mercoledì, 31 gennaio 2007
Oggi abbiamo cominciato a decidere di fare (che bellissima, ahimè concretissima, perifrasi) un piccolissimo PACS AVANTI.

Mi auguro che la legge venga presto alla luce, perchè un paese democratico e civile non può vivere senza diritti.

Se solo ci fossero più coerenza e meno pregiudizi, il problema non si porrebbe nemmeno. Purtroppo la coerenza non è tipica di certa politica, e i pregiudizi sono il terreno fertile per quanti come Ratzinger e Ruini vogliono imporre valori senza senso che non trovano alcuna giustificazione razionale.

In bocca al lupo a tutti, e andiamo avanti!

Alex
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categoria:diario
lunedì, 29 gennaio 2007
Momenti di gloria (televisiva)

Oggi voglio farvi un regalo. Sarà la paura dell'esame di neurologia, le brutte robe che devo studiare. Ridere fa bene, perciò datemi ascolto: guardate i link che vi metto qua sotto.

Si tratta di video presi da YouTube, ormai mio inseparabile compagno di risate. Sono tutti spezzoni tratti dalle scene più belle della televisione italiana (ma non solo); ce ne sono centinaia ma ve ne anticipo una decina.

Volevo fare una classifica ma poi ho deciso di indicarvi solo il vincitore (o la vincitrice, dipende dai punti di vista)

Al primo posto:
l'indovinello

e a seguire tutti gli altri


Spero si tratti di dono gradito. E adesso purtroppo devo tornare allo studio.

Alex
postato da: alexperry alle ore 20:24 | Permalink | commenti (7)
categoria:opere
sabato, 27 gennaio 2007
Ma io ti assolvo

Nell'ultimo numero dell'Espresso è comparso un articolo nel quale il giornalista Riccardo Bocca narra la sua esperienza di "inviato speciale" nei confessionali italiani. In sostanza si è recato da vari sacerdoti confessando loro peccati mai commessi riguardanti molti temi al centro del dibattito etico dell'Italia: eutanasia, contraccezione, aborto. E ha riportato i dialoghi avuti coi religiosi nel suo articolo, dimostrando quanta differenza vi sia fra la realtà che vive quotidianamente la Chiesa e i dogmi imposti dai suoi vertici.

Personalmente mi ha stupito poco. Quale persona di buon cuore (preti inclusi) potrebbe mai condannare con severità un figlio che limita la sofferenza di un padre morente o un giovane che ha utilizzato il preservativo per fare sesso con la sua ragazza? Per quanto Ruini e Ratzinger possano sbraitare, strapparsi i capelli e fare scene isteriche, la maggior parte della popolazione italiana fa i conti coi problemi della società odierna e li risolve utilizzando la ragione, non certo i precetti ante-medievali sfornati dalle menti illuminate del Vaticano.

Ma il potere non l'ha presa bene. I quotidiani della Santa Sede hanno definito "oltraggioso" il reportage dell'espresso. Credono che avendo raccontato delle falsità al prete, il giornalista abbia in sostanza dissacrato il sacramento della riconciliazione e di fatto mancato di rispetto alla religiosità dei credenti.

Milioni di cattolici, questa sera, non mangeranno pensando all'oltraggio subìto, si coricheranno offesi e amareggiati per quest'ennesimo attacco alla Chiesa. Domattina si alzeranno col medesimo pensiero e proveranno a perdonare i poveri peccatori che non capiscono proprio niente.

Io credo invece che sia giunta l'ora di isolare i vertici ecclesiastici. Laici e credenti democratici devono poter dialogare faccia a faccia, senza intermediari. Mi rifiuto di credere che Ruini e Ratzinger rappresentino i cattolici, voglio sedermi affianco a loro e dialogare serenamente. Sono sicuro che giungeremo alle stesse conclusioni, perchè nessuno vuole il male dell'altro e soprattutto nessuno vuole ledere le libertà individuali.

