sabato, 29 settembre 2007
L'incombente minaccia verde:
"Milioni di uomini pronti alla lotta di liberazione"



Il Senatur ne è proprio convinto. Di gente matta è pieno il mondo, ma questo contadinello lombardo che prima odiava i terroni e adesso i neri è entrato, ormai, in pieno delirio politico. Secondo il leader della Lega, infatti, il Nord sarebbe pieno di "milioni e milioni" di onesti cittadini con la doppietta sotto al cuscino, pronti ad usarla contro Roma ladrona. Il mito del Nord razzista e leghista è per l'appunto solo un mito. Cito come esempio un paio di dati relativi al referendum sulla finta riforma federalista svoltosi nel giugno del 2006 (ricordo che i favorevoli alla riforma leghista votavano SI):

RISULTATI ITALIA SETTENTRIONALE:    47,4% SI   52,6% NO

Le uniche due regioni in cui vinse il SI, peraltro con margine limitato, furono Lombardia e Veneto. Da tali dati si evince che non solo il Nord rigetta le deliranti minacce di Umberto Bossi riguardanti fantasiose lotte di secessione, ma non si sogna nemmeno di appoggiare con democratiche votazioni le sue altrettanto deliranti riforme.

Nel giorno di approvazione all'unanimità della Finanziaria, inoltre, il sempre livido Silvio Berlusconi partecipa alle sedute del Parlamento del Nord profetizzando sventure per il governo. Dall'alto dei suoi tacchi critica la manovra fiscale, agitando il sempre caro spauracchio delle tasse, augurandosi il tramonto dell'esecutivo.

Pregherei quanti auspicano una caduta di Prodi di tenere a mente che fino a un paio di anni fa questa gente era al governo. Solo una volta recuperato il ricordo, sono ammesse reiterazioni di tali auspici.

Alex
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categoria:pazzo mondo
venerdì, 28 settembre 2007

«In support of our incredibly brave friends in Burma: May all people
around the world wear red shirt on Friday 28»

postato da: alexperry alle ore 10:23 | Permalink | commenti
categoria:opere
martedì, 25 settembre 2007


Il fatto che la legge 40 facesse acqua da tutte le parti era noto più o meno a tutti quelli che ne avevano letto il testo. Retrograda, contraddittoria, scritta apposta per compiacere i vertici vaticani. Piena zeppa di incongruenze ed incostituzionalità, che pian piano sono venute a galla attraverso il giudizio imparziale della magistratura.

L'ultimo colpo alla legge, ma non unico, è stato dato dal tribunale di Cagliari che ha consentito l'esecuzione della diagnosi pre-impianto sulle cellule embrionali di una donna affetta da talassemia. Vorrei per un attimo ripercorrere ciò che la legge italiana effettivamente consente di fare in questi casi.

Una coppia che è consapevole di poter avere figli affetti da malattie geneticamente trasmissibili, che compromettano in maniera grave il decorso della vita del figlio, esprime il desiderio di poter controllare, prima dell'impianto in utero, se le cellule embrionali del concepito sono portatrici della malattia stessa. Si tratta di cellule ai primissimi stadi dell'embriogenesi cui viene analizzato il genoma per riscontrare eventuali anomalie genetiche. La legge 40 vieta questa pratica, ovvero una coppia non può sapere PRIMA dell'impianto se il figlio sarà malato o no.

Poniamo che la coppia, o meglio la donna, decida ugualmente di portare avanti la gravidanza e farsi impiantare l'embrione. Da embrione si passa a feto ed ecco che con un banalissimo prelievo del liquido amniotico (od una coriocentesi) la legge consente di effettuare analisi e capire se il feto è portatore della malattia. Nel caso in cui lo fosse, cosa pensate che possa dire la legge? Può mai dire alla donna "abortisci pure" dopo che pochi mesi prima le aveva negato l'opportunità di evitare del tutto la gravidanza?

E invece lo stato dice: "abortisci pure". Sì, perchè la legge 194 consente l'interruzione di gravidanza entro il terzo mese di gestazione (ed oltre in caso di pericolo per la salute).

Contro questo abominio si è pronunciato dunque il tribunale di Cagliari, consentendo ad una donna talassemica di effettuare la diagnosi pre-impianto ed evitare lo strazio di abortire. Si tratta di una sentenza shock, perchè ribalta di fatto il testo della legge.

Ovviamente oltre-Tevere si sono fatti venire una crisi isterica, come loro solito. A me non interessa cosa dica Ratzinger, Ruini o Bagnasco. Voglio vivere in uno stato laico, rispetto la loro opinione ma rivendico il diritto di decidere in autonomia di scienza e coscienza.

