mercoledì, 30 maggio 2007
Allarme TBC



Da bambino mi capitava di sentire i racconti della nonna sulla tubercolosi. Finivano più o meno tutti così "Ah, quando di tubercolosi si moriva!". E' sempre un peccato contraddire la nonna, ma di tubercolosi si muore anche oggi e non solo nei paesi poveri, dove non arrivano medicinali ed assistenza sanitaria. Si muore anche, seppur raramente, nel ricco occidente, dove i problemi dei poveri diventano anche quelli dei ricchi.

Mi capita di rado di scrivere di argomenti che riguardino la medicina (che poi in fondo occupa e occuperà una buona fetta della mia vita), più che altro per non scrivere boiate ed evitare che la gente si fidi della mia inesperienza (sono giovane e zelante, ma umilmente inesperto). Sulla Tbc però qualche cavolata posso dirvela anch'io, giusto per darvi un'idea sul perchè in passato guarivano quasi tutti ed oggi, invece, qualcuno ci lascia le penne.

La tubercolosi è una malattia infettiva causata da un batterio particolare, il Mycobacterium Tuberculosis, appartenente alla famiglia dei Micobatteri. Diversamente da quel che si crede, la tubercolosi colpisce i polmoni solo nella maggioranza dei casi. L'infezione, infatti, può localizzarsi pressochè ovunque all'interno del corpo umano (ossa, reni, cervello, etc). Il contagio avviene attraverso stretti rapporti con individui affetti e la contagiosità in genere non è elevatissima. Come tutti i batteri, il Mycobacterium tuberculosis può, in linea generale, essere curato attraverso gli antibiotici, anche se, esattamente come tutti i batteri, col tempo è destinato a sviluppare resistenze.

Poniamo che si voglia uccidere con un determinato antibiotico una popolazione batterica precisa. I batteri, esattamente come tutti gli organismi viventi, mutano nel tempo. Se un determinato antibiotico viene costantemente utilizzato contro quella popolazione di batteri, inizialmente tutti i microorganismi verranno uccisi dal farmaco. Se tuttavia, disgraziatamente, un certo numero di batteri dovesse improvvisamente mutare e presentare resistenza al farmaco, non succederà altro che quel che è successo nel passaggio (forse) scimmia-uomo, ovvero un'evoluzione della specie, dove sopravvive il più forte e il più forte si riproduce dando vita ad una serie di batteri intrinsecamente resistenti. E sono cazzi.

La tubercolosi è stata trattata per anni con un solo farmaco, chiamato isoniazide. L'isoniazide è a tutt'oggi uno dei farmaci di scelta nel trattamento della Tbc, ma viene sempre accostato ad altri tre farmaci (rifampicina, etambutolo e pirazinamide). Questo per evitare che insorgano resistenze. Se ipotizziamo infatti che qualche batterio resisterà all'isoniazide, sicuramente verrà ucciso da uno degli altri tre somministrati, di modo che anche i batteri resistenti possano essere eliminati evitando una "selezione naturale" catastrofica.

I problemi legati a questo "escamotage" sono molteplici:

a) Non tutti i pazienti sono disposti ad assumere 4 farmaci per 6 mesi di fila, considerati anche gli effetti collaterali. E chi smette di prenderli non fa altro che selezionare ceppi mutanti.

b) Non tutti i pazienti hanno i soldi per pagarsi le medicine per 6 mesi di terapia. Risultato: ne usano uno solo, oppure per tempi più brevi o, peggio ancora, non si curano nemmeno.

c) Sono stati segnalati casi di ceppi multiresistenti (rari), che quindi potrebbero non rispondere nemmeno alla terapia combinata.

Risultato: la Tbc torna a fare paura, così come tante altre malattie batteriche sconfitte nel secolo scorso dagli antibiotici prescritti oggi per il mal di gola (che nella maggior parte dei casi non fanno nulla e creano solo resistenze). C'è solo da sperare nella ricerca scientifica, in grado di scoprire nuove molecole utili nella battaglia contro i microorganismi più temibili.

