lunedì, 28 aprile 2008
"Val meglio di meritare il suffragio di un sol uomo di gusto, che di suscitare, con mezzi indegni dell'arte, gli applausi di una sala piena di spettatori volgari."

Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,

immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione
di fantasia la nostra apparizione.
Se vana e insulsa è stata la vicenda,
gentile pubblico, faremo ammenda;
con la vostra benevola clemenza,
rimedieremo alla nostra insipienza.
E, parola di Puck, spirito onesto,
se per fortuna a noi càpiti questo,
che possiamo sfuggir, indegnamente,
alla lingua forcuta del serpente
ammenda vi farem senza ritardo,
o tacciatemi pure da bugiardo.
A tutti buonanotte dico intanto,
finito è lo spettacolo e l'incanto.
Signori, addio, batteteci le mani,
e Robin v'assicura che domani
migliorerà della sua parte il canto.

(A Midsummer Night's Dream)

- THE END-


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sabato, 26 aprile 2008
Alla ricerca di una nuova marcia su Roma



Una destra galvanizzata dal risultato elettorale di due settimane fa sta tentando di conquistare il governo della Capitale. Le varie testate giornalistiche di Berlusconi, che ormai si confezionano in morbidi rotoli, hanno letteralmente gioito alla notizia di qualche stupro utile, da un punto di vista cronologico, per inventarsi l'ennesima crociata sulla sicurezza. Tutto questo fa abbastanza schifo. Il New York Times ha definito Roma una delle città più sicure di tutto l'Occidente, e lo ha fatto dati alla mano. I vari Alemanno, Berlusconi, Fini e compagnia bella hanno cavalcato le violenze degli ultimi giorni, si sono studiati a tavolino come utilizzarle al meglio per i loro scopi e infine le hanno gettate in pasto all'elettorato di destra, famelico di sangue e populismo.

Basta.

E' giunto il momento di fare i conti con il buon gusto, con le regole del dibattito civile. Questa destra fa paura. Si appropria di tragedie consumate agli angoli delle strade per montarle come un film ai danni dell'avversario. Fingono di lottare per la sicurezza delle donne, di lavorare notte e giorno alla soluzione dei problemi legati all'immigrazione. Ma per quale ragione nessuno si alza in piedi a dirgli di smetterla con tutte queste balle?

Milano è amministrata dal centrodestra da quando ho memoria. I clandestini sono ovunque; in piazza Duca D'Aosta, davanti alla stazione centrale, tutti i giorni una squadra di ragazzini rom effettua decine e decine di furti sotto gli occhi inutili della polizia. Chiederei al sindaco Moratti di passeggiare sola a mezzanotte in piazzale Corvetto per poi chiederle quanto sia forte e legalitaria questa amata destra italiana, capace solo di pulirsi la bocca con frasi ad effetto e nutrirsi politicamente delle disgrazie altrui. Sono solo in grado di vendere fumo. I giornalisti leccapiedi di Mediaset fanno da megafono a queste squallide operazioni mediatiche, dando rilievo unicamente una settimana prima del voto agli episodi più violenti.

Amici romani, in bocca al lupo.

Stavolta non passeranno.
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categoria:pensieri
venerdì, 25 aprile 2008
25 buoni motivi per continuare a resistere


Berlusconi Presidente del Consiglio
Calderoli Vicepremier
Schifani Presidente del Senato
Mangano l'eroe
Storace che prende ancora voti
Formigoni e la sua morale ipocrita
La Carfagna ministro
Dell'Utri senatore
Ciarrapico in parlamento
Alemanno con al collo la croce celtica
Il sindaco di Verona che invoca la pena di morte
I fascisti che ancora inquinano le nostre strade
Chi vuole cancellare la resistenza dai libri di scuola
La Binetti e la sua vivace omofobia di sinistra
Il 46,8% di questo paese che ancora vota Berlusconi
La Cei e i suoi diktat al parlamento
Un Papa più nero di quello della profezia
Il silenzio che circonda la violenza sulle donne
Le odiose raccomandazioni e i baronati
Una vita precaria, da schiavi dei padroni
Gli occhi lucidi di chi si è battuto per la libertà
La voglia di vivere in un paese civile
La nostra Costituzione antifascista
La possibilità di combattere
La certezza di lottare dalla parte giusta

25 aprile 1945: loro ce l'hanno fatta

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martedì, 22 aprile 2008
Resistiamo!(?)

