giovedì, 28 giugno 2007
Ne parleremo fra cinque anni



Ieri il sindaco di Roma Walter Veltroni si è candidato alla guida del partito democratico ed ha dunque assunto su di sè la leadership della coalizione di centrosinistra. Le mie personali posizioni politiche sono note a tutti, ma credo che l'onestà intellettuale di constatare la realtà così com'è senza far passare nessuna sconvenienza sotto tono siano di fondamentale importanza.

Durante una puntata di "Che tempo che fa" con Fabio Fazio registrata poco più di un anno fa, Walter Veltroni dichiarava:

"Se farò ancora il sindaco di Roma nei prossimi cinque anni [evenienza verificatasi, ndr], alla fine di questo secondo quinquennio io avrò concluso la mia esperienza politica. Sì, perchè non bisogna fare la politica a vita, bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro, e ci sono tante altre cose che si possono fare"

"So che quando dico questo tutti mi guardano e dicono: guarda che furbacchione. Ma non è vero. Ne parleremo fra cinque anni e si vedrà fra cinque anni"

Questo il link del filmato su YouTube.

Non sono serviti cinque anni, caro Walter, ti sei sputtanato molto prima. Ed è un peccato, perchè il tuo discorso m'è piaciuto e credo che tu sia la persona giusta. Prendi coraggio e vai in tv a dire che da Fazio ti sei concesso il lusso di fare come Berlusconi. Abbiamo bisogno di persone serie, non di cantastorie.

Alex
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categoria:berlusconate
venerdì, 22 giugno 2007
Walter, "facci sognare"



Il nascente Partito Democratico non perde il vizio di fingere che il leader venga eletto dalla base. Anche perchè in Italia la base è abbastanza uniforme e di rado riserva colpi di scena. Alle "elezioni interne" del prossimo ottobre trionferà, come da copione, Walter Veltroni, incoronato dal suo partito, i Ds, e dalla Margherita, con qualche malumore tra le file dei teodem che avrebbero preferito eleggere il Card. Bagnasco. Di Prodi non ne sarà più nulla. Sacrificato sull'altare del risanamento, il Professore si ritirerà a vita privata. Esattamente come successe nel 1996, quando grazie al suo governo entrammo in Europa, e sempre grazie alle sue decisioni impopolari ci salviamo, oggi, dalla bancarotta di stato.

Veltroni è un bonaccione, nell'accezione positiva del termine. Non ho nulla contro di lui, ma ha ragione Berlusconi nel dire che sarà un leader di facciata, destinato ad accattivarsi i voti delle casalinghe di Voghera quando il mito di Silvio si spegnerà nei loro cuori. Le doti di politico non mancano,  infatti il problema italiano non è mai stato trovare un leader, bensì qualcuno disposto a seguirlo. Non sapendo con precisione la data in cui si tornerà alle urne (io mi auguro nel 2011) non possiamo nemmeno sapere chi decideranno di candidare nella Casa delle Libertà Condizionate. Se di nuovo ci sarà Berlusconi, è evidente che ancora una volta la battaglia fra peggio e meno peggio sarà d'obbligo. Immaginare, d'altra parte, che da qui a breve spunti anche in Italia un politico di destra realmente liberale che non cali i pantaloni di fronte alla Cei , risulta alquanto utopistico.

Veltroni, a mio giudizio, cambierà solo l'esito delle elezioni. Il problema politico non è legato ai personaggi, ai leaders, ma alla cultura che anima il paese e quindi la politica stessa. Quando ci stamperemo nella mente che il futuro corre più veloce dell'ipocrisia italiana, e che a farci diventare ciechi non sono le pugnette ma l'informazione televisiva, allora forse potrà cambiare qualcosa. Nel frattempo, accontentiamoci di questo. E Walter sia.