Alex
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categoria:opere
domenica, 27 maggio 2007
A volte rifletto sul significato dell'appartenenza ad una corrente di pensiero. Più specificamente, mi chiedo cosa mi abbia spinto ad essere "di sinistra" e soprattutto a seguire un modo di vivere che non è comune fra i miei coetanei. Leggere i giornali, scaldarsi per una notizia, intraprendere dibattiti. C'è quasi da vergognarsi in giro a dire che ti piace la politica, ti guardano male, alcuni storcono il naso. So bene che è tutta ipocrisia, luogo comune, disinteresse. Se difendi un omosessuale forse sei frocio anche tu, e se con certi amici ti incazzi quando discriminano qualcuno, o sei un comunista o sei debole.

Per questo sono di sinistra. Perchè mi sento di appartenere a tutti quelli come me che credono di potersi opporre al menefreghismo dilagante dei figli di papà col culo al caldo che belano le frignacce dei potenti. Che leccano i piedi al sistema, si fregiano di ideali come la patria, la famiglia, di cui non gli importa nulla ma recitano la loro idea come si recita il credo in chiesa. Esattamente come lo recitano quelli che in chiesa ci vanno per guadagnarsi il paradiso, oppure perchè è più comodo liquidare in tre quarti d'ora di litanie una vita intera passata fra gioie e dolori, in cerca dei propri perchè.

Sono di sinistra perchè della destra mi fa schifo tutto. Mi fanno schifo le discriminazioni dei fascisti, la cattiveria dei democristiani, la guerra dei patrioti seduti in poltrona a guardare il tg5. Sei favorevole alla guerra? Certo! Tanto non sei tu a rischiare la vita, maledetto codardo, a crepare ci vanno i poveracci che per seimila euro al mese sono disposti a uccidere e farsi uccidere in nome del denaro. La vita umana ha senso solo quando serve a mantenere il sistema, il profitto è al centro di tutto, ed essere di destra significa lottare per il benessere a tutti i costi. No, non a tutti. Il costo lo paga sempre il più debole, perchè è la legge della giungla e non me ne frega niente se nella giungla ci sono animali e non uomini. Io voglio che sia sempre così, che non cambi nulla, che il povero rimanga povero e il ricco sempre più ricco. E destra, in Italia, vuol dire Chiesa, che scomunica i favorevoli all'aborto ma si limita a qualche buffetto quando George W. Bush comincia una guerra sanguinosa e tremendamente ingiusta.

Voglio essere di sinistra ogni volta che un nazi picchia, ammazza o brucia un innocente. Voglio essere di sinistra per incazzarmi fino all'infarto e levare metaforicamente la pelle a tutti quei maledetti ipocriti che nei talk show usano la famiglia per negare diritti a cittadini onesti, omo, etero, bi, tri, quadrisessuali, come se quello che avviene nella camera da letto potesse essere usato da uno stato per seminare discrepanze e discriminazioni.

C'è chi pensa che tutto questo sia delirante, utopico, inutile, strano, sbagliato. Non me ne frega niente, ho dedicato troppo tempo ad occuparmi di quello che pensavo potessero pensare gli altri di me. E mi conforta sapere che c'è tanta gente fuori dalla mia stanza che la pensa come me e lotta con me. Non c'è possibilità di farmi cambiare idea, di tirar fuori dal cilindro formule magiche medievali probte a lavarmi il cervello di luoghi comuni chiamati dio, patria, famiglia. No, non esistono, perchè se credi in Dio, nella Patria, nella Famiglia, non hai nessun bisogno di difenderli con l'odio e la menzogna. Te li tieni stretti al cuore e li lasci lì dove sono nati, nella tua vita, nel tuo privato.

Sono di sinistra anche quando in Italia molti fanno finta di esserlo. E non ho paura di essere confuso con loro, perchè io sono qua e chiunque può sapere cosa penso, chi sono e cosa faccio.

Alex
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categoria:pensieri
sabato, 26 maggio 2007
La notte dei brogli

E' uscito nei giorni scorsi con Diario il nuovo dvd di Enrico Deaglio dal titolo "Gli imbroglioni". L'ho guardato e le sensazioni sono state le stesse di quando ho visto il primo dvd prodotto sull'argomento, uscito l'anno scorso, che denunciava il clamororoso calo delle schede bianche, assolutamente senza precedenti.

