giovedì, 23 novembre 2006
questo è un pezzo inedito, che riguarda il passato, che avevo scritto e non ho mai messo in rete. Alla vigilia del film di deaglio sui brogli elettorali alle elezioni politiche del 2006, dedicato a quanti hanno lottato e sofferto con me



la lunga notte del 10 aprile...

Sono esausto, incazzato, il cuore mi batte a mille. Sono le due di notte ed è la notte più lunga dell'anno. Chissà se un giorno avrò voglia di scrivere quello che sento dentro, la rabbia, la paura, i sogni, le rimostranze. Forse un giorno racconterò ai miei figli di quella delusione notturna del 2006, quando dentro di me tramontò la voglia di combattere di fronte all'evidenza di un mondo che sembrava voler restare appeso a un fragile filo chiamato illusione.

Ore 12: un compagno al seggio mi dice che gli exit poll ci daranno vincitori con oltre 4 punti. Telefono alla mamma e, sussurrando, le comunico la notizia. Ma le raccomando di non dirlo a nessuno, che queste fughe di notizie sono un tantino fuori legge.

Ore 18: a Milano 2, dove sono scrutatore, la Cdl vince con oltre il 70% dei voti. Ma Milano 2 non fa testo, mi ripeto continuamente. No, non fa testo.

Ore 18.30: arrivo a casa dopo una giornata estenuante passata fra simboli di partito e conteggi di schede. Una giornalista del Tg5 comunica, fra il trafelato e il gioioso, che al Senato è passata in vantaggio la Cdl. Un tuffo al cuore. Spengo, prendo a pugni il cuscino. Che paese di merda.

Ore 21: la cena dei coglioni, com'era stata intitolata dai compagni, s'è trasformata nella cena degli increduli. A tavola si leggono le scritte che compaiono sugli schermi appesi. Cifre contrastanti, incoerenti, odiose. Fuori piove come poche volte quest'anno. Me ne frego ed esco, sotto la pioggia. Mando sms all'amico più caro, berlusconiano. "Avete vinto, contento?"

Ore 22: una compagna sta piangendo. Forse è il caso che vada a casa a consolare la mamma.

Ore 23: con gli amici al pub si digrignano i denti. Io ed altri indossiamo una maglietta rossa con la scritta "Anch'io sono un coglione". Emilio Fede sorride beffardo nell'unica tv del pub sintonizzata sul tg4. La rabbia mi fa tremare le mani, batto i pugni sul tavolo, freno difficilmente gli insulti ai pochi destrorsi presenti. E' finita, abbiamo perso. Non era così che doveva finire, questa sarebbe dovuta essere una festa.

Ore 1: torno a casa, la mamma è ancora sveglia. Mi dice "hai visto?", e io impassibile "sì". "Io mi preoccupo per te e tua sorella", mi dice, "mi preoccupo per il vostro futuro, con questo di nuovo al governo non ci sarà futuro". "Lo so, mamma, stai tranquilla. Mi laureo e ce ne andiamo in Inghilterra, promesso". Bacio della buona notte, inteso come bacio della rassegnazione, o della sconfitta, adesso non saprei dire quale dei due sentimenti prevalga sull'altro.

Ore 2: su Repubblica.it l'Unione è in vantaggio alla Camera di circa 50.000 voti. Mancano ancora un centinaio di sezioni. E se vincessimo alla Camera? Il mio cervello impazzisce, e fra una visita e l'altra al bagno continuo a pigiare il tasto aggiorna. Il vantaggio si assottiglia sempre più mammano che arrivano i dati. 50.000, 40, 35, 32, 30, 28, 25, 24.

Ore 3 circa: ho gli occhi rossissimi. L'Unione ha conquistato la Camera dei Deputati per 24.000 voti. Accendo la tv. Fassino, con la faccia di uno che ha appena visto Satana il quale gli ha garantito l'inferno per l'eternità, dice che l'Unione ha vinto le elezioni. Vespa commenta: "E al Senato?". Fassino non risponde. In piazza Santi Apostoli risuona la canzone popolare, compare Prodi che bofonchia col sorriso sornione: "Abbiamo vinto". Rutelli stappa la bottiglia, col braccio a tracolla. Immagini che non potrò cancellare facilmente dalla memoria. Mando un sms al compagno Dario: "ma che cazzo succede, abbiamo vinto?". Non ricordo la risposta. Spengo e crollo.