Alex
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categoria:pensieri
mercoledì, 20 giugno 2007
La carica dei quattro

Berlusconi, Bossi, Fini e Rotondi. Sono saliti in serata al Quirinale per chiedere al Presidente della Repubblica elezioni anticipate. Una strana concezione della democrazia, del tutto mussoliniana, dato che il governo ha ottenuto la fiducia per governare in entrambi i rami del Parlamento. Ma per un pubblicitario come Berlusconi questi sono dettagli. La cosa intertessante è scoprire chi lo segue. Umberto Bossi, scampato per miracolo ad un ictus, leader di un partitio che raccoglie i suoi voti nei peggiori bar della Brianza. Gianfranco Fini, capo della destra italiana, separatosi recentemente da sua moglie... tutto merito del Family Day, s'intende. E infine Rotondi, che uomo! Uno degli ultimi servitori del padrone, fedele e soprattutto democristiano. Un perfetto schiavetto in stile italiano.

Tutti e quattro si sono stretti il nodo alla cravatta per chiedere a Napolitano di sciogliere le Camere e ridare scheda e matita al popolo. Come se Napolitano potesse solo minimamente ipotizzare un tale scenario, ovvero mandare a casa un governo democraticamente eletto che possiede la maggioranza parlamentare per governare. Pura follia. Non nella mente del capo, s'intende. Per lui esiste solo l'aspetto pubblicitario della notizia, come se sussistessero davvero le basi per fare quello che loro chiedono.

Tutto questo mentre il debito pubblico cala assieme alla disoccupazione e aumenta il prodotto interno lordo. Tutto questo mentre le entrate fiscali volano ai massimi storici permettendo al paese di tirare un sospiro di sollievo.

Se potessi mandare un messaggio al Presidente del Consiglio Romano Prodi gli direi di continuare su questa strada e di fregarsene di sondaggi, malcontenti, proteste, fischi e contestazioni. Se fare politica significa accontentare gli evasori, nascondere i problemi e vivere da cicale allora è vero, la politica fa schifo. Ma sono sicuro che la mia generazione, quella dei giovani che non hanno nemmeno la speranza di vivere come i genitori, apprezzerà almeno lo sforzo di risanare oggi per poter spendere domani.

Non vogliamo pagare le tasse? Bene. Vogliamo eliminare questa "barbara pratica della sinistra"? Mi sta bene.

Da domani però la sanità ce la paghiamo come in america e se le cose non funzionano dobbiamo rimanere zitti come mosche. E' da idioti pensare che si possa reggere un paese abbassando le tasse, aumentando le pensioni e arricchendo i ricchi. Per questo sono felice dell'impopolarità del governo, perchè più gente fanno incazzare più sono sicuro riusciranno ad abolire tutti quei privilegi di cui godono evasori e plurimiliardari.

Il resto è propaganda, e sappiamo bene chi riesce meglio su questo terreno.

Alex
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categoria:pensieri
sabato, 16 giugno 2007

Costituzione della Repubblica italiana, art. 3:

 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Contro ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale e a favore dell'estensione di diritti di cui beneficiano i cittadini italiani che la pensano come Calderoli e Ratzinger.


Contro ogni tentativo di fermare il progresso socio-culturale dell'Italia estraniandola, di fatto, dalla cultura europea fondata sulla tolleranza e il rispetto delle diversità.

Contro un modo di descrivere "il diverso" come un evento "contro natura", perchè anche l'aspirina è contro natura e se te la prendi blocchi il naturale corso degli eventi.

In favore della libertà e della dignità di ogni cittadino italiano.

E' per questo che al Gay Pride vanno anche gli eterosessuali, ed è per questi ideali che non lasceremo mai soli tutti coloro che si sentono discriminati.

Chi nega questi principi non può che collocarsi al di fuori della civiltà europea e della Costituzione italiana.