In Italia qualcuno vende fumo da 14 anni. E lo vende bene. D'altra parte a molti italiani piace farsi abbindolare, gettarsi nelle braccia di chi, come Wanna Marchi, vende cloruro di sodio per polvere magica.

Gli errori della Sinistra Radicale: ormai i comunisti veri sono merce rara, e hanno smesso di votare rifondazione da molto tempo. Fausto Bertinotti si è trasformato nel leader indiscusso dei radical chic di questo paese. Nelle fabbriche ormai si vota tutto tranne che comunista. Nei salotti bene delle grandi città, invece, fra un sigaro e un whisky consumati su comodi divani di pelle, si combatte la nuova lotta di classe, quella di Fausto. La lotta del sessantottino arricchito che esprime il suo comunismo latente esponendo la bandiera della pace e crescendo i figli a pane e rivoluzione, ma non può combattere contro il capitalismo, perchè combatterebbe contro se stesso. In questo cortocircuito delle ideologie, dove l'operaio si affida ai sogni proibiti della Lega e di Berlusconi e dove i radical chic votano rifondazione, era impensabile mantenere un giusto equilibrio. Anche perchè i radical chic in genere odiano Berlusconi, e per fermarlo in massa hanno votato Pd.

Gli errori del Pd: diciamocelo, siamo troppo educati. Soppesiamo le parole, evitiamo le frasi ad effetto, ci curiamo di essere seri e credibili. Al popolino piacciono i titoloni. Possiamo discutere quanto vogliamo sull'opportunità o meno di far votare persone che non sanno nemmeno da che parte girarsi, ma sta di fatto che in Italia votano cani e porci (perdonate l'espressione) e a quelli dobbiamo rivolgerci. La Lega ha stravinto grazie alle sparate su Roma ladrona, i fucili e i clandestini. Non invito a seguirla nella delirante parodia del celodurismo, ma ogni tanto incazzarsi farebbe bene anche a noi, magari non sempre, magari non l'uno contro l'altro.

Perchè Berlusconi ha vinto: perchè è un pubblicitario eccezionale, perchè possiede molte televisioni compiacenti e perchè può permettersi di comprare tutto e (quasi) tutti. Si è comprato i pensionati promettendo pensioni d'oro. Ha acquistato al mercato dei voti il consenso degli automobilisti desiderosi di non pagare più il bollo. L'appoggio della mafia se l'è conquistato dopo la sparata su Mangano, ma già prima non credo fosse in discussione. Tutti gli altri sono vittime del qualunquismo. "Rubano tutti, e allora tanto vale votare chi ruba meglio". Colgo l'occasione per ringraziare Beppe Grillo e la sua vittoriosa campagna astensionista.

Perchè, tutto sommato, mi vien voglia di gettare la spugna: perchè a volte mi auguro che Berlusconi affami questo paese e lo riduca alla miseria, tanto violentemente da far rimpiangere agli allocchi che l'hanno votato di essersi recati alle urne. A volte spero che finalmente palesi le sue intenzioni dittatoriali fino in fondo, tiri fuori i carri armati e cominci a sparare sulla folla manifestante, così' da gettare finalmente quella sua maschera insopportabile di fascista dal cuore d'oro.

Poi ci ripenso. E allora mi unisco al coro di quanti invocano a gran voce

Resistere
Resistere
Resistere

Alex
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categoria:pensieri
giovedì, 17 aprile 2008

Ecco la data: 13 aprile 2036

Molti italiani lunedì sera hanno perso la voglia di combattere. Vedere un uomo di 72 anni che ne ha combinate di cotte e di crude riprendere il potere con ampio margine elettorale lascia inebetiti (e anche un po' schifati). Quasi tutti sono dunque giunti ad una sola conclusione, ovvero che per liberarsi di Berlusconi occorra attendere un "evento naturale".

