venerdì, 31 marzo 2006

Oggi tocca al

Partito dei Comunisti Italiani

Via dalla sporca guerra!

Contro una guerra ingiusta e crudele, fatta solo per avere il controllo delle risorse petrolifere irachene ed in contrasto

con la Costituzione che afferma "L’Italia ripudia la guerra", chiediamo il ritiro immediato delle nostre truppe dall’Iraq.

Più soldi a lavoratori e pensionati

I lavoratori e i pensionati non arrivano alla fine del mese perché gli stipendi e le pensioni non sono aumentati

mentre è aumentato vertiginosamente il costo della vita. Noi vogliamo introdurre una nuova "scala mobile",

cioè un meccanismo che ogni sei mesi rivaluti automaticamente stipendi e pensioni al costo reale della vita,

basato su un nuovo indice Istat che tenga conto dei consumi popolari.

 

Lavoro stabile e sicuro per i giovani

I giovani di oggi sono privati del diritto più importante di tutti, che è il diritto al proprio futuro, perché chi

non ha un lavoro stabile, sicuro, continuativo, non può avere le cose normali della vita: i figli, una famiglia,

una casa. Vogliamo abrogare la legge 30 che permette di utilizzare il lavoro precario, flessibile e sottopagato.

Sanità efficiente e gratuita

Contro ogni smantellamento del servizio sanitario pubblico, contro gli sprechi delle risorse ed i tagli allo stato sociale,

la sanità deve essere del tutto gratuita e efficiente, al servizio dei malati, degli anziani, di chiunque ne abbia bisogno.

Scuola, università, ricerca: abrogare la Moratti

Il governo Berlusconi ha distrutto l’Italia della scienza, dell’arte, della bellezza. Ha colpito la scuola e l’università, tagliato

i fondi alla ricerca. Per questo vogliamo abrogare la legge Moratti, perché il sapere è il bene più prezioso di un Paese.

Laicità dello Stato

La laicità dello Stato è un valore ineludibile, perché ineludibili sono l’autodeterminazione delle donne, il riconoscimento

delle coppie di fatto, la ricerca finalizzata alla salute ed allo sviluppo del Paese, l’accoglienza agli immigrati.

E’ necessaria una separazione netta tra Chiesa e Stato. La Chiesa ha ogni diritto di esprimere le sue opinioni;

ma non ha il diritto di interferire o condizionare l’operato dello Stato.

 

Per ulteriori informazioni, vai sul sito http://www.comunisti-italiani.it/

postato da: alexperry alle ore 11:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:un partito al giorno
giovedì, 30 marzo 2006

Un partito al giorno leva B di torno

nuova iniziativa a puntate su FreeLand con il simbolo e il programma di tutti i partiti coalizzati per battere le destre. Cominciamo da

UNA COMUNE MEMORIA PER UN COMUNE FUTURO

Tony Blair, Loris Fortuna e José Luis Rodriguez Zapatero sono i riferimenti scelti per un nuovo e creativo progetto per le libertà.

La cultura, laica, socialista, radicale e liberale appare oggi di rinnovata e urgente attualità. Risalendo alle radici, troviamo in un gigante della civiltà europea dell’Ottocento, John Stuart Mill, sia l’indissolubilità di libertà e di democrazia e la difesa dei diritti delle minoranze (e di quella maggioranza, “l’altra metà del cielo”, a lungo oppressa da oscurantismi e pregiudizi e tuttora, spesso, in situazioni di non parità), sia l’impegno a politiche di sostegno verso i ceti più deboli. Il liberalismo riformatore di Franklin Delano Roosevelt e quello di William Beveridge hanno profondamente influenzato, in un intenso dialogo ideale con il socialismo democratico nelle sue varie espressioni, a cominciare da quello di origine fabiana, il corso della storia del Novecento.

Rigetto di un’impronta marxista o di stampo statalista che ingabbi o mortifichi gli ‘animal spirits’ del capitalismo; accettazione dell’economia di mercato come necessario quadro per la piena valorizzazione della libertà e responsabilità individuale insieme alla messa in opera di politiche sociali; rifiuto di qualsiasi rapporto meccanico tra l’espansione della sfera pubblica e lo sviluppo della democrazia; questi sono i cardini di quella profonda revisione innovativa del socialismo che, soprattutto con Blair e con Zapatero, ne ha rinnovato e potenziato l’impatto politico e di governo, aprendolo al dialogo e alla convergenza con il liberalismo riformatore e il radicalismo.

