In questi anni abbiamo assistito ad ingerenze politiche pesanti da parte di poteri esterni che non hanno alcun diritto di insegnare all'Italia come e quando legiferare. Abbiamo costretto le nostre concittadine e i nostri concittadini sterili a sborsare denaro e intraprendere veri e propri viaggi della speranza verso quei paesi dove la scienza non si è fermata di fronte al pregiudizio. Ci siamo piegati alla destra reazionaria allungando i tempi di attesa del divorzio, come fosse una punizione per tutti coloro che rompono un matrimonio. Abbiamo negato ad una madre la possibilità di sapere, nei primissimi giorni della gestazione, se suo figlio è gravemente malato, consentendole poi di abortire poco prima del terzo mese, quando ormai tutto è più doloroso, tutto è più “colpevole”. Abbiamo fermato la ricerca scientifica sulle staminali perché oltretevere hanno detto “no”. Perfino su quelle cellule che sono comunque destinate a non essere utilizzate.
Mi chiedo quale sia la ragione di tutte queste irragionevoli decisioni. In un paese dove la religione è vista più come un misto fra superstizione e tradizione, dove i praticanti sembrano essere meno del 20% e dove i ragazzi che frequentano l'ora di religione sono un'esigua minoranza. Siamo profani nel privato e bigotti nel pubblico, amiamo rispettare il Papa, i vescovi, per poi violare i capisaldi del cristianesimo alla prima tentazione. Siamo ipocriti, ma quanto pesa questa nostra ipocrisia.
Pesa sulle decisioni che prendono i nostri rappresentanti, che come è noto amplificano questa nostra ipocrisia fino all'ennesima potenza. Pesa su chi è discriminato, su chi vuole essere se stesso senza fingere di rispettare quei canoni stupidi e volgari imposti dal potere del denaro, dal potere della Chiesa. Pesa su chi soffre, su chi è malato, su chi vorrebbe poter crescere nel proprio paese senza essere considerato un cittadino europeo di serie B, con meno diritti e possibilità di crescita. Pesa sulla ricerca scientifica, pesa su noi giovani e sui nostri futuri figli.
Non possiamo permettere che il nostro paese sia perennemente succube di angelus, bolle o encicliche papali. Abbiamo già concesso troppo a questi consigli che di cristiano hanno ben poco. Con la consapevolezza che il problema non riguarda la Chiesa in toto ma solo la Curia italiana, è più che legittimo cominciare a combattere democraticamente affinché i loro “non possumus” tornino al mittente con una risposta saggia ed educata: “Chissenefrega”.
E' una battaglia di civiltà che nessun cittadino democratico può evitare. E' una battaglia che riguarda destra e sinistra. Dividersi è pericoloso, perché il progresso scientifico e i diritti civili sono patrimonio di tutti.
Un misto fra “boia chi molla” e “lotta dura senza paura”...
Alex