domenica, 16 aprile 2006
Il mio modesto parere (ho tenuto conto, da buon realista, del risultato dei vari partiti e del fatto che nessun senatore può essere fatto ministro dato che abbiamo, in Senato, due voti di scarto che non possono essere sprecati)

Presidente del Consiglio: Romano Prodi
Vice-Presidente del Consiglio: Massimo D'Alema
Presidente della Camera: Fausto Bertinotti (Rifondazione)
Presidente del Senato: Livia Turco (Ds)

  • Ministro del Tesoro: Mario Monti (Indipendente)
  • Ministro degli Esteri: Lilli Gruber (Europarlamentare socialista)
  • Ministro della Salute: Rosy Bindi (Margherita)
  • Ministro dell'Interno: Piero Fassino (Ds)
  • Ministro della Difesa: Francesco Rutelli (Margherita)
  • Ministro del Welfare: Pierluigi Bersani (Ds)
  • Ministro della Giustizia: Luciano Violante (Ds)
  • Ministro dell'Istruzione: Oliviero Diliberto (Comunisti italiani)
  • Ministro dei Trasporti e dei Lavori pubblici: Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
  • Ministro per le Pari Opportunità: Vladimir Luxuria (Rifondazione)
  • Ministro dell'Ambiente: Grazia Francescato (Verdi)
  • Ministro delle Telecomunicazioni: Tana De Zulueta (Verdi)
  • Ministro per i Beni Culturali: Giovanna Melandri (Ds)

PRIORITA' ASSOLUTE DELLA NUOVA MAGGIORANZA:

  1. Abolizione e riforma della legge elettorale (e per favore togliete il limite di 25 anni d'età per l'elezione dei senatori)
  2. Abolizione di tutte le leggi approvate dal precedente governo (escluse quella anti-fumo e quella sulla patente a punti
  3. Sostegno alla bocciatura referendaria della riforma costituzionale
  4. Riforma dello strumento referendario, con abolizione del quorum per i referendum abrogativi
  5. Riforma della legge sul conflitto di interessi affinchè Berlusconi non possa mai più essere eletto in Parlamento a meno che non rinunci alle sue proprietà
  6. Riforma del sistema televisivo sul modello di quella spagnola voluta da Zapatero (ovvero i partiti tengano le loro manacce lontano dalla tv)
  7. Ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq
  8. Approvazione dei Pacs
  9. Tassazione delle rendite finanziarie dei vari Paperon de' Paperoni
  10. Lotta senza quartiere all'evasione fiscale
  11. Drastica riduzione del debito pubblico
  12. Abolizione totale dei contributi statali alle scuole private
  13. Cospicuo finanziamento della ricerca scientifica universitaria STATALE
  14. Inasprimento delle pene per chi viene illegalmente favorito nei concorsi pubblici statali
  15. Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 a Genova
  16. Commissione parlamentare d'inchiesta sull'attribuzione delle cattedre universitarie dal 1948 ad oggi

    BUON LAVORO, MIEI PRODI! VI STARO' COL FIATO SUL COLLO!

    Alex
postato da: alexperry alle ore 13:18 | Permalink | commenti (19)
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sabato, 15 aprile 2006

Qui a Milano si muore di noia. Improvvisamente appare chiaro che sei l’unico fra tutti i tuoi amici ad essere rimasto in città. Il pomeriggio passa abbastanza veloce, fra un dvd di Blockbuster e la tv. Ma poi è la serata a metterti in crisi. Nessuna idea, se non quella di stare in casa a pensare. Dimenticavo, c’è anche la veglia pasquale in Chiesa. Se la saltassi, questo sarebbe il primo anno dopo tanti, troppi.

 

Sapete, c’è chi dice che l’adolescenza sia il periodo migliore barra peggiore nella vita di un essere umano occidentale che non patisce la fame e non ha pensiero alcuno se non quello di trovarsi dei pensieri. Io l’adolescenza l’ho finita da un pezzo, anche se gli psicologi tendono ad aumentare sempre più l’età in cui dichiarare finito questo periodo della vita. A 22 anni si dovrebbe essere abbastanza maturi per capire cosa si vuol raggiungere. Perciò dovrei fregarmene di trovarmi da solo a Milano senza amico alcuno perché sono tutti fuggiti nelle loro seconde case. A dirla tutta, qualcuno m’aveva pure invitato, ma sapete come vanno queste cose, se non ti complichi la vita ti sembra quasi di non viverla. Beh, ad ogni modo, tornando al problema iniziale, questa sera non so davvero che fare. Vi è mai capitato di avere quell’impulso irrefrenabile di dire “ok, prendo la macchina e vado a fare un giro” oppure, come ho fatto una volta, “chissenefrega, vado a vedermi una mostra fotografica”. Finì che per poco non mi mettevano in gattabuia per aver sbagliato mostra ed essere entrato col biglietto di un’altra. Una scena pietosa. D’altra parte è difficile arrendersi alla noia, ed è proprio questo che fa incazzare. La noia è come un solletico sotto i piedi, non riesci a starci dentro, ti dimeni, lotti per evitarlo. Ma io, compagni, non so davvero che fare. Cazzo. Se mi riduco ad andare alla Veglia per noia, non solo brucerò nelle fiamme dell’inferno, ma non me lo perdonerò mai! Queste cose non si sa mai come finiscono, magari fra un po’ squilla il cellulare ed è la biondona conosciuta l’altro giorno che vuole uscire. Magari lei, e solo lei, non se n’è andata da questa uggiosa città del cappero. Domani è Pasqua, apriremo tante belle uova di cioccolata trovandoci dentro le solite cazzate. Pasqua 2006, aspettando quella 2007 che poi sarà uguale a quella 2008 e così via, in secula seculorum. E il nau fra gar m’è dolce in questo mare…

