Grillo, lo scrutatore non votante:
"e ne sono orgoglioso"
Così si chiude l'entusiasmante esperienza grilliana. Da accanito sostenitore dell'impegno politico per cambiare il Paese, Grillo finisce per gettare la maschera e mostrare la sua vera natura di comico qualunquista. Quello che fa amarezza, quello che fa indignare, è la disillusione di chi lo ha seguito come un guru, non riconoscendo in lui l'unica dote vera di cui è portatore: l'umorismo.
Non si può essere orgogliosi di disertare le urne. Il voto è l'unica, possibile arma della democrazia, quella stessa democrazia che molti oggi vedono malata di pubblicità, di ignoranza, di manipolazione. Non c'è altro mezzo utile per far sentire ufficialmente la propria voce se non quello di ficcare la propria scelta in un'urna sigillata col sangue, il sangue di tutti coloro che hanno combattuto e sono morti per garantirci questo diritto.
Grillo lancia un messaggio terribile alle generazioni moderne. Fregatevene, parlate, parlate, parlate ma poi alla fine astenetevi. Questo è il modo di fare dei codardi, di chi delega ad altri per paura di essere criticato, di avere sulla coscienza le responsabilità di una scelta. Caro Beppe Grillo, bravissimo comico e splendido uomo di spettacolo, forse tu hai paura di perdere l'appoggio delle masse qualunquiste, l'urlo forsennato del "tanto rubano tutti". Ma così facendo ti neghi l'opportunità di dire la tua, oggi come domani, ti arroghi il diritto di gettare fango su di un mondo al quale pretendi di non appartenere. Vorresti insegnare a noi giovani la ribellione, l'ecologia, l'onestà. Ma al momeno della scelta finale, faticosa, indiscutibilmente sofferta, prendi acqua e sapone e te ne lavi le mani.
Queste non sono le scelte delle persone responsabili, non sono le scelte di chi sa stare coi piedi piantati nel mondo reale. La perfezione e il bene sono valori astratti, in questo mondo difficile è necessario confrontarsi con tutti i colori della vita, dall'azzurro cielo al marrone merda. La differenza sta nel decidere quanto sporcarsi, se poco o tanto, non nel non volersi macchiare.
Io voto, e ne sono orgoglioso.
Alex
Non si può essere orgogliosi di disertare le urne. Il voto è l'unica, possibile arma della democrazia, quella stessa democrazia che molti oggi vedono malata di pubblicità, di ignoranza, di manipolazione. Non c'è altro mezzo utile per far sentire ufficialmente la propria voce se non quello di ficcare la propria scelta in un'urna sigillata col sangue, il sangue di tutti coloro che hanno combattuto e sono morti per garantirci questo diritto.
Grillo lancia un messaggio terribile alle generazioni moderne. Fregatevene, parlate, parlate, parlate ma poi alla fine astenetevi. Questo è il modo di fare dei codardi, di chi delega ad altri per paura di essere criticato, di avere sulla coscienza le responsabilità di una scelta. Caro Beppe Grillo, bravissimo comico e splendido uomo di spettacolo, forse tu hai paura di perdere l'appoggio delle masse qualunquiste, l'urlo forsennato del "tanto rubano tutti". Ma così facendo ti neghi l'opportunità di dire la tua, oggi come domani, ti arroghi il diritto di gettare fango su di un mondo al quale pretendi di non appartenere. Vorresti insegnare a noi giovani la ribellione, l'ecologia, l'onestà. Ma al momeno della scelta finale, faticosa, indiscutibilmente sofferta, prendi acqua e sapone e te ne lavi le mani.
Queste non sono le scelte delle persone responsabili, non sono le scelte di chi sa stare coi piedi piantati nel mondo reale. La perfezione e il bene sono valori astratti, in questo mondo difficile è necessario confrontarsi con tutti i colori della vita, dall'azzurro cielo al marrone merda. La differenza sta nel decidere quanto sporcarsi, se poco o tanto, non nel non volersi macchiare.
Io voto, e ne sono orgoglioso.
Alex