In Italia, il cammino comune tra liberali e socialisti è già stato avviato da esponenti di rilievo dell’antifascismo, sostenitori di uno stato laico e attento al progresso sociale e civile, oltre che economico, dei ceti meno fortunati: da Gaetano Salvemini a Ernesto Rossi, da Piero Gobetti a Luigi Einaudi, da Carlo e Nello Rosselli a Eugenio Colorni, da Guido Calogero a Piero Calamandrei, da Mario Paggi a Norberto Bobbio e Altiero Spinelli. Tra i socialisti e i liberali c’ è chi, come i socialisti e radicali, Bruno Zevi e Loris Fortuna, considerarono necessario superare il regime concordatario per modernizzare i rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Il sogno della vecchia tradizione socialista non marxista, “abolire la miseria”, fu la materia dell’opera più impegnativa di un liberale, radicale e federalista europeo come Ernesto Rossi.

Le grandi lotte nonviolente contro la violenza di regime trovano il loro storico emblema nella figura di Gandhi. In Italia il suo spirito si ritrova esplicitamente richiamato da Aldo Capitini, che contribuì alla fondazione del “Partito d’Azione” e che mise la ”giunta religiosa alla politica” - felice traduzione della crociana “religione della libertà” - tra i punti fermi di ogni volontà e iniziativa riformatrice. La ribellione civile, fondata sulla responsabilità individuale del cittadino e rigorosamente basata sulla nonviolenza, esprime una forte carica morale e un modello di agire politico essenziale per contrastare l’autoritarismo, le oligarchie del potere e i corporativismi che lambiscono e corrodono sovente i fondamenti delle società aperte e libere.

La difesa e valorizzazione del territorio, del patrimonio artistico e naturale costituiscono la frontiera sulla quale si trovò schierato Umberto Zanotti Bianco, amico di Gaetano Salvemini, in un impegno che anticipò in Italia le moderne battaglie riformatrici nel campo dell’ecologia e dell’ambiente.

Socialisti e radicali, forti delle esperienze unitarie maturate nelle lotte per l’estensione dei diritti civili e per l’introduzione in Italia del divorzio e della legalizzazione dell’aborto, hanno un grande patrimonio ideale e politico in comune, ancora da esplorare e da rendere operativo. Non ci si deve meravigliare ma considerare naturale che tornino oggi a incontrarsi, guardando assieme al futuro dell’Italia perché sia laica, equa e libera in un’Europa da costruire e in una “comunità delle democrazie e del diritto alla democrazia” che contribuisca a far crescere nel mondo sicurezza e pace con giustizia e libertà.

Presenti alla Camera (Scheda Rosa) e al Senato (Scheda Gialla). Candidati e programma dettagliato si trovano sul sito http://www.rosanelpugno.it fonte peraltro di questo post.

SI VOTA IL 9 E 10 APRILE 2006

a domani col "Partito dei Comunisti Italiani"

postato da: alexperry alle ore 09:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:un partito al giorno
mercoledì, 29 marzo 2006
AVVISO:

In seguito alla reazione così scomposta del sottoscritto alla visione della puntata di Ballarò del 28/3 (vedi post precedente), su FreeLand per qualche giorno verranno trattati argomenti del tutto estranei a Sua Emittenza. Sono sicuro di trovare l'approvazione di voi tutti.

Alex
postato da: alexperry alle ore 19:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 28 marzo 2006

Signore e signori, ecco a voi la merda.

 

 

Puntata di Ballarò, 28 Marzo 2006. La mia giornata è stata difficile, lunga e travagliata. Mi sono detto: “Alex, risparmiati la sofferenza di sopportare il vomito col quale Berlusconi tenterà di affogare la mente degli italiani”. Niente da fare. Mi sintonizzo su ReteStalingrado (al secolo RaiTre) e quel frocetto di Floris (frocio non nel senso di omosessuale, condizione della quale nutro massimo rispetto e indifferenza, ma nel senso di cacasotto) si pulisce ben bene la lingua sullo zerbino di casa Berlusconi, chiedendo addirittura al suo padrone il permesso di interromperlo per fare una domanda, con relativa risposta ovviamente scontata. Per quanto mi stia sul culo Lucia Annunziata, c’è da dire che in questo paese riuscirebbe a vincere un qualsiasi cazzuto premio di giornalismo indipendente.

