi adeguo al volere della maggioranza, aggrappandomi all'unica arma che che ci hanno regalato i nostri nonni con il sangue. Si chiama Costituzione. Non toccheranno anche quella, o sarà rivoluzione.

Alex

PS: Il Presidente del Consiglio dichiara questa sera di ritenersi l'immagine del Paese. Non so a quale paese e a quali cittadini si riferisca (forse a Previti, Dell'Utri, Riina e Provenzano), ma una cosa è sicura: non si permetta di rappresentare me. Nè ora nè mai più.
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mercoledì, 18 giugno 2008
Sulle leggi ad personam


Silvio Berlusconi e la sua maggioranza sono stati eletti democraticamente con la maggioranza relativa dei voti. Chi ha crocettato il simbolo del Popolo delle Libertà, della Lega Nord o del Movimento di Lombardo sapeva benissimo quale sarebbe stato il futuro della legislatura nascente: servire gli interessi economici e giudiziari del padrone. Proprio per questo trovo assolutamente fuori luogo i discorsi di quanti, oggi, si scandalizzano per un provvedimento che di fatto sospende centinaia di migliaia di processi fra cui, manco a dirlo, quello di Silvio Berlusconi. Non c'è sorpresa in queste leggi, non c'è mistero e nemmeno malizia. Ci sono semmai incostituzionalità e disprezzo della giustizia.

Già due legislature fa questa stessa maggioranza scrisse e riscrisse provvedimenti in favore del premier: due di questi vennero poi cancellati definitivamente dalla Corte Costituzionale. Credo che l'attuale decreto farà prima o poi la stessa fine, trovandosi in netta conflittualità con la Carta Costituzionale con la quale Berlusconi si trova quotidianamente in disaccordo.

Come opposizione dovremmo chiedere due cose a chi sostiene questo governo:

1) Difenderlo. Voglio ascoltare tutti quelli che l'hanno votato mentre giustificano una legge che blocca dei processi in corso. Voglio sentire dalla loro voce che si tratta di un provvedimento giusto, scritto nell'esclusivo interesse degli italiani.

2) Scegliere il minore dei mali. Abbiano il coraggio di emanare una legge che dica chiaro e tondo che il premier non è giudicabile. Si eviterebbe di bloccare gli altri 99.999 processi che per colpa di un borioso Presidente del Consiglio si ritrovano a pagarne le conseguenze.

Sì perchè il problema non è solo l'importantissima questione di principio che riguarda un dogma base della democrazia, ovvero che la legge è uguale per tutti. Col decreto legge approvato oggi verranno bloccati moltissimi altri processi in attesa di giudizio, fra cui quelli del G8.

Un sentito ringraziamento a chi li ha votati.

Alex
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sabato, 07 giugno 2008
Contro il governo razzista di questo paese

In questi giorni l'Italia che ha votato Berlusconi assapora tutto il fumo che il pastore ha dato in pasto al gregge. Improvvisamente i problemi maggiori della gente sono diventati gli zingari e i fastidiosi gay pride che sfilano nelle strade delle città. I telegiornali hanno smesso di parlare dei salari, dell'aumento dei prezzi, del deficit pubblico. E Berlusconi, da ottimo pubblicitario qual è, riesce a distrarre le foche malate facendole giocare con una pallina. Mentre in sordina fascisti e integralisti cattolici realizzano il loro sogno: eliminare gli stranieri e, per usare un loro termine, i culattoni.

Quel che sta succedendo in Italia non ha precedenti. Il nostro primo ministro ha incontrato ieri Benedetto XVI promettendo libri gratis alle scuole private, mentre quelle pubbliche navigano nell'inadeguatezza più assoluta. Squadre di poliziotti fanno irruzione nei campi nomadi (regolari o irregolari ormai non ha più importanza) per schedarne i componenti. Fra poco, ne sono certo, qualcuno proporrà sicuramente di tatuarli con un bel numero. Il governo promette alla Chiesa piena sintonia morale, facendo solo trapelare, fra i denti, che però tutto sommato siamo uno stato laico. Tant'è che qualcuno, per ossequiare le ossessioni di gente malata, ha lanciato l'idea di espellere le prostitute extracomunitarie. Le donne di strada ai politici di destra non sono mai piaciute: sporche, malate, vanno anche coi poveracci. Meglio assoldare donne pulite, profumate e garantite.

L'ipocrisia in questi giorni si tramuta in leggi dello stato. Berlusconi il divorziato promette la difesa della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio fra uomo e donna, mentre manda le forze di polizia a setacciare le città per la caccia allo straniero del quale Ratzinger si preoccupa, sì, ma infine chiude un occhio. L'ossessione del Pontefice, si sa, non sono i diritti umani, ma quelli degli embrioni. Il cruccio maggiore dei vertici ecclesiastici non è la lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, ma la santa crociata contro i diritti dei conviventi e degli omosessuali.

Oggi non mi conforta nemmeno più appuntarmi sul petto la spilla con su scritto "Io non ho votato Berlusconi". Questo paese non capisce, o forse davvero non vuol capire, che nell'ipocrisia delle apparenze non c'è futuro. Così, per nascondere i veri problemi, una maggioranza falsa e bigotta punta tutto sulla finta morale del perbenismo. Non averli votati non mi consola, ma certamente mi riempie di gioia sapere di non esser come loro.

Alex
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giovedì, 17 aprile 2008

Ecco la data: 13 aprile 2036

Molti italiani lunedì sera hanno perso la voglia di combattere. Vedere un uomo di 72 anni che ne ha combinate di cotte e di crude riprendere il potere con ampio margine elettorale lascia inebetiti (e anche un po' schifati). Quasi tutti sono dunque giunti ad una sola conclusione, ovvero che per liberarsi di Berlusconi occorra attendere un "evento naturale".

Mentre mezza Italia cadeva in disperazione, un ragazzino tedesco di 13 anni calcolava la possibilità dell'asteroide Apophis di schiantarsi sulla Terra la Domenica di Pasqua dell'anno 2036, più precisamente il 13 aprile. Con l'aiuto di una medium di Telenova siamo riusciti a prevedere che proprio quel giorno il Cavaliere, sulla soglia dei 100 anni, si presenterà per la undicesima volta alle elezioni politiche come candidato premier.