E in scienza e coscienza mi permetto di ribadire, ancora una volta, che la legge 40 andrebbe cancellata domani mattina. E' davvero un peccato che tutta questa autonomia non entri in quei palazzi dove le leggi nascono e finiscono per incidere sulle nostre vite. E' davvero delirante sapere che mezzo parlamento e più finisce per votare una legge assurda su ordine di un potere religioso.

Siamo un paese integralista, ma nessuno ce lo viene a dire. Contestiamo la Sharia, i paesi islamici che fanno della religione un testo di legge. E noi invece cosa facciamo? Non permettiamo anche noi che preconcetti religiosi finiscano dentro le leggi dello Stato? E su questo c'è stato un referendum, su questo in molti hanno taciuto. Senza sapere, senza conoscere. Partendo da questi presupposti non potremo mai definirci un paese moderno, civile e democratico. Per questo dico che il marcio non sta solo nei palazzi della politica, nei salotti del potere. Il marcio ci coinvolge tutti ogni qual volta ci rifiutiamo di conoscere la verità, per paura, per pigrizia, per fede. Sì, per fede. Scambiata spesso per abnegazione dei propri principi e ottundimento della ragione. Perchè fa comodo un popolo che non pensa, fa comodo un popolo che si fida.

Alex
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categoria:referendum, habemus papam, pazzo mondo
venerdì, 21 settembre 2007
Palazzo Madama (Goggi)




Dopo l'ennesimo voto sul filo del rasoio, puntualmente risoltosi con un solo punto di scarto, il Senato abbandona le sue funzioni e in qualità di rappresentante dell'italiano medio corre a casa per guardare Miss Italia.

Lo spettacolo è interessante. Nel nome di una perenne lotta alla gerontocrazia, e sull'onda del motto "largo ai giovani", la Rai ha scelto di affidare la conduzione all'ottantaduenne Mike Bongiorno, questa volta privo di stampella. Accompagnato dalla simpatica attrice Loretta Goggi, 57 anni, che per condurre il programma deve essersi ispirata al pomeriggio politico appena trascorso.

In Senato, infatti, Madre Mastella di Calcutta s'era infuriato come un cotechino, e aveva addirittura abbandonato l'aula al momento del voto sventolando la palma del vero dissidente. Ignoti i motivi di tale gesto, anche se i più maligni indicano come causa il mancato coinvolgimento dell'Udeur nella stesura della mozione di maggioranza. Una questione di principio, dunque, dato che Madre Mastella è uomo permaloso, pronto a far saltare un'intera maggioranza anche solo per un invito mancato.

Non è andata meglio a Loretta Goggi, che ha litigato con Mike Bongiorno (guarda il video) davanti a mezza Italia solo perchè il conduttore, ormai frenato dagli anni, ha impiegato 58 minuti di orologio per chiamarla sul palco. "Mi hai trattato come la tua valletta muta", ha detto davanti a tutti l'attrice. Per poi abbandonare il palco e tornarci dopo qualche minuto come se nulla fosse. Addetti alle quinte giurano di aver sentito grida di stizza e pianti isterici.

La Goggi si trova in un particolare momento della vita femminile nel quale gli sconvolgimenti ormonali giocano brutti scherzi. Ma Madre Mastella di Calcutta? L'andropausa arriva più tardi, per gli uomini, e in genere ha il solo effetto di rendere felice la Pfizer (casa farmaceutica produttrice del Viagra). Mastella è in menopausa dalla nascita, col suo 1,5% di voti pretende di governare un intero paese, ricatta, abbaia, ritratta, morde.

Sbatte le porte in faccia alla gente, roba che se non fossimo lì ogni tre minuti col pallottoliere in mano a giocare col ritorno di Berlusconi, avremmo dovuto già da tempo dargli un bel calcio in culo.

Ma non si può. Perchè, come per Miss Italia, "the show must go on"...

Alex
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categoria:pazzo mondo
domenica, 16 settembre 2007
Belin, che colpo




Beppe Grillo non nasce oggi, e nemmeno le sue lotte sono poi così originali. Lui ne è conscio, sa di essere un rivoluzionario della normalità, perchè non professa ideologie estremiste, non chiede al popolo colpi di stato o marce totalitariste. L'anomalia, semmai, è tutta politica, gli estremisti stanno in Parlamento a difendere la loro fedina penale, orgogliosamente presentata agli elettori come bigliettino da visita.