 

Silvio se la canta e se la suona, arriva (puntualmente in ritardo, senza giochi di parole) con un faldone in pelle umana contenente scartoffie da fare invidia a qualsiasi Tribunale italiano. Io stringo il cuscino, batto i pugni sul letto, digrigno i denti. Proprio non ce la faccio ad ingoiare le sue deiezioni orali, nemmeno turandomi il naso. Finalmente Emma Bonino tira fuori le rinomate palle e gliene dice una che rimarrà negli annali: “Lei disse che io sono una protesi di Pannella. Bene, si ricordi che prima o poi gliela farò ingoiare”. Emma, tu sei stata una signora e di questo mi compiaccio. Io mi sarei alzato e mi sarei avvicinato alla poltroncina con due cucchiai in acciaio Inox della Mondial Casa, gli avrei sussurrato: “Bel pezzettino di scarto digestivo, se non la pianti di offenderci io ti infilo il freddo metallo di questi affari nelle fosse orbitarie e ti cavo gli occhi senza che tu riesca a pronunciare di nuovo alcuna sillaba della parola comunista”.

 

Ok, del tutto metaforico. Ricominciamo daccapo.

 

Signore e signori, ecco a voi un serio spettacolo di politica costruttiva.

 

Puntata di Ballarò, 28 Marzo 2006. La mia giornata è stata stupenda, ho trovato un lavoro precario ma il Presidente del Consiglio ha detto che ho il 71% di possibilità di trasformalo in un contratto a tempo indeterminato. Mi sono detto: “Alex, che giornata felice, approfittane per ascoltare le melodie armoniose del tuo Presidente”. Mi sintonizzo su RaiTre e quel caro ragazzo che è Floris accoglie con rispetto ed educazione Berlusconi. Silvio dice i dati veri, questo paese sta migliorando e lui ha lavorato bene. Poi quella stronza della Bonino lo ha intimidito, come è naturale nel pensiero comunista, minacciandolo con parole violente e dittatoriali. Io mi sarei alzato, invece, e gli avrei sussurrato “Presidente, io sono con lei. Vedrà che gli italiani le ridaranno fiducia, lei se la merita. Grazie di esi ste re”.

Niente paura, la schizofrenia non mi coglie.

no no no

 

INSIEME LO CACCEREMO A PEDATE NEL CULO

postato da: alexperry alle ore 23:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:parole
lunedì, 27 marzo 2006
Collage (nuova sezione)

Uniti

"Il 10 aprile si vedra' quali sono i risultati elettorali e se ci sara' un grande risultato dell'Udc potremo chiedere al Presidente della Repubblica di incaricare Casini come capo del governo e anche ai nostri alleati di accettare questa indicazione" (Buttiglione, Udc, 27 Marzo 2006)

"Se dalle urne Alleanza Nazionale avrà più voti di Forza Italia, in caso di affermazione del centrodestra a palazzo Chigi ci andrà il presidente di Alleanza Nazionale." (Fini, An, 27 Marzo 2006)

Interlocutori

"Durante il maoismo i comunisti cinesi bollivano i bambini" (Silvio Berlusconi, 26 Marzo 2006)

"Prodi è un poveretto" [...] "Fassino è ricercato come testimonial delle pompe funebri" [...] (Silvio Berlusconi, 26 Marzo 2006)

"Fingo di non sentire". (Romano Prodi, 26 Marzo 2006)

"Lo stile di Prodi in questa campagna elettorale è quello del provocatore politico, che non merita di essere considerato un interlocutore". (Bondi, Forza Italia, 27 Marzo 2006)

Par condicio

postato da: alexperry alle ore 19:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:collage
lunedì, 27 marzo 2006

INCUBO

 

 

Voglio raccontarvi quello che sabato notte è entrato nella mia mente dopo una serata di bagordi forse lievemente eccessivi (per approfondimenti consultare http://grupporum.splinder.com). Lo faccio a scopo di esorcismo, per scacciare la paura e assecondare la scaramanzia.