Mentre mezza Italia cadeva in disperazione, un ragazzino tedesco di 13 anni calcolava la possibilità dell'asteroide Apophis di schiantarsi sulla Terra la Domenica di Pasqua dell'anno 2036, più precisamente il 13 aprile. Con l'aiuto di una medium di Telenova siamo riusciti a prevedere che proprio quel giorno il Cavaliere, sulla soglia dei 100 anni, si presenterà per la undicesima volta alle elezioni politiche come candidato premier.

Sarà la volta buona? Lo scopriremo solo vivendo, così che in fondo nemmeno la fine del mondo ci sembrerà poi così tanto brutta...

:-)

Alex
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categoria:berlusconate
martedì, 15 aprile 2008
Era prevedibile, e se ho continuato fino all'ultimo a sperare è stato solo per salvare la voglia di lottare.

Per la politica italiana il voto di ieri è stato una catastrofe. Nemmeno la legge porcata di Calderoli è riuscita ad arginare la valanga di voti che ha impedito la vittoria del Pd e la rappresentanza in Parlamento della sinistra radicale.

Ma su questo blog ho sempre messo la mia persona, il mio modo di pensare, i miei desideri. Per me la giornata di ieri è stata una giornata come tutte le altre. Ho fatto quanto era umanamente in mio potere per evitare la rielezione della compagine berlusconiana. Non si può dire lo stesso di altri compagni, amici o elettori dell'ultimo minuto che fino ad un attimo prima del voto se ne sono sbattuti i coglioni di Veltroni, del Pd, della politica, facendomi sembrare un isterico ventiquattrenne politicizzato, imbruttito da tanta competizione.

In pochi abbiamo aderito senza se e senza ma al Partito Democratico. Ognuno cercava di fare il purista: no a me non piace questo, no ma a me non piace quello, no ma io non so, cosa faccio, li voto o non li voto? Bene, questo è il risultato. Ed ora non cercate la mia spalla per piangere, perchè non la troverete.
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categoria:pensieri
sabato, 12 aprile 2008
Questo blog ha aperto i battenti nel Dicembre del 2003. In quel periodo c'erano giornalisti che sparivano dalle tv, comici censurati alle prime puntate dei loro programmi, leggi costruite appositamente per compiacere gli interessi giudiziari del Presidente del Consiglio e del suo clan. Questo blog nacque cinque anni or sono per combattere in favore della libertà di informazione messa a repentaglio da Silvio Berlusconi.

A 25 anni, non compiuti ma dichiarabili, mi trovo a fare i conti con la mia coscienza. E' difficile spiegare a chi non si interessa di politica quanto sia imperante il desiderio di tirar fuori le proprie idee e le proprie passioni per metterle al servizio di una causa. E' difficile mostrare a chi appare indifferente quanto sia grave che un candidato premier definisca eroe un boss mafioso condannato a tre ergastoli. Ma soprattutto è ancora più difficile accettare l'idea che davvero in questo paese sia possibile dire tutto, ma proprio tutto, e fare tutto, ma proprio tutto, senza che il popolo aguzzi l'ingegno e dica: "no, io questo non lo voto".

Giovedì sera, in piazza del Duomo, a Milano, ho guardato i volti che popolavano la piazza. Vi posso assicurare che per la prima volta in vita mia ho sentito stretto al cuore uno straordinario senso di appartenenza. C'erano ragazzi di tutte le età, anche minorenni. C'erano adulti e anziani, i più agguerriti, i più motivati, a prendere la pioggia per dare un segnale di cambiamento. Ho sorriso, perchè ho ringraziato la mia famiglia, i miei genitori di avermi cresciuto con ideali di giustizia, legalità, lotta per i più deboli e infinito desiderio di combattere per questi obiettivi.

Domani andrò a votare. Nel 2006 ci andai per tirare un pugno in faccia a quel bastardo di Berlusconi, domani ci vado per stringere la mano a Walter Veltroni. Non sono mai stato così convinto, perchè per me domani non si tratterà di una scelta obbligata. Voterò per il Partito Democratico con tutta la convinzione che ho maturato in queste settimane di campagna elettorale. Ma so bene che per molti non sarà così. Ci sono tanti compagni, delusi dalla sinistra, che hanno voglia di disertare le urne. Vorrei parlarvi uno ad uno, faccia a faccia, perchè la posta in gioco è altissima.

