Improcessabile per legge, questa non è democrazia
Oggi in Piazza Navona, a Roma, si riuniscono tutti i cittadini nauseati dalla scellerata ma certo non nuova politica berlusconiana dei privilegi e delle nefandezze. Ci troviamo di fronte a due proposte di legge, una che blocca i processi in corso e l'altra che garantisce l'immunità giudiziaria alle alte cariche dello stato. Due proposte che minano l'essenza stessa della democrazia per la quale ogni cittadino ha pari diritti ed opportunità di fronte alla legge.
Il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di farsi processare. Sostiene di farlo poichè innocente, ma gli innocenti non vedono l'ora di essere giudicati per chiarire la loro posizione, non cercano in tutti i modi di evitare il giudizio. La coda di paglia del nostro nano di corte raggiunge dimensioni ragguardevoli se si pensa alle telefonate intercettate nelle quali raccomanda signore e signorine ai suoi vassalli, senza dimenticare il processo Mills, vera spina nel finaco dell'impunità made in Italy.
Siamo lo zimbello del mondo; lo dimostrano i commenti dei giornalisti esteri, malgrado l'aiutino di George W. Bush all'amico Silvio, il quale, in cambio, probabilmente avrà procurato al presidente americano una tessera di iscrizione alla P2 nuova di zecca. Il dramma di questa vicenda è che se nel 2001 potevamo solo immaginare questo scempio (e quindi in qualche modo votare Berlusconi poteva apparire tremendo ma non agghiacciante), lo scorso aprile conoscevamo benissimo il copione di questa tragedia e in molti si sono ugualmente prestati, con omertà e leggerezza, a sostenere Mister Impunità.
Approvato il lodo Schifani o Alfano, chiamatelo come volete, avremo gettato nuovo fango sulla democrazia italiana. Poco importa, forse, per quelli che pensano solo al tornaconto personale, al piccolo orticello che li circonda. A me interessa, invece, perchè il paese in cui vivo si dimostra incapace di reagire alla mafia di stato. Perchè questa altro non è se non mafia, dal momento che protegge i potenti dalla giustizia erende i deboli indifesi. Certamente prima o poi la Natura porterà con sè Berlusconi, e non è certo una minaccia, solo un'oggettiva considerazione. Quello che il tempo non riuscirà a cancellare sono queste devianze democratiche, capaci di seminare tra giovani e meno giovani l'idea che le leggi si possano scrivere e riscrivere a proprio piacimento. Io non l'ho votato, lo dico in maniera così orgogliosa da riuscire perfino a trarne un briciolo di consolazione. Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa di tutti i miei concittadini, ma non è così. Perciò mi adeguo al volere della maggioranza, aggrappandomi all'unica arma che che ci hanno regalato i nostri nonni con il sangue. Si chiama Costituzione. Non toccheranno anche quella, o sarà rivoluzione.
Alex
PS: Il Presidente del Consiglio dichiara questa sera di ritenersi l'immagine del Paese. Non so a quale paese e a quali cittadini si riferisca (forse a Previti, Dell'Utri, Riina e Provenzano), ma una cosa è sicura: non si permetta di rappresentare me. Nè ora nè mai più.
Il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di farsi processare. Sostiene di farlo poichè innocente, ma gli innocenti non vedono l'ora di essere giudicati per chiarire la loro posizione, non cercano in tutti i modi di evitare il giudizio. La coda di paglia del nostro nano di corte raggiunge dimensioni ragguardevoli se si pensa alle telefonate intercettate nelle quali raccomanda signore e signorine ai suoi vassalli, senza dimenticare il processo Mills, vera spina nel finaco dell'impunità made in Italy.
Siamo lo zimbello del mondo; lo dimostrano i commenti dei giornalisti esteri, malgrado l'aiutino di George W. Bush all'amico Silvio, il quale, in cambio, probabilmente avrà procurato al presidente americano una tessera di iscrizione alla P2 nuova di zecca. Il dramma di questa vicenda è che se nel 2001 potevamo solo immaginare questo scempio (e quindi in qualche modo votare Berlusconi poteva apparire tremendo ma non agghiacciante), lo scorso aprile conoscevamo benissimo il copione di questa tragedia e in molti si sono ugualmente prestati, con omertà e leggerezza, a sostenere Mister Impunità.
Approvato il lodo Schifani o Alfano, chiamatelo come volete, avremo gettato nuovo fango sulla democrazia italiana. Poco importa, forse, per quelli che pensano solo al tornaconto personale, al piccolo orticello che li circonda. A me interessa, invece, perchè il paese in cui vivo si dimostra incapace di reagire alla mafia di stato. Perchè questa altro non è se non mafia, dal momento che protegge i potenti dalla giustizia erende i deboli indifesi. Certamente prima o poi la Natura porterà con sè Berlusconi, e non è certo una minaccia, solo un'oggettiva considerazione. Quello che il tempo non riuscirà a cancellare sono queste devianze democratiche, capaci di seminare tra giovani e meno giovani l'idea che le leggi si possano scrivere e riscrivere a proprio piacimento. Io non l'ho votato, lo dico in maniera così orgogliosa da riuscire perfino a trarne un briciolo di consolazione. Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa di tutti i miei concittadini, ma non è così. Perciò mi adeguo al volere della maggioranza, aggrappandomi all'unica arma che che ci hanno regalato i nostri nonni con il sangue. Si chiama Costituzione. Non toccheranno anche quella, o sarà rivoluzione.
Alex
PS: Il Presidente del Consiglio dichiara questa sera di ritenersi l'immagine del Paese. Non so a quale paese e a quali cittadini si riferisca (forse a Previti, Dell'Utri, Riina e Provenzano), ma una cosa è sicura: non si permetta di rappresentare me. Nè ora nè mai più.


