Le presidenziali in Francia

Il 22 aprile, questa domenica, la Francia è chiamata alle urne per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Qualora nessun candidato riuscisse a raggiungere la maggiornaza assoluta dei voti (eventualità praticamente certa), i due contendenti più votati si sfideranno al secondo turno, in programma il 6 Maggio.
Sondaggi a parte, la vera sfida è come sempre fra destra e sinistra, con notevoli differenze rispetto alle fazioni politico-geometriche di casa nostra. In Francia Calderoli siederebbe nel partito di Jean-Marie Le Pen, estremista di destra che nel 2002 consentì a Chirac di vincere al secondo turno con oltre l'80% dei voti. Un po' come se qui in Italia ci chiamassero a scegliere fra Borghezio e Casini. Inoltre, la destra francese, quella moderata, è scevra da posizioni cattolico-reazionarie di cui invece è infarcita la nostra. D'altro canto, il socialismo di Segolene Royal non è paragonabile ad idee, usi e costumi della nostra coalizione di sinistra, troppo spesso attaccata ad una cultura cattolica della quale non riesce a liberarsi.
Le rilevazioni della vigilia consentono di dire che, con una certa probabilità, al secondo turno Nicolas Sarkozy, leader dell'UMP (partito di centro destra) e la già citata Segolene Royal (candidata del partito socialista) saranno i due contendenti prescelti dal popolo sovrano. Alcuni sondaggi danno in vantaggio Sarkozy, ma credo che la situazione francese non sia poi così distante da quella italiana del 9-10 aprile 2006: un paese diviso a metà in cui decisivi saranno i soliti indecisi (categoria sociale che per definizione mi urta il sistema nervoso: se sei indeciso, fatti i fatti tuoi e lascia decidere chi ha le idee chiare).
Scontato il mio personale appoggio, seppur solamente spirituale, alla zia Segolene, nella speranza che almeno la Francia riesca a tingersi di un rosso che, se non proprio acceso, quantomeno superi il rosa pallido dell'Italia. Decisivo sarà inoltre il contributo del solito centrista rompiballe Bayrou, outsider dell'ultim'ora che potrebbe creare non pochi problemi ai due principali candidati. Nei sondaggi risulta attestarsi al 20%, quota che spostandosi da una parte o dall'altra al secondo turno risulterebbe non poco incisiva. Sempre che al secondo turno non ci finisca proprio lui, ma a quel punto si tratterebbe di scegliere non più fra il tanto famoso peggio e meno peggio, bensì fra il burro e la vasellina.
Francesi in ascolto (immagino migliaia di migliaia): "Je vote Segolene"
Alex