domenica, 24 febbraio 2008

Grillo, lo scrutatore non votante:
"e ne sono orgoglioso"

Così si chiude l'entusiasmante esperienza grilliana. Da accanito sostenitore dell'impegno politico per cambiare il Paese, Grillo finisce per gettare la maschera e mostrare la sua vera natura di comico qualunquista. Quello che fa amarezza, quello che fa indignare, è la disillusione di chi lo ha seguito come un guru, non riconoscendo in lui l'unica dote vera di cui è portatore: l'umorismo.

Non si può essere orgogliosi di disertare le urne. Il voto è l'unica, possibile arma della democrazia, quella stessa democrazia che molti oggi vedono malata di pubblicità, di ignoranza, di manipolazione. Non c'è altro mezzo utile per far sentire ufficialmente la propria voce se non quello di ficcare la propria scelta in un'urna sigillata col sangue, il sangue di tutti coloro che hanno combattuto e sono morti per garantirci questo diritto.

Grillo lancia un messaggio terribile alle generazioni moderne. Fregatevene, parlate, parlate, parlate ma poi alla fine astenetevi. Questo è il modo di fare dei codardi, di chi delega ad altri per paura di essere criticato, di avere sulla coscienza le responsabilità di una scelta. Caro Beppe Grillo, bravissimo comico e splendido uomo di spettacolo, forse tu hai paura di perdere l'appoggio delle masse qualunquiste, l'urlo forsennato del "tanto rubano tutti". Ma così facendo ti neghi l'opportunità di dire la tua, oggi come domani, ti arroghi il diritto di gettare fango su di un mondo al quale pretendi di non appartenere. Vorresti insegnare a noi giovani la ribellione, l'ecologia, l'onestà. Ma al momeno della scelta finale, faticosa, indiscutibilmente sofferta, prendi acqua e sapone e te ne lavi le mani.

Queste non sono le scelte delle persone responsabili, non sono le scelte di chi sa stare coi piedi piantati nel mondo reale. La perfezione e il bene sono valori astratti, in questo mondo difficile è necessario confrontarsi con tutti i colori della vita, dall'azzurro cielo al marrone merda. La differenza sta nel decidere quanto sporcarsi, se poco o tanto, non nel non volersi macchiare.

Io voto, e ne sono orgoglioso.

Alex
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categoria:pensieri
venerdì, 22 febbraio 2008
Lombardia, Umberto Veronesi capolista per il  Partito Democratico al Senato



L'oncologo, padre della quadrantectomia per la chirurgia del cancro al seno, guiderà le liste del Partito Democratico qui in Lombardia. Purtroppo non avrò modo di votarlo dato che la mia "giovane" età, border line per il Senato, non lo consente, ma sono molto contento di questa scelta.

Veronesi si è battuto a favore del referendum sulla fecondazione assistita, ha scritto diversi libri rivendicando il diritto del malato di scegliere le opzioni terapeutiche più adatte alla sua persona, compreso il diritto di rifiutare le cure e optare per una fine dignitosa, libera e consapevole. Sono sicuro che una volta eletto porterà avanti il delicato tema del testamento biologico, nonchè una revisione radicale della triste legge 40 sulla procreazione assistita.

L'Istituto Oncologico Europeo, fondato e diretto da Veronesi, è uno dei centri specialistici più accreditati in Europa, motivo di orgoglio per la Lombardia e l'Italia intera. La scelta di Veltroni per una candidatura così elevata, e l'accordo con i radicali della grandissima Emma Bonino per unificare le liste, sono sicuro spingerà molti a votare per il Partito Democratico.

Ritengo inoltre che la scelta di non candidare gente come De Mita per promuovere, invece, l'ascesa in campo di giovani come Colannino sia altrettanto vincente. Specialmente se confrontiamo queste decisioni col triste teatrino in scena nella destra di Berlusconi, dove si parla invece di:

- poltrone siciliane
- ripristino dell'immunità parlamentare
- messa al bando delle intercettazioni telefoniche

Sono inoltre lieto di presentarvi le probabili candidature del Popolo delle Libertà, utili a discernere con più saggezza le possibilità di voto. Si parte con:

Angela del Grande Fratello



La notizia circola da giorni. Dalla casa del Grande Fratello direttamente in Parlamento, la rossa Angela si appresta a rappresentare il popolo italiano.