Alex

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categoria:opere
mercoledì, 13 giugno 2007
Macelleria messicana



Michelangelo Fournier, poliziotto presente alla scuola Diaz di Genova durante i vergognosi pestaggi del G8 del 2001, definisce così lo spettacolo che si è presentato davanti ai suoi occhi quella notte. Alla Diaz c'erano decine di giovani che stavano dormendo. Sono stati svegliati di soprassalto da alcuni poliziotti che armati di manganello hanno selvaggiamente colpito con forza le sagome all'interno dei sacchi a pelo. Le immagini sono ancora davanti ai miei occhi: i muri coperti da schizzi color rosso vivo, una ragazza a terra con la testa in una pozza di sangue. La polizia aveva caricato col solo scopo di fare del male, di provocare dolore e magari, sperava qualcuno, anche di farne secchi un paio. Sono passati sei anni eppure ricordo perfettamente ogni dettaglio. Quegli episodi avevano risvegliato dentro di me una tale indignazione da portarmi a promettere che non avrei dimenticato nulla. Non c'era un senso, non c'era una giustificazione. Giovani come me erano stati massacrati a colpi di manganello per un puro sfizio professionale. Quello del poliziotto fascista, che lavora per glorificare il suo piccolo ego nazista e dimentica la difesa dei più deboli.

Sei anni dopo la verità, già chiara fin dall'inizio per tutte le persone intelligenti e oneste, diventa palese fino alla certezza. Fourier ammette di aver negato tutto fino ad oggi per "spirito di collettività" e in difesa della categoria a cui appartiene. Stronzate.

Io so solo che c'è ancora gente, in giro, che pensa che alla Diaz, quei giovani, le manganellate se le siano meritate. Tanti piccoli fascisti che rimpiangono la privazione delle libertà personali ed un regime serio e ferreo. D'altra parte ci sono persone che non sono in grado di saper gestire la loro libertà, preferiscono subaffittarla al potere politico. Sono liberissime di farlo, ma non pretendano di insegnare la vita a nessuno. Nei giorni del G8 parte delle forze dell'ordine commise crimini contro la dignità umana, ormai è noto a tutti. Così come è noto che chi rifiuta di accettare la verità ha un solo modo di salvarsi la coscienza, ovvero aggrapparsi ad un ideale fittizio creato ad hoc dal potente di turno, ben felice di avere ai suoi piedi un popolo avido di menzogne.

Alex
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categoria:diario
martedì, 12 giugno 2007
Telelibertà, conduce Michela Brambilla



Al padrone non bastavano le leccate quotidiane di Emilio Fede, guardato e riguardato da fan ultranovantenni arrapate dalle immagini del divin capo. Ora nasce Telelibertà, un misto fra squallida propaganda di partito e triste circolino di quartiere, dove la verità è sempre azzurra. Degna leader di questa pagliacciata è Michela Brambilla, nuova scoperta dell'ex premier, che di fronte ai suoi telespettatori avrà la funzione di vendere il fumo prodotto dalla destra italiana meglio di quanto non facciano già i demagoghi del parlamento. E nella fitta programmazione di televendita non c'è posto per Vanna Marchi; la teleimbonitrice voleva vendere sale in cambio di migliaia di euro, Berlusconi si accontenta di un voto in cambio dell'annientamento cerebrale.

Tutti si preoccupano per la debacle dei socialisti in Francia, e il conseguente trionfo dell'Ump di Sarkozy. D'altra parte la sinistra europea sta commettendo tantissimi errori, non capta il cambiamento della società e finisce per essere più conservatrice di certe destre, fra cui quella francese. In Italia lo spettacolo politico è come sempre desolante. E l'occasione per la Cdl di liberarsi di Berlusconi tarda ad arrivare. Il motivo per cui la gente va a votare la sinistra italiana non è certo legato alle sue capacità di governo, nè alla simpatia per i vari leader, ogni giorno sempre più sputtanati, ogni giorno sempre più incomprensibili. A Genova la sinistra ha vinto perchè Berlusconi a pochi giorni dal voto s'è fatto vivo di nuovo, e come dar torto a quanti sarebbero disposti a cavarsi gli occhi pur di non farlo tornare al potere.

Telelibertà nasce per rendere ancora più squallido questo panorama, per stordire ulteriormente le menti assopite delle casalinghe berlusconiane in preda ad impeti orgasmatici sotto stretta sorveglianza Mediaset. Telelibertà punta a far aumentare nell'opinione pubblica l'idea che la politica si riduca alla soluzione dei problemi personali, giustificando in questo modo slogan come "riduciamo le tasse" e "aumentiamo le pensioni". Il tutto in mano ad una soubrette che ha toccato "il tasto" giusto ed è finita nelle grazie del padrone. Ora milioni e milioni di italiani potranno scodinzolare felici sulle frequenze di una tv tanto azzurra e tanto cara.