Sappiamo tutti che il sistema elettorale vigente assegna la vittoria al partito che prende più voti. Questo significa che solo il Partito Democratico può fermare l'ennesima ascesa al potere di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ma questa volta non andiamo incontro ad altri cinque anni di sofferenza, ne rischiamo dodici. Il datore di lavoro di Mangano punta in alto, punta al Quirinale. Se il Pdl avrà la maggioranza alla Camera, potrà eleggere il prossimo Presidente della Repubblica al termine del mandato di Giorgio Napolitano. Ecco così che sua Emittenza conquisterà il posto più alto in classifica, per sette lunghi anni.

Compagni, io non intendo giudicare nessuno. Ogni scelta è libera, rispettabile e dignitosa. Ma nella storia ci sono momenti nei quali la posta in gioco è altissima. Pensate a quale sia il prezzo di una divisione interna alla parte civile di questo paese alla vigilia di un voto così importante, che decide i prossimi 12 anni dell'Italia. Possiamo pensare di ritrovarci qui, di nuovo, quandro avremo chi 35, chi 37, chi 40 anni d'età per dire che nel 2008 abbiamo commesso un tragico errore?

Non possiamo permetterci il lusso di distinguerci dagli altri, di portare avanti lotte diverse dall'emergenza che ci troviamo innanzi. Sarebbe come preoccuparsi del mal di schiena in un paziente che rischia l'arresto cardiaco.

Non vi chiedo di essere d'accordo con me, vi chiedo di pensare a quale paese può uscire dalle urne di domani senza il vostro voto. Combattiamo insieme questa battaglia. Facciamolo per noi stessi, facciamolo per i nostri futuri figli. Ai quali potremo insegnare, attraverso questi racconti, il valore della libertà.

Fermiamolo.

Alex


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categoria:pensieri
venerdì, 11 aprile 2008
Cari amici,

domani mattina scriverò anch'io, come Berlusconi, un post di supplica e di intenti elettorali. Per alleggerire il clima, nel frattempo, vi invito però a fare un giro sui siti dei sondaggisti italiani per farvi quattro sane risate.

Vi metto qui il link al sito dell'ex sondaggista di Berlusconi, Luigi Crespi, che fu arrestato nel 2005 per bancarotta dopo che il Cavaliere gli aveva tagliato i fondi. Crespi vende on line i suoi sondaggi, lasciando trapelare qualcosa fra il detto e non detto nei suoi post. L'uomo, insomma, si diverte a far soffrire i militanti in cerca di conforto, da una parte e dall'altra, sperando poi di guadagnarci qualcosa.

In più, ogni blog anarchico che si rispetti ha deciso di diffondere "i suoi sondaggi", senza ovviamente citarne la fonte. Ebbene, qui si apre davvero un circo mediatico. Si va dai sostenitori di Silvio, che quasi arrivano a dire di aver già le elezioni in tasca, ai teneri militanti del Pd che giurano di aver sentito in sezione di "essere avanti".

La verità è che nessuno può predire il futuro, e l'uomo, da millenni, cerca in tutti i modi di ovviare a questo problema. Non ci resta che aspettare, sperando in qualche bella notizia.

Buona notte, amici miei, in ogni caso saremo qui a combattere, pro o contro qualcuno.

Alex
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categoria:parole
giovedì, 10 aprile 2008
Nonostante la pioggia
Nonostante tutto


100.000 in piazza Duomo
ed ecco che si può fare!
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categoria:opere
giovedì, 10 aprile 2008
Grazie, Romano

La campagna elettorale non ha potuto, per scelta comunicativa, elogiare abbastanza la figura di Romano Prodi. Purtroppo in un paese dove rischia di vincere un buffone come Berlusconi che dice e smentisce tutto e il contrario di tutto, un uomo serio come Prodi trova spazi e consensi meno ampi, ma di certo più validi del voto di una vecchietta col normografo a chi la circuisce con squallide truffe.