Si continua con:

Marcello Dell'Utri



Padre fondatore di Forza Italia, assieme all'intimo amico Silvio Berlusconi, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, membro dichiarato dell'Opus Dei.

Due stili diversi, per questo sono sicuro che sia possibile vincere. Possiamo, dobbiamo farcela.

Perchè nessuno mi venga a dire, il 14 aprile, "MA IO NON LO SAPEVO"!

Alex
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sabato, 16 febbraio 2008

 

Senza alcuna vergogna

"Mi sono battuto perché Biagi non andasse via dalla Rai ma lui preferì avere un compenso più alto." (Silvio Berlusconi, 15/2/2008)



 
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venerdì, 15 febbraio 2008
La nuova scheda elettorale

L'unione di An con Forza Italia e la nascita del Partito Democratico sembrava dovessero cambiare le sorti della politica italiana, semplificando non solo il quadro politico, ma anche le schede di voto. Ovviamente non è stato così. Due anni fa si presentavano alle urne due coalizioni frammentate ma quantomeno unite almeno sulla carta. La nuova scheda elettorale che andremo a visionare fra due mesi, invece, salvo cambiamenti dell'ultim'ora (tipo la riconciliazione Casini-Berlusconi che vedo molto probabile, ahimè) sarà più o meno così:











Spero di non aver dimenticato nessuno! Non ho trovato il logo della lista Pro-Life di Giuliano Ferrara, inclusa in ogni caso attraverso una sua simpatica foto. Dunque, sulla scheda, ammesso che non vi siano ulteriori alleanze e le liste minori riescano a raccogliere le firme sufficienti per candidarsi, ci saranno ben NOVE coalizioni.

Aiutatemi a capire se questa roba è meglio o peggio dei caravanserraglia del 2006.

Alex

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categoria:collage
martedì, 12 febbraio 2008
Svolta a destra (obbligata)

Il partito unico della Cdl nasce davvero dal cuore. Il nome è biblico, degno del dio che si appresta a guidarlo: popolo delle libertà. Libertà di evadere il fisco, di promuovere leggi ad personam, distruggere lo stato sociale e proteggere i condannati famosi. Giunti nel pieno della campagna elettorale, ecco dunque come si stanno muovendo i vari partiti della destra italiana:

- La Lega ha deciso di presentare le sue liste solo al Nord, ed in particolari distretti elettorali. Attraverso questionari inoltrati ai cittadini, infatti, i vertici leghisti sono riusciti ad individuare gli elettori con quoziente intellettivo inferiore a 70, da sempre target supremo delle campagne pubblicitarie del carroccio. Inoltre, grazie ad intercettazioni illecite effettuate sui mezzi pubblici, sono stati considerati elettori potenziali della Lega tutti i milanesi colti in conversazioni comprendenti frasi come "bruciamoli tutti" o "ci vorrebbe la pena di morte".

- Forza Italia si è limitata ad inviare un opuscolo informativo, riguardante i contenuti del progetto di riforma della giustizia, a tutti gli indagati e condannati per reati gravi. Una brochure sulla politica fiscale, invece, è stata inviata per posta prioritaria a tutti quelli che aderirono ai condoni del precedente governo Berlusconi dal 2001 al 2006, con stampato lo slogan della campagna: "Con noi puoi tornare a rubare".

- L'Udc ha preferito battere le solite strade. Volantini con la faccia rassicurante di Casini sono stati consegnati nelle mani di 20.000 sagrestani d'Italia col compito di inserirli, furtivamente, nei salvadani quaresimali all'insaputa di religiosi e fedeli. Cuffaro si è invece occupato della propaganda nelle famiglie siciliane "più rispettabili", scontrandosi tuttavia con la feroce competitività di Forza Italia. E' noto, infatti, che anche i mafiosi possono votare una sola lista.