Sarà la volta buona? Lo scopriremo solo vivendo, così che in fondo nemmeno la fine del mondo ci sembrerà poi così tanto brutta...

:-)

Alex
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giovedì, 03 aprile 2008
Strategie dell'ultim'ora



Mi commuovo quando sento dire che Berlusconi può vincere le elezioni perchè ha un programma serio e innovativo. Da anni abbiamo imparato che l'ex premier non è nè di destra nè di sinistra, non professa alcun credo politico. Berlusconi vuole arrivare al potere per esigenze prettamente neuropsichiatriche e unisce l'utile al dilettevole dedicandosi a tempo pieno nel risolvere questioni giudiziarie ed economiche sue e delle sue aziende.

Nel 2006 la campagna elettorale assunse toni molto più aspri. L'allora Presidente del Consiglio apostrofò come "coglioni" gli elettori di centrosinistra. Fu una strategia, a parer mio, poco vincente, sicuramente meno dell'efficacissimo ed applauditissimo proclamo tv sull'abbattimento dell'Ici, stile mago Do Nascimento.

Oggi però questa contrapposizione può solo favorire il Cavaliere, e Berlusconi lo sa molto bene, tanto che non perde occasione per punzecchiare l'avversario in attesa del contrattacco (che però non arriva). Oggi il nemico numero uno del Popolo delle Libertà non è più la sinistra comunista, ridotta dal Pd a ruota di scorta, e nemmeno lo stesso Partito Democratico. In cima alla lista delle spine nel fianco c'è l'Udc di Casini, che corre da solo e ruba voti al partito di Mediaset. Per Berlusconi alzare i toni significa polarizzare lo scontro ed attirare a sè gli elettori moderati che altrimenti sceglierebbero Casini. Per questo motivo Veltroni si guarda bene dall'alzare i toni della campagna elettorale, dall'attaccare ferocemente Berlusconi e soprattutto dal mostrarsi nemico del popolo berlusconiano.

Ma la partita è più che mai aperta, e non esistono risultati già scritti, nonostante le urla di Beppe Grillo che dice testualmente: "Cosa cazzo andate a votare?". In un paese dove un simboletto dello 0,2% dei voti rischia, arrogantemente, di spostare la data delle elezioni, le sorprese sono davvero dietro l'angolo.

Alex
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sabato, 15 dicembre 2007


Passano gli anni, ma la solfa è sempre la stessa. "Prodi deve dimettersi". "La magistratura mi perseguita". "Gli alleati non mi fanno fare quello che voglio". "I sondaggi ci danno oltre il 120%".

Non si può dire che di Berlusconi ci si sia liberati un anno e mezzo fa. Molti nostri concittadini tornano ad acclamarlo, c'è perfino chi lo vorrebbe in carica a vita, come un Pontefice. In primis in pensionati, abbarbicati al sogno di qualche euro in più nella busta della pensione. I giovani che lo vedono come un imprenditore competente in grado di portare ricchezza. Le casalinghe di Maria De Filippi che sperano, col suo ritorno, di bissare l'appuntamento settimanale con "Amici".

Nessuno ha mostrato il minimo scandalo quando, ben prima delle inchieste della magistratura, taluni senatori dichiaravano di essere stati avvicinati per tentativi di corruzione. Ormai in Italia ci si scandalizza solo per le tasse, i mutui e l'inflazione. A nessuno frega più niente della moralità, della giustizia, del senso civico. Ma forse non ce ne è mai fregato niente. E il New York Times sbaglia nel definirci un popolo triste: non siamo tristi, siamo anestetizzati, e la differenza è sostanziale. Non piangiamo per le nefandezze della politica, ce ne fottiamo e basta. Nelle piazze sfilano sempre le stesse persone, e l'informazione libera raggiunge sempre e solo gli stessi, rari soggetti.

Forse la più grande frustrazione è proprio osservare come non cambi mai nulla, anche a fronte di situazioni estreme che a prima vista sembrerebbero sconvolgere tutto il sistema. In quale paese europeo si tollera un leader dell'opposizione fare pressioni illegittime su alcuni parlamentari della maggioranza al fine di far cadere un governo democraticamente eletto? Per poi sentirlo, subito dopo, farneticare su interrogatori fantasma stile Guantanamo eseguiti da magistrati giacobini. Il tutto fra gli applausi dei fedelissimi, l'indifferenza di molti, e lo sgomento di poche, pochissime persone.

No, non credo di poter tollerare una nuova epoca berlusconiana.
Alex
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lunedì, 02 luglio 2007
"Volevo andare in televisione a raccontare cosa aveva fatto il nostro governo ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e a replicare alle stronzate di Prodi".

Il popolo dei coglioni, invece, ti diede torto e ti mandò a casa, a leccarti le ferite, a curarti la depressione. Sì perchè le elezioni vennero vinte da Prodi e dalle sue stronzate, mentre tu tentasti solo di girare la frittata e rivoltare il verdetto delle urne, minacciando decreti per ricontare le schede, per congelare l'esito del voto.

Berlusconi, tu sei stato quanto di peggio potesse partorire la società italiana.  Sei l'urlo soffocato degli evasori quando vengono scoperti, le lamentele dei giovani rampanti ricchi sfondati che da quando c'è Prodi non riescono più a mantenersi la barca. Hai fatto approvare le più tremende leggi ad personam che il Parlamento italiano abbia mai approvato, hai venduto la tua faccia e le tue idee sempre e comunque al miglior offerente, fino a promettere, al termine della campagna elettorale, di voler abolire l'Ici, ultimo numero da saltimbanco ospite delle televendite di Wanna Marchi.

Berlusconi, sei riuscito ad occupare sei televisioni e a far credere a qualcuno che invece erano in mano ai comunisti. Hai compromesso la vita politica italiana inquinando una sinistra ossessionata dal fantasma del tuo ritorno ed una destra ormai priva di valori, il cui unico scopo è propagandare paure e vendere fumo. Hai fatto indignare qualunque tipo di persona veramente liberale.

