"Il governo cadrà sulla finanziaria, vedrete". Così profetizzava Silvio Berlusconi, decretando con settimane d'anticipo la morte della maggioranza. Fin dall'inizio l'impressione è stata invece quella di una battaglia con pochi spazi per le spallate, tanto che il Cavaliere decide di provocare lo spostamento del voto finale a Giovedì, approfittando così dell'assenza di Rita Levi Montalcini, in partenza per gli Usa.
"Sorpresa, non parto". Sollevando un metaforico dito medio, la senatrice a vita rinvia il viaggio negli States e vanifica l'estremo tentativo berlusconiano di spuntarla truccando le carte. Nel frattempo pare che il rospo Lamberto Dini si sia riunito alle fila della maggioranza, ottenendo evidentemente parecchi benefici dai ricatti messi in piedi negli ultimi giorni. Per Berlusconi, insomma, nessuna luce in fondo al tunnel.
"Vedrete, non cadranno oggi". Salvarsi il fondoschiena è sempre stato il suo miglior pregio, assieme a quello di vender fumo. Dopo più di 700 votazioni nelle quali anche un solo senatore al cesso avrebbe fatto crollare il fragile castello di voti, il governo è stato battuto due sole volte. Davvero impensabile se si ragiona sul margine di vantaggio che ci separa ad ogni scrutinio dall'incubo di un ritorno al passato. Talvolta di un voto, talvolta di due, massimo cinque. Nemmeno ad un'assemblea di condominio si riuscirebbe ad essere più compatti.
Sono contento anche per altre ragioni. Non ultima una decisione che mi riguarda di persona, ovvero lo sblocco dei fondi per l'aumento degli stipendi ai medici specializzandi. L'istituzione delle "class actions", strumento importantissimo per tutti i cittadini truffati da una finanza sporca. La regolarizzazione di 2000 precari della pubblica amministrazione.
Questa volta, insomma, non gioisco solamente nel veder battuto l'acerrimo nemico Berlusconi, sempre in cima agli incubi di molti italiani. Ogni tanto il meno peggio può anche trasformarsi in meglio.
Alex
"Sorpresa, non parto". Sollevando un metaforico dito medio, la senatrice a vita rinvia il viaggio negli States e vanifica l'estremo tentativo berlusconiano di spuntarla truccando le carte. Nel frattempo pare che il rospo Lamberto Dini si sia riunito alle fila della maggioranza, ottenendo evidentemente parecchi benefici dai ricatti messi in piedi negli ultimi giorni. Per Berlusconi, insomma, nessuna luce in fondo al tunnel.
"Vedrete, non cadranno oggi". Salvarsi il fondoschiena è sempre stato il suo miglior pregio, assieme a quello di vender fumo. Dopo più di 700 votazioni nelle quali anche un solo senatore al cesso avrebbe fatto crollare il fragile castello di voti, il governo è stato battuto due sole volte. Davvero impensabile se si ragiona sul margine di vantaggio che ci separa ad ogni scrutinio dall'incubo di un ritorno al passato. Talvolta di un voto, talvolta di due, massimo cinque. Nemmeno ad un'assemblea di condominio si riuscirebbe ad essere più compatti.
Sono contento anche per altre ragioni. Non ultima una decisione che mi riguarda di persona, ovvero lo sblocco dei fondi per l'aumento degli stipendi ai medici specializzandi. L'istituzione delle "class actions", strumento importantissimo per tutti i cittadini truffati da una finanza sporca. La regolarizzazione di 2000 precari della pubblica amministrazione.
Questa volta, insomma, non gioisco solamente nel veder battuto l'acerrimo nemico Berlusconi, sempre in cima agli incubi di molti italiani. Ogni tanto il meno peggio può anche trasformarsi in meglio.
Alex


