Wind of change
La politica. Il 2006 è stato un anno fondamentale e dall'11 aprile niente è stato più come prima. Visi rilassati, sorrisi distesi, voglia di cambiare pagina. Nemmeno il mio blog è rimasto come prima: si è discusso di argomenti più leggeri, più personali, a tratti quasi "giovanili", se per giovanile si può intendere la tv spazzatura che quotidianamente, e a volte inconsciamente, utilizziamo per nutrire la mente. Avevamo assistito ad una campagna elettorale nausenate, sotto ogni punto di vista. Il circo Togni le faceva un baffo. Poi qualcuno ha attaccato anche il governo Prodi, sostenendo che non fosse un governo di sinistra ma qualcosa di simile ai governissimi democristiani della prima repubblica, nè carne nè pesce. Ad un tratto sembrava quasi che quel che era successo prima fosse stato cancellato. Gli anni di Berlusconi e tutto quello che il nano aveva compiuto, spariti per far posto a nuove critiche. Legittime o meno che fossero, ci si era dimenticati di un piccolo particolare, osceno, ma realista. In un sistema bipolare comanda Tizio o comanda Caio, il posto per Semprogno non c'è. Possiamo contestare il sistema bipolare, possiamo arrabbiarci a dismisura per gli inciuci, ma i fatti rimangono questi. Tizio o Caio, o nessuno dei due, certo. E quel nessuno dei due mi fa paura, perchè può essere usato da chi usa come armi politiche il populismo e l'ignoranza.
Uno spettro si aggira nella mia mente, e si chiama rivincita. Quando ho votato per il centrosinistra non mi aspettavo un governo capace, lucido, laico e socialista. Per la verità, e lo dico senza troppa fatica, mi aspettavo solo che Berlusconi levasse le tende e si piegasse almeno a quest'ultima legge democratica. Chiamatela fissazione, chiamatela ossessione. Io un presidente che dice cazzate non lo volevo, un presidente mafioso mi urtava il sistema nervoso, un magnate delle televisioni che affossava l'intelligenza comune per me rimaneva e rimane un fortissimo pericolo per la stabilità democratica del mio paese.
Nel 2007 non intendo abbassare la guardia. La fragilità politica di questa maggioranza è nota. Farò quanto è in mio potere per difenderla. La scelta del meno peggio è brutta, fa schifo a tutti. Ma astenersi da questa scelta significa, secondo me, regalare a Berlusconi la rivincita. E guardate che tenterà presto di tornare. Uomini come lui vengono eletti a vita.
Non dimentichiamoci quello che è stato detto, fatto, eseguito negli anni bui dal 2001 al 2006. Riguardatevi i filmati su YouTube, quelli della campagna elettorale e quelli precedenti. Riguardatevi soprattutto quelli in cui i neofascisti inneggiano a Berlusconi chiamandolo in coro "Duce Duce".
Non abbassiamo la guardia.
Alex