Il fatto che tu possa permetterti di comprare televisioni, senatori, piazze e giornalisti, non ti darà mai il diritto di comprare tutti quelli come noi che si opporranno sempre e comunque ai tuoi toni da stalliere, alle tue frasi da pubblicitario di terza categoria. Abbiamo lottato tempo e fa e lo faremo di nuovo, se servirà, per ridare dignità al dibattito politico di questo paese, che non merita le tue stupide considerazioni, i tuoi sporchi giochetti.

Un anno fa, alle elezioni, la sinistra vinse solo grazie al voto di una particolare categoria di cittadini, che alla Camera, dove il premio di maggiornanza era su scala nazionale, fece la differenza: i giovani. Non ci comprerai continuando a pronunciare parole come "coglioni" o "stronzate". Le volgarità sono patrimonio di chi non sa articolare le sue idee in maniera convincente, per questo hai perso e per questo perderai sempre.

E io sarò sempre qui ad assicurarmi che questo avvenga costantemente. Perchè credimi, e stanne certo, a questo mondo non ci sono solo platee ammaestrate pronte ad applaudirti. C'è un'intera fetta di questo paese che non ti darà mai più la possibilità di fare quello che hai fatto dal 2001 in poi. Gente onesta, che si opporrà con tutte le sue forze al ritorno di un personaggio losco, volgare e populista come te.

E' una promessa.

Alex
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giovedì, 28 giugno 2007
Ne parleremo fra cinque anni



Ieri il sindaco di Roma Walter Veltroni si è candidato alla guida del partito democratico ed ha dunque assunto su di sè la leadership della coalizione di centrosinistra. Le mie personali posizioni politiche sono note a tutti, ma credo che l'onestà intellettuale di constatare la realtà così com'è senza far passare nessuna sconvenienza sotto tono siano di fondamentale importanza.

Durante una puntata di "Che tempo che fa" con Fabio Fazio registrata poco più di un anno fa, Walter Veltroni dichiarava:

"Se farò ancora il sindaco di Roma nei prossimi cinque anni [evenienza verificatasi, ndr], alla fine di questo secondo quinquennio io avrò concluso la mia esperienza politica. Sì, perchè non bisogna fare la politica a vita, bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro, e ci sono tante altre cose che si possono fare"

"So che quando dico questo tutti mi guardano e dicono: guarda che furbacchione. Ma non è vero. Ne parleremo fra cinque anni e si vedrà fra cinque anni"

Questo il link del filmato su YouTube.

Non sono serviti cinque anni, caro Walter, ti sei sputtanato molto prima. Ed è un peccato, perchè il tuo discorso m'è piaciuto e credo che tu sia la persona giusta. Prendi coraggio e vai in tv a dire che da Fazio ti sei concesso il lusso di fare come Berlusconi. Abbiamo bisogno di persone serie, non di cantastorie.

Alex
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martedì, 12 giugno 2007
Telelibertà, conduce Michela Brambilla



Al padrone non bastavano le leccate quotidiane di Emilio Fede, guardato e riguardato da fan ultranovantenni arrapate dalle immagini del divin capo. Ora nasce Telelibertà, un misto fra squallida propaganda di partito e triste circolino di quartiere, dove la verità è sempre azzurra. Degna leader di questa pagliacciata è Michela Brambilla, nuova scoperta dell'ex premier, che di fronte ai suoi telespettatori avrà la funzione di vendere il fumo prodotto dalla destra italiana meglio di quanto non facciano già i demagoghi del parlamento. E nella fitta programmazione di televendita non c'è posto per Vanna Marchi; la teleimbonitrice voleva vendere sale in cambio di migliaia di euro, Berlusconi si accontenta di un voto in cambio dell'annientamento cerebrale.

Tutti si preoccupano per la debacle dei socialisti in Francia, e il conseguente trionfo dell'Ump di Sarkozy. D'altra parte la sinistra europea sta commettendo tantissimi errori, non capta il cambiamento della società e finisce per essere più conservatrice di certe destre, fra cui quella francese. In Italia lo spettacolo politico è come sempre desolante. E l'occasione per la Cdl di liberarsi di Berlusconi tarda ad arrivare. Il motivo per cui la gente va a votare la sinistra italiana non è certo legato alle sue capacità di governo, nè alla simpatia per i vari leader, ogni giorno sempre più sputtanati, ogni giorno sempre più incomprensibili. A Genova la sinistra ha vinto perchè Berlusconi a pochi giorni dal voto s'è fatto vivo di nuovo, e come dar torto a quanti sarebbero disposti a cavarsi gli occhi pur di non farlo tornare al potere.

Telelibertà nasce per rendere ancora più squallido questo panorama, per stordire ulteriormente le menti assopite delle casalinghe berlusconiane in preda ad impeti orgasmatici sotto stretta sorveglianza Mediaset. Telelibertà punta a far aumentare nell'opinione pubblica l'idea che la politica si riduca alla soluzione dei problemi personali, giustificando in questo modo slogan come "riduciamo le tasse" e "aumentiamo le pensioni". Il tutto in mano ad una soubrette che ha toccato "il tasto" giusto ed è finita nelle grazie del padrone. Ora milioni e milioni di italiani potranno scodinzolare felici sulle frequenze di una tv tanto azzurra e tanto cara.

Nel Belpaese può succedere anche questo: che il popolo si addormenti sereno davanti alla tv e non si accorga di essere stato narcotizzato. Può persino succedere che il popolino televisivo smetta di ragionare e creda seriamente a qualcosa solo perchè "l'hanno detto in tv". Nel Belpaese può succedere anche che uno come Berlusconi venga eletto due, tre, quattro volte Presidente del Consiglio. Per poi lasciare il posto ad una soubrette seducente, che risveglia gli appetiti nascosti di nonni e pensionati.

