lunedì, 29 ottobre 2007
Obiezione d'incoscienza



Ad ogni uscita vaticana si crede sempre di aver raggiunto il limite dell'arretratezza mentale. Ed ogni volta ci si sbaglia. Questa mattina Sua Santità ha chiesto la possibilità di istituire un'obiezione di coscienza anche per i farmacisti. Riporto testuali parole: "Il farmacista, importante intermediario tra i medici e i pazienti, deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, perchè ogni essere sia protetto dalla concepimento fino alla morte naturale".

Il nostro paese, già vittima di scandalose chiusure legislative sui temi relativi ai diritti civili, rischia di trovarsi di fronte a schiere di integralisti fanatici pronti a boicottare la vendita dei farmaci anticoncezionali. Ognuno ha il diritto di tenere nel proprio cervello quante pigne ritiene più idonee, ma estendere precetti medievali, fondati su credenze di parte, ad una nazione che si definisce laica per Costituzione significa equipararsi a quei tanto aberrati stati mediorientali che fondano la loro legge civile sui presupposti di quella divina.

Le affermazioni di Ratzinger sono veramente agghiaccianti. Non oso nemmeno immaginare uno scenario nel quale una ragazza in cerca della pillola del giorno dopo debba scontrarsi con l'ottusità di taluni medici, le già difficili pratiche burocratiche e in aggiunta un ipotetico farmacista bigotto che la prende per mano dicendo: "ragazza mia, ripensaci". Ma stiamo dando i numeri o cosa?  Ci stiamo rendendo conto o no di quanto assurde, strampalate e devastanti siano queste tesi di parte che si scontrano frontalmente con la realtà sanitaria mondiale?

Si parla tanto di pari opportunità, donne nel mondo del lavoro, e ci si dimentica di quei diritti che i nostri genitori hanno ottenuto per dare alle donne il diritto di scegliere. In quel cacchio di referendum sulla fecondazione assistita il 75% degli italiani ha chiuso gli occhi di fronte all'enesima ingiustizia che colpiva il sesso femminile, la ricerca scientifica e la dignità di chi vuole vivere la propria vita con gli stessi diritti di tutti.

Fanculo (perdonate il termine) le tesi reazionarie di questi quattro balenghi. Il problema non sono mai stati loro, loro ci sono sempre stati, dai roghi delle streghe alla legge 40. Il problema sono i parameci al potere che per quattro voti li assecondano. Dobbiamo decidere se vogliamo piegarci a questi diktat vaticani, pieni zeppi di inciviltà, o battere i pugni sul tavolo e lottare.

Io non ce la faccio più. Non riesco più nemmeno ad ascoltare queste idee prive di ogni contatto con la realtà. Cosa si inventeranno ancora? Gli spazzini obiettori che non possono raccogliere i preservativi usati? O il chimico obiettore che non può sintetizzare molecole demoniache? E qui mi fermo, per evitare l'ennesimo travaso di bile.

Alex
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categoria:habemus papam
domenica, 28 ottobre 2007

Schizofrenia conservatrice, quanti Casini


(Pierferdinando Casini, Gennaio 2007)


“Una forte battaglia parlamentare perché venga restituito il peso che merita la famiglia cristiana”

“Attraverso la difesa della famiglia intendiamo difendere una visione del nostro Paese che si basa sulla forte connotazione della difesa dell’identita’ cristiana dell’Italia, in un momento in cui in tanti cercano di disperdere e far dimenticare quelle che sono le nostre radici”


Pierferdinando Casini durante il suo secondo matrimonio, alla presenza dei figli avuti dalla prima e dalla seconda moglie, 27 Ottobre 2007


Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafi 2384 e 2385:

"Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto, liberamente stipulato dagli sposi, di vivere l'uno con l'altro fino alla morte. Il divorzio offende l'Alleanza della salvezza, di cui il Matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente."

"Il carattere immorale del divorzio deriva anche dal disordine che esso introduce nella cellula familiare e nella società. Tale disordine genera gravi danni: per il coniuge, che si trova abbandonato; per i figli, traumatizzati dalla separazione dei genitori, e sovente contesi tra questi; per il suo effetto contagioso, che lo rende una vera piaga sociale."

 

Auguri agli sposi!

firmato Ratzy

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categoria:collage, pazzo mondo
sabato, 27 ottobre 2007
Ultimo weekend di Ottobre, e cambia perfino l'ora, esattamente come ogni anno, nello stesso preciso istante, forse una delle poche cose chiare e precise che succedono nel nostro paese.