- Storace ha commissionato un'indagine statistica fra i barbieri di quartiere per scovare i clienti più "rasati", inviando a ciascuno piccoli gadgets del partito: manganelli, moschetti, divise militari e cinture borchiate dono personale di Daniela Santanchè. Infine un foglietto col simbolo e il classico: "Boia chi molla", motto copiato dalla campagna di sensibilizzazione pubblica sul problema delle puzzette in ascensore.

Vinca il migliore!

Alex
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categoria:parole
giovedì, 07 febbraio 2008
La mia scelta

Prima di sapere che di lì a poco sarei stato chiamato al voto avrei giurato e rigiurato che mai e poi mai avrei potuto appoggiare e votare il Partito Democratico. La mia posizione è complicata, ma credo non solitaria. Il PD non mi rappresenta per quel che riguarda la tenacia con cui porto avanti la tematica dei diritti civili e della laicità dello stato. Ha imbarcato al suo seguito la senatrice Paola Binetti, esempio di come l'uomo possa ridursi nel 2008 a ragionare con la testa di un inquisitore medievale. Insomma, lo dico apertamente: su questo io e il Pd siamo lontani anni luce.

Da altre considerazioni è giunta dunque la mia scelta di votare e, per quanto posso, appoggiare la candidatura di Walter Veltroni e del Partito Democratico alla guida dell'Italia. Di fronte alla minaccia di ritrovarci innanzi, per altri cinque, lunghissimi anni, la tragedia di un governo berlusconiano, sono disposto a rinunciare a temi che mi sono cari per impedire a tutti i costi una nuova esperienza del genere. Con questa legge elettorale, partorita da Calderoli e dunque plasmata a sua immagine e somiglianza, al fine di battere le destre è necessario appoggiare e votare la coalizione che ha maggiori possibilità di batterle. Non è il caso della neonata "Cosa Rossa" e nemmeno di quella bianca. Se poi valuto le distanze che mi separano dalle idee economiche e finanziarie dell'estrema sinistra, ecco allora che a malincuore scelgo il Partito Democratico. A malincuore non significa senza entusiasmo, ma esprime solo il rammarico per non essere riusciti a formare, anche in Italia, un sano Partito Socialista che, come accade in tutta Europa, combatta coi denti per la laicità dello Stato e per la questione sociale.

Da oggi iniziamo una nuova battaglia. Non mi tiro indietro, perchè stare sopra le parti per poter criticare un po' tutti è il classico atteggiamento di chi non vuole sporcarsi le mani. E' tragico dover riprendere in mano i soliti argomenti antiberlusconiani, non perchè ne sia diminuita l'importanza, ma perchè pare che ci sia in giro gente che non vuol sentire.

Finchè questo sarà il mio paese, finchè non deciderò di abbandonarlo, lotterò per quanto posso affinchè Silvio Berlusconi tenga le sue manacce lontano dal governo di questa nazione.

Alex
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categoria:opere
domenica, 03 febbraio 2008
Aborto: una discussione strumentale

E' terribile constatare come dal '78 ad oggi non solo i discorsi, ma perfino i modi di affrontarli siano rimasti gli stessi. Non c'è spiraglio per un barlume di praticità, non c'è la possibilità di confrontarsi su un terreno che è quello delle vicende terrene, la realtà in cui viviamo quotidianamente.

Papa Benedetto XVI e le sue schiere di angeli in coro continuano imperterriti a proferire richiami contraddittori. Si vuol portare a termine la lotta contro l'aborto, tentando di abolire una legge tanto amara quanto civile. Perchè per loro la soluzione del problema non sta nel prevenire le possibilità di interruzione di gravidanza, ma nel bloccarne l'esecuzione, costringendo le donne ad una clandestinità ormai lontana nel tempo, segno di posizioni medievali e lontane dalla realtà. Non si sente mai il Pontefice gridare "evitate di arrivare all'aborto" oppure "ci sono mezzi più sani e consapevoli di evitare una gravidanza". E se per le ragazze più evolute può sembrare inutile un richiamo del genere da parte della Chiesa, per tutte quelle donne schiacciate dai pregiudizi e dalla supersitizione di famiglie ultradevote posizioni del genere potrebbero essere la soluzione di molti problemi.