Non ho abbastanza elementi per farmi un'idea precisa di quel che accadde nell'aprile scorso. Ho i miei ricordi, le mie sensazioni, tantissimi dubbi e poche risposte. So per certo che i dati oggi in nostro possesso non sono veri. Perchè conosco le dinamiche di un seggio elettorale, i suoi errori, la facilità con cui vengono corretti i verbali di scrutinio per far quadrare i conti e lasciar andare a casa gli scrutatori allo stremo delle forze. Fare un broglio non è facile se si presuppone l'onestà di chi gestisce le operazioni di voto. Una volta messa da parte questa premessa, tutto diventa possibile.

Le elezioni sono, per una democrazia, tutto. Si può discutere sul fatto che la forma di governo migliore sia quella democratica, ma una volta stabilito che ci si trova in una democrazia falsare le elezioni è negarne l'essenza stessa. Sono profondamente convinto che i risultati elettorali delle elezioni politiche del 2006 siano stati manipolati, forse non eccessivamente, ma anche solo un voto cancellato o modificato rappresenta un fatto grave.

Il crollo delle schede bianche, la gestione fallimentare dei dati informatici, i grossolani errori di conteggio fra votanti e voti validi. E' matematicamente certo: i dati veri non sono quelli in nostro possesso. Gli amanti dei gialli e del giornalismo d'inchiesta potrebbero passare notti insonni alla ricerca della verità e da incallito fan di X-files non posso che citare la frase cardine di tutta la serie: "The truth is out there".

Ma al di là della cronaca, dei numeri e delle incongruenze, c'è tutta una storia politica dietro le elezioni dello scorso anno. Un premier uscente che messo di fronte alla sconfitta vorrebbe approvare un decreto per "congelare il risultato delle elezioni e imporre il riconteggio". Nessuno più fa caso alle parole, in questo paese di lobotomizzati. Nessuno più ricerca i significati e tenta delle interpretazioni. Dietro quelle parole c'era un colpo di stato, fortunatamente mai messo in atto, sicuramente preso in considerazione da un uomo che non ha mai accettato di perdere (come potrebbe essere altrimenti, dal momento che si considera l'Unto del Signore?).

Dietro tutto questo c'erano quaranta milioni di elettori che erano usciti di casa per eleggere i loro rappresentanti. Alcuni con qualche speranza, altri mossi da mero interesse personale o, peggio, insensato qualunquismo.

Se vogliamo continuare ad essere una democrazia non possiamo prenderci in giro in questo modo. Per prima cosa andrebbe vietato nella maniera più categorica il voto elettronico, estremamente suscettibile di modifiche e manipolazioni poichè non verificabile fisicamente. In seconda battuta andrebbero rivisti i meccanismi di trasmisisone dei dati dal singolo seggio fino al Ministero degli Interni, con l'utilizzo ausiliario (ma non esclusivo) del mezzo informatico. Terzo: dotare la Corte di Cassazione del potere di indagare sulla stesura di quei verbali che non riportano cifre coerenti (ad esempio numero di voti maggiore rispetto al numero dei votanti), cosa che attualmente non compete ad alcun organo. Quarto: evitare, ma questo spetta solo agli elettori, di eleggere personaggi poco puliti, con palesi disturbi psichiatrici tendenti al delirio di onnipotenza, che pur di evitare la sconfitta sono pronti a inquinare il risultato delle elezioni. Ma questa è aria fritta, perchè a certi italiani puoi raccontare la verità per filo e per segno, puoi dirgli che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa. Inutile. Loro credono a quello che sta davanti al loro naso, il resto è fantasia di atei e comunisti, estremamente noiosi, estremamente irritanti.

Alex
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categoria:omissioni
domenica, 20 maggio 2007
Donald D.



A volte capitano delle sorprese, ieri ne ho avuta una. Dopo l'esame di infettive, che mi ha portato via parecchi anni di vita, ho ritrovato il piacere di fare un giro da Blockbuster. E' poco di sinistra, Blockbuster, ma stende i nervi e dispensa film. Sappiamo tutti quanto sia raro vedere un film degno di essere chiamato tale, nel panorama cinematografico mondiale. Ma raro non significa impossibile. E' Donnie Darko ad avermi fatto riflettere, ieri, dopo un mese di sofferto e preoccupato studio. Donnie Darko, un film che non avevo visto e che ho piacevolmente scoperto a 23 anni, 5 mesi e 15 giorni.