Ma come ogni weekend che si rispetti le aspettative sono ampie, molto superiori agli effettivi risultati, e mi va bene così perchè senza entusiasmo mi sentirei perso. In quest'autunno così ordinario e metodico, come il sistema dell'ora legale, ripenso agli autunni passati e alle atmosfere di quando cominciavo ad andare in giro con gli auricolari nelle orecchie a dare uno sfondo musicale alla Milano d'autunno. Niente di più azzeccato di un brano dei Coldplay, con Yellow o Amsterdam

Per dare un senso al paesaggio, per fissare i ricordi dentro qualcosa di rievocabile. Basta davvero poco per far rivivere un'esperienza magari del tutto insignificante, che però riappare sotto forma di pura emozione quando si riascolta una canzone bellissima. C'è More than words a farti sobbalzare, basta sentirla uscire dalle casse della libreria dove stai dando un'occhiata agli scaffali, ti fa dire "pensa un po', anche qui". Si può ascoltare musica per mille motivi, io spesso lo faccio per farmi tornare la voglia di uscire fuori a cercare emozioni, simili a quelle del periodo in cui tutti siamo nati e cresciuti come noi stessi, in cui abbiamo capito a grandi linee, e purtroppo solo a grandi linee, chi siamo e come vorremmo essere.

C'era Superman dei Five for fighting, era tutto quello che rimaneva dei weekend con gli amici, i primissimi weekend fuori casa e tutto ciò che concerneva la parola "primissimo". Quando le cose belle sembravano accadere solo agli altri e di tanto in tanto pareva davvero di vivere prima in un sogno e poco dopo in un incubo. In mezzo a questi sbalzi spuntava sempre una strana via di mezzo, forse il classico sogno ad occhi aperti, scandito da Iris dei Goo Goo Dolls.

A volte dicono che queste siano le canzoni della tristezza, dell'abbandono, della solitudine. Per me hanno significato molto di più, e continuano a farlo. Anzi, per me sono dei punti d'ancoraggio alle persone a cui più voglio ed ho voluto bene. Che come me pensano a qualcosa di condiviso assieme ogni volta che la radio spara in onda certe canzoni.

Buon weekend a tutti, e ricordatevi di cambiare l'ora...

Alex

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categoria:pensieri, diario
martedì, 23 ottobre 2007
"Sono tranquillissimo"



"Il malato ha preso il brodo". Così Fausto Bertinotti ha commentato l'ennesimo colpo di fortuna che ha portato il governo ad evitare la spallata del Senato. Il bello dell'Italia, e dei nostri concittadini, è che nonostante la tragicità degli eventi si riesce sempre a trovare il lato più comico della vicenda.

Da ormai quasi due anni il Senato ed i suoi componenti stanno dando il meglio del peggio. Si cominciò subito con l'inquietante vicenda dell'elezione di Marini. Chi scriveva sulla scheda solo il cognome, chi lo sbagliava di poco (Mariti al posto di Marini) e chi si divertiva copiosamente a scrivere "Francesco" al posto di "Franco", gettando nel panico un po' tutti. Poi la rovinosa caduta nello scorso Febbraio, quando i senatori Rossi e Turigliatto votarono no alla politica estera del governo. In quell'occasione la senatrice dei Comunisti italiani Manuela Palermi si sfondò le corde vocali per urlare ai colleghi di partito "Stronzi, votate, stiamo andando sotto".  Col passaggio al nemico del senatore De Gregorio, infine, si decise di dare inizio alla campagna acquisti 2007 che portò il senatore Follini ad appoggiare Prodi, dopo che meno di un anno prima era stato eletto nelle fila dell'Udc alleata di Berlusconi e Forza Italia.

Il capitolo senatori a vita merita poi un'attenta valutazione. Sette su sette votarono la fiducia al governo all'inzio del suo mandato, poi uno divenne Presidente della Repubblica, un altro continuò a fare il pappagallo di Ruini e i rimanenti stilarono turni di guardia per garantire sempre al governo di fare a meno del dissidente di turno.

Ma i problemi non finiscono certo qui. Come per ogni attività umana, non è possibile dimenticare la dimensione dell'errore. Perchè dev'essere tremendamente difficile schiacciare il bottone giusto al momento giusto. Non possiamo certo pretendere che un senatore impari a distinguere il bottone del SI da quello del NO, e nemmeno obbligarlo a pigiarli uno alla volta e non tutti e due assieme. L'anno scorso, giusto per citare solo un esempio, la senatrice Rame rischiò di far cadere il governo per aver confuso il tasto della votazione. Per sua fortuna finì come sempre 157 a 156, evitando per poco il linciaggio dei colleghi e della folla.