Ore 10.45: squilla il telefono. E' Vittorio, un mio amico. "Hai sentito, anche il Senato!", urla, "il Senato!". Io m'incazzo, ho dormito pochissimo e sono frastornato. Accendo la tv e un tizio parla degli elettori all'estero (che cazzo c'entrano adesso gli elettori all'estero, mi chiedo...) Garantisce: al Senato l'Unione vince con tre seggi di scarto, più un indipendente che ha detto di voler sostenere Prodi. E' arrivata la cavalleria, sono i senatori eletti all'estero che ribaltano la situazione.

Ore 21: sono in piazza Duomo a cantare "Conta le schede, dai Silvio conta le schede, conta le schede, dai Silvio conta le schede". Un tizio mai visto ci offre dello spumante, poi cantiamo Contessa e grido di gioia quando si arriva al pezzo che sento più caro: "Del resto mia cara di che si stupisce, anche l'operaio vuole il figlio dottore, e pensi che ambiente ne può venir fuori". Grido fino farmi spezzare la voce.

Lottare è servito, perchè anche l'operaio abbia il figlio dottore. Perchè a mio padre e mia madre, coglioni, fosse riconosciuto il diritto di garantire ai loro figli un futuro. Lottare è servito perchè avrò qualcosa da raccontare ai miei figli, ovvero di come, nel 2006, cacciammo un bastardo mafioso dal governo del paese.
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categoria:diario
lunedì, 20 novembre 2006
fa caldo...


D'estate Studio Aperto invia almeno cinque o sei dei suoi giornalisti in giro per l'Italia a verificare che faccia veramente caldo. Un po' come quando a volte mi fisso davanti alla lavatrice per vedere se davvero gira così forte come dicono. Ebbene negli ultimi tempi, sempre più, mi sto ponendo un inquietante interrogativo: dov'è finito l'inverno? Perchè la nebbia non mi impedisce più di attraversare la strada? Perchè gli alberi hanno ancora tutte quelle foglie attaccate?

Le temperature di Milano oggi sono state 12° la minima e 14° la massima. Ma porca miseriaccia, siamo al 20 di Novembre! Perchè nessuno si preoccupa?

Capisco che il matrimonio fra Tom Cruise e la sua concubina sia un evento di non trascurabile importanza, così come il processo di Cogne, le lamentele isteriche del Vaticano sulla satira e i risultati della serie A, ma qui c'è da preoccuparsi!

Raramente si toccano temperature inferiori a 10°! Io sono del tutto ignorante in materia, ma devo dire che comincio ad avvertire qualche sensazione angosciosa! Qui ci lamentiamo dei tagli in finanziaria e delle tasse, ma non c'è nessuno in giro che si è accorto del cambio climatico che stiamo vivendo? Sarà forse frutto di quelle americanate sulle catastrofi ambientali, ma inizio seriamente a preoccuparmi...

Riusciremo a cantare Jingle Bells col cappotto?

Mah...

Alex
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categoria:pensieri
sabato, 18 novembre 2006
Appello dal blog di Pennarossa
(che ho sottoscritto)

Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi il simpatico nonno Libero di "Un Medico in Famiglia". Il film parla dell'amore di un padre per la propria figlia affrontando il tema dell'accettazione della diversità.

La programmazione nella prima serata di lunedì ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” di nonno Libero possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e mail alla RAI. Di seguito riportiamo quella arrivata al nostro amico Maurizio, che ci ha segnalato l’iniziativa e proposto di controbattere adeguatamente:

Vi riproponiamo l'email circolante:

“La Rai, la nostra televisione pubblica nazionale, sta per lanciare l'ennesima pubblicità ai matrimoni omosessuali. Protagonista di questa subdola operazione, dopo Gianni Morandi, questa volta è Lino Banfi. L'attore pugliese sarà infatti protagonista il giorno 20 Novembre di una fiction in prima serata su Rai Uno, dal titolo "Il padre delle spose". La vicenda narra che questo padre recatosi in Spagna per andare a trovare la figlia che lavora lì, la troverà con sua sorpresa sposata con un altra donna!
E' già stato anticipato che la fiction si concluderà con l'accettazione da parte del padre di questo matrimonio, con tanto di finale a loro dire commovente in baci e abbracci di Lino Banfi alle due donne sposate.
Ora mi chiedo: ma chi vogliono prendere in giro? Certo, basterà non vedere questo film ma il punto non è questo: il fatto è che lo vedranno in prima serata tanti bambini affascinati dalla comica figura di Lino Banfi e noi questo non lo possiamo permettere.
Per questo propongo di tempestare la Rai con e mail di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction, siete d'accordo?”