Alex



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domenica, 20 maggio 2007


«La gente mi tira per la giacca, le mamme incinte mi chiedono di mettere la mano sulla loro pancia, altri sugli occhi perché ci vedono poco... qualcuno, pensate, sulla testa perché ha pochi capelli..."

(19 Maggio 2007)

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domenica, 25 marzo 2007
Il lupo perde il pelo ma non... la menzogna

Silvio Berlusconi, Fiuggi, 25/3/07 ore 11, riferendosi al vertice del Ppe: "I leader europei del Ppe ci hanno chiesto perché non mandiamo a casa questo governo visto che è l'unico in tutta Europa che fa maggioranza con i comunisti".

Javier Jimenez, portavoce del Ppe, 25/3/07 ore 15: "L'unico punto in agenda del vertice era il cinquantenario dell'Unione europea"

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venerdì, 16 febbraio 2007
Berlusconi ci fa schifo. L'ha detto Oliviero Diliberto e subito è scattata la polemica e l'accusa di "incitamento all'odio politico". Perchè è politicamente scorretto dire quello che si pensa. Ma dire che qualcuno mi fa schifo non è un'offesa. Se gli spinaci mi fanno vomitare mi fanno vomitare e basta, ma non dico che siano cibo immangiabile, dico solo che a me fanno schifo.

Era il 4 aprile dell'anno passato. Silvio Berlusconi, durante un convegno di Confcommercio (ahimè il sindacato anche dei commercianti onesti) disse: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possono votare facendo il proprio disinteresse"

Quello era un complimento, un buffetto, stava scherzando. Non era incitamento all'odio politico, suvvia. Mi hanno insegnato che prima di dire "mi fa schifo" bisogna prendere la forchetta e assaggiare. Lo abbiamo "assaggiato" per oltre cinque anni. Adesso è lecito dirlo, e io la penso come Diliberto (anche se ha scelto il momento peggiore per dirlo)

Alex

PS: La Corte Suprema ha dato il via libera allo svogimento del processo di appello contro l'ex presidente del Consiglio in merito alla vicenda Sme.  Con la caduta dell'ultima legge ad personam della vergognosa passata legislatura, è ritornato anche un briciolo di giustizia
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mercoledì, 07 febbraio 2007
"Un malato di Aids va dal medico e gli chiede: 'Dottore cosa posso fare per la mia malattia?'; il medico risponde: 'Faccia delle sabbiature'. 'Ma dottore, mi faranno veramente bene?'. 'Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra"

Silvio Berlusconi (nel 2000)

(cristiano, cattolico, liberale, onesto, premuroso, capace, intelligente, furbo, illuminato, acuto, degno di fiducia)

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venerdì, 03 novembre 2006
Così i fedeli seguaci si sono sguinzagliati. Hanno detto, non importa chi o come, che l'uomo apostrofato al grido di "Duce, Duce" a Napoli è un personaggio senza regole, che si può far beffe della legalità, ed ecco che, come furie impazzite, i cagnolini abbaiano fino a guaire, sventolano le code, ringhiano, si dimenano, per difendere il loro padrone.

Nell'Italia della camorra, della 'ndrangheta, della Sacra Corona Unita c'è ancora chi si scandalizza degli insulti. C'è chi rifiuta l'etichetta di mafioso, perchè lo sanno tutti che poi, in fondo, la mafia non esiste. E' un'invenzione dei comunisti, che non sapevano cosa dire di Dell'Utri e Berlusconi, grandi statisti, uomini per bene.

La democrazia che tanto difendono, quella fatta di menzogne e voti comprati, mi fa più schifo delle loro facce. Facce da culo, s'intende, buoniste e benevole, ripulite con un candore che nemmeno Ava come lava.

Chissà se un giorno l'Italia riuscirà a dire basta, metterà fine a questo teatro dell'assurdo. Dentisti e notai che sfilano nelle piazze per tutelare i loro interessi, gioiellieri che dichiarano ventimila euro l'anno. Ci chiedevamo quale fosse l'Italia di Berlusconi, quella enorme macchina votante che ad ogni elezione regala al bastardissimo milioni e milioni di voti. L'abbiamo trovata nei guadagni in nero, nei bilanci truccati, nell'egoismo di chi evade sistematicamente le tasse. Che per definizione si nasconde, proprio come chi in cabina crocetta Forza Italia e poi esce fischiettando.

Alex


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domenica, 22 ottobre 2006
"il Presidente della Repubblica è uno di loro"
(Silvio Berlusconi, 21 Ottobre 2006)

"Silvio, ce l'abbiamo ancora duro, per questo ci sono tante donne"
(Umberto Bossi, 21 Ottobre 2006)



ce l'hanno ancora duro... uno senza prostata e l'altro vivo per miracolo dopo un ictus.

Ecce Italia
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venerdì, 13 ottobre 2006
In seguito all'approvazione della riforma Gentiloni sull'assetto radiotelevisivo, Sandro Bondi ha dichiarato che, "dopo aver valutato freddamente e consapevolmente tutte le conseguenze che ne possono derivare", smetterà per protesta di mangiare.

.....

Ci dispiace!



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giovedì, 22 giugno 2006
Ci risiamo

«Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma Costituzionale che darà a questo paese più democrazia e libertà.

Il deputato Silvio Berlusconi apostrofa così gli elettori che si recheranno alle urne domenica e lunedì per dire il loro no all'abominevole riforma Calderoli, partorita da un comitato di "saggi" della Cdl per accontentare tutte le anime populiste (infinite) della destra italiana. Dopo aver dato agli elettori dell'Unione il nobile titolo di "coglioni", Berlusconi torna oggi ad insultarci apertamente definendoci "indegni".

Coglioni, indegni, comunisti, bolscevichi, bollitori di bambini. Finchè a dircelo è Berlusconi, siamo solo contenti. Anche perchè, fino a prova contraria, lui adesso vale meno del due di picche e dar fiato alla bocca è rimasta la sua unica, fremebonda passione.

Parla, parla, caro Silvio, che tanto gli indegni e i coglioni andranno tutti a votare. E se qualcuno aveva dei dubbi, adesso ha le idee ben chiare.