In questo clima di perenne apprensione, di extra sistoli e battiti prematuri, il Presidente del Consiglio Romano Prodi dichiara: "sono tranquillissimo". Milioni di italiani si chiedono, da milioni di anni, quale meraviglioso ansiolitico tenga in vita la speranza del premier di potercela fare davvero.

Ansiolitici o meno, comunque, oggi siamo ancora qui, felici di ascoltare Renato Schifani dire per la duecentosettantasettesima volta: "è solo questione di tempo".

Alex
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categoria:pensieri
venerdì, 19 ottobre 2007
Silvio Berlusconi l'aveva giurato, uscendo da Palazzo Chigi lo scorso anno: "presto ritornerò". L'avventura della sinistra al governo è durata più di quanto non ci si aspettasse, grazie soprattutto a straordinari colpi di fortuna e qualche ottantenne con sale in zucca che s'è impegnato a fare da stampella a Prodi. Oggi Mastella dichiara che il suo partito è per le elezioni anticipate, "via il dente via il dolore". Un triste colpo di teatro per spostare l'attenzione mediatica del popolino dagli affari giudiziari del ministro della giustizia all'imminente crollo del governo.

Nei giorni addietro s'era consumato lo shopping berlusconiano, un'intensa campagna acquisti volta a corrompere qualche senatore (e si sa che ne basta uno) per sfiduciare il governo ed andare a nuove elezioni. Si sa che la corruzione, in Italia, non solo non è reato ma viene addirittura citata come vanto nei curricula degli onorevoli più quotati. Si pensava che Berlusconi volesse corrompere qualcuno della Svp, piccolo partito del Sud Tirolo. In realtà l'ovvio è diventato realtà: Berlusconi voleva Mastella, ed eccoci arrivati al dunque.

Non posso rimproverare a Prodi di aver dato un Ministero così importante ad un uomo così piccolo. Abbiamo vinto le elezioni per 24.000 voti, ed anche lo sputino apportato da Mastella serviva per appiccicare insieme la vittoria risicata. Ora però siamo di fronte ad un governo debolissimo, attaccato ad un respiratore controllato da un premio Nobel di 90 e passa anni. Non ci trovo nulla di scandaloso, è una lotta per la sopravvivenza e combatto anch'io per sostenerla. Ma se ci fosse un'alternativa valida mi metterei anch'io tra le fila di quanti invocano il ritorno alle urne.

Invece girato l'angolo c'è sempre e solo questa destra devastantemente retrograda, capeggiata da un individuo che fa cadere a terra qualunque tipo di organo.

Non nego che per sfinimento si possa anche issare bandiera bianca, stendere il tappetino davanti ai piedi di Berlusconi e dirgli "bentornato". Certo, si può anche fare. Soprattutto se si è un Ministro della Giustizia abituato ai doppigiochi, indagato dalla magistratura, che ha davanti a sè due strade: rimanere leale a costo di perdere il posto o tradire gli alleati per conservarlo.

Ma signori, stiamo parlando di Mastella. E allora cominciamo a stampare le schede.

Alex
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categoria:pensieri
giovedì, 18 ottobre 2007

Guarda questo video

Hello...
Can you hear me
Am I getting through to you

Hello...
Is it late there
Is there laughter on the line
Are you sure you're there alone
'Cause I'm
Trying to explain
Somethings wrong
You just don't sound the same


Why don't you
Why don't you
Go outside
Go outside

Kiss the rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I'm gone too long
If your lips feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel
You can't wait till morning
Kiss the rain


Hello...
Do you miss me
I hear you say you do
But not the way I'm missing you

What's new
How's the weather
Is it stormy where you are
You sound so close but it feels like you're so far
Oh would it mean anything
If you knew
What I'm left imagining
In my mind
My mind
Would you go
Would you go


Kiss the rain

As you fall
Over me
Think of me

Only me
Kiss the rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I'm gone too long
If your lips
Feel hungry and tempted
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
Were under the same sky
And the nights
As empty for me as for you
If you feel you can't wait till morning
Kiss the rain


Hello...
Can you hear me?