- per protestare potete compilare il seguente modulo della RAI:
 

La tribù di Pennarossa ha deciso di replicare inviando alla RAI il seguente messaggio, invitando tutti gli amici e i compagni, a fare lo stesso:

"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.
Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.
Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.
Cordiali saluti".

Se siete d'accordo unitevi celermente all'iniziativa e lasciate nei commenti l’eventuale messaggio che avete inviato.
Augh, a tutti.

Aggiornamento importante - Alla campagna in atto contro il programma si è affiancato "Il Giornale"

Aggiornamento 2 - Le ragioni della nostra iniziativa, sono state riprese da " Repubblica ".

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domenica, 12 novembre 2006
Post filogovernativo

Più che filogovernativo è fisiologico. L'Italia è impazzita, e Prodi ha ragione. Ha ragione perchè chi critica questa finanziaria utilizzando criteri populisti quali "si pagano più tasse, quindi sono contro" è incapace di guardare oltre il proprio naso.

Se ne vedono tanti, in giro. Vecchie coi gioielli e la pelliccia che rimpiangono Berlusconi, avvocati in doppio petto furiosi con la sinistra. Poi ci sono i giovani, abbastanza estranei alla vicenda: precari erano e precari sono rimasti.

Nessuno vuol pagare, ma tutti reclamano i loro diritti. La sanità, la pensione, i trasporti pubblici. Il debito pubblico per loro è solo un numero, che non compare nella busta paga e quindi chissenefrega. Coccolano i figli nella culla e magari pensano di fare i loro interessi negando allo Stato i soldi dovuti, tanto dal pediatra si va a pagamento e poi il resto verrà da sè.

Ecco l'Italia impazzita. Sa guardare solo al presente, non ha una visione globale, corre nella maratona dei furbi per vincere l'appalto della stupidità. Chi pagherà il debito pubblico? Chi dovrà lottare per vivere dignitosamente con una crescita economica da formiche? Chi dovrà fare i conti con un ambiente violentato dall'inquinamento senza regole? Coccolate i vostri figli nelle culle, pagategli il pediatra e comprategli il cellulare quando saranno più grandi. Insegnate loro ad essere furbi, a truccare i bilanci, a sopravvivere nella giungla della disonestà.

Pazzi, e stupidi.

Alex
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categoria:pazzo mondo
sabato, 11 novembre 2006
Ce ne sarebbero di cose da dire... l'otto per mille alla guerra, i tagli alla ricerca scientifica (questa sì che è una novità), gli Usa che inviano un preavviso di sfratto a Bush e la nostra italietta che danza sopra il Titanic.

I miei esami (che come la carta da culo, perdonate l'espressione, non finiscono mai), la voglia di laurearmi e andarmene in vacanza, le troppe cose che non capisco degli atteggiamenti altrui. E certo qualche luce nel tunnel. In realtà poche, ma sempre ben visibili.

Non capisco quando le persone si comportano secondo schemi. Lo schema dello studio, dell'amicizia, del rapporto di coppia. Schemi che ammazzano la spontaneità e mi fanno incazzare. Trovo infantile fermarsi sempre e comunque alle apparenze, e quel che è peggio non accorgersi della loro natura. Tutti quei must che mi danno prurito, i "doveri" senza senso di una società che si erige a paladino dei rapporti altrui. Perchè sottostare a certi canoni? Le feste comandate, i riti, le ricorrenze... a me piace un sacco festeggiare, festeggio anche per le cose più banali, ma mi piace scegliere le occasioni in base al mio vissuto, ai miei sentimenti, alle mie priorità.

Mi piacerebbe vivere in un mondo slegato, snodato, aperto, in continua evoluzione. Un necessità che penso derivi dal vissuto reale e attuale. Un vissuto che non vuole slegarsi dalla moda, dal sentito dire, dalle regole stupide di società antiche.