Solo chi non si cala nella società di tutti i giorni può pontificare contro preservativi, pacs e altre questioni divenute fondamentali per questa Chiesa. Io voglio parlare con chi in questa società ci vive, coi parroci delle parrocchie di quartiere, coi cappellani degli ospedali e delle carceri, coi missionari.

Voglio parlare con la Chiesa fatta di persone, perchè all'oratorio mi hanno insegnato che la Chiesa è fatta di persone, non di idee, di dogmi, di potere.

Questo dialogo non è più procrastinabile. Ci stanno mettendo l'uno contro l'altro, e lo fanno per farci credere che gli uomini possano distinguersi in credenti e non credenti. La battaglia va oltre, è fra democratici e reazionari. Non perdiamo quest'occasione.

Alex
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categoria:habemus papam
lunedì, 22 gennaio 2007
Manuale d'amore...?

Al di là dei gusti, credo che a volte per giudicare un film ci si debba confrontare con quelle che sono le proprie aspettative. Pubblicizzato come un film progressista, attento ai cambiamenti della società odierna, manuale d'amore 2 si è rivelato un prodotto precotto ricco di conservanti e luoghi comuni per tutti coloro che sanno, ad esempio, gli orrori della legge 40 sulla fecondazione assistita o la caterva di pregiudizi che circonda il mondo dei gay (peraltro in parte confermati nel film).

Il titolo avrebbe potuto essere benissimo "l'ignoranza spiegata agli ignoranti", ma non voglio essere cattivo più del necessario. Abbandonata la finta vocazione progressista, il film, specialmente negli ultimi episodi, devia verso argomenti più consoni ad un filmetto italiano, come le crisi adolescenziali di mezz'età (in verità già esplorate più volte da Muccino regista) e scene d'amore magistralmente condotte.

Nonostante quest'impietosa analisi, non ho potuto fare a meno di uscire dal cinema con quel piccolo peso che ogni tanto sento quando vedo film che mi fanno riflettere.

Complice la stupenda canzone di Elisa (Eppure sentire), forse sono riuscito anche a elaborarne una morale. Non chiedetemi quale, ora come ora è troppo difficile. Probabilmente è simile a quei rari momenti di lucidità emotiva che riusciamo ad avere quando l'ambiente che ci circonda ci alita addosso un pensiero. Percepiamo per pochi attimi la veridicità dei sentimenti che troppe volte ci scorrono addosso, veloci. Li fermiamo, li guardiamo negli occhi e poi sorridiamo.

Questo è quello che sono riuscito a portarmi a casa.

Se lo andrete a vedere, o l'avete già visto, sarei felice di confrontarmi con voi.

Buona settimana, carissimi...

Alex
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categoria:diario
giovedì, 18 gennaio 2007


E Silvio ringrazia...


Adesso pretendo una risposta, e voglio che tutti si sentano chiamati in causa: volete di nuovo un governo berlusconi, i suoi sporchi condoni, le sue magnifiche e straordinarie leggi ad personam? Rivolete la sua egregia cricca di fascisti mascherati da democratici, antisemiti e razzisti? Rivolete Calderoli con i suoi show da ubriacone volgare e senza cultura?

E' incredibile, sono sconfortato da come certi compagni stiano uscendo fuori di cervello. Contestano, loro, contestano... contestano la riforma delle pensioni, invocano la fine del governo prodi... ma chi cazzo pensate che possa sostituire mortadella? Bertinotti? Ma andate al diavolo!

Siete solo degli irresponsabili! Chi pensate che tragga beneficio da queste continue critiche? Rifondazione? I comunisti? Ad ogni "ma" e ad ogni "no" ci sono Fini e Berlusconi che stappano lo champagne e leggono i sondaggi più bulgari dal dopoguerra ad oggi. Se domani cadesse il governo, salirebbero al potere con almeno i due terzi dei voti, porca puttana, ma è così difficile da capire?