Prodi non è certo un politico perfetto, non ha quel piglio comunicativo che contraddistingue un buon arringatore da un tecnico, ma Romano in fondo è proprio questo. Gli insulti scaricatigli addosso in questi anni sono frutto di una destra che vive solo ed esclusivamente dell'odio per l'avversario. Parte del paese si è scandalizzata quando, per risanare i conti pubblici, si è vista aumentare di qualche euro le tasse, come se il deficit fosse solo un'invenzione partigiana. Un paese abituato ai condoni di Tremonti è poi sobbalzato quando il governo di Romano Prodi ha dichiarato guerra all'evasione fiscale, riportando nelle casse dello stato milioni e milioni di euro sottratti dai disonesti ai danni degli altri cittadini.

Ho molta stima di Romano Prodi, e come me molti italiani. Abbiamo ottenuto, grazie al suo governo, una moratoria internazionale contro la pena di morte, un ruolo strategico nella difesa dei diritti dell'uomo e della pace nelle zone di guerra, una nuova immagine dell'Italia priva di quelle false e odiose pacche sulle spalle di chi pensa di intrattenere rapporti all'Estero come si stringono patti mafiosi fra famiglie. Non a caso, oggi, Mangano è un eroe, mentre Falcone e Borsellino non se li fila più nessuno.

Grazie, Presidente Prodi, a lei e alla sua pazienza. Grazie per essere andato fino in fondo, per aver guardato in faccia persone come Mastella e Dini, che si sono palesate per quello che sono: vili traditori. Grazie per aver risanato i conti pubblici dell'Italia, e non si preoccupi per il suo Paese. Conosco molti giovani, ragazze e ragazzi, pronti a fare come lei. Le posso garantire che non consegneremo mai l'Italia agli amici di Mangano e Riina. Lottiamo fino alla fine, perchè non viviamo sulla Luna, non ci interessa salvare la coscienza con la scusa del qualunquismo. Andremo a votare e voteremo per il suo Partito Democratico.

Alex
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categoria:pensieri
lunedì, 07 aprile 2008
...E adesso non ci dormono la notte...



Ho sempre sostenuto che l'Italia fosse un paese diverso dagli altri, più complicato, più interessante, meno uniforme rispetto ai fratelli europei. La rimonta del Partito Democratico rimane sulla punta della lingua di tutti, essendo vietato divulgare sondaggi. Ma i bookmakers inglesi hanno cambiato le puntate. Ora la vittoria di Berlusconi viene pagata meglio, e chi scommette su Veltroni rischia di vincere meno di prima. Sempre in punta di piedi camminano sul web le notizie sull'orientamento degli indecisi che fanno sudare freddo il Cavaliere e i suoi scudieri. D'altra parte qualcuno in queste elezioni si gioca il tutto per tutto. E non siamo noi.

Immaginate di avere 72 anni, una patologia psichiatrica che vi porta a sostenere di essere Napoleone e alle porte una tornata elettorale che può alimentare il vostro desiderio di potere, oppure ridurvi allo stato di pensionato d'oro, costringendovi a noiosissime vacanze in Sardegna o ai Caraibi. Dormireste tranquilli? Non lo fa nemmeno lui, soprattutto a pochi giorni dal voto. E' talmente preoccupato di perdere da non accorgersi di alimentare l'idea che i suoi elettori siano così stupidi da non riuscire a tracciare un segno dentro ad un riquadro.

Il suo compare di scheda, comunque, riesce sempre a mostrarsi più disarmante del socio maggioritario. Umberto Bossi, che si candida al Parlamento italiano, minaccia Roma di distribuire i fucili ai cittadini del Nord (resta da capire quali) se non verranno modificate le schede. Si tratterebbe dell'atto rivoluzionario più ridicolo della storia, dopo l'occupazione che il mio liceo votò al secondo anno contro l'assenza della carta igienica nei bagni.

La differenza sta proprio nelle aspettative. Il Pdl, partito in vantaggio di 22 punti percentuali sul Pd, non può che vincere, pena una figuraccia da guinnes dei primati. Hanno voluto lo scioglimento anticipato delle Camere, si sono stracciati le vesti pur di non cambiare la legge elettorale perchè credevano di portarsi a casa una vittoria a mani basse. Oggi non è più così. Lo dicono tutti, a cominciare dagli atteggiamenti di chi dovrebbe solo aspettare che il cadavere del nemico gli passi davanti. A quanto sembra, il corpo tarda ad arrivare e qualcuno comincia ad innervosirsi.