Non mi ricordo il contesto, ma ero proiettato nel futuro, precisamente al 10 Aprile 2006. Tornavo a casa stanco, credo fosse sera, e in tv c’era Vespa a commentare gli exit poll e i risultati. Nell’aria c’era incredulità. Berlusconi stava vincendo col 40% dei voti, mentre l’Unione raggiungeva il 36%. Non chiedetemi dove fosse finito il resto dei voti (i sogni sono sempre un po’ assurdi). L’affluenza era stata bassa, circa il 70%. Io guardavo sconvolto il piccolo schermo, continuando a chiedermi come fosse stato possibile. Ero afflitto, a tratti disperato. Mi ero sbattuto come un deficiente per cinque, lunghi anni, nel denunciare le malefatte di un bastardo che in quel momento stava vincendo di nuovo. Fu allora che provai profeticamente una sorta di rigetto per la politica, un po’ come quando mangi ai matrimoni e poi ti alzi con quel vago senso di nausea di chi ha esagerato. Poi è comparso Prodi, anch’egli alquanto afflitto, che ha annunciato all’Italia di aver chiamato Belusconi e avergli fatto i complimenti per la vittoria. In genere questo è il sommo segnale della sconfitta. Avevamo perso tutto. Non ci restava che vivere altri cinque anni come spettatori di un orrore senza fine. Non c’era paura nel mio sogno, c’era angoscia. All’improvviso le mie rimuginazioni si sono fermate, ho provato un fastidio agli occhi e mi sono accorto che ero sveglio. Mi ci è voluto un nanosecondo per realizzare che la partita era ancora aperta e che Berlusconi per il momento non aveva vinto nemmeno un pupazzo al luna park. Ma questo non è un incubo da archiviare nelle risate degli amici, non si tratta del solito orco cattivo che con un’ascia in mano vuole disossarti per benino. Questo è un incubo realizzabile, è un incubo che potrebbe diventare realtà.

Però stiamo sereni. Combattiamo la nostra battaglia come abbiamo sempre fatto. Io credo che questo e null’altro possa aiutarci a sconfiggere la paura e arrivare contenti al 9 aprile. Forza e coraggio, ci siamo quasi.

Alex

 

 

 

postato da: alexperry alle ore 10:03 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 24 marzo 2006
BIOGRAFIE A CONFRONTO
(se ne consiglia la lettura ad un pubblico motivato)

VS

ROMANO PRODI

Figlio di Mario, ingegnere proveniente da una famiglia contadina, e di Enrica, maestra. Ha due sorelle e sei fratelli, tra cui Giovanni Prodi, docente universitario di matematica; Vittorio Prodi, docente universitario di Fisica e uomo politico; Paolo Prodi, professore universitario di Storia moderna; Franco Prodi, docente universitario di Fisica dell'atmosfera.

Nel 1969 a Reggio Emilia sposa, in una celebrazione presieduta dall'allora sacerdote e ora cardinale Camillo Ruini, Flavia Franzoni, studentessa nella facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Dal matrimonio sono nati due figli, Giorgio e Antonio.

Attività accademica

Iniziò i suoi studi a Reggio Emilia, al Liceo classico Ariosto, si laureò poi con lode nel 1961 all'Università Cattolica di Milano in Giurisprudenza, con una tesi sul protezionismo nello sviluppo dell'industria italiana. Approfondì i suoi studi a Milano, Bologna e alla London School of Economics, sotto la supervisione del prof. Basil Yamey.

Nel 1963 divenne assistente di Beniamino Andreatta alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna, professore incaricato nel 1966 e infine professore ordinario, tenendo la cattedra di Economia politica e industriale (dal 1971 al 1999). È stato anche visiting professor presso la Harvard University e presso lo Stanford Research Institute.

I temi delle sue ricerche hanno riguardato principalmente lo sviluppo delle piccole e medie imprese e la politica antitrust. In un secondo momento si è anche interessato delle relazioni fra Stato e Mercato e della dinamica dei diversi modelli di capitalismo.

Ha presieduto la "Società Editrice Il Mulino" (19741978), nel 1982 divenne direttore delle riviste "Energia" e "L'Industria". Nel 1981 ha fondato Nomisma, una società di studi economici e consulenza.