E poi questa stramaledetta storia delle pensioni, una visione cieca della politica che sembra quasi debba citofonare ad ognuno e chiedere: cosa posso fare per lei? Stiamo uscendo di testa, i fascisti si organizzano e noi ci trastulliamo.

Ho 23 anni e mi sono battuto per il meno peggio. Lo considero un bottino di guerra, un bottino d'oro. Perchè so come stavo prima e so come sto adesso. So che mentre sto scrivendo un gruppo di fascisti contesta Prodi nella mia città ululando "Rivogliamo Silvio" mentre stende il braccio per fare il saluto romano e sventola croci celtiche.

Per favore recuperiamo il senno. E per favore smettiamola di fare i bastian contrari a priori. E' dannoso. E Silvio ringrazia

Alex


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categoria:opere
martedì, 16 gennaio 2007



Viaggiando troppo tempo sui mezzi pubblici, si capisce una cosa. Quando le vecchie stronze sull'autobus dicono che "i giovani d'oggi sono senza valori" hanno ragione. Ci mancano i VALORI, quelli fondamentali, quelli che i nostri genitori avrebbero dovuto "insegnarci a suon di sberle". Ecco il decalogo:

1) Mai entrare dall'uscita
2) Togliersi lo zaino quando si sale
3) Lasciar scendere prima di salire
4) Cedere il posto alle anziane signore di mezz'età
5) Non sostare davanti all'uscita
6) Se vi picchiano addosso con l'ombrello chinate il capo e porgete l'altro stinco
7) Assecondare le crisi di nervi senza opporre resistenza verbale
8) Spalancare i finestrini per i climateri delle signore più attempate
9) Chiudere i finestrini per i reumatismi delle vecchie mummie
10) Agevolare l'entrata assumendo una simil posizione fetale per farci stare anche il loro stramaledettissimo carrello della spesa

Non voglio incitare alla guerra santa, ma non è ammissibile che i giovani vengano quotidianamente vessati con insulti solo perchè non assecondano i turbamenti psico-fisici di vecchi leghisti e signore impellicciate.

Per il resto possiamo sfondarci di crack, impasticcarci fino al buco del culo, lavorare sottopagati e precari... l'importante è che ci togliamo lo zaino.

Sfogo amaro, ma io questi proprio non li tollero.

Alex
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categoria:pensieri
domenica, 14 gennaio 2007


A volte mi sembra di aver vissuto tante piccole vite, una dopo l'altra, che hanno solo qualche connessione fra di loro ma alla fin fine sono nettamente separate. Sono stato bambino, poi ragazzino, poi giovane e infine quel che sono adesso, una sorta di essere vivente eternamente sospeso fra la nostalgia del passato e il dovere del futuro. C'erano tempi in cui non mi domandavo cosa sarebbe successo di lì a poco. Alle medie sapevo che dopo ci sarebbe stato il liceo, poi è diventata tutta una scelta. Quella della facoltà, quella delle priorità. Capita che una musica mi rievochi il passato, il mio passato. Sono nato e cresciuto sempre nella stessa area geografica, eppure ad un certo punto era come se mi fossi trasferito. D'un colpo c'era nuova gente, attorno a me, nuove persone, perchè quelle che frequentavo prima mi puzzavano addosso, mi toglievano l'aria. Col tempo ho imparato a dare la colpa a loro, a dire che il mio allontanamento era frutto di scelte altrui dalle quali mi ero solo dissociato.

Ci sono tanti nomi, nella mia testa, ultimamente, persone che credevo amiche e poi all'improvviso non ho più visto, come se nulla fosse. Ho impiegato un po' di tempo per capire che non tutti quelli che per un breve periodo ti circondano, alla fine, ti circonderanno per sempre. Ho fatto un sacco di viaggi con loro, una marea di cose, per anni e anni. Eppure oggi sembra quasi che tutti quei momenti siano appartenuti ad un'altra vita, ad un altro palcoscenico. E questo mi inquieta, perchè mi mette sotto al naso il sospetto che fra una decina d'anni anche la vita che mi sembra di vivere ora possa essere considerata "aliena".