 

Alex

 

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venerdì, 14 aprile 2006

Comitato per Luxuria Presidente

Compagni, dopo un risultato del genere dobbiamo fare due cose:

a) Tirare uno di quei sospiri di sollievo che spolverano tutta casa

b) Prendere atto che il nostro paese è spaccato in due e che una delle due metà è di troppo

Per questo, proporrei al nuovo governo Prodi di evitare strade buoniste. C'è bisogno di cambiare la nazione, dare un nuovo impulso alla sua mentalità, aprire gli orizzonti.

Propongo quindi che Vladimir Luxuria venga nominata PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI. E' una persona seria, motivata e leale. Potrebbe portare avanti il suo ruolo istituzionale sicuramente meglio di molti suoi predecessori e soprattutto abolirebbe tanti tabù creatisi negli anni su travestiti e omosessuali.

Abbiamo avuto ministri come Calderoli e presidenti come Pera. Vladimir Luxuria, in quanto a serietà, li distanzia anni luce.

Comitato per Luxuria Presidente

l'Italia ha bisogno di aprire i suoi orizzonti e guardare oltre il suo naso

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giovedì, 13 aprile 2006


Due più due fa quattro: all'estero sanno chi è Berlusconi, all'estero sanno chi è meglio votare
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categoria:berlusconate
mercoledì, 12 aprile 2006

Gli italiani all'estero salvano la Madrepatria

bellissimo articolo di Vittorio Zucconi

L'Italia oltre l'Italia non è più, e da tempo, quella che Mirko Tremaglia immaginava, sfilando nel giorno di Colombo lungo la Quinta Strada di Manhattan. L'idea che il nostro emigrato e le sue famiglie siano ancora lacrimevoli figure di nostalgici disposti a svenire alla vista dei tre colori e votare chiunque glieli agiti in faccia, si è dimostrata falsa, oppure, per dirla con Mark Twain, grandemente esagerata. L'Italia fuori dall'Italia è, piuttosto, una comunità più raffinata ed evoluta dell'Italia stessa in Italia, perché esposta al confronto con mondi, culture e media diversi. Ci sono tra noi, naturalmente, i nostalgici, i nazionalisti che confondono le apparenze con la sostanza, i prigionieri della guerra fredda, i "rimpiantisti" e hanno il diritto di essere e pensare quello che vogliono.

Ma c'è una nuova Italia, fatta di ricercatori universitari, di piccoli e grandi businessmen, di professionals, di pendolari della nazionalità, di donne che vivono nelle carriere o nelle loro famiglie la coscienza dei propri diritti di cittadine. Queste persone leggono i giornali tedeschi, inglesi, fra ncesi, australiani, giapponesi e americani e per avere notizie dall'Italia si collegano molto più a siti Internet come repubblica. it (grazie a tutti voi che ci avete scritto per ringraziarci) che non alla voce del padrone di turno, a quella Rai International che li offende con una programmazione imbarazzante e paternalistica. Uno strumento così rozzo, antiquato e controproducente da mandare in diretta e poi in differita tutte, dico tutte!, le serate dello straziante Festival di Sanremo, ma incapace di proporre in diretta i dibattiti Prodi-Berlusconi. Quella Rai che posiziona Vespa e Porta a Porta negli orari migliori, sapendo di poter contare sul fido portiere, ma condanna Ballarò, considerata un empio nido di leninisti no global, alla diretta, dunque al primo pomeriggio sul mercato americano, quando gli ascolti sono minimi.

