domenica, 26 ottobre 2008
Dai successi berlusconiani di aprile, quando un lunedì come gli altri ha regalato alla mafia e alla massoneria il plebiscito del popolo italiano, ho cominciato a sperare che questo Paese venisse punito per la sua ignoranza e la sua disonestà. Un paese che per il 48% vota un partito devoto al crimine o peggio ai valori fascisti necessita di una cura drastica, capace di stremare la Nazione intera ed indurla a comprendere la differenza fra uno spot pubblicitario ed un programma elettorale.

Il governo Berlusconi sta per distruggere tutto ciò che per Costituzione dev'essere garantito ai cittadini. Scuola, salute, ricerca, giustizia. Lo stato si vanta di salvare banche e banchieri, speculatori e paraculi, ma quando in gioco c'è la pelle dei più onesti ecco che una Ministra, finta fino alla punta estrema degli umani visceri, disintegra scuole ed università per ordine del capo. In un sistema fascista non conviene investire nel progresso della società. A Berlusconi e ai suoi sodali serve un popolo ignorante pronto ad essere manipolato ad uso e consumo del potere. Uno schema perfetto.

Il dramma nel dramma è che qualcuno si è comprato anche le opposizioni, ridotte a sparute manifestazioni liquidate dalle tv di regime come capannelli di facinorosi e fannulloni. Non c'è nemmeno più un capo popolo. Nessuno disposto a farsi gonfiare le vene del collo per indire una rivoluzione. Questo mi preoccupa, ancor più della monnezza berlusconiana. Se chi si oppone a questo ignobile piano fascista non trova rappresentanza nelle istituzioni e nei partiti finisce o per gettare la spugna o per imbracciare le armi.

Quello che questa finta destra sta facendo all'Italia è frutto di scelte prese a maggioranza in libere elezioni. Per gli evasori, i ladri, e perchè no, anche gli ignoranti e gli illusi. Ma per chi ha una laurea in tasca e si trova a dover scegliere fra il call center e la fuga all'estero, non è giusto che si scateni l'inferno. Oggi l'Italia e il suo progresso vengono distrutti da scelte elettorali fatte in aprile.

Con orgoglio, ma troppa rabbia, andiamo in giro urlando "Io non ho votato Berlusconi". Non basta a consolarmi per quelle migliaia di ricercatori bravi e preparati che dovranno smettere di lavorare per accontentare i disegni criminali del governo. Non basta a placare la mia rabbia per le generazioni future che saranno figlie di una riforma della scuola retrograda e conservatrice. E non mi basta nemmeno sapere che a pagare tutto questo saranno anche quelli che Berlusconi l'hanno votato. Perchè so che tanto non cambierà nulla, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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martedì, 14 ottobre 2008
« Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. »
(Robert F. Kennedy, citando G. B. Shawn)

Mentre i nodi vengono al pettine e George W. Bush, nonostante il viscido appoggio di Berlusconi, si trova nei guai fino al collo, in America la speranza è tornata fatalmente a portata di mano e si chiama Barack Obama. Alle elezioni americane votano solo decine di milioni di cittadini, ma gli effetti si ripercuotono su sei miliardi di persone. Gli italiani, pace all'anima loro, sono riusciti ad eleggere Silvio Berlusconi per ben tre volte. Ma Berlusconi, nonostante l'autostima tendente al divino, rappresenta un male minore, molto minore rispetto al potere che assume il Presidente degli Stati Uniti d'America.

A questo mondo c'è ancora chi si fa condizionare dal colore della pelle, ma l'argomento cade nel momento in cui personalmente ritengo inutile e dannoso tentare un dialogo con costoro e la loro disumanità. Barack Obama non rappresenta la novità nè per il colore della sua pelle nè per la straordinaria caparbietà con cui ha soffiato la nomination democratica a Hillary Clinton. Le sue idee innovative, progressiste e idonee alla soluzione dei problemi che affliggono l'America e il mondo di oggi sono l'unico vero motivo per il quale vale la pena votare Obama e cancellare gli errori di otto anni di governo Bush.

Dai repubblicani sono derivate tutte le sciagure di questi ultimi anni. Le guerre in Iraq e in Afghanistan, le strategie della paura e della xenofobia, la speculazione finanziaria madre di questa assurda ed evitabile crisi economica pagata coi soldi dei contribuenti. Per non dimenticare l'integralismo religioso con il quale Bush, la Palin e McCain vorrebbero festeggiare le condanne a morte ma proibire, disgustati, anticoncezionali e aborto. I conservatori moderni hanno soffiato fino alla nausea sull'ignoranza e sui pregiudizi diffusi nella gente. Senza questi elementi la destra americana, e pure quella italiana, non avrebbero mai potuto raccimolare così tanti voti.

Non avremo molte altre occasioni di vincere questa partita. Il 4 novembre noi italiani potremo solo stare a guardare. Nessuno meglio di noi sa cosa vuol dire veder eleggere un mascalzone a colpi di populismo. E' il fattore che più mi spaventa, perchè in giro c'è tanta, troppa ignoranza. Mi auguro solo che l'America, come è stato per moltissimi anni, riesca ad evolversi prima di noi e ad insegnarci cosa significa la parola democrazia.

"I have a dream that one day this nation will rise up and live out the
true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal."

(Non ritengo sia necessario citare la fonte...)

Alex
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