Quindi per la Chiesa del 2000 il preservativo, figlio del demonio, e la pillola, ascensore per l'inferno, non sono gli strumenti più adatti per evitare a migliaia di donne il dramma dell'aborto. Eppure le cifre parlano chiaro: da quando la diffusione dei metodi anticoncezionali si è diffusa nella popolazione, il numero di interruzioni volontarie di gravidanza s'è ridotto drasticamente. Con l'ulteriore passo in avanti compiuto dalla scienza dopo la sintesi della contraccezione post-coito (pillola del giorno dopo) sarebbe possibile, coscientemente, ridurre quasi a zero gli interventi abortivi.

Eppure niente, duro come la pietra il carrozzone vaticano guida la donna del 2000 verso la castità in eterno, pena la gravidanza o peggio l'inferno. Se queste sono le soluzioni offerte dalla Chiesa, se questo è il messaggio che i medici dovrebbero lasciare a migliaia di adolescenti in cerca di risposte, allora davvero saremmo nelle mani di uno stato incivile, retrogrado e reazionario.

Fatte queste premesse, reputo sacrosanto ridiscutere i termini nei quali collocare l'interruzione volontaria di gravidanza. I passi in avanti compiuti dalla medicina dell'età neonatale consentono di ridiscutere le possibilità di aborto nei periodi più estremi della gravidanza. Credo personalmente che dopo l'estrazione di un feto vivo, con anche solo poche possibilità di vitalità extrauterina, quest'ultimo vada rianimato e soccorso a prescindere dal volere materno. Per anni si è ribadito infatti che era la donna a dover scegliere per il bambino fintanto che questo dipendeva dalla stessa per le sue possibilità di vita. Un feto vivo, pur con poche possibilità di giungere a maturazione completa al di fuori dell'ambiente uterino, si pone tuttavia in un contesto per l'appunto extra-materno, autonomo, e come tale deve essere trattato.

Il punto è che taluni utilizzano queste riflessioni per tentare di abolire una legge che ci assicura l'eliminazione di una piaga tremenda, quella dell'aborto clandestino. Qualcuno dica a Ratzinger che la gente non smette di fare sesso solo perchè lo dicono i preti. E chi semina, prima o poi dovrà pur raccogliere.

Alex 
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categoria:pensieri, habemus papam
venerdì, 01 febbraio 2008
Il salvatore della Patria

Accantonato il governo Prodi, assassinato dai voltagabbana, ecco che all'orizzonte spuntano le elezioni. La casa delle libertà promette idee nuove, soluzioni innovative ed aria fresca. Salvo confermare il candidato premier. A questo punto non solo molti italiani ma perfino il giornale bolscevico "The economist" comincia a porsi seri dubbi, come riportato in un articolo tratto da Corriere.it:

«L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?», si legge in un editoriale che apparirà sul numero in edicola venerdì. Il settimanale economico di Londra definisce il quinquennio passato da Berlusconi a Palazzo Chigi «disastroso». Nonostante il periodico riconosca che Berlusconi ha stabilito alla guida del suo passato governo un primato di stabilità e durata, lo critica per non aver approfittato di una maggioranza solida e obbediente per riformare il paese. «Ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche», si legge nell'editoriale che definisce una «pillola avvelenata» la riforma elettorale in senso proporzionale approvata dal suo esecutivo verso la fine del mandato.

Fra le migliaia di incertezze che mi assalgono, le decine di dubbi che mi portano a dubitare del carrozzone messo in piedi per costruire il Partito Democratico, ho un'unica, incrollabile certezza: Berlusconi per questo paese è il male assoluto.

Alex

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categoria:pensieri