Ho capito poco della trama ma questo non era essenziale. Donald vive la sua adolescenza esattamente come tutti, fra momenti di ribellione e sana ma irrefrenabile pulsione sessuale. La sua schizofrenia è manifesta, eppure vogliamo credere che sia tutto un pretesto, perchè nel mondo dei film le apparenze ingannano sempre e la soluzione più facile è sempre quella sbagliata. A differenza di quel che accade quaggiù, dove sbattiamo il naso ogni giorno, dove si fa coincidere la verità col superficiale.

Gli universi paralleli che il film incrocia sono solo un pretesto per raccontare una storia qualunque, più vera di quanto non si creda, più semplice di quanto non sembri. Una scuola che insegna valori di facciata (amore, educazione, rispetto, castità) pretendendo dai giovani un loro utilizzo paradigmatico. E se ripenso a quante cazzate ho sentito e sento da certi adulti di ieri e di oggi non posso che pensare a quanto sia stato stupido nel restare lì muto, ad ascoltare. Spesso, purtroppo, ad applaudire.

Così mi sono stranito, come spesso accade dopo aver visto un film che continua a frullarmi nel cervello. Non ho mai capito se è un qualcosa che capita solo a me, oppure ha caratteri endemici, ma dopo questi film tornare a vivere nella mia vita sembra un controsenso. Stento a ritrovare, per qualche istante, l'interesse per le cose che mi circondano e soprattutto a trovarne i perchè. In genere non è mai una bellissima sensazione, ma fortunatamente capita di rado.

Donnie Darko è piaciuto a molti, perciò se non l'avete mai visto ve lo consiglio. Per chi invece, come me, non ha capito una nespola della trama, ho trovato un'ottima spiegazione su wikipedia che chiarisce parecchi dubbi. Ma occhio, è riservata solo a chi ha già visto il film! :-)

Alex
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categoria:opere
domenica, 20 maggio 2007


«La gente mi tira per la giacca, le mamme incinte mi chiedono di mettere la mano sulla loro pancia, altri sugli occhi perché ci vedono poco... qualcuno, pensate, sulla testa perché ha pochi capelli..."

(19 Maggio 2007)

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categoria:berlusconate
domenica, 13 maggio 2007


Noi siamo così e tu devi adeguarti. Noi siamo felici, siamo in tanti, siamo belli, siamo cattolici e le tue scelte di vita devono essere le nostre. Noi abbiamo la verità in tasca, e non ci importa se questa risponda o meno ai canoni della ragionevolezza umana. La nostra è una verità rivelata. Da Dio, se vogliamo definirci religiosi. Dalla Costituzione, se temiamo di essere definiti integralisti.

I nostri figli sono più belli ed educati. Le nostre foto hanno colori più caldi. Noi ospitiamo la fede dentro le nostre case, e insegnamo ai nostri figli l'amore per il prossimo. Certo, con questo non vogliamo offendere nessuno, ma siamo noi la vera famiglia, quella genuina, fondata sul matrimonio tra uomo e donna. E non accettiamo che qualcuno ci rubi il copyright. Perchè l'esclusiva è nostra e non permetteremo a nessuno di rubarcela.

Siamo contrari ai Dico, al divorzio, all'aborto, all'eutanasia, ai rapporti sessuali pre-matrimoniali, alla masturbazione, all'omosessualità, all'uso dei contraccettivi sia di barriera che ormonali, alla fecondazione assistita sia omologa che eterologa, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, al testamento biologico, ad ogni forma di falso progresso scientifico. Con questo non vogliamo giudicare in nessun modo quanti sono favorevoli a tali pratiche, semplicemente li giudichiamo al di fuori della comunione in Cristo. E pretendiamo che la legge tuteli le nostre convinzioni religiose, anche a discapito di quelle altrui.

