Allarme TBC


Da bambino mi capitava di sentire i racconti della nonna sulla tubercolosi. Finivano più o meno tutti così "Ah, quando di tubercolosi si moriva!". E' sempre un peccato contraddire la nonna, ma di tubercolosi si muore anche oggi e non solo nei paesi poveri, dove non arrivano medicinali ed assistenza sanitaria. Si muore anche, seppur raramente, nel ricco occidente, dove i problemi dei poveri diventano anche quelli dei ricchi.
Mi capita di rado di scrivere di argomenti che riguardino la medicina (che poi in fondo occupa e occuperà una buona fetta della mia vita), più che altro per non scrivere boiate ed evitare che la gente si fidi della mia inesperienza (sono giovane e zelante, ma umilmente inesperto). Sulla Tbc però qualche cavolata posso dirvela anch'io, giusto per darvi un'idea sul perchè in passato guarivano quasi tutti ed oggi, invece, qualcuno ci lascia le penne.
La tubercolosi è una malattia infettiva causata da un batterio particolare, il Mycobacterium Tuberculosis, appartenente alla famiglia dei Micobatteri. Diversamente da quel che si crede, la tubercolosi colpisce i polmoni solo nella maggioranza dei casi. L'infezione, infatti, può localizzarsi pressochè ovunque all'interno del corpo umano (ossa, reni, cervello, etc). Il contagio avviene attraverso stretti rapporti con individui affetti e la contagiosità in genere non è elevatissima. Come tutti i batteri, il Mycobacterium tuberculosis può, in linea generale, essere curato attraverso gli antibiotici, anche se, esattamente come tutti i batteri, col tempo è destinato a sviluppare resistenze.
Poniamo che si voglia uccidere con un determinato antibiotico una popolazione batterica precisa. I batteri, esattamente come tutti gli organismi viventi, mutano nel tempo. Se un determinato antibiotico viene costantemente utilizzato contro quella popolazione di batteri, inizialmente tutti i microorganismi verranno uccisi dal farmaco. Se tuttavia, disgraziatamente, un certo numero di batteri dovesse improvvisamente mutare e presentare resistenza al farmaco, non succederà altro che quel che è successo nel passaggio (forse) scimmia-uomo, ovvero un'evoluzione della specie, dove sopravvive il più forte e il più forte si riproduce dando vita ad una serie di batteri intrinsecamente resistenti. E sono cazzi.
La tubercolosi è stata trattata per anni con un solo farmaco, chiamato isoniazide. L'isoniazide è a tutt'oggi uno dei farmaci di scelta nel trattamento della Tbc, ma viene sempre accostato ad altri tre farmaci (rifampicina, etambutolo e pirazinamide). Questo per evitare che insorgano resistenze. Se ipotizziamo infatti che qualche batterio resisterà all'isoniazide, sicuramente verrà ucciso da uno degli altri tre somministrati, di modo che anche i batteri resistenti possano essere eliminati evitando una "selezione naturale" catastrofica.
I problemi legati a questo "escamotage" sono molteplici:
a) Non tutti i pazienti sono disposti ad assumere 4 farmaci per 6 mesi di fila, considerati anche gli effetti collaterali. E chi smette di prenderli non fa altro che selezionare ceppi mutanti.
b) Non tutti i pazienti hanno i soldi per pagarsi le medicine per 6 mesi di terapia. Risultato: ne usano uno solo, oppure per tempi più brevi o, peggio ancora, non si curano nemmeno.
c) Sono stati segnalati casi di ceppi multiresistenti (rari), che quindi potrebbero non rispondere nemmeno alla terapia combinata.
Risultato: la Tbc torna a fare paura, così come tante altre malattie batteriche sconfitte nel secolo scorso dagli antibiotici prescritti oggi per il mal di gola (che nella maggior parte dei casi non fanno nulla e creano solo resistenze). C'è solo da sperare nella ricerca scientifica, in grado di scoprire nuove molecole utili nella battaglia contro i microorganismi più temibili.
Alex
Mi capita di rado di scrivere di argomenti che riguardino la medicina (che poi in fondo occupa e occuperà una buona fetta della mia vita), più che altro per non scrivere boiate ed evitare che la gente si fidi della mia inesperienza (sono giovane e zelante, ma umilmente inesperto). Sulla Tbc però qualche cavolata posso dirvela anch'io, giusto per darvi un'idea sul perchè in passato guarivano quasi tutti ed oggi, invece, qualcuno ci lascia le penne.
La tubercolosi è una malattia infettiva causata da un batterio particolare, il Mycobacterium Tuberculosis, appartenente alla famiglia dei Micobatteri. Diversamente da quel che si crede, la tubercolosi colpisce i polmoni solo nella maggioranza dei casi. L'infezione, infatti, può localizzarsi pressochè ovunque all'interno del corpo umano (ossa, reni, cervello, etc). Il contagio avviene attraverso stretti rapporti con individui affetti e la contagiosità in genere non è elevatissima. Come tutti i batteri, il Mycobacterium tuberculosis può, in linea generale, essere curato attraverso gli antibiotici, anche se, esattamente come tutti i batteri, col tempo è destinato a sviluppare resistenze.
Poniamo che si voglia uccidere con un determinato antibiotico una popolazione batterica precisa. I batteri, esattamente come tutti gli organismi viventi, mutano nel tempo. Se un determinato antibiotico viene costantemente utilizzato contro quella popolazione di batteri, inizialmente tutti i microorganismi verranno uccisi dal farmaco. Se tuttavia, disgraziatamente, un certo numero di batteri dovesse improvvisamente mutare e presentare resistenza al farmaco, non succederà altro che quel che è successo nel passaggio (forse) scimmia-uomo, ovvero un'evoluzione della specie, dove sopravvive il più forte e il più forte si riproduce dando vita ad una serie di batteri intrinsecamente resistenti. E sono cazzi.
La tubercolosi è stata trattata per anni con un solo farmaco, chiamato isoniazide. L'isoniazide è a tutt'oggi uno dei farmaci di scelta nel trattamento della Tbc, ma viene sempre accostato ad altri tre farmaci (rifampicina, etambutolo e pirazinamide). Questo per evitare che insorgano resistenze. Se ipotizziamo infatti che qualche batterio resisterà all'isoniazide, sicuramente verrà ucciso da uno degli altri tre somministrati, di modo che anche i batteri resistenti possano essere eliminati evitando una "selezione naturale" catastrofica.
I problemi legati a questo "escamotage" sono molteplici:
a) Non tutti i pazienti sono disposti ad assumere 4 farmaci per 6 mesi di fila, considerati anche gli effetti collaterali. E chi smette di prenderli non fa altro che selezionare ceppi mutanti.
b) Non tutti i pazienti hanno i soldi per pagarsi le medicine per 6 mesi di terapia. Risultato: ne usano uno solo, oppure per tempi più brevi o, peggio ancora, non si curano nemmeno.
c) Sono stati segnalati casi di ceppi multiresistenti (rari), che quindi potrebbero non rispondere nemmeno alla terapia combinata.
Risultato: la Tbc torna a fare paura, così come tante altre malattie batteriche sconfitte nel secolo scorso dagli antibiotici prescritti oggi per il mal di gola (che nella maggior parte dei casi non fanno nulla e creano solo resistenze). C'è solo da sperare nella ricerca scientifica, in grado di scoprire nuove molecole utili nella battaglia contro i microorganismi più temibili.
Alex