Nella testa ci sono le canzoni, è ovvio, ma anche i flash più vissuti. Adesso che stiamo tutti vivendo altre vite, in altri contesti e con altre priorità, mi chiedo cosa potrebbe succedere se ripetessimo uno di quei tanti weekend che hanno contraddistinto la nostra adolescenza, fra notti insonni e discorsi straordinariamente carichi di emotività. Gli scherzi, la volgarità, i picchi di entusiasmo e terribile sconforto.

Cinque anni fa avrei applaudito all'idea che quei tempi non sarebbero mai più tornati. Ora ci rifletto e penso che tutto sommato siano stati come un medicinale, ricchi di benefici ed effetti collaterali. Un medicinale preso per crescere ed imparare a vivere alla luce dei sogni, ma al di là delle pretese
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categoria:pensieri
giovedì, 11 gennaio 2007
Undicesimo comandamento


Chiedete ad un vostro amico, o conoscente, di elencarvi quelli che sono i principali problemi del mondo odierno. Un bambino di otto anni direbbe le stesse cose che vi direbbe un adulto: fame, povertà, carestie, ambiente, guerre, disuguaglianze sociali. Ne parliamo fin troppo, a volte a sproposito, ma siamo d'accordo sul fatto che, in linea di principio, siano questi i principali problemi del mondo. No? Ok.

C'è chi non la pensa così. A giudicare dalla quantità di discorsi incentrati su un preciso argomento, Mal...ehm...Benedetto Decimosesto è particolarmente attento a quella che giudica una delle più pericolose minacce per le società moderne: i Pacs.

Non sprecherò una sola parola in difesa di questi diritti civili. Non è questo il punto. E non stiamo nemmeno discutendo su quello che Cristo potrebbe dire in merito a discriminazione sessuale e xenofobia.

Il punto è che Sua Santità non ha appreso un piccolissimo particolare, lucido e splendente come la Luna:

NON CE NE FREGA UNA NESPOLA DELLA SUA SANTA OPINIONE

Oramai il suo pensiero fisso si è tramutato in ossessione, ci avete fatto caso? Ogni due giorni torna sull'argomento, direttamente o indirettamente, col suo turo accento tetesco. Mai un'apertura, mai un messaggio conciliante, manco un "volemose bbene" tanto caro al buon Wojtyla. Potremmo lasciarci andare a futili slogan tipo "impiccheremo l'ultimo prete con le budella dell'ultimo re", ma faremmo il suo gioco. Lui vuol farci credere, con questa sua ossessione freudiana, che i cattolici siano contrari ai pacs quando sappiamo benissimo che questo non è vero. I cattolici come lui, certo, reazionari e illiberali, sono dalla parte dell'integralismo, ma altri, e sono convinto essere la maggioranza, tifano per i diritti, per la solidarietà e per il buon senso. Cattolici stufi di questo prototipo di signorina Rottermeier che guida la Chiesa attraverso messaggi discriminatori e confusi. Confusi, certo, perchè è schizofrenico invocare il dialogo per poi fare muro contro muro su questioni fondamentali come quelle dei diritti civili.

Dire no abbozzando qualche scusa irricevibile puzza solo di illogico estremismo. E se errare è umano, mio caro Joseph, perseverare diabolicum.

Alex

Ps: l'undicesimo comandamento, per i pochi che ancora non l'abbiano scoperto in volgare adolescenza, corrisponde a "fatti i cazzi tuoi"...