E' inutile imbastire confronti sterili. La verità è nostra, perchè è così da millenni e perchè ci giunge direttamente da Dio. Non chiedeteci di farci i fatti nostri, perchè nel nostro DNA c'è la volontà di convertire gli infedeli e portarli sulla retta via. Noi non facciamo come i Testimoni di Geova, non bussiamo alle porte della gente. Ci limitiamo a convertire in legge le nostre convinzioni, così da risolvere il problema alla radice.

Noi siamo buoni, caritatevoli, giusti e pii. Contribuiamo ad una sana laicità dello stato. Se ti va bene sei il benvenuto, altrimenti ci dispiace ma è così lo stesso.
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sabato, 12 maggio 2007
Che belle immagini. Una piazza contenta e serena. Unita per la famiglia, valore supremo da difendere ad ogni costo, anche negando diritti di cui godono gli altri cittadini europei.

Sfila nel corteo Pierferdinando Casini, divorziato e convivente con Azzurra Caltagirone. Gli piaceva così tanto la famiglia che alla fine ha scelto di averne due.

Graffia le foto della kermesse una sorridente Daniela Santanchè, divorziata, per contribuire anch'ella alla difesa del valore della famiglia tradizionale ed unita.

Non poteva mancare Silvio Berlusconi, divorziato e risposato, con figli da entrambi i matrimoni. Perchè la famiglia è di destra e la destra è di Berlusconi.

In un giorno così triste per la coerenza e la dignità del nostro paese, dimostratosi nuovamente falsamente bigotto e doppiamente ipocrita, non voglio in nessun modo polemizzare con quanti amano la famiglia, la vogliono proteggere e si stracciano le vesti per decantarne le lodi.

Ite, missa est.

Alex
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sabato, 12 maggio 2007
postato da: alexperry alle ore 18:58 | Permalink | commenti
categoria:habemus papam
martedì, 08 maggio 2007
Non c'è dubbio alcuno sul fatto che questo governo sia riuscito a risanare i conti pubblici mandati in malora dal precedente esecutivo berlusconiano. Ma ci sono troppe ombre attorno all'azione di esponenti politici cosiddetti "di sinistra" e "progressisti" che potrebbero davvero indurre molti cittadini, me in primis, a boicottare le urne qualora venisse chiesto loro di esprimere un giudizio elettorale.

Non esiste giustificazione alle idee vecchie, decrepite e razziste di Rosy Bindi e altri del suo partito. La Margherita, che poggia su di un elettorato che "vorrebbe ma non può perchè il prete glielo vieta", sta davvero contribuendo a rendere questo centro sinistra simile se non uguale alle destre retrograde e conservatrici di Gianfranco Fini e Roberto Calderoli. Il finto rispetto mostrato verso omosessuali, conviventi e più in genere verso tutti coloro che vorrebbero uno stato laico, rasenta la presa in giro. Abbiamo eletto in senato una signora dell'Opus Dei che dice di aver portato il cilicio. E l'abbiamo eletta fra le file della sinistra. Ci siamo sciroppati una legge sui Dico che sembrava scritta da una badessa di clausura, solo perchè rappresentava un minuscolo passo in avanti rispetto al completo oscurantismo della destra, e lo abbiamo fatto perchè sapevamo che l'alternativa a questa legge era il nulla. Ora però, col Family Day, si raggiunge davvero quel punto critico che non è possibile oltrepassare.

E' grave, molto grave, che le forze della sinistra italiana si dimentichino di rappresentare quei cittadini come me e come tanti che desiderano tagliare il cordone ombelicale dell'egemonia vaticana. Questo genera una sola via d'uscita, ovvero quella della non rappresentanza, o peggio ancora del qualunquismo, quello che fa dire alla gente "uno vale l'altro". Sappiamo bene che non è così. Di fronte ad un muro ideologico ed ipocrita imposto da certa parte del cattolicesimo in politica, oggi, si può rispondere solo con toni fermi e decisi.

I giovani non possono sperare nelle idee della Bindi o della Binetti, e se non riescono a sperare in quelle forze che si definiscono progressiste o pseudo-socialiste significa davvero aver lasciato un'intera parte del paese senza alcuna rappresentanza politica.

Che qualcuno si svegli, perchè la situazione sta diventando intollerabile.