Nel Belpaese può succedere anche questo: che il popolo si addormenti sereno davanti alla tv e non si accorga di essere stato narcotizzato. Può persino succedere che il popolino televisivo smetta di ragionare e creda seriamente a qualcosa solo perchè "l'hanno detto in tv". Nel Belpaese può succedere anche che uno come Berlusconi venga eletto due, tre, quattro volte Presidente del Consiglio. Per poi lasciare il posto ad una soubrette seducente, che risveglia gli appetiti nascosti di nonni e pensionati.

Alex



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categoria:berlusconate
sabato, 09 giugno 2007
Scrivi: "sono deficiente"

Un'insegnante palermitana rischia il carcere per aver obbligato uno dei suoi studenti a scrivere diverse volte sul quaderno "sono deficiente". Il tutto a causa di un episodio di bullismo verificatosi nei confronti di un altro alunno, più volte insultato ed "accusato" di essere gay.

Negli anni ho maturato una precisa convinzione etica, oltre che politica, sull'assoluta stupidità di certe punizioni corporali quali schiaffi, sculacciate, ferri arroventati, eccetera eccetera. Non solo perchè ritengo assurdo dover abituare i ragazzi a rigar dritto utilizzando strumenti violenti (e quindi, più o meno implicitamente, approvare l'uso della violenza come risoluzione dei conflitti umani) ma soprattutto perchè credo fortemente che, oltre che stupidi, questi mezzi siano del tutto inutili. Certi genitori non hanno voglia di approfondire i problemi dei loro figli e, per lavarsi la coscienza, allungano le mani, credendo di proporre un'utile azione educativa. Trovo che sia solo una manifestazione di ignoranza collettiva che poco a poco, in ogni caso, migliora visibilmente.

La tendenza di alcuni genitori odierni, in ogni caso, non è più nemmeno quella di schiaffeggiare i figli, bensì di proteggerli sempre e comunque di fronte ai problemi della vita, siano questi di natura scolastica o educativa. Se il pargolo va male a scuola è certamente colpa degli insegnanti, se ha dato del gay ad un suo compagno è solo frutto di una società deviata (ben difesa da iniziative quali il Family Day). In poche parole, la colpa è sempre degli altri, e il fanciullo va difeso da questa società senza limiti.

In breve, io sto con la professoressa. Deficiente significa letteralmente "privo di (qlc)" e sicuramente il nostro piccolo eroe era quantomeno privo di educazione e rispetto. Farglielo entrare in testa con qualche ripetizione non mi pare certo una violenza nè fisica nè psicologica. Il problema è che in questo paese la colpa è sempre degli altri, e la questione si sta trasferendo in ambito educativo. Il fenomeno del bullismo è dilagante e la maggior parte dei genitori pensa solo a come giustificare i figli quando si macchiano di azioni cattive e razziste. E per di più, quando qualche insegnante prova a fare anche il lavoro dei genitori, gli si prospetta il carcere. Col risultato di far crescere nella nostra società nuove generazioni di persone boriose, maleducate e intolleranti. Viva la Famiglia, viva l'Italia.

Alex


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categoria:pensieri
venerdì, 08 giugno 2007
Sono trascorsi velocemente. Mentre in tutta Italia finiscono le scuole, io termino il mio quinto anno di università. Finiscono le lezioni, per andare in vacanza bisogna aspettare fine luglio, ma ho 23 anni e a novembre ne farò 24. Cinque anni fa ero prossimo alla maturità, cerco di non rimpiangerne le emozioni, gli odori, il sapore, ma non posso fare a meno di riscoltare certe canzoni e pensare a quando mi ubriacavo con la voglia di sentir risuonare dentro di me la musica.

Rifletto su come sia cambiato il mio modo di vivere. Mi sento più sicuro e più maturo, affronto meglio le sfide, l'impaccio si è ridotto, ma dove sono finite le serate da sballo, le ore piccole, gli amici infiniti... Ora è tutto più "maturo", dalla serata ai sentimenti, anche se ho voglia di fare casino e purtroppo trovo sempre meno amici disposti a seguirmi. Le coppie tendono ad essere fisse, e si cresce a vista d'occhio. Qualcuno parla di stipendi, altri perfino di mutuo, argomenti che ammazzano il fancazzismo cardine delle chiacchierate stupide da bar, che mi mancano un sacco, ecco, queste sì che mi mancano.

Nell'estate del 2002, ad Amsterdam, ero proprio un pivello. La mia prima canna, a 18 anni, sembrava che mi fosse passato sopra un treno. Però avevo voglia di farlo, perchè mi andava di scoprire qualcosa di nuovo, in fondo credo mi importasse solo di poter dire che dopo quell'esperienza "ero cresciuto". Oggi di crescere non m'importa nulla, anzi. Ci sono attimi, come stasera, in cui mi verrebbe voglia di unirmi ai liceali e andare in disco a fare cazzate.

Mi porto dietro strascichi di ribellione, che però amo conservare e tenere stretti. E soprattutto c'è qualcosa in questo mio presente che vorrei portarmi dietro perfino nei ricordi. Buona notte, carissimi, sogni d'oro a tutti...

Alex

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mercoledì, 06 giugno 2007
Questa destra, la stessa che espone cartelli e urla in Senato, fa vomitare sotto ogni punto di vista. Sfida l'intelligenza degli italiani, punta a manipolarne gli istinti più primordiali. Mi dispiace, non ci riesco. Non riesco a starmene con le mani in mano mentra personaggi loschi e tracotanti di ignoranza gettano letame sulle istituzioni. Posso tentare di lasciarmi scivolare addosso gli eventi, ma per dire la mia e contrastare questi idioti io ci sarò sempre, sempre, sempre. Più che al Paese, che sembra seguire in maggioranza la via della deficienza, lo devo a me stesso, alla mia coscienza, alla mia intelligenza. Perchè chi ne ha solo un pizzico concorderà con me: far tornare questa gente al governo è più che un delitto. E' una tragedia. Visti gli atteggiamenti in Senato, ci faranno tornare a scrivere sulle tavolette d'argilla e a gesticolare al suono di "uga uga".

Vi confesso la mia collera. E la mia tristezza per un mondo che non fa altro che ripetere gli stessi, fottutissimi errori.

(nota successiva alla stesura del post: il Senato respinge tutte le mozioni della Cdl ed approva quella della maggioranza di governo)
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martedì, 05 giugno 2007
Eccoci

Siamo arrivati alla fine di una lunga esperienza. Domani, come in un film già visto, l'Unione andrà alla prova del Senato e come sempre dovremo affidarci al pallottoliere per scoprire le sorti di questo paese. Non voglio essere pessimista, ma temo che nei prossimi giorni, in un modo o nell'altro, riconsegneranno l'Italia a Silvio Berlusconi, che verrà acclamato dalle folle e dal popolo come il liberatore della patria. Gliela consegneranno su di un piatto d'argento, come si consegna l'euro al mendicante fermo al semaforo, con la stessa indifferenza e solo un pizzico di fastidio.

Questo argomento è stato affrontato tante di quelle volte che ho smesso di contarle, e non ho voglia di ripetere sempre le stesse cose. Forse l'interesse nella politica è stato un mio cruccio adolescenziale che è tempo di recidere, perchè le emozioni che ne traggo sono prevalentemente negative e in Italia occuparsi di politica significa lasciar stare determinati tabù che invece per me sono fondamentali. Dopo Prodi i miei concittadini correranno in massa a garantirsi un nuovo condono, e chi usa la vicenda della Guardia di Finanza per screditare il governo certo è stato cieco per 5 anni di fronte a ben più gravi nefandezze passate nel più assoluto dei silenzi. D'altra parte avere tre reti televisive schiave del padrone aiuta, ma anche questo rimane lettera morta per chi fa finta di non sentire e tornerà ad eleggere Berluscon de' Berlusconi.