Che la politica italiana faccia schifo è un fatto assodato dalla nascita della prima repubblica, ovvero dalla Democrazia Cristiana in poi. Da allora pochi politici hanno saputo far bene il loro mestiere. Grillo sostiene che siano loro il fulcro del problema, scaricando sulla popolazione (e quindi sugli elettori) la positività assoluta contrapposta invece all'altrettanto assoluta negatività assegnata al Palazzo.

Gli italiani, insomma, contro la politica italiana. Ma sarà poi così vero che i delinquenti stanno al potere e gli onesti finiscono per eleggerli? La mia idea è che le due categorie si rispecchino perfettamente. Parte dei nostri concittadini gongola nel sapere che potrà sempre contare su di una classe dirigente corrotta e corruttibile, pronta a chiudere gli occhi di fronte alla furbizia illegale. Ed è per questo motivo che temo possano solo finire nello spettro dell'autoreferenziale iniziative come il V-day, portate in piazza dagli onesti e guardate con indifferenza da quanti, invece, preferiscono continuare sulla strada dell'illegalità. Un paese può cambiare solo se un congruo numero di persone lo pretende.

Agli spettacoli di Grillo non vanno le casalinghe berlusconiane, e nemmeno i leghisti. Il pubblico è composto prevalentemente da giovani (che sappiamo essere più duttili e interessati al progresso tecnologico) e vecchi lupi della sinistra. Il comico genovese parla in rete a chi conosce la rete. Ovvero meno del 20% della popolazione italiana. Grillo, purtroppo, sfonda continuamente porte già aperte, giovani che già sanno, magari, cosa sia skype o un blog. La mia cara nonna, anch'ella elettrice e cittadina italiana, non sa nemmeno accendere un computer e se non fosse per il sottoscritto in cabina elettorale si farebbe pure scappare la mano.

Non si cambia un paese che non vuole cambiare. Certo, qualcuno è pronto ad alzare due dita per esprimere dissenso, ma quanti siamo? Quattrocento, cinquecento, seicentomila...? Se di guerra si tratta, sarà dura poter solo cominciare a combatterla.

Alex
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giovedì, 13 settembre 2007
Il segreto di Pulcinella



In Italia si compra tutto, dalla carta igienica alle sentenze. Si possono comprare i voti della gente, barattandoli con diminuzioni di tasse e condoni fiscali. Si possono acquistare gli esiti delle partite di calcio, basta un buon gruzzoletto e qualche allievo della scuola Moggi. Sul mercato si trovano perfino quelli che criticano il sistema Italia, ovvero i giornalisti, forse l'anello più infimo di tutta la catena di montaggio della mafia di stato. Perchè è così che si chiama. Un'organizzazione a delinquere di stampo mafioso che truffa gli onesti e premia i cosiddetti "furbi".

Poi un giorno, dopo anni e anni di silenziosi e spudorati favoreggiamenti, qualcuno spunta dalla tv a dire che i test d'ingresso alle facoltà di medicina sono truccati. Un ministro della Repubblica, addirittura, auspica che i docenti implicati vengano cacciati dalle università italiane. Mussi gioca a fare lo straniero, sapendo benissimo quali regole sostengono il sistema Italia, sintetizzate nel più semplice "frega il prossimo, prima che il prossimo freghi te".

Il tg5 sembra il più scandalizzato. Non pare possibile ai giornalisti di Berlusconi che l'esito di un test universitario possa essere comprato coi soldi. Un conto è vendere le proprie opinioni al migliore offerente, altra storia è favorire i più ricchi a discapito dei più capaci.

La storia, comunque, non finisce al test d'ingresso. Il figlio del medico, che si chiama come il medico, farà gli esami coi prof medici amici del medico, che aiuteranno il figlio del medico a diventare, pensa un po' te, un ottimo medico, senza un briciolo di fatica.

Il figlio di nessuno, che si chiama nessuno, farà esami coi professori amici di nessuno, che rovesceranno addosso al figlio di nessuno tutta la loro frustrazione ostacolandone in tutti i modi la carriera.

Questo paese non vive nel medioevo solo perchè lascia il potere in mano al Vaticano. Viviamo nel medioevo anche e soprattutto perchè non siamo in grado di permettere a tutti, indipendentemente dall'estrazione sociale, di costruirsi un futuro voluto e meritato.

Ma non mi infilo nella lista degli scandalizzati. Lo troverei doppiamente ipocrita.

Alex

P.S: una cara amica figlia di medico, anch'ella laureanda in medicina come me, precisa giustamente che al mondo esistono anche persone oneste che non fondano la loro carriera sulle raccomandazioni. Mai fare di tutta l'erba un fascio... :-)

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categoria:pensieri
venerdì, 07 settembre 2007
Le vicende bioetiche dei giorni scorsi, dopo il via libera dell'Inghilterra alla creazione di "embrioni-chimera", fanno capire molte cose al piccolo borgo pseudo-medievale nel quale viviamo, chiamato Italia.