A questa Italia che non vive di sagre di San Gennaro e di sole partite di calcio dal campionato di serie A, delle imposte sulla casa a Milano o sulla garbage collection a Roma, dei Bot, che nessun Italiano all'estero possiede, della Tirsu, la tasse sulla spazzatura, nulla o pochissimo importa. E l'assenza di quel bombardamento televisivo "shock and awe" scatenato dalle reti private dell'ex presidente del Consiglio (suona bene, dirlo, l'ex presidente del Consiglio) non è arrivato nulla, se non di rimbalzo, attraverso i pochi e sempre sarcastici servizi dei grandi media internazionali che ormai trattavano "Don Coglioni", come titolò il Wall Street Journal, con dileggio e aperto disprezzo.

A loro, a noi che abbiamo votato due settimane prima del 9 aprile dunque abbiamo evitato l'assedio finale e spasmodico del Cavaliere "imbavagliato" e dunque ventriloquo visto che parlava comunque dappertutto e sempre, dell'Ici importa poco e quelle leve azionate dalla destra per restare in quota di volo non funzionano. Importa invece lo stato della cultura, della università che ha disseminato i nostri cervelli in giro per il mondo impoverendo l'Italia e arricchendo le nazioni che astutamente li accolgono spesso con belle borse di studio e non li trattano da precari o carne da cannone nella salumeria dei lauree. Importano l'immagine del nostro governo, la dignità di una nazione che vorrebbero, almeno, poter indicare ai propri figli o ai propri nipotini come qualcosa di cui essere orgogliosi per i successi concreti, per la sua civiltà politica, non per le "trasvolate di Balbo" o per la pacche di un Bush talmente impopolare negli Usa da essere ormai evitato come la peste dai suoi stessi colleghi repubblicani in vista delle elezioni 2006. Gente stanca dispiegare ai bambini come di debba tradurre "testicles" nella loro lingua, quando i media citano non un clown un po' grossier, ma un Presidente del Consiglio.

Questi sono emigrati temporanei o definitivi che non hanno paura dei comunisti, ma hanno paura dei consolati, nei quali entrano tremando al pensiero dell'incubo burocratico che li aspetta per le pensioni, le eredità, le procure, i passaporti. Trattati troppo spesso non come ospiti graditi, come padroni di casa quali sono, ma come rompicoglioni (cito un altro nostro ex ministro, Scajola): i maltollerati da funzionari overworked and understaffed, dotati di attrezzature tecnologiche da Regno Sabaudo, con fondi tagliati da un governo che non esita a spendere centinaia di migliaia di euro per un'inutile missione elettorale di Berlusconi a Washington, ma non trova i soldi per un cancelliere, un computer, un impiegato di concetto, una linea telefonica in più.

Non credo che l'Italia fuori dall'Italia sia di sinistra. Il primo voto degli italiani all'estero è stato un voto contro il governo, qualsiasi governo gli fosse capitato tra le dita ed è patetico dire oggi che la destra ha perso perché si sono presentati con manciate di simboli mentre l'Unione era, almeno in Nord America, sola. Se la Destra si è sminuzzata è perché la sua arroganza, la sua certezza, erano totali e credevano di giocarsi tra di loro la partita.

PS: il sottoscritto, dopo giorni di estenuanti e altalenanti emozioni, si riserva di prendere qualche giorno di vacanza barra riflessione su quello che è avvenuto e sta avvenendo. Confido nella vostra comprensione.

Alex

postato da: alexperry alle ore 20:20 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 08 aprile 2006

Uniti per cacciare quel bastardo.

Uniti per liberare l'Italia.

Uniti per vincere

contro questa destra illiberale

e contro un mafioso al governo.

Alex

postato da: alexperry alle ore 20:28 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 07 aprile 2006
Questa sera, a mezzanotte, terminerà il circo mediatico di Silvio Berlusconi. Termineranno le televendite, i corti, i trailers e le acrobazie circensi sulle quali il premier ha puntato gli ultimi sette giorni di campagna elettorale. Nella sua mente votata all'interesse personale, Berlusconi ha deciso di mandare a morte la sua coalizione pur di salvare la sua parte di esercito, Forza Italia, affinchè rimanga una presenza forte nel Parlamento italiano volta a perpetuare la difesa del suo comandante in capo.

Dopodomani ci recheremo alle urne con le nostre idee, dopo cinque lunghissimi anni di resistenza contro un regime mediatico che ha cancellato il giornalismo di Santoro e Biagi, ha distrutto l'economia dello stato e si è servito del Parlamento per aggiustare i vari problemi personali del Presidente del Consiglio. L'Italia, dice bene Berlusconi, è a un bivio. In qualunque modo la vogliamo mettere, queste elezioni sono l'unico modo democratico per dire BASTA al potere di Berlusconi. Poche ore ci separano da quel verdetto che cinque anni fa regalò al premier il diritto di mandare allo sfacio il Paese così come di arricchire il suo portafogli e quello della sua famiglia. Lunedì si potrà mettere la parola FINE su questo orrendo periodo della politica italiana, oppure continuare a mantenerlo vivo.

