Questo blog ha aperto i battenti nel Dicembre del 2003. In quel periodo c'erano giornalisti che sparivano dalle tv, comici censurati alle prime puntate dei loro programmi, leggi costruite appositamente per compiacere gli interessi giudiziari del Presidente del Consiglio e del suo clan. Questo blog nacque cinque anni or sono per combattere in favore della libertà di informazione messa a repentaglio da Silvio Berlusconi.
A 25 anni, non compiuti ma dichiarabili, mi trovo a fare i conti con la mia coscienza. E' difficile spiegare a chi non si interessa di politica quanto sia imperante il desiderio di tirar fuori le proprie idee e le proprie passioni per metterle al servizio di una causa. E' difficile mostrare a chi appare indifferente quanto sia grave che un candidato premier definisca eroe un boss mafioso condannato a tre ergastoli. Ma soprattutto è ancora più difficile accettare l'idea che davvero in questo paese sia possibile dire tutto, ma proprio tutto, e fare tutto, ma proprio tutto, senza che il popolo aguzzi l'ingegno e dica: "no, io questo non lo voto".
Giovedì sera, in piazza del Duomo, a Milano, ho guardato i volti che popolavano la piazza. Vi posso assicurare che per la prima volta in vita mia ho sentito stretto al cuore uno straordinario senso di appartenenza. C'erano ragazzi di tutte le età, anche minorenni. C'erano adulti e anziani, i più agguerriti, i più motivati, a prendere la pioggia per dare un segnale di cambiamento. Ho sorriso, perchè ho ringraziato la mia famiglia, i miei genitori di avermi cresciuto con ideali di giustizia, legalità, lotta per i più deboli e infinito desiderio di combattere per questi obiettivi.
Domani andrò a votare. Nel 2006 ci andai per tirare un pugno in faccia a quel bastardo di Berlusconi, domani ci vado per stringere la mano a Walter Veltroni. Non sono mai stato così convinto, perchè per me domani non si tratterà di una scelta obbligata. Voterò per il Partito Democratico con tutta la convinzione che ho maturato in queste settimane di campagna elettorale. Ma so bene che per molti non sarà così. Ci sono tanti compagni, delusi dalla sinistra, che hanno voglia di disertare le urne. Vorrei parlarvi uno ad uno, faccia a faccia, perchè la posta in gioco è altissima.
Sappiamo tutti che il sistema elettorale vigente assegna la vittoria al partito che prende più voti. Questo significa che solo il Partito Democratico può fermare l'ennesima ascesa al potere di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ma questa volta non andiamo incontro ad altri cinque anni di sofferenza, ne rischiamo dodici. Il datore di lavoro di Mangano punta in alto, punta al Quirinale. Se il Pdl avrà la maggioranza alla Camera, potrà eleggere il prossimo Presidente della Repubblica al termine del mandato di Giorgio Napolitano. Ecco così che sua Emittenza conquisterà il posto più alto in classifica, per sette lunghi anni.
Compagni, io non intendo giudicare nessuno. Ogni scelta è libera, rispettabile e dignitosa. Ma nella storia ci sono momenti nei quali la posta in gioco è altissima. Pensate a quale sia il prezzo di una divisione interna alla parte civile di questo paese alla vigilia di un voto così importante, che decide i prossimi 12 anni dell'Italia. Possiamo pensare di ritrovarci qui, di nuovo, quandro avremo chi 35, chi 37, chi 40 anni d'età per dire che nel 2008 abbiamo commesso un tragico errore?
Non possiamo permetterci il lusso di distinguerci dagli altri, di portare avanti lotte diverse dall'emergenza che ci troviamo innanzi. Sarebbe come preoccuparsi del mal di schiena in un paziente che rischia l'arresto cardiaco.
Non vi chiedo di essere d'accordo con me, vi chiedo di pensare a quale paese può uscire dalle urne di domani senza il vostro voto. Combattiamo insieme questa battaglia. Facciamolo per noi stessi, facciamolo per i nostri futuri figli. Ai quali potremo insegnare, attraverso questi racconti, il valore della libertà.
Fermiamolo.
Alex