Proiettiamo per un attimo la vicenda inglese nel contesto italiano. Un giorno Umberto Veronesi, o qualunque altro scienziato del belpaese, chiede al Parlamento di creare un embrione attraverso l'immissione di un nucleo di cellula umana all'interno di un ovocita bovino.

1) Lo scienziato in questione viene tacciato di crimini contro l'umanità

2) Il card. Tonini si presenta a Domenica In in preda ad una crisi isterica, chiedendo ai telespettatori, fra i singhiozzi del pianto, di fermare questo scempio abominevole

3) La Binetti, indossato l'apposito cilicio, si incatena al portone di Palazzo Chigi vestita come Santa Chiara nel film "Fratello sole, sorella luna"

4) Il Parlamento boccia a tempo di fulmine la proposta, più in fretta di quanto non abbia approvato la Cirami a suo tempo

5) Lo scienziato viene condotto in piazza San Pietro e costretto alla pubblica abiura

Questo è quello che succederebbe in Italia. Vediamo cos'è successo in Inghilterra.

1) Presa visione della posizione Vaticana, il governo inglese non ha battuto ciglio, evitando così di dover subire il triste show delle crisi isteriche d'oltre Tevere

2) La Commissione che si occupa degli affari di bioetica ha dato il via libera al progetto, col plauso della comunità scientifica mondiale (eccetto quella legata al mondo cattolico)

Fine.

Alex
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categoria:habemus papam
giovedì, 06 settembre 2007

Nessun dorma!... Nessun dorma!...
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d'amore e di speranza!
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scoglierà
il silenzio che ti fa mia!

Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem ahimè, morir, morir!...

Dilegua, o notte! tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!

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categoria:omissioni
martedì, 04 settembre 2007
Lavavetri a sinistra

Ha fatto molto discutere il provvedimento fiorentino anti-lavavetri, applaudito da molti politici e tantissimi cittadini qualunque. Ma il nodo della questione si ripresenta puntuale nell'ideologia di chi oggi sta al governo, ovvero "la sinistra" sempre in bilico, non si capisce perchè, fra un colpo al crimine ed uno alla legalità. Termine, quest'ultimo, che viene stupidamente caricato di un senso che non gli appartiene. La legalità è lo strumento base su cui si fonda una democrazia. Fanno ridere le rissose questioni sull'appartenza politica della legalità: è di destra, è di sinistra, è cattolica, è bianca, rossa o nera. Tanto più quando a discuterne sono proprio coloro i quali si dicono "di sinistra", in nome di una difesa incondizionata delle minoranze e della diversità anche quando si trasformano in crimine organizzato.

Essere di sinistra significa difendere i più deboli della catena. Proteggere per ideologia pura e semplice quanti si approfittano della tolleranza di uno stato e ne violano le leggi non appartiene a nessun canone progressista, liberal o pseudo-comunista. Fa solo parte di un vago mito del buon selvaggio che affligge parte della sinistra italiana da molti decenni, permettendo di fatto ai populisti della destra di cavalcare un sentimento popolare di insoddisfazione e rabbia trasformandolo in razzismo e xenofobia. Chi vive nel mondo reale conosce il problema dei lavavetri, delle prostitute, dei mendicanti, degli zingari ai semafori. Si rende conto dei drammi che a volte si celano dietro la loro presenza, ma sa anche bene quanti problemi rechino al resto della cittadinanza. L'invadenza dell'extracomunitario che ti lava il vetro senza il tuo permesso, l'aggressione del mendicante a cui ti senti di rifiutare l'elemosina. Non credo sia di sinistra lasciare che tutto scorra regolarmente, non credo sia di sinistra lasciare che il cittadino si difenda da solo dai soprusi che non di rado subisce.

Anche perchè l'assenza di legalità genera mostri quali la Lega Nord. Genera sentimenti di diffidenza, paure a volte del tutto immotivate. Per questo va ribadito a chiare lettere che la lotta per la sicurezza, se fatta correttamente e nel rispetto dei diritti dell'uomo, deve essere un obiettivo comune, scevro da appartenenze politiche. Se Rifondazione Comunista o quanti altri preferiscono invece difendere l'illegalità, il sopruso, la delinquenza, si prendano le loro responsabilità, ma non credano di condurre battaglie civili o progressiste.

Alex
postato da: alexperry alle ore 11:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri