PECHINO - Preparava un reportage sulla costruzione di una nuova diga in Cina ed è finito in manette. E' successo al giornalista del quotidiano tedesco "Die Zeit", Georg Blume. Per lui c'è l'accusa di "attività giornalistica illegale", ovvero di aver investigato sulla costruzione di una diga sul fiume Nujiang, nella provincia sudoccidentale dello Yunnan.
Il corrispondente ha rifiutato di distruggere le interviste alla popolazione del villaggio che dovrebbe sgomberare per consentire la costruzione della diga. E così Blume è stato portato alla stazione di polizia di Liuku, nella regione del Lushui. Anche se il governo cinese non ha ancora ufficializzato la costruzione della diga sul fiume Nujang, i funzionari locali hanno già ordinato alla popolazione di lasciare la zona interessata agli eventuali lavori.
Questo è solo l'ultimo di una lunga serie di corrispondenti stranieri arrestati in Cina a causa di questa norma. E la censura non è affatto tenera neanche con i giornalisti cinesi. Secondo il rapporto del comitato per la protezione dei giornalisti con sede a New York, alla fine dello scorso anno erano 32 i giornalisti cinesi detenuti, il numero più alto al mondo.
(da Repubblica.it)
Mi chiedo quanto ancora debba aspettare l'Unione Europea prima di incazzarsi come una belva con la cosiddetta Repubblica Popolare cinese. Repubblica perchè si soffoca la libertà di pensiero? Popolare perchè non esistono diritti per i lavoratori?
Certo, la Cina fa paura, molto più dell'Afghanistan o dell'Iraq, quindi si tollerano meglio le ingiustizie, i soprusi, la fantomatica dittatura del proletariato trasformatasi in lesione quotidiana dei diritti umani.
Negare la libertà di pensiero e di opinione è uno dei peggiori crimini contro l'uomo e la sua Natura. Speriamo che qualcuno abbia il coraggio di portare avanti la battaglia contro la questione cinese.
Alex
Il corrispondente ha rifiutato di distruggere le interviste alla popolazione del villaggio che dovrebbe sgomberare per consentire la costruzione della diga. E così Blume è stato portato alla stazione di polizia di Liuku, nella regione del Lushui. Anche se il governo cinese non ha ancora ufficializzato la costruzione della diga sul fiume Nujang, i funzionari locali hanno già ordinato alla popolazione di lasciare la zona interessata agli eventuali lavori.
Questo è solo l'ultimo di una lunga serie di corrispondenti stranieri arrestati in Cina a causa di questa norma. E la censura non è affatto tenera neanche con i giornalisti cinesi. Secondo il rapporto del comitato per la protezione dei giornalisti con sede a New York, alla fine dello scorso anno erano 32 i giornalisti cinesi detenuti, il numero più alto al mondo.
(da Repubblica.it)
Mi chiedo quanto ancora debba aspettare l'Unione Europea prima di incazzarsi come una belva con la cosiddetta Repubblica Popolare cinese. Repubblica perchè si soffoca la libertà di pensiero? Popolare perchè non esistono diritti per i lavoratori?
Certo, la Cina fa paura, molto più dell'Afghanistan o dell'Iraq, quindi si tollerano meglio le ingiustizie, i soprusi, la fantomatica dittatura del proletariato trasformatasi in lesione quotidiana dei diritti umani.
Negare la libertà di pensiero e di opinione è uno dei peggiori crimini contro l'uomo e la sua Natura. Speriamo che qualcuno abbia il coraggio di portare avanti la battaglia contro la questione cinese.
Alex