Preferisco ripetere che la mia fiducia nell'attuale governo di centrosinistra è molto bassa, e credo che se il contesto fosse stato diverso io nemmeno l'avrei votato. Ma questo è un altro di quei discorsi che mi fanno impazzire, perchè più cerco di spiegare al mio prossimo le mie ragioni e più ribollo dentro. E' come avere un muro dinanzi, un piccone in mano, e non riuscire comunque a distruggerlo.

Forse è arrivato il momento di dire basta al mio interesse per queste vicende. Non lo meritano e mi fanno seriamente incazzare. Chi vuol votare Berlusconi vada in cabina e tiri lo sciacquone, chi vuole incoronare il Papa imperatore del Sacro Silviano Impero si accomodi. Io ho la mia vita, le mie idee. Mi interessa solamente non confoderle con quelle di questa gente. Per il resto, credo di poter vivere dignitosamente indipendentemente dal governo in carica. Solo dovrò stare attento a rimanere disinformato, oppure potrei non rispondere delle mie (re)azioni
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sabato, 02 giugno 2007
Festa della Cosa Pubblica

Qualcuno in questi giorni dice che in Italia non c'è democrazia. Il degno leader di questa protesta è Silvio Berlusconi, che è stato per cinque anni Presidente del Consiglio, proprietario di tre reti televisive, numerosi quotidiani, una squadra calcistica e svariate altre aziende. C'era democrazia quando Silvio era al governo. I giornalisti erano liberi, il Parlamento legiferava per esclusivo interesse del paese e i conti erano migliori. Io non ho più parole da spendere, concetti da esprimere. Ad un certo punto bisogna constatare che se in Italia una buona fetta della popolazione è disposta a credere a tonnellate di menzogne, forse è giunto il momento di prenderne le distanze e scrivere sullo zerbino di casa "goodbye" al posto del consueto "welcome".

Me ne frego di un Paese che vuole a tutti i costi nascondere la testa sotto la sabbia, non guardare in faccia i problemi e fingere di essere libero, ricco e moralista. Tante belle parole: meno tasse, più famiglia. Quando penso a questo modo di fare politica mi vien da dubitare sulle cifre dell'analfabetismo. Lo stimano a meno del 2%, ma i fatti sembrano dimostrarne una quota dieci volte superiore.

Il pesce puzza dalla testa e ce lo ripetiamo da anni. Noi non siamo meglio o peggio di tanti altri paesi europei. Nel nostro privato ci comportiamo esattamente come tutti gli altri, ma vogliamo che nel pubblico la nostra immagine sia candida, dorata e pia. Ma mi sono stufato di usare il noi, perchè ad un certo punto è giusto che io faccia i conti con me stesso e la smetta di identificarmi nell'Italia in cui vivo. Ho perso le speranze di poter contribuire al cambiamento del mio paese, ma non perchè i politici mi deludano. I politici sono l'immagine di quello che è il Paese, e trovo deliranti tutte le falsità sulla politica vomitate in televisione da finti cittadini onesti. La politica fa schifo perchè vogliono che sia così. Non si può eleggere uno come Berlusconi e poi lamentarsi della corruzione in politica. Oggi al governo non c'è più Berlusconi, è vero. Qualcosa è stato fatto. Ma non dobbiamo dimenticarci del fatto che per liberarci del peggio abbiamo dovuto optare per il meno peggio. Un governo che si regge su senatori ultraottantenni che se si ammalano mettono a rischio tutta la baracca. Uno come Mastella che si fa scrivere i discorsi dalla Cei. La Binetti, porco mondo, la Binetti! Una dell'Opus Dei! Ogni volta che ci penso mi sale la bile.

Un briciolo di speranza bisogna lasciarsela sempre addosso, altrimenti si impazzisce. Mai arrendersi, va bene. In fondo c'è ancora uno come Santoro che riesce a portare in tv un documetario sui preti pedofili. In fondo ci sono ancora molti giovani, tanti miei amici che la pensano come me e hanno voglia di parlarne, di discutere, di cambiare le cose. Speriamo, gente, speriamo.

Alex
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