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categoria:diario
domenica, 14 ottobre 2007


"Ha visto quanti siamo? In barba a tutti. Siamo venuti per lei, tenga duro". Con queste parole una elettrice bolognese ha avvicinato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, all'uscita del seggio di via Paglietta, dove si è recato a votare per le primarie del Partito democratico.

Perchè ho votato alle primarie del Pd

Perchè aver visto ieri la capitale del mio paese invasa dai fascisti mi ha fatto tornare la voglia di cacciarli a pedate nel culo

Perchè credo che le alternative a questa sinistra siano solo gli spot elettorali di Berlusconi, e ubi major minor cessat

Perchè in fondo se questa politica fa schifo è proprio frutto di anni e anni di qualunquismo dove "rubano tutti" e "in fondo mi va bene così"

Perchè ho fiducia in Romano Prodi, e voglio che rimanga al governo per tutta la durata del mandato

Perchè pur di dare soddisfazione anche solo ad uno dei politici di questa destra, andrei a votare pure per il partito della Sirenetta

Perchè mi andava di farlo, e pare che per molti altri italiani sia stato così

Alex
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categoria:diario
giovedì, 04 ottobre 2007


Leggo con infinita irritazione i commenti isteriogeni alle parole del Ministro dell'Economia Padoa Schioppa che ha invitato i giovani "bamboccioni" (testuali parole) ad uscire dalla casa dei genitori ed usufruire degli incentivi sull'affitto proposti nella finanziaria 2008.

Credo che innanzitutto sia necessario distinguere due categorie di giovani italiani: quelli che potrebbero uscire di casa ma non se ne vanno e quelli che proprio non ce la possono fare. Escludo categoricamente dai miei successivi ragionamenti questa seconda categoria.

Quando vado in università mi accorgo di quanto sia variegato il mondo giovanile. Giunto al mio sesto anno di frequentazione, noto con piacere che al bar dell'ateneo c'è sempre, da quando ho iniziato, un nutrito gruppo di ragazzi ormai grandicelli (25-26 anni) attaccati al pc portatile dell'amico di turno intenti a sfidarsi a emozionanti partite di calcio virtuale. Un tempo si chiamavano figli di papà, oggi forse sono dei bamboccioni, ma il significato non cambia.

E' molto facile, per i giovani che ne hanno la possibilità, fare la bella vita coi soldi dei genitori. Passare intere giornate all'università senza combinare un tubo, ed uscire ogni sera a fare l'happy hour in corso Como con la gente glamour. Tutto rigorosamente spesato dagli stipendi di genitori che evidentemente sono disposti a tollerare la nullafacenza dei loro figli.

La generazione dei nostri vecchi ha sudato sangue per metter su casa, per mantenersi un lavoro stabile, per crescere dei figli. Non andava in giro la sera a fare aperitivi o ingrassare il culo dei pierre milanesi. A vent'anni o poco più si schizzava fuori di casa. D'accordo, il precariato non era una piaga come oggi, ma è anche vero che siamo sempre meno disposti a fare sacrifici. Vogliamo subito una casa, un mutuo da pagare, la cucina e il bagno più fichi. In affitto ci vanno solo i poveracci, perchè noi giovani ricchi la casa dobbiamo possederla a tutti i costi.

Per quel che mi riguarda, ritengo che non appena si hanno due lire in tasca è doveroso e dignitoso prendere armi e bagagli ed andarsene. Non si può aspettare di avere tutto e subito. E' una mentalità pigra, prettamente borghese, che inquina la produttività della società.

Il precariato e la flessibilità sono fenomeni presenti anche all'estero, eppure i 25-30enni che vivono coi genitori, in tutta Europa, sono un'eccezione. Solo in Italia rimaniamo a casa fintanto che alla fine non la si eredita. Per pagarsi l'aperitivo, la polo chic e i tacchi fashion. E allora benvengano le parole del ministro Padoa Schioppa, nonchè i fondi per sloggiare da casa. Così finalmente lasceremo corso Como e le serate "che ci stanno dentro" solo a quelli che se le possono pagare con soldi propri.

Detto questo, Sabato vi aspetto tutti al The Club, mi raccomando!

:-)

Alex
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categoria:pensieri
giovedì, 04 ottobre 2007


"La Chiesa non si propone mire di potere, ne' pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico e sociale". Lo ha detto il Papa nel discorso al nuovo ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede. (Roma, 4 Ottobre 2007)



- Ma, eminenza, Gesù Cristo non è morto povero?

- Appunto, non vogliamo fare la stessa fine.

(Pino Caruso)
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categoria:habemus papam