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categoria:habemus papam
domenica, 07 gennaio 2007
Wind of change

La politica. Il 2006 è stato un anno fondamentale e dall'11 aprile niente è stato più come prima. Visi rilassati, sorrisi distesi, voglia di cambiare pagina. Nemmeno il mio blog è rimasto come prima: si è discusso di argomenti più leggeri, più personali, a tratti quasi "giovanili", se per giovanile si può intendere la tv spazzatura che quotidianamente, e a volte inconsciamente, utilizziamo per nutrire la mente. Avevamo assistito ad una campagna elettorale nausenate, sotto ogni punto di vista. Il circo Togni le faceva un baffo. Poi qualcuno ha attaccato anche il governo Prodi, sostenendo che non fosse un governo di sinistra ma qualcosa di simile ai governissimi democristiani della prima repubblica, nè carne nè pesce. Ad un tratto sembrava quasi che quel che era successo prima fosse stato cancellato. Gli anni di Berlusconi e tutto quello che il nano aveva compiuto, spariti per far posto a nuove critiche. Legittime o meno che fossero, ci si era dimenticati di un piccolo particolare, osceno, ma realista. In un sistema bipolare comanda Tizio o comanda Caio, il posto per Semprogno non c'è. Possiamo contestare il sistema bipolare, possiamo arrabbiarci a dismisura per gli inciuci, ma i fatti rimangono questi. Tizio o Caio, o nessuno dei due, certo. E quel nessuno dei due mi fa paura, perchè può essere usato da chi usa come armi politiche il populismo e l'ignoranza.

Uno spettro si aggira nella mia mente, e si chiama rivincita. Quando ho votato per il centrosinistra non mi aspettavo un governo capace, lucido, laico e socialista. Per la verità, e lo dico senza troppa fatica, mi aspettavo solo che Berlusconi levasse le tende e si piegasse almeno a quest'ultima legge democratica. Chiamatela fissazione, chiamatela ossessione. Io un presidente che dice cazzate non lo volevo, un presidente mafioso mi urtava il sistema nervoso, un magnate delle televisioni che affossava l'intelligenza comune per me rimaneva e rimane un fortissimo pericolo per la stabilità democratica del mio paese.

Nel 2007 non intendo abbassare la guardia. La fragilità politica di questa maggioranza è nota. Farò quanto è in mio potere per difenderla. La scelta del meno peggio è brutta, fa schifo a tutti. Ma astenersi da questa scelta significa, secondo me, regalare a Berlusconi la rivincita. E guardate che tenterà presto di tornare. Uomini come lui vengono eletti a vita.

Non dimentichiamoci quello che è stato detto, fatto, eseguito negli anni bui dal 2001 al 2006. Riguardatevi i filmati su YouTube, quelli della campagna elettorale e quelli precedenti. Riguardatevi soprattutto quelli in cui i neofascisti inneggiano a Berlusconi chiamandolo in coro "Duce Duce".

Non abbassiamo la guardia.

Alex


 
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categoria:pensieri
sabato, 06 gennaio 2007
Le mie date significative del 2006

26 gennaio
23 febbraio
3 aprile
9 aprile
10 aprile
11 aprile

30 aprile
26 maggio
29 maggio
20 giugno
26 giugno
2 luglio
3 luglio
9 luglio
24 luglio
25 luglio
28 luglio
28 agosto
3 ottobre
4 novembre
1 dicembre
2 dicembre
3 dicembre
24 dicembre
31 dicembre

Grazie mille a tutti i protagonisti, che possono riconoscersi nelle varie date, e purtroppo (o perfortuna) lunedì si ricomincia...

Felice Befana a tutti!

Alex
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martedì, 02 gennaio 2007
Quest'anno mi limito ad auguri musicali, con una canzone riscoperta da poco e sempre grazie alla persona che ha illuminato il mio 2006

Buon anno, amici miei, spero che rimanendo uniti si riesca sempre a migliorare il posto in cui viviamo

Alex

postato da: alexperry alle ore 20:52 | Permalink | commenti (2)
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