Alex
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giovedì, 13 aprile 2006


Due più due fa quattro: all'estero sanno chi è Berlusconi, all'estero sanno chi è meglio votare
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lunedì, 13 febbraio 2006

Il Gesù della politica e la moltiplicazione dei voti

In genere schivo la guerra dei sondaggi, per evitare di sopravvalutarli o leggerli nella maniera sbagliata. Tuttavia mi irritano profondamente tutte quelle persone che vorrebbero manipolare la scienza statistica in favore del loro tornaconto, e indovinate a chi mi riferisco. I sondaggi vengono quotidianamente redatti da gente che è laureata, ha studiato la materia e applica teorie statistiche elaborate. Ci sono due modi per fare un sondaggio: nel primo caso, adotti tutte le regole necessarie per evitare di utilizzare un campione fittizio. Mi spiego meglio. Poniamo ad esempio di fare un sondaggio per l'elezione del sindaco di Milano. E' ovvio che se contatto solo ed esclusivamente i cittadini abitanti nel centro storico, i risultati non saranno campione di tutta la popolazione di Milano, viceversa se contatto solo le periferie. Nel secondo caso, te ne infischi e manipoli a regola d'arte i risultati per il tuo tornaconto. Ecco il caso del premier che, per incitare la platea di preoccupanti babbuini ad Ancona, cita un sondaggio "americano" secondo cui, e lo grida, sarebbero in testa. Una santa legge dello stato, tuttavia, prevede che ogni sondaggio condotto secondo direttive scientifiche (cioè fatto seriamente) debba essere pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio, ove può essere consultato da tutti. Da quel sito, dunque, ho tratto TUTTI i risultati degli ultimi, seri, sondaggi effettuati sulle intenzioni di voto alla Camera. Diamo un'occhiata.

Sondaggio TNS Abacus del 9/2: Unione 51%, Cdl 46,5%

Sondaggio IPR Marketing dell'8/2: Unione 52%, Cdl 47%

Sondaggio Ekma Ricerche del 7/2: Unione 52,5%, Cdl 46,5%

Sondaggio SWG del 28/1: Unione 52,7%, Cdl 46,2%

(fonte http://www.sondaggipoliticoelettorali.it)

Dai Silvio, d'accordo. Sei in testa. Ora torna a nanna, però. E' stato solo un brutto incubo.

Alex

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martedì, 07 febbraio 2006

I sondaggi ad personam

L'immagine che ho trovato dovrebbe corrispondere a quella di un uomo disperato che cerca in tutti i modi di far quadrare i conti per superare in percentuali l'avversario. Se non fosse per i capelli, ovviamente, e per la maggior simpatia che suscita! La campagna elettorale che si aprirà domenica ha già fatto intravedere la sua natura. La guerra si combatte fra sondaggi, come se i programmi fossero qualcosa di secondario, futile e anche un po' noioso. "Siamo in vantaggio!", urla Silvietto. E dall'altra parte silenzio. Molti criticano il centro sinistra per questa sua afasia momentanea. Io invece condivido pienamente questa strategia. A uno come Berlusconi devi lasciare la piazza per fare i suoi spettacolini. Non puoi replicare a uno così. Sarebbe come non ridere delle prodezze del giullare di corte, oppure interrompere il suo spettacolo per precisare al pubblico che quello che sta narrando è frutto della sua fantasia. Insomma ci sono cose che sono assodate da un pezzo, ed è controproducente rimarcarle ogni volta. Rete4 è diventata qualcosa di inaccettabile. Comizi del premier a ruota libera, talk show con quella vaccona della Pivetti passata da integerrima Presidente della Camera a insegnate di sadomaso e fetish. Secondo me tutto questo non influirà sul voto, non perchè credo che gli italiani siano intelligenti ma perchè i fatti smentiscono il giullare di corte. Sono però sicuro di una cosa: se dovesse tornare a Palazzo Chigi, sapremo con quali armi ha conquistato il consenso e potremo finalmente dire (come se non l'avessimo mai fatto): l'Italia si merita Berlusconi. Il tutto, ovviamente, mentre si è in coda in agenzia per un biglietto aereo di sola andata.

Alex

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mercoledì, 18 gennaio 2006
FOTO DI CLASSE



 
Se l'Italia è paragonabile ad un'azienda, come più volte Berlusconi ha sostenuto, non c'è dubbio che chi la gestisce dipenda direttamente dal sommo padrone, ovvero il nano di arcore. Raiuno, RaiDue, RaiTre...pa pa pam...spara le sue menzogne a raffica, ininterrottamente, con un'unica, leale sosta: giovedì 19 sera. Perchè c'è il grande fratello.

Eccoli, nella foto, i due esempi eclatanti di umanità perversa. Il padrone, docile coi sottoposti e duro con i ribelli, e la schiava, caso di indiscutibile e patologico rapporto vittima-carnefice. Il primo necessita di collocarsi nel suo ruolo di signorotto, tanto che gli interlocutori non esistono o, se ci sono, portano stretti guinzagli di acciaio attorno al collo e indiscussi segni di lobotomia temporale destra. La seconda, intenta solo ed unicamente a contenere l'orgasmo scaturito dalla vista del padrone, vorrebbe avere una coda per scodinzolare la sua fedeltà. L'agghiacciante quadretto si consuma davanti a milioni di telespettatori inermi. Ai quali, per così dire, viene concessa un'unica facoltà: scegliere di vomitare nel secchio o nel lavandino.

Quando poi il padrone si accorge che su una delle sue reti si sta svolgendo un dibattito con del contraddittorio (infame e sciagurato crimine della democrazia), prende la cornetta e chiama in diretta. Il quadretto cambia. Il guinzaglio degli ospiti è slegato, il conduttore non scodinzola e non sbava, l'unico schiavo in studio si sta leccando le ferite del dibattito. "Presidente, lei è mai stato a cena con Murdoch?". Il padrone non capisce più nulla, è accecato dall'ira, vorrebbe allungare la frusta ma non può, lo stanno guardando tutti, sarebbe troppo (poi la protezione animali s'incazza...) Ecco allora che i nodi vengono al pettine: "Il mio conflitto di interessi è diverso da quello (ipotetico, ndr) dei Ds" e "i giudici mi hanno chiamato duemila volte, vuole che per una volta non mi sia tolto lo sfizio di andarci io?..." Risposta della Finocchiaro "No certo, Presidente, il padrone è lei".

