Dai successi berlusconiani di aprile, quando un lunedì come gli altri ha regalato alla mafia e alla massoneria il plebiscito del popolo italiano, ho cominciato a sperare che questo Paese venisse punito per la sua ignoranza e la sua disonestà. Un paese che per il 48% vota un partito devoto al crimine o peggio ai valori fascisti necessita di una cura drastica, capace di stremare la Nazione intera ed indurla a comprendere la differenza fra uno spot pubblicitario ed un programma elettorale.
Il governo Berlusconi sta per distruggere tutto ciò che per Costituzione dev'essere garantito ai cittadini. Scuola, salute, ricerca, giustizia. Lo stato si vanta di salvare banche e banchieri, speculatori e paraculi, ma quando in gioco c'è la pelle dei più onesti ecco che una Ministra, finta fino alla punta estrema degli umani visceri, disintegra scuole ed università per ordine del capo. In un sistema fascista non conviene investire nel progresso della società. A Berlusconi e ai suoi sodali serve un popolo ignorante pronto ad essere manipolato ad uso e consumo del potere. Uno schema perfetto.
Il dramma nel dramma è che qualcuno si è comprato anche le opposizioni, ridotte a sparute manifestazioni liquidate dalle tv di regime come capannelli di facinorosi e fannulloni. Non c'è nemmeno più un capo popolo. Nessuno disposto a farsi gonfiare le vene del collo per indire una rivoluzione. Questo mi preoccupa, ancor più della monnezza berlusconiana. Se chi si oppone a questo ignobile piano fascista non trova rappresentanza nelle istituzioni e nei partiti finisce o per gettare la spugna o per imbracciare le armi.
Quello che questa finta destra sta facendo all'Italia è frutto di scelte prese a maggioranza in libere elezioni. Per gli evasori, i ladri, e perchè no, anche gli ignoranti e gli illusi. Ma per chi ha una laurea in tasca e si trova a dover scegliere fra il call center e la fuga all'estero, non è giusto che si scateni l'inferno. Oggi l'Italia e il suo progresso vengono distrutti da scelte elettorali fatte in aprile.
Con orgoglio, ma troppa rabbia, andiamo in giro urlando "Io non ho votato Berlusconi". Non basta a consolarmi per quelle migliaia di ricercatori bravi e preparati che dovranno smettere di lavorare per accontentare i disegni criminali del governo. Non basta a placare la mia rabbia per le generazioni future che saranno figlie di una riforma della scuola retrograda e conservatrice. E non mi basta nemmeno sapere che a pagare tutto questo saranno anche quelli che Berlusconi l'hanno votato. Perchè so che tanto non cambierà nulla, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Il governo Berlusconi sta per distruggere tutto ciò che per Costituzione dev'essere garantito ai cittadini. Scuola, salute, ricerca, giustizia. Lo stato si vanta di salvare banche e banchieri, speculatori e paraculi, ma quando in gioco c'è la pelle dei più onesti ecco che una Ministra, finta fino alla punta estrema degli umani visceri, disintegra scuole ed università per ordine del capo. In un sistema fascista non conviene investire nel progresso della società. A Berlusconi e ai suoi sodali serve un popolo ignorante pronto ad essere manipolato ad uso e consumo del potere. Uno schema perfetto.
Il dramma nel dramma è che qualcuno si è comprato anche le opposizioni, ridotte a sparute manifestazioni liquidate dalle tv di regime come capannelli di facinorosi e fannulloni. Non c'è nemmeno più un capo popolo. Nessuno disposto a farsi gonfiare le vene del collo per indire una rivoluzione. Questo mi preoccupa, ancor più della monnezza berlusconiana. Se chi si oppone a questo ignobile piano fascista non trova rappresentanza nelle istituzioni e nei partiti finisce o per gettare la spugna o per imbracciare le armi.
Quello che questa finta destra sta facendo all'Italia è frutto di scelte prese a maggioranza in libere elezioni. Per gli evasori, i ladri, e perchè no, anche gli ignoranti e gli illusi. Ma per chi ha una laurea in tasca e si trova a dover scegliere fra il call center e la fuga all'estero, non è giusto che si scateni l'inferno. Oggi l'Italia e il suo progresso vengono distrutti da scelte elettorali fatte in aprile.
Con orgoglio, ma troppa rabbia, andiamo in giro urlando "Io non ho votato Berlusconi". Non basta a consolarmi per quelle migliaia di ricercatori bravi e preparati che dovranno smettere di lavorare per accontentare i disegni criminali del governo. Non basta a placare la mia rabbia per le generazioni future che saranno figlie di una riforma della scuola retrograda e conservatrice. E non mi basta nemmeno sapere che a pagare tutto questo saranno anche quelli che Berlusconi l'hanno votato. Perchè so che tanto non cambierà nulla, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

