lunedì, 31 dicembre 2007


In genere a San Silvestro si pensa ai bilanci, molto spesso truccati, ai mille propositi per l'anno nuovo, frequentemente salutisti, e a tutto ciò che vorremmo accadesse (o non accadesse) nei dodici mesi che verranno.

Forse la letterina a Babbo Natale andrebbe scritta proprio oggi, indicando un po' quelli che sono i nostri desideri, le nostre ambizioni e i traguardi che vorremmo raggiungere.

Questa sera avremo tutti una festa a cui partecipare, degli amici con cui divertirci e qualcuno lontano da contattare. Forse solo per questo vale la pena festeggiare il Capodanno, per rinnovare almeno ogni tanto i migliori auguri per noi stessi e per le persone a cui vogliamo veramente bene.

Dunque, per quel che posso, vi faccio anch'io i miei auguri. Buon anno, carissimi,

Alex

postato da: alexperry alle ore 10:51 | Permalink | commenti
categoria:opere, diario
martedì, 25 dicembre 2007



Buon Natale a tutti voi, amici miei, ringraziandovi per l'assidua frequentazione di queste pagine


Con affetto,


Alex



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categoria:opere
mercoledì, 19 dicembre 2007
La Lega: gli immigrati portano la meningite

Da tempo è rinomato un fatto: i leghisti possiedono due soli neuroni, uno per pensare cazzate e l'altro per ordinare alla bocca di pronunciarle.

La meningite provocata da Neisseria Meningitidis è una malattia che non ha nulla a che vedere con le condizioni igieniche nelle quali vive la popolazione che ne è portatrice. Il batterio staziona per i fatti suoi nel nasofaringe di soggetti che non presentano alcun tipo di sintomo e vengono definiti portatori. Il contagio avviene per contatto diretto con persone portatrici del batterio, quindi è facilitato da situazioni che portano la popolazione ad aggregarsi in luoghi chiusi per lungo tempo (caserme, collegi universitari, etc). In genere si ritiene che quando più del 20% di una comunità risulti portatore del batterio, questo sviluppa un'operazione di virulentazione tale da indurre una grave patologia infettiva di tipo neurologico, ovvero la meningite.

Ditemi voi, in tutto questo, cosa c'entrano gli immigrati. In Italia il vaccino contro il meningococco viene consigliato ai nuovi nati, ma bisogna pagarselo e nessuno obbliga i genitori a vaccinare i figli. Solo una parte dei bambini, dunque, è vaccinata contro l'infezione, mentre gli adulti sono quasi del tutto privi di protezione.

Un plauso alla Lega per aver dimostrato, ancora una volta, quanta segatura alberghi i cervelli dei suoi leaders e del suo elettorato. D'altra parte non pretendo che i leghisti si cimentino, dall'alto dei loro due neuroni, in letture approfondite di argomenti che vadano oltre il "roma ladrona" e "a casa i vucumprà". Fortunatamente oggi abbiamo un buon motivo per essere orgogliosi dell'Italia. Siamo riusciti a convincere la maggioranza di questo nostro mondo a votare contro la pena di morte, lasciando nell'angolo Cina, Stati Uniti, Iran e altri Paesi Islamici. Al di là degli slogan, questa è davvero una storica occasione per fare un mondiale passo in avanti verso la civiltà.

Alex

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categoria:parole
sabato, 15 dicembre 2007


Passano gli anni, ma la solfa è sempre la stessa. "Prodi deve dimettersi". "La magistratura mi perseguita". "Gli alleati non mi fanno fare quello che voglio". "I sondaggi ci danno oltre il 120%".

Non si può dire che di Berlusconi ci si sia liberati un anno e mezzo fa. Molti nostri concittadini tornano ad acclamarlo, c'è perfino chi lo vorrebbe in carica a vita, come un Pontefice. In primis in pensionati, abbarbicati al sogno di qualche euro in più nella busta della pensione. I giovani che lo vedono come un imprenditore competente in grado di portare ricchezza. Le casalinghe di Maria De Filippi che sperano, col suo ritorno, di bissare l'appuntamento settimanale con "Amici".

Nessuno ha mostrato il minimo scandalo quando, ben prima delle inchieste della magistratura, taluni senatori dichiaravano di essere stati avvicinati per tentativi di corruzione. Ormai in Italia ci si scandalizza solo per le tasse, i mutui e l'inflazione. A nessuno frega più niente della moralità, della giustizia, del senso civico. Ma forse non ce ne è mai fregato niente. E il New York Times sbaglia nel definirci un popolo triste: non siamo tristi, siamo anestetizzati, e la differenza è sostanziale. Non piangiamo per le nefandezze della politica, ce ne fottiamo e basta. Nelle piazze sfilano sempre le stesse persone, e l'informazione libera raggiunge sempre e solo gli stessi, rari soggetti.

Forse la più grande frustrazione è proprio osservare come non cambi mai nulla, anche a fronte di situazioni estreme che a prima vista sembrerebbero sconvolgere tutto il sistema. In quale paese europeo si tollera un leader dell'opposizione fare pressioni illegittime su alcuni parlamentari della maggioranza al fine di far cadere un governo democraticamente eletto? Per poi sentirlo, subito dopo, farneticare su interrogatori fantasma stile Guantanamo eseguiti da magistrati giacobini. Il tutto fra gli applausi dei fedelissimi, l'indifferenza di molti, e lo sgomento di poche, pochissime persone.