Sì, il padrone è lui. E noi vogliamo essere cani ammaestrati, docili e scodinzolanti, o Pitbull incazzati neri pronti a ringhiargli in faccia e strappargli via i limitati attributi?

Votate, cari, votate...

Alex
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giovedì, 05 gennaio 2006

"Un intreccio inaccettabile tra politica e affari". Sulla vicenda Unipol interviene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che s'intrattiene con i giornalisti rientrando a Palazzo Grazioli. Il premier attacca con evidente riferimento ai Ds e alle telefonate tra Consorte e Fassino: "Gli elettori di sinistra sono rimasti delusi e sfiduciati. Per i nostri elettori invece - ha aggiunto il premier - non sarà così".

Alle ultime elezioni sono stato un elettore di centro sinistra, e certo non mi fa piacere sapere che il leader del partito che ho votato si è immanicato, seppur legalmente, col mondo degli affari. Indignato a tal punto che, effettivamente, l'idea di rivotare quel partito non mi solletica più di tanto. Con ciò, rimango senza parole, come sempre, davanti alle esternazioni di Berlusconi. L'uomo più indagato del mondo, l'uomo più immanicato d'Italia in affari e politica, mantenendo in entrambi il primato assoluto come uomo di potere, si è permesso di dire che "c'è un intreccio inaccettabile fra affari e politica". Premesso che piuttosto che votare la destra mi farei tagliare non una ma entrambe le mani, Berlusconi mi ha fatto tornare in mente il calibro della battaglia che stiamo combattendo. Siamo sempre lì lì fra scegliere alle urne tra una merda fredda e una riscaldata (come dice spesso beppe Grillo). E un giorno tutto questo dovrà cambiare. Ma l'importanza di scegliere una merda calda, oggi come oggi, piuttosto che l'arroganza e il crimine di quell'uomo, diventa priorità assoluta, per salvare il salvabile. Non un giorno di tregua da qui al 9 aprile. Non perchè spinto da tifo da stadio per il partito del cuore (che non ho), ma perchè mi rendo conto che la battaglia è decisiva, seppur condotta fra poveri.

Alex

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giovedì, 15 dicembre 2005

(Riferendosi agli italiani, ndr), "Non credo che possano essere così stupidi e superficiali da affidarsi a questi signori della sinistra, mestieranti che fanno politica per lavoro e che hanno sempre sbagliato tutto"

 

 

E’ tardo pomeriggio quando leggo sul web che Berlusconi mi ha dato dello stupido, e insieme a me ha insignito metà degli italiani di questo titolo onorifico. Sono contento che Silvio mi definisca un cretino, perché vuol dire che sta commettendo l’errore che mi sono prefisso di non fare mai: ritenere il mio avversario uno stupido. Non credo che Berlusconi lo sia: il premier è borioso, arrogante, egocentrico e disonesto, ma sicuramente non è uno stupido. Ha saputo scalare le vette del potere, è riuscito ad evitare il carcere quando sembrava che solo il buon Dio potesse riuscire a toglierlo dalle mani della giustizia. Ha rafforzato il suo impero economico, ha conosciuto ipotenti della terra e, quel che più lo rende felice, ha fatto palare di sé ogni giorno di ogni mese da quando ha deciso di rovinare questo paese. Giunto al termine della sua corsa, è normale che si lasci sfuggire di mano la situazione. Ha sistemato i suoi conti, non rischia più di finire in gattabuia, è arrivato a fare il Presidente del Consiglio, carica più potente dello Stato, e fra ncamente non potrei immaginarmi un paese in cui si parli di lui ancor più di quanto non si faccia adesso. Fine, per Berlusconi non esistono altre tappe, se non quella suprema. C’è chi parla di quirinale, ma secondo me nemmeno lui lo brama così ardentemente, dopo che con la sua riforma Costituzionale ha reso il Presidente della Repubblica al pari di un quadretto folkloristico da appendere alle pareti degli uffici pubblici. Giunti all’ultimo piano di un palazzo, non si può che scendere e basta. O rimanerci. Ecco, lui sta tentando di mettere radici a Palazzo Chigi, ma continua a fare errori, giorno dopo giorno. Primo fra tutti, ritenermi uno stupido. Continua così, Silvio caro. Mi fa solo piacere sapere che ci sottovaluti.

 

 

Alex

 

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giovedì, 22 settembre 2005

La storia è sempre quella, un po’ malata e un po’ teneramente naturale. In un gruppo di amici si litiga, poi ci riappacifica, alla fine si finisce per ritrovarsi. Tremonti era stato cacciato dal governo, un anno fa, perché alcuni partiti lo ritenevano inadeguato. Si diceva che non sapesse nemmeno fare i conti. E non lo diceva l’opposizione, lo diceva Gian fra nco Fini. Cacciato senza pietà, perché ritenuto incapace di gestire l’economia italiana. Oggi ripescato, come a Miss Italia, perché qualcuno avanti a lui si è ritirato da una gara evidentemente truccata. La dignità non esiste dentro i palazzi del potere, e Giulietto, zitto zitto, è tornato a sedere sulla poltrona dalla quale lo avevano disarcionato. L’anno scorso non era adeguato, oggi, per miracolo divino, è tornato ad essere una persona affidabile. Se non si trattasse dei nostri soldi potremmo anche gustarci lo spettacolo felici di questo riavvicinamento fra amici. Invece i soldi sono nostri, e io sono personalmente molto preoccupato di come andranno le cose da qui alle elezioni. Fazio non sembra deciso a mollare il posto, e la maggioranza pensa a come vincere le prossime consultazioni popolari, cercando di stilare una finanziaria demagogista e di cambiare le regole del gioco per far sembrare vincente chi in realtà ha perso. Queste sono le persone che noi paghiamo profumatamente per governare il paese. Su questo blog si sono spese troppe parole per descrivere quanto questi atteggiamenti siano poco rispettosi dell’intelligenza umana. Un sano silenzio credo sia più che legittimo. Non sappiamo più cosa dire. Va bene, Silvio, hai vinto tu. Ti facciamo una bella legge ad hoc che dice “Silvio Berlusconi non potrà mai essere condannato e non potrà mai andare in carcere”. Ora però ti levi dai coglioni?

