Dogmi e realtà
Tempo addietro la senatrice Binetti disse che l'omosessualità è una devianza, motivando la sua affermazione con argomentazioni di carattere pseudoscientifico, sostenendo la chiara divisione genetica delle cellule maschili da quelle femminili in base alla ventitreesima coppia di cromosomi (XX per le fanciulle e XY per i maschietti).
Il catechismo della Chiesa cattolica considera l'omosessualità una condizione "oggettivamente disordinata" e si rivolge così ai fedeli che ne sono "colpiti":
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
Se non ho capito male, dunque, l'omosessuale è chiamato a non avere rapporti sessuali mai e comunque, escludendo non solo le pratiche erotiche omo ed eterosessuali, ma persino la masturbazione (anch'ella giudicata un comportamento disordinato).
Poniamo per un attimo, ma solo per finta, che la Chiesa abbia ragione e che tutto questo sia frutto di un Dio amorevole e misericordioso. Vorrei porre alcune domande a quanti vi credono e spero possano aiutarmi a comprendere.
Circa un bambino maschio su mille nasce con un'anomalia genetica chiamata Sindrome di Klinefelter, ovvero presenta, in tutte le cellule del suo organismo, un cromosoma in più, localizzato nella ventitreesima coppia (quella che determina il sesso). Questa condizione determina la comparsa dei caratteri sessuali maschili (presenza del pene e dei testicoli, seppur atrofizzati e non funzionanti) associati ad alcune caratteristiche prettamente femminili, come le mammelle e una lieve femminizzazione dell'aspetto fisico. Senatrice Binetti, come la mettiamo? Non stiamo parlando di una rarissima anomalia genetica frutto di un demoniaco zampino, stiamo parlando di una persona su mille, quindi solo a Milano ce ne sono almeno un migliaio. Sono uomini o sono donne? E soprattutto, con chi devono fare sesso? O meglio, con chi possono, secondo Santa Romana Madre Chiesa, fare sesso? Questo nel catechismo non c'è scritto, eppure è indecoroso che una persona su mille, a questo mondo, non sappia cosa prevede la legge di Dio per la sua vita.
E' ovvio che una risposta non c'è perchè è impossibile darla. Così come è impossibile ridurre la sfera biologica, psichica e sociale di una persona all'interno di una semplice seppur affascinante coppia di cromosomi. Il punto è sempre lo stesso ed incontrovertibile: la Chiesa deve smetterla di dire alla gente come, dove, quando e con chi fare sesso. O meglio, lo faccia pure, ma non pretenda di mutare in legge quelle che sono credenze del tutto personali, rispettabili e criticabili come le altre.
Il tentativo di utilizzare la scienza per motivare dogmi morali è pericoloso, oltre che inutile. Ma questo è noto alla Senatrice Binetti. Mi chiedo quanto ancora potranno continuare a raccontare mezze verità e mistificare la realtà ad uso e consumo dei precetti vaticani. C'è da dire che l'Italia, d'altra parte, è sempre stata un buon terreno fertile per la crescita di superstizioni e luoghi comuni. Tant'è che malattie come la Sindrome di Klinefelter risultano quasi sono sconosciute, nonostante la loro diffusione. Però sappiamo tutto di Corona e di sua moglie, l'anno in cui si sono sposati, la data in cui si sono lasciati. Ubi major, minor cessat.
Alex