I giovani e la politica
ma quali giovani e quale politica?
ma quali giovani e quale politica?
Il popolo del web sente sulla sua pelle queste elezioni, e quest'ultimo non è in genere rappresentativo della popolazione generale. I giovani su questo hanno un monopolio. Pochi, pochissimi ultracinquantenni amano girovagare nella rete in cerca di qualcosa di divertente, di uno spunto per passare interminabili minuti in attesa della voglia di studiare o di qualcosa che comunque tarda ad arrivare. E così si forma la coscienza politica di un ventenne, assieme alle influenze dei genitori e al rinomato grado di estremizzazione che la fine dell'adolescenza regala ad ognuno di noi.
Così come il popolo adulto, quello giovane è diviso da mille steccati. Ci sono i cosiddetti "ragazzi di strada", un tempo identificati fra centri sociali e spacciatori di marjuana. Oggi le cose sono cambiate. Da un po' di tempo i ronciosi girano sempre meno, e i punk agli angoli delle strade si contano sulle dita di una mano. I ragazzi di destra non si picchiano più con quelli di sinistra, gli insulti più feroci non si sentono alle assemblee studentesche, ma negli studi di Maria De Filippi dove votare per la squadra dei blu o per quella dei bianchi sembra essere più importante del voto da questo o quel partito. L'indifferenza c'è, ed è inutile nasconderlo, anche se non per tutti. Qualcuno pronto a scaldarsi per una causa, che non sia la mattanza delle foche canadesi, esiste ancora e fa commuovere per la sua rarità. D'altra parte non poteva essere altrimenti.
Generazioni di genitori che a tavola hanno discusso solo di tasse, aliquote, mutui e condoni hanno ammazzato la voglia di fare politica dei figli. Il voto a destra o a sinistra dato per convenienza personale, stretta alla minima cerchia dei parenti più prossimi. L'imprenditore che vota A perchè A gli abbassa le tasse, l'operaio che vota B perchè B gli aumenta lo stipendio, il ladro che vota C perchè C gli consente di rubare impunemente. E' lampante: questa politica a noi giovani fa schifo, non ne troviamo il senso, il gusto, la partecipazione.
Non si può parlare di aborto perchè altrimenti si rischia di finire all'inferno. Quanta gente ha votato al referendum sulla fecondazione assistita? A nessuno fregava nulla, in busta paga coi sì e coi no non sarebbe cambiato nulla. Ecco allora che si capisce come i ragazzi di strada oggi guardino alla Santanchè come alla donna dei miracoli. E come gli indifferenti, figli di genitori indifferenti, finiscano col chiedere, qualche giorno prima del voto, a tavola, cosa devono votare per migliorare la busta paga dei loro vecchi.
E' triste, davvero triste vedere come fiumi di giovani si strappino i capelli per idoli televisivi assolutamente privi di senso morale, mentre in pochi sono disposti a sfidare il luogo comune della politica che ti sporca, ti compra e ti fa diventare un poco di buono. Vieni guardato male, appari noioso se non addirittura illuso e infantile. Appare più lecito litigare per il tronista di uomini e donne che non per il voto a Veltroni o Berlusconi.
E chi vince in questo gioco al massacro? Il populista, quello che ti sa vendere le sue idee in salsa DeFilippiana. Alle elezioni per il Parlamento della Repubblica italiana ci si sfida a colpi di televoto, simpatia ed assoluta apparenza priva di ogni sostatnza. Tanto che se il duello tv fra i due principali candidati premier fosse una prova canora, lo share volerebbe più in alto di un aereo.
Difendo la scelta di molti giovani di fare politica con passione ed entusiasmo, senza necessariamente risultare illusi, collusi ed anche un po' coglioni. Abbiamo due settimane per scaldare anche qualche nostro coetaneo, o qualche nostro vecchio.
Ad ogni modo, noi siamo la squadra dei rossi!
Alex
Così come il popolo adulto, quello giovane è diviso da mille steccati. Ci sono i cosiddetti "ragazzi di strada", un tempo identificati fra centri sociali e spacciatori di marjuana. Oggi le cose sono cambiate. Da un po' di tempo i ronciosi girano sempre meno, e i punk agli angoli delle strade si contano sulle dita di una mano. I ragazzi di destra non si picchiano più con quelli di sinistra, gli insulti più feroci non si sentono alle assemblee studentesche, ma negli studi di Maria De Filippi dove votare per la squadra dei blu o per quella dei bianchi sembra essere più importante del voto da questo o quel partito. L'indifferenza c'è, ed è inutile nasconderlo, anche se non per tutti. Qualcuno pronto a scaldarsi per una causa, che non sia la mattanza delle foche canadesi, esiste ancora e fa commuovere per la sua rarità. D'altra parte non poteva essere altrimenti.
Generazioni di genitori che a tavola hanno discusso solo di tasse, aliquote, mutui e condoni hanno ammazzato la voglia di fare politica dei figli. Il voto a destra o a sinistra dato per convenienza personale, stretta alla minima cerchia dei parenti più prossimi. L'imprenditore che vota A perchè A gli abbassa le tasse, l'operaio che vota B perchè B gli aumenta lo stipendio, il ladro che vota C perchè C gli consente di rubare impunemente. E' lampante: questa politica a noi giovani fa schifo, non ne troviamo il senso, il gusto, la partecipazione.
Non si può parlare di aborto perchè altrimenti si rischia di finire all'inferno. Quanta gente ha votato al referendum sulla fecondazione assistita? A nessuno fregava nulla, in busta paga coi sì e coi no non sarebbe cambiato nulla. Ecco allora che si capisce come i ragazzi di strada oggi guardino alla Santanchè come alla donna dei miracoli. E come gli indifferenti, figli di genitori indifferenti, finiscano col chiedere, qualche giorno prima del voto, a tavola, cosa devono votare per migliorare la busta paga dei loro vecchi.
E' triste, davvero triste vedere come fiumi di giovani si strappino i capelli per idoli televisivi assolutamente privi di senso morale, mentre in pochi sono disposti a sfidare il luogo comune della politica che ti sporca, ti compra e ti fa diventare un poco di buono. Vieni guardato male, appari noioso se non addirittura illuso e infantile. Appare più lecito litigare per il tronista di uomini e donne che non per il voto a Veltroni o Berlusconi.
E chi vince in questo gioco al massacro? Il populista, quello che ti sa vendere le sue idee in salsa DeFilippiana. Alle elezioni per il Parlamento della Repubblica italiana ci si sfida a colpi di televoto, simpatia ed assoluta apparenza priva di ogni sostatnza. Tanto che se il duello tv fra i due principali candidati premier fosse una prova canora, lo share volerebbe più in alto di un aereo.
Difendo la scelta di molti giovani di fare politica con passione ed entusiasmo, senza necessariamente risultare illusi, collusi ed anche un po' coglioni. Abbiamo due settimane per scaldare anche qualche nostro coetaneo, o qualche nostro vecchio.
Ad ogni modo, noi siamo la squadra dei rossi!
Alex