No, non credo di poter tollerare una nuova epoca berlusconiana.
Alex
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categoria:berlusconate
domenica, 09 dicembre 2007
Oh no
Here comes that sun again
That means another day
Without you my friend

And it hurts me
To look into the mirror at myself
And it hurts even more
To have to be with somebody else
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away

With so many people
To love in my life
Why do I worry
About one

But you put the happy
In my ness
You put the good times
Into my fun
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away
And head for the door

Weve tried the goodbye
So many days
We walk in the same direction
So that we could never stray
They say if you love somebody
Than you have got to set them free
But I would rather be locked to you
Than live in this pain and misery

They say time will
Make all this go away
But its time that has taken my tomorrows
And turned them into yesterdays
And once again that rising sun
Is dropping on down
And once again you my friend
Are nowhere to be found
And its so hard to do
And so easy to say
But sometimes
Sometimes you just have to walk away
Walk away
And head for the door
You just walk away
Walk away
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categoria:pensieri, diario
lunedì, 03 dicembre 2007
Proprio mentre cercavo di allontanare dalla mia mente l'idea di una settimana in ginecologia, per carenza di tempo da dedicare allo studio, il promemoria del mio cellulare è stato impietoso. Alle otto e mezza ero già davanti alla biblioteca del reparto, in attesa di un posto dove potermi cambiare e di qualcosa, forse, da imparare.

Una vivace dottoressa dal piglio deciso ci ha portati nell'ambulatorio delle ecografie, dove tutte le donne col pancione o destinate ad averlo vanno per guardare il loro futuro bambino. A volte studiare medicina ti consente anche di sorridere davanti ad un monitor dell'ecografia, quando al di sotto della sonda che tieni in mano scorgi un paio di manine che si muovono, le gambette, i piedini, e se ci stai attento riesci perfino a vedere il cuore. Non credevo che potesse farmi così tanto effetto, se avessi visto queste frasi scritte su di un altro blog avrei pensato "guarda quanto inutile buonismo". Fa riflettere un po' tutto, invece, nella stanza buia dell'ecografia. La faccia della mamma, attenta a cogliere la minima titubanza del dottore per capire dalla sua faccia se c'è qualcosa che non va. I papà in piedi, silenziosi, troppo catturati da quelle immagini per proferire parola. Gli si legge in faccia quanto vorrebbero poter conoscere il loro figlio ancora prima della sua nascita.

Le preoccupazioni, tuttavia, sono nell'aria e sono palpabili. Mamme che hanno avuto delle perdite, che si sdraiano sul lettino, scoprono l'addome e non sanno se riusciranno a sentire nuovamente il battito del loro bambino. Oggi una sola, fortunatamente, uscita dalla stanza con le lacrime agli occhi, lacrime di gioia.

Oggi forse ho imparato qualcosa, di certo non a fare un'ecografia in gravidanza, per quello servono anni di esperienza. Ho pensato al fatto che sotto quella sonda ecografica ci siamo passati tutti, un po' per caso, un po' per volere. E questo mi ha fatto tanto, tanto sorridere.

Alex
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categoria:pensieri, opere, diario
sabato, 01 dicembre 2007

Giornata mondiale per la lotta all'Aids

Si pensava che col tempo, assieme ai malati, fossero morti anche i pregiudizi. Prima vennero additati gli omosessuali, poi i tossicodipendenti, e per esorcizzare la paura di esserne affetti tutti cominciarono a giurare di non essere nè l'uno nè l'altro. Oggi la maggior parte degli HIV positivi sono eterossessuali, hanno in media 40-45 anni e hanno contratto il virus tramite un rapporto sessuale non protetto. Le nuove generazioni, infatti, hanno subito l'influenza di campagne mediatiche che promuovevano l'uso del preservativo. I più stagionati, invece, hanno continuato a credere, purtroppo, che l'Aids fosse una malattia esclusiva di alcune categorie, quasi una punizione per comportamenti anomali e peccaminosi. Pregiudizi che costano la vita, anche di chi ci crede.

La battaglia contro l'HIV rimane confinata prevalentemente sul campo della prevenzione. Le moderne terapie antiretrovirali sono utilissime nel rallentare la malattia, nel curare al meglio le persone affette, ma finora non sono riuscite a debellare definitivamente il virus che, anzi, minaccia nuove amare sorprese grazie al meccanismo della farmaco-resistenza. Senza contare, poi, che in molti paesi poveri l'accesso alle cure è del tutto inesistente.

Ci sono ancora molti scogli da superare per poter vincere la malattia. Ai giovani va spiegato che non basta usare il preservativo una volta ogni tanto, e quando si usa va usato correttamente, per tutta la durata del rapporto, di qualunque natura esso sia (omo, etero, orale, genitale, anale, chi più ne ha più ne metta). Va inoltre sottolineato che l'Aids non colpisce solo persone promiscue, un po' trasandate e con l'occhio spento. Le mie considerazioni sembreranno banalità, ma è altissimo il numero di quanti, di fronte ad un test positivo, giurano di essere andati solo con persone "affidabili" e "pulite". Nessuno ha scritto in fronte la propria negatività, nemmeno il proprio partner, fin quando non lo si conosce a fondo (e anche a quel punto, in ogni caso, la certezza non sarà mai matematica).

Ci sono poi i consigli delle aquile vaticane: astinenza, astinenza, astinenza. E' una soluzione come tante altre, a dire il vero la più sicura, certo non la più praticabile.

Il messaggio da far circolare, comunque, è che non esistono più categorie, schemi o possibilità. Siamo tutti vulnerabili, sempre, ogni qualvolta ci esponiamo ad un contagio (rapporto sessuale o scambio di siringhe infette). E soprattutto non ci protegge nessuno, nè la buona fede nè i pregiudizi. Dobbiamo difenderci da soli.

Alex
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categoria:opere