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lunedì, 05 settembre 2005

Il Presidente si dà dieci e lode per il suo operato, descrivendo un’Italia sempre più ricca, un paese che vive nel benessere, con le sue aziende in piena fioritura e un sistema socio-economico efficiente e organizzato. Una settimana fa aveva detto che per lui era un sacrificio ricandidarsi. La risposta arrivò secca da un partito della sua stessa coalizione: “Nessuno glielo chiede”. Ormai da più di quattro anni siamo soliti sopportare le farneticazioni di Berlusconi, i suoi mondi ideali e le sue vendite di fumo. Si può dire che tutto sommato non è né migliorato né peggiorato rispetto a quell’individuo che il 13 Maggio 2001 la maggioranza degli italiani ha messo al governo. Più di tutti mi stupisce il partito moderato dell’Udc, che ogni giorno critica il governo, ma che in Parlamento vota fedele ogni boiata che il sire di Arcore propone per salvare le sue aziende, la sua fedina penale, i suoi soldi e la sua immagine. Un falso doppio gioco che per certi versi farebbe irritare chiunque, Berlusconi incluso, se non fosse che lui stesso vive di doppi giochi e certo non potrebbe predicare moralità fra i suoi simili. Inizia la campagna elettorale delle menzogne, di cui vivremo i momenti più alti nella stesura dei “successi” di questo governo, un po’ come quando i meno educati vanno in giro a vantarsi dell’odore delle proprie puzzette. Sarà più o meno così. Berlusconi colonizzerà ogni programma televisivo, in cerca di indecisi da incantare col flauto magico dei sogni ad occhi aperti. Qualcuno si farà abbindolare, è certo. Qualcuno ancora nemmeno si è svegliato dopo questi 4 anni di incantesimo berlusconiano. Dieci e lode, presidente. Promoveatur ut amoveatur.

 

 

 

Alex

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lunedì, 18 luglio 2005

In merito al passaggio di Gilardino al Milan, costato alla società rossonera 24 milioni di euro, Galliani ha dichiarato: "Dobbiamo ringraziare anche questa volta Silvio Berlusconi, perchè ha fatto un grande, grande sforzo economico".

Senza parole

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mercoledì, 27 aprile 2005

Sarò volgare…d’altra parte vengo da un weekend a Londra con amici durante il quale ho acquisito un linguaggio direi pittoresco…

 

Mi stupiscono sempre le facce da culo di Forza Italia che dipingono un governo fantastico e ineccepibile, degno di lode e menzione. Io lo definirei invece una locomotiva rotta e rumorosa che da quattro anni spinge un treno (l’Italia) verso un camion di letame. Che berlusconi parli di regime comunista è noto a tutti, soprattutto perché col suo sorrisino da paresi del nervo facciale si diverte a sminuzzare i coglioni degli italiani fantasticando su democrazie negate. Lui, invece, è sempre garante di un governo liberista e liberale, tanto che possiede tre televisioni e metà del paese, più liberismo di così cosa vogliono i nostri industriali? Il problema è che tanto bravi non sono nemmeno quelli della sinistra, che non avendo un programma alternativo aspettano l’implosione naturale delle destre in seguito alla quale vincerebbe le elezioni anche topolino. Un opposizione coi controcazzi sarebbe scesa in piazza con un paio di milioni di persone (e sono certo che ci sarebbero riusciti, a giudicare da tutti quelli che lo vogliono morto) e avrebbe cancellato la parola Berlusconi da Palazzo Chigi. Invece no, siccome siamo tutti corretti, per un altro annetto ci becchiamo l’ennesimo dito nel culo e aspettiamo di arrivare in mutande davanti all’Europa con le mani tese in avanti in attesa della scudisciata. La politica è una brutta bestia e a volte maledico il giorno in cui ho deciso di interessarmi di lei al posto di chiudermi in uno stadio a sfogare gli istinti repressi, ma tutto sommato per metà ci credo ancora. Credo che dieci manifestazioni pacifiche organizzate con intelligenza butterebbero giù dal trono berlusconi e berlusconini, bondi e bondini, coglioni e coglioncini. Non voglio più guardare quella faccia di merda affacciarsi nel sacro Parlamento italiano a mentire, dire stronzate, farsi leccare da Schifani. Voglio che per una volta il più classico dei cazzi in culo se lo prendano loro con tutta la cricca di ladri, voglio che in Italia torni il benessere che deve esserci, perché è vero, siamo un grande paese, governato da piccoli uomini che non siedono sulle spalle di giganti, che sfruttano l’ignoranza, che si riempiono la bocca di riforme e moderatezza mentre vomitano insulti e populismo. Sono decisamente stufo di berlusconi bis, tres e quater. NON LO VOGLIO VEDERE PIU’ E COME ME MILIONI DI ITALIANI. Se la sinistra coglie questo messaggio forse può vincere, altrimenti davvero candidiamo Minnie che forse prende più voti.

postato da: alexperry alle ore 21:03 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 09 aprile 2005

In questi giorni mi sono più volte esercitato nell’arte del filtraggio delle cose che giungevano alle mie orecchie e ai miei occhi, ovunque sentissi il gregge belare, rizzavo le antenne e dicevo la mia. Qualche esempio, fra tanti:

