mercoledì, 24 dicembre 2008
"Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o di cui venga a conoscenza nell'esercizio della professione [...]. Il medico non deve rendere al Giudice testimonianza su fatti e circostanze inerenti il segreto professionale" (art. 10 del Codice Deontologico per la Professione di Medico-Chirurgo).

Il Vaticano non si rassegna. Non può permettere che in Italia un cittadino scelga liberamente come disporre della propria vita. Gioca le sue ultime carte, estremamente scorrette. Prima il diktat del Ministro Sacconi, poi le rivelazioni di un medico che nessuno ha autorizzato a violare il primo dovere di ogni sanitario, ovvero il segreto professionale. Ammesso che dica tutta la verità.

Il dott. Giuliano Dolce, neurologo, pubblica sulle pagine del quotidiano Avvenire alcune informazioni sullo stato di salute di Eluana Englaro per dare man forte al potere vaticano. Ritengo personalmente che queste affermazioni violino il segreto professionale in quanto rendono noti a tutti alcuni particolari della storia clinica di un privato cittadino che non ha mai autorizzato, nè personalmente nè attraverso delega dei familiari, la pubblicazione di tali informazioni. Ma anche tralasciando l'aspetto medico-legale, molti altri medici si sono soffermati sull'assurdità dei contenuti di queste affermazioni, che comunque non intendo riportare in quanto riguardanti la sfera privata (e santo cielo potessi mettere quattromila grassetti su questo "privata" ce li piazzerei tutti!) di un essere umano.

Ora il Vaticano, dopo aver arruolato i politici, cerca di arruolare i medici. Non so dove vogliano arrivare, ma la vera dignità sta nel lasciare in pace questa povera ragazza ed i suoi familiari. Urlano e gridano la volontà di salvare una vita umana. Prima di tutto, signori miei, salvate la sua sacrosante dignità di essere umano.

Alex
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mercoledì, 03 dicembre 2008


Sembra paradossale, ma anche in Italia ci sono dei limiti. L'abbiamo scoperto per la prima volta ieri. Mentre il Vaticano si opponeva alla firma di due trattati  delle Nazioni Unite in favore di disabili e omosessuali il Governo decideva di aumentare le tasse sulla pay-tv. Ovviamente lo scandalo si è scatenato per quest'ultimo motivo e non certo per le prese di posizione naziste di una Chiesa che vuol definirsi cristiana. In meno di 24 ore Sky ha confezionato un bellissimo spot anti governativo che denuncia l'incongruenza fra gli annunci fatti in campagna elettorale sulle tasse ed i provvedimenti effettivamente varati.

Trovo che in questa vicenda si nasconda tutto il peggio della cultura italiana. Premesso che francamente non ho nulla da contestare al merito del provvedimento preso dal Governo, ci sono due aspetti che vale la pena sottolineare.

Il capo del Governo italiano possiede parte delle televisioni che fanno concorrenza a Sky. Il Presidente del Consiglio e la sua famiglia, dunque, beneficeranno direttamente dei provvedimenti presi dal premier stesso. Chi reputa questa situazione degna di un paese democratico dovrebbe, a parer mio, chiedersi quanto meno cosa significhi il concetto di libero mercato tanto sbandierato dal partito di Silvio Berlusconi.

Sky, dal canto suo, si scopre improvvisamente rivoluzionaria. Incita i suoi telespettatori a scrivere al Governo per cancellare l'aumento delle tasse sulla pay tv. Non importa quello che sta succedendo nel frattempo. Le Università possono andare in malora. Lo stato può fare bancarotta. I tetti delle scuole possono crollare sulle teste dei diciassettenni. Il razzismo può sentirsi coccolato da un Governo che nicchia di fronte alle discriminazioni di tutti i giorni. Le donne possono dimenticarsi un futuro in cui poter realizzare il lavoro che più amano senza dover rinunciare ad una famiglia e ai figli.

Toglietemi tutto, anche la dignità, ma non la pay tv.

Alex
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