Lunedì alle 15 partirà qualche extrasistole nel cuore di molti italiani che non sopportano più di vedersi sbeffeggiati all'estero per colpa di un Presidente incapace e delinquente. Siamo giunti a un punto di non ritorno, siamo arrivati a quello che in gergo si definisce "Armageddon", il giorno del giudizio.

Al popolo, unico sovrano, torna la parola dopo cinque anni di governo Berlusconi. Al popolo e basta tocca cacciare questo fenomeno televisivo che lascerà per sempre la sua impronta nella storia italiana. La vera storia italiana.

Si può concludere con le parole del premier stesso, pronunciate poco fa a Napoli: "Vinceremo perchè non siamo coglioni".

Alex
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categoria:pensieri
mercoledì, 05 aprile 2006
Televendite

Ultimi giorni, verdetto agli sgoccioli. Paese spaccato in due come una mela. Questo è il ritratto dell'Italia del 9 e 10 aprile. Il giorno delle elezioni si trasforma in un moto liberatorio della popolazione e perde quel suo significato democratico che chi ha inventato il voto avrebbe voluto attribuirgli. Il Presidente del Consiglio sta facendo esplodere le sue bombe, una dietro l'altra, avendo capito che se non la butta in rissa perde. Un po' come quando tiri dalla metà campo di punta, ad occhi chiusi, sul finire della partita, sperando che la palla vada in goal. Lasciamo le doti di veggenza ai farlocchi cartomanti della tv e concentriamoci sul presente. Il premier ha promesso l'abolizione dell'Ici, senza possibilità di replica. Peccato che in basso a destra non vi fosse la scritta "pubblicità". Il tono era quello: "Berlusconi lava più bianco", oppure "che mondo sarebbe senza Berlusconi?". Vi prego di censurare le battute più volgari.


La destra ha paura, è nervosa, punge senza accorgersi di aver dimenticato il pungiglione nella carne dell'avversario. Dall'altra parte padre Romano dice messa e invoca serenità. Lo scenario, se non fossimo nel 2006 e in Italia ma fossimo nel 2006 e che so, in qualsiasi altro paese europeo, indurrebbe i cittadini a disertare le urne IN MASSA. Ma siamo in Italia e a darci dei coglioni è proprio sua Emittenza che questa sera avrebbe voluto, contro una legge della Repubblica italiana, sedere in un salotto mediaset, da solo,  impegnato in una delle sue tante televendite. Alza la cornetta, Forza Italia ti aspetta!

Viviamo questi ultimi giorni di campagna elettorale come se fossero gli ultimi giorni di un inverno politico freddo, duro e distruttore. Attendiamo con fiducia che sorga un nuovo sole.

Alex
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sabato, 01 aprile 2006
DIARIO
 
31 Marzo 2006. Concerto della sinistra giovanile. Alle 15 sono sulla Cassanese senza sapere dove girare per arrivare al Palasegrate, luogo del concerto. E’ venerdì pomeriggio, spunta il sole sul prato davanti al tendone. Fervono gli ultimi preparativi. Assieme a Dario facciamo un giro a Peschiera per prendere in tipografia gli ultimi stampati della campagna. Srotoliamo le bandiere e le appendiamo sul palco e all’entrata, attacchiamo i manifesti in giro, qualcuno col faccione di Prodi e qualcun altro coll’alberello dei Ds e una bella croce sopra.
Anni fa non me lo sarei mai spiegato. Dei ventenni che utilizzano il loro tempo per organizzare un concerto, senza prendere un centesimo di compenso, senza nemmeno sapere quanta gente verrà (se verrà). E non si può che dare ragione a De Gregori:
 
E poi la gente, (perché è la gente che fa la Storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la Storia dà i brividi,
perché nessuno la può fermare.
 
Forse la storia siamo noi. Forse la storia è un venerdì pomeriggio passato a raccontare ai più giovani che vogliamo un cambiamento radicale, che la politica sporca è quella di chi si costruisce leggi ad personam e non quella di chi lotta per i propri ideali.
 
Ed è per questo che la storia dà i brividi, perché nessuno, nonostante menzogne, manipolazioni e ignoranza, nessuno la può cambiare.
 
1 Aprile 2006, 1:00 am. Finalmente a casa, dopo una giornata di fatica e soddisfazioni. Domani devo assolutamente studiare. Infatti sto scrivendo sul blog. La storia, oltre che i brividi, mette anche un po’ di febbre e pazzia.
 
Alex
postato da: alexperry alle ore 15:24 | Permalink | commenti (4)
categoria:diario