Ho voglia di evadere e andare contro corrente. Provare ancora quello stupore che si prova di fronte alle novità della vita.

E voi?

Alex
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mercoledì, 08 novembre 2006


"George, non preoccuparti, ci sono passato anch'io. Quella è la porta..."

"Potete ingannare tutti per qualche tempo
e alcuni per tutto il tempo, ma non potrete ingannare tutti per sempre." (Abramo Lincoln)



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domenica, 05 novembre 2006
Quinto: non uccidere

« Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio". Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22).

Saddam Hussein è stato condannato a morte. Una corda tesa gli spezzerà il collo e lui morirà, come le centinaia di migliaia di persone che ha ordinato di sterminare quand'era dittatore. Non mi sorprende che il popolo oppresso voglia la pelle del suo tiranno. Benito Mussolini fu fucilato senza processo e come lui finirono ammazzati tanti dittatori della storia dell'umanità. Mi sorprende invece che a invocare la pena di morte sia una corte, composta da giudici, che devono seguire ed applicare una legge che, nonostante la svolta democratica dell'Iraq, prevede ancora la pena capitale.

Ho sempre pensato che nessun paese democratico potesse adottare la pena di morte, e non ho mai creduto, nemmeno per un solo istante, che esistessero eccezioni (anche a sinistra, infatti, molti la invocarono per l'assassino del piccolo Tommy, a scopi puramente elettorali). La pena di morte è una barbarie, è un atto vile, privo di ogni fondamento razionale, carico di odio e di vendetta, sentimenti che devono rimanere estranei ad un ordinamento democratico. Ma che l'Iraq non fosse una democrazia si era capito da tempo, al di là della condanna a morte di Saddam. Ed ora Mr President Bush, cristiano metodista, a capo della corrente "neocon", cavalca la punizione inflitta al rais per far vedere che l'America è grande e ha saputo eliminare dalla faccia della terra l'ennesimo dittatore.

Da quando conosco i Vangeli, cioè da bambino, mi accorgo sempre più, giorno dopo giorno, che Cristo ha speso parole inutili e che chi lo rappresenta, in molti casi, ne violenta i contenuti e lo trasforma in un  Dio che emargina e punisce. Quel non uccidere, dettato da pietà, amore e perdono, viene ignorato per far posto al populismo, all'odio, a quel "crocifiggilo" che portò a morte, per chi ci crede, il "Figlio dell'Uomo".

La storia non ci insegna nulla.

Alex
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categoria:pazzo mondo
venerdì, 03 novembre 2006
Così i fedeli seguaci si sono sguinzagliati. Hanno detto, non importa chi o come, che l'uomo apostrofato al grido di "Duce, Duce" a Napoli è un personaggio senza regole, che si può far beffe della legalità, ed ecco che, come furie impazzite, i cagnolini abbaiano fino a guaire, sventolano le code, ringhiano, si dimenano, per difendere il loro padrone.

Nell'Italia della camorra, della 'ndrangheta, della Sacra Corona Unita c'è ancora chi si scandalizza degli insulti. C'è chi rifiuta l'etichetta di mafioso, perchè lo sanno tutti che poi, in fondo, la mafia non esiste. E' un'invenzione dei comunisti, che non sapevano cosa dire di Dell'Utri e Berlusconi, grandi statisti, uomini per bene.

La democrazia che tanto difendono, quella fatta di menzogne e voti comprati, mi fa più schifo delle loro facce. Facce da culo, s'intende, buoniste e benevole, ripulite con un candore che nemmeno Ava come lava.

Chissà se un giorno l'Italia riuscirà a dire basta, metterà fine a questo teatro dell'assurdo. Dentisti e notai che sfilano nelle piazze per tutelare i loro interessi, gioiellieri che dichiarano ventimila euro l'anno. Ci chiedevamo quale fosse l'Italia di Berlusconi, quella enorme macchina votante che ad ogni elezione regala al bastardissimo milioni e milioni di voti. L'abbiamo trovata nei guadagni in nero, nei bilanci truccati, nell'egoismo di chi evade sistematicamente le tasse. Che per definizione si nasconde, proprio come chi in cabina crocetta Forza Italia e poi esce fischiettando.

Alex


postato da: alexperry alle ore 20:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:berlusconate