Alex



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categoria:pensieri
lunedì, 07 maggio 2007

La Ue migliora le previsioni sull'Italia
Nel 2007 Pil all'1,9%, deficit al 2,1%


BRUXELLES - La Commissione Ue ha alzato le stime di crescita del Pil in Italia: nel 2007 si dovrebbe infatti attestare all'1,9% (contro 1,4% previsto in autunno), e nel 2008 all'1,7% (dalla precedente previsione dell'1,4%). Rispetto alla media dell'Eurozona quest'anno il ritmo di crescita resta inferiore di 0,7%, nel 2008 di 0,8%.


Buone notizie anche per il deficit italiano, che quest'anno, secondo le 'previsioni di primavera' della Commissione, è ampiamente sotto il tetto del 3%, al 2,1%, mentre nel 2008 salirà di poco, al 2,2%. La precedente stima del disavanzo per quest'anno era del 2,9%. La previsione odierna è migliore anche di quella indicata dal Governo nella Relazione unificata (2,3%).

Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha assicurato a questo proposito, intervenendo alla presentazione del Rapporto Uniocamere, che "Il governo ha come obiettivo il raggiungimento "del pareggio di bilancio entro fine legislatura".

da Repubblica.it del 7/5/2007
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categoria:opere
venerdì, 04 maggio 2007
Moody’s promuove l'Italia


«Il governo ha iniziato a ridare slancio alla competitività sui mercati produttivi». Prevista una crescita del Pil del 2% nel 2007

    L’agenzia di rating Moody’s, nel suo rapporto annuale sull’Italia, scrive che la coalizione di governo uscita vincitrice dalle elezioni politiche del 2006 «è stata in grado di far approvare la legge Finanziaria per il 2007 e ha iniziato a ridare slancio alla competitività sui mercati produttivi malgrado le ridotte aspettative, dovute all’assenza di una forte maggioranza di governo e alle incertezze politiche dei primi mesi di quest’anno».
    L'Italia ha «varato riforme fiscali che probabilmente contribuiranno a sostenere il riequilibrio credibile dei conti pubblici attualmente in corso» scrive l'agenzia di rating nel suo rapporto annuale sull'Italia. «Il riequilibrio dei conti pubblici previsto dalla Finanziaria 2007 è principalmente basato sulle entrate con la conseguenza di un lieve aumento della pressione fiscale» spiega la vice presidente Sara Bertin autrice del rapporto . «Ciononostante - prosegue l'analista - l'aumento dell'imposizione fiscale è stato concepito in modo da ridurne al minimo l'incidenza sulla crescita del Pil (calcolata pari allo 0,3%, all'interno del range del governo che stima fra lo 0,2 e lo 0,4%). Secondo le previsioni di Moody's si dovrebbe assistere a un ulteriore riequilibrio dei conti pubblici nel medio periodo».

(da Corriere.it del 4/5/2007)

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categoria:opere
mercoledì, 02 maggio 2007
Non riusciamo ad essere padroni del nostro paese, è un cavolo di limite che siamo sempre stati incapaci di superare. Ci facciamo bacchettare dal primo cardinale venuto, e se un paio di terroristi gli mandano un proiettile in una busta ecco che dobbiamo subito equipararli a chi proclama la sua opinione in maniera democratica.

Calati le braghe, Italia, fallo di nuovo. Certo, sotto la sottana rossa di Santa Romana madre Chiesa si sta bene. Ti perdona i peccati ogni qual volta fai finta di pentirti, esattamente come fanno i politici, pronti ad accogliere direi solo ed esclusivamente pecorelle parecchio smarrite. Ti conviene tacere di fronte al potere non solo spirituale, ma soprattutto temporale, di un'organizzazione potente e sovrana che legifera attraverso i suoi quotidiani. E non legifera entro le sue mura, ma impone le sue illogiche e medievali regole anche al vicino di casa, ben contento di inginocchiarsi al cospetto di un nuovo Re.

Rivera, nel nostro paese non c'è spazio per gente che dice quello che pensa. Non c'è spazio per chi fa notare a questi farisei odierni la loro cattiveria, la loro boria. Perciò torniamocene tutti a casa nostra, a dire ai nostri figli che bisogna portare rispetto, che certe cose non si possono dire. Non parlo, non vedo, non sento. E tutti vissero felici e contenti
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categoria:omissioni