Alex

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sabato, 05 aprile 2008


Ieri, mentre guardavo questo spot elettorale del Pd, ho involontariamente riflettuto su di un paio di considerazioni che reputo fondamentali.

Nel 2006 partecipai attivamente alla campagna elettorale di Romano Prodi, ma la trovai brutta, triste e vecchia. Non che avessi dei dubbi su chi appoggiare, ma semplicemente mi resi conto di alcune lacune oggettive di quel percorso. La coalizione era composta da non ricordo se sette o otto partiti, tutti rigorosamente attenti a non confondersi con gli altri. Prodi commise tanti di quegli errori di comunicazione da chiedersi come si sia potuto vincere ugualmente, anche se di poco. La gente parlava solo di Berlusconi, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte. C'era fin troppo ottimismo nell'aria da spingerti a stare in casa a guardarti un bel film piuttosto che uscire in strada a combattere.

Oggi non è così, e credetemi non me lo sarei mai aspettato. Sono stato ad osservare, ed ho notato come pian piano il popolo  che avevo conosciuto due anni prima si era rimesso in moto prima di me, spinto dalla voglia di cambiare. La lotta per il Partito Democratico mi ha coinvolto ancor più di quando bisognava cacciare Berlusconi da Palazzo Chigi. Mi affascina perchè siamo partiti in svantaggio, perchè mai come oggi l'esito delle prossime elezioni dipende da quello che riusciamo a dire a chi ci sta attorno.

Voglio darmi questa speranza, voglio crederci. Non mi interessa sapere se faccio bene o faccio male, perchè tanto Berlusconi non lo voterei nemmeno sotto tortura. Non ho nulla da perdere, e non voglio lasciare nulla al caso. Quello che darò il 13 aprile sarà, per adesso, il voto più convinto che abbia mai dato nella mia vita.

Forza Walter. Forza Pd. Sì ragazzi, lo credo davvero. Si può fare...

Alex
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giovedì, 03 aprile 2008
Strategie dell'ultim'ora



Mi commuovo quando sento dire che Berlusconi può vincere le elezioni perchè ha un programma serio e innovativo. Da anni abbiamo imparato che l'ex premier non è nè di destra nè di sinistra, non professa alcun credo politico. Berlusconi vuole arrivare al potere per esigenze prettamente neuropsichiatriche e unisce l'utile al dilettevole dedicandosi a tempo pieno nel risolvere questioni giudiziarie ed economiche sue e delle sue aziende.

Nel 2006 la campagna elettorale assunse toni molto più aspri. L'allora Presidente del Consiglio apostrofò come "coglioni" gli elettori di centrosinistra. Fu una strategia, a parer mio, poco vincente, sicuramente meno dell'efficacissimo ed applauditissimo proclamo tv sull'abbattimento dell'Ici, stile mago Do Nascimento.

Oggi però questa contrapposizione può solo favorire il Cavaliere, e Berlusconi lo sa molto bene, tanto che non perde occasione per punzecchiare l'avversario in attesa del contrattacco (che però non arriva). Oggi il nemico numero uno del Popolo delle Libertà non è più la sinistra comunista, ridotta dal Pd a ruota di scorta, e nemmeno lo stesso Partito Democratico. In cima alla lista delle spine nel fianco c'è l'Udc di Casini, che corre da solo e ruba voti al partito di Mediaset. Per Berlusconi alzare i toni significa polarizzare lo scontro ed attirare a sè gli elettori moderati che altrimenti sceglierebbero Casini. Per questo motivo Veltroni si guarda bene dall'alzare i toni della campagna elettorale, dall'attaccare ferocemente Berlusconi e soprattutto dal mostrarsi nemico del popolo berlusconiano.

Ma la partita è più che mai aperta, e non esistono risultati già scritti, nonostante le urla di Beppe Grillo che dice testualmente: "Cosa cazzo andate a votare?". In un paese dove un simboletto dello 0,2% dei voti rischia, arrogantemente, di spostare la data delle elezioni, le sorprese sono davvero dietro l'angolo.

Alex
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