Guardando i funerali in tv del Papa, ieri, sono giunto a due conclusioni. La prima: il cardinal Ratzinger non vedeva l’ora che sua santità tirasse le santissime cuoia. La sua predica è stata banale e scontata, di fronte al feretro di un uomo che ha fatto 27 anni di storia della Chiesa che difficilmente verranno cancellati. Non sono uno strenuo difensore del pontificato di Karol, a mio parere costellato di luci e ombre. Ma di quello sguardo semplice e amichevole di Giovanni Paolo II non è rimasto nulla nelle parole di Ratzinger, che se avesse potuto avrebbe incentrato la predica su quanto gli facciano schifo l’uomo e le sue terrene abitudini, di cui secondo me lui si priva ben poco. La seconda: l’Italia non è un paese laico. Su sette canali principali, sei trasmettevano in diretta le esequie del Papa. Credo che la parola “spreco” sia ancor troppo eufemistica, e qui mi fermo per carità di patria (come disse il Berlusca a Ballarò!). Mandiamo qualcuno a dire queste cose in tv e vediamo come reagisce Giovanardi (dio, come non lo sopporto, penso raggiunga limiti di intollerabilità che Bondi e Schifani assieme potrebbero oltrepassare solo se si impegnassero…)

A proposito di elezioni, non posso proprio dire di andare contro il belare del gregge, ma mi associo piuttosto a poco più della metà degli italiani. C’è ancora qualcuno che pensa che tv e giornali siano in mano alla sinistra…e qui ho compreso la scelta di Berlusconi di sedere in un salotto di parte. Quel suo star lì, nell’unica trasmissione “di sinistra” rimasta alla Rai, Berlusconi legittimava le sue stesse, ridicole parole. Martedì sera si è comunque suonato il rintocco d’inizio della nuova campagna elettorale per il 2006. Siete caldi?

Io ODIO la canzone “quando i bambini fanno ohhhhhhh”. La odio perché è banale, la odio perché è mielosamente mielosa, roba che se la assaggi vai in coma diabetico. Non tollero la sua presenza alle mie orecchie, devo tapparmele, devo frenare i miei istinti omicidi. E sapete cosa più mi infastidisce? Quelli che ascoltandola la elogiano e poi mi dicono “Ti piace, è bellissima, vero?” e io “LA ODIOOOOOOOOOO”. Già solo l’immagine del bambinetto frignone che apre le labbra e fa “ohhhhhhh” mi fa contorcere il colon trasverso su se stesso. Ma non per altro, è che NON SI PUO’ FARE UNA CANZONE SU UN PIFFERO DI BAMBINO CHE SBADIGLIA, ANNOIATO DA UN PADRE SCRITTORE DI CANZONI CHE PERFINO ALLO ZECCHINO D’ORO DEFINIREBBERO INFANTILI. Credetemi, non è facile odiare qualcosa che ti propinano ogni due per tre davanti. E gli antiberlusconiani sanno di cosa sto parlando! J

Alex

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domenica, 16 gennaio 2005

“Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi”. Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esordisce oggi in un discorso ai suoi delfini azzurri, pronti a guizzare fuori dalle acque azzurre della vasca azzurra per emettere il loro tipico squittio di approvazione. Miseria, terrore, morte. Le tre piaghe di Arcore dopo le sette d’Egitto. O forse ne verranno aggiunte altre quattro, come l’uccisione dei primogeniti di tutti gli esponenti del governo, l’invasione dei “cavalletti”, il mare che si tingerà di un’inevitabile rosso comunista e uno sciame di insetti dichiaratamente filo-sovietici (i mosconi) che invaderanno la penisola intera. Silvio non è nuovo a esternazioni fantasiose sui suoi avversari politici. Lui dice di difendersi. Evidentemente non ha gradito il fatto che nell’Italia liberale da lui capitanata esistono ancora reati come la corruzione giudiziaria e il concorso esterno in associazione mafiosa. Sarebbe tuttavia superficiale chiamare la neurodeliri e darle l’indirizzo di Palazzo Chigi: il Cavaliere non è affetto da psicopatologie strane, se non da una lieve e soprattutto inosservabile punta di megalomania tendente al divino. Un Dio buono, che sa perdonare. Ma che non perde tempo a profetizzare miseria, terrore e morte al popolo che non seguirà la sua buona novella.

La sibilla nostrana ignora che miseria, terrore e morte siano tipici non solo dei regimi comunisti ma anche, e soprattutto, di quelli di estrema destra. Ah, già. Dimenticavo. Mussolini, nella mente di Berlusconi, era un saltimbanco al limite capace di mandare la gente al confino, in vacanza. Tutto questo con estrema irritazione della nipote Alessandra Mussolini la quale certamente immaginò: “Vogliono far passare mio nonno per un demente cronico incapace di ammazzare un paio di ebrei e qualche dissidente”. Tutto torna nell’astrusa logica degli eventi berlusconiani. Per lui non fanno differenza le vicende fumettistiche della Gad e i seri (ahimè) regimi dittatoriali appartenenti alla storia dell’amicone Valdimir Putin. Nella sua testa ci sono solo gli orgasmi multipli di Schifani e Bondi scaturiti dalla sua vista. Le vicende giudiziarie dei suoi amici d’infanzia, Previti e Dell’Utri, con i quali festeggiare il Capodanno davanti a Champagne e cotechino ricordando i vecchi tempi andati, fra una bustarella e l’altra. Tempi nemmeno poi così lontani, devono aver pensato quest’anno. Miseria, morte, terrore. Verso chi si macchierà di non aver condiviso le libertà di questo governo. Il suo progetto politico volto a sconfiggere la criminalità (in aumento), la povertà (in aumento), le tasse (checchè se ne dica, in aumento) e i coglioni (esponenzialmente in aumento).

Berlusconi pensa al futuro perché il presente è meglio lasciarlo da parte, nevvero, caro Silvio? Miseria, morte, terrore. Ma abbi la creanza di tacere, una volta tanto, almeno nel rispetto di chi in queste condizioni vive quotidianamente, idiota.

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domenica, 02 gennaio 2005
Partecipa anche tu all'iniziativa "dona 1 euro per ricomprare il cavalletto al mantovano". Da tutti i cellulari tim, vodafone, wind... :-))
postato da: alexperry alle ore 20:29 | Permalink | commenti (4)
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