Attività politica ed amministrativa

Nel 1963 si affacciò per la prima volta in politica, venendo eletto consigliere comunale a Reggio Emilia. Presidente della Maserati nei primi anni Settanta, successivamente è stato Ministro dell'Industria dal novembre 1978 fino al marzo 1979, nel quarto Governo Andreotti. Promosse da ministro un decreto legge che porta il suo nome (legge Prodi), volto a regolamentare la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Nel periodo dal 1982 fino al 1989 è stato presidente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale.

Fu richiamato a guidare l'IRI nel 1993, guidando una serie di privatizzazioni di diverse società del gruppo, in quel momento la maggiore holding italiana di proprietà pubblica.

Nascita dell'Ulivo

Nel febbraio 1995 fondò la coalizione di centrosinistra dell'Ulivo, con cui poi vinse le elezioni politiche del 1996 e divenne Presidente del Consiglio dei Ministri.

(fonte it.wikipedia.org)

SILVIO BERLUSCONI

È il primogenito di una famiglia della borghesia milanese. Il padre, Luigi Berlusconi, era impiegato alla Banca Rasini, dove ha lavorato fino a diventarne procuratore generale. Dall'unione matrimoniale di Luigi con Rosa Bossi erano nati rispettivamente, Silvio, Maria Antonietta, nel 1943 e Paolo, nel 1949, oggi anche esso imprenditore.

Nel 1954 ha conseguito la maturità classica al liceo salesiano S.Ambrogio di Milano, al cui termine si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Statale, dove si è laureato in legge nel 1961 con lode, presentando una tesi sul contratto pubblicitario, che gli valse una borsa di studio. In quegli anni universitari conobbe anche Marcello Dell'Utri, che diverrà suo braccio destro negli affari e in politica, quando si occuperà della creazione del suo partito, e Fedele Confalonieri.

Si è sposato nel 1965 con Carla Elvira Lucia Dall'Oglio, dalla quale ha avuto due figli: Maria Elvira detta Marina (1966) e Piersilvio (1968). Nel 1985 ha divorziato dalla prima moglie ed ha ufficializzato il legame con Veronica Lario (pseudomino di Miriam Bartolini), una ex-attrice, nel 1990[2]. Da lei ha avuto altri tre figli: Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988).

Attività imprenditoriale e personale

Edilizia

Dopo le saltuarie esperienze come agente immobiliare[3] negli anni universitari, Silvio Berlusconi ha iniziato ad occuparsi di edilizia e nel 1961 fondava la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto consisteva in un terreno in via Alciati (Milano), grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Berlusconi).

Nel 1963 veniva fondata la Edilnord Sas: socio d'opera era Silvio Berlusconi, mentre soci accomandanti erano Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico. Quest'ultimo forniva i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungesellschaft fur Residenzen AG di Lugano[4]. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera venivano in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, e pervenivano alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Nel 1964 veniva aperto un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4000 abitanti. I primi condomìni erano pronti già nel 1965, ma non si vendevano con facilità[5].

Nel 1968 veniva fondata l'Edilnord 2, acquistando 712 mila mq di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2, in seguito alla concessione edilizia ottenuta nel 1969.

Nel 1972 veniva liquidata l'Edilnord e veniva creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest'ultima socia accomandante e cugina di Silvio Berlusconi, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft fur Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.

Nel 1973 veniva fondata la Italcantieri, prima come Srl poi in Spa, nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali erano di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[6], legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[7], e della Eti AG Holding di Chiasso[8], il cui amministratore delegato era Ercole Doninelli[9]. Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, veniva acquistata ad Arcore la villa Casati Stampa e terreni contigui da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970, di cui Cesare Previti era tutore legale, pagandola un prezzo di favore.

Nel 1974 veniva costituita l'Immobiliare San Martino, a Roma, amministrata da Marcello Dell'Utri, con il finanziamento di due fiduciarie della BNL, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi era nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica allora in carica: Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978 veniva liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l'Immobiliare San Martino Spa.

I dubbi sui finanziamenti

Non sono mancate critiche sulla provenienza degli ingenti capitali di cui disponeva il giovane imprenditore.

Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini, infatti, questa entrò in rapporti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figuravano nomi poi divenuti tristemente famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli e Carlo Sindona. La stessa banca Rasini fu indicata da Sindona e da altri "pentiti" come coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa[10]. Queste indicazioni assumeranno un importante significato rispetto ad alcune successive ombre sulla figura di Berlusconi (i presunti rapporti con la mafia e l'iscrizione alla loggia massonica Propaganda 2 di Gelli).

Il 7 luglio 1974 il senatore Marcello Dell'Utri, amico di Berlusconi, aveva anche portato il giovane mafioso, Vittorio Mangano, da Palermo nella villa d'Arcore di Berlusconi, appena acquistata, per ricoprire le mansioni di fattore e stalliere. Mangano si occuperà di curare la sicurezza della villa, ma anche di accompagnare i figli di Berlusconi a scuola[11]. Berlusconi lo avrà alle sue dipendenze fino alla fine del 1976, quando si licenzierà spontaneamente. Mangano verrà condannato per traffico di droga e per associazione mafiosa semplice, verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il 26 maggio 1975 era anche scoppiata una bomba a ridosso di un'abitazione di Berlusconi a Milano. Berlusconi, dopo aver ricevuto varie minacce, si era trasferito per qualche mese con la famiglia in Svizzera e successivamente in Spagna.

La difesa

Le ipotesi precedenti, sebbene verosimili, non sono confutate da nessuna prova concreta. Il segreto bancario vigente in Svizzera non aiuta a fare luce su queste vicende.

Stando alle dichiarazioni dello stesso Silvio Berlusconi, fu la liquidazione del padre, Luigi Berlusconi, divenuto poi collaboratore del figlio all'Edilnord e in molti altri momenti cruciali della sua vita imprenditoriale, che servì a finanziare gli inizi della sua attività imprenditoriale e a costituire la metà del capitale dei Cantieri Riuniti Milanesi.

La fortuna di Silvio Berlusconi, stando a queste dichiarazioni, si basa sulle sue capacità imprenditoriali, sul suo fiuto per gli affari, sul suo lavoro indefesso e su una serie di fortuite circostanze che gli avevano garantito la fiducia dei vari finanziatori [12]. In pratica Silvio Berlusconi è un "self made man".

Televisioni

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allargava il proprio raggio d'affari al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n.202 della Corte Costituzionale apriva la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali, fino ad allora appannaggio soltanto dello Stato.

Silvio Berlusconi colse la palla al balzo e nel 1978 fondava Telemilano, una televisione via cavo, operante nella zona di Milano 2. Tale società due anni dopo prese il nome di Canale 5, assumendo la forma di network comprendente più emittenti.

L'escalation della società apparve subito folgorante: nello stesso anno trasmetteva il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri governativi, otteneva dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento veniva trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi iniziava ad utilizzare le proprie molteplici emittenti locali acquistate nel frattempo come se fossero un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno di anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendole il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Il gruppo si andò allargando con l'acquisto di Italia 1 nel 1982 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Mondadori.

Il gruppo Fininvest divenne il principale antagonista dell'ex monopolio televisivo RAI.

Negli anni seguenti il network si diffondeva in Europa: in Francia La Cinq (1986) (che fallirà), in Germania Telefünf (1987), in Spagna Telecinco (1989).

Le questioni legali

La creazione di un network di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte Costituzionale che sin dal 1960 (n. 59/1960) aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione.

Diversi pretori intervennero nel 1984, disponendo il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando ad una programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il governo, presieduto da Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il network creato da Berlusconi, ma il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutava in quanto incostituzionale, permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia, e riuscendo perciò a farlo passare forzatamente. La legge venne esaminata dalla Corte Costituzionale solo tre anni dopo , e questa la lasciò in vigore sottolineando, però, la sua dichiarata transitorietà.

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia e veniva stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, senza l'introduzione, però, di limiti che compromettessero l'estensione assunta televisivamente dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice del Giornale, vendendole, però, al fratello Paolo Berlusconi.

Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset con concessioni a valenza transitoria.

Editoria e media

Nel campo editoriale è il principale editore italiano nel settore libri e periodici, in quanto azionista di maggioranza delle due principali case editrici italiane, Mondadori ed Einaudi, e di alcune case minori (Elemond, Sperling&Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Edizioni Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, editrice Poseidona).

Nel campo della distribuzione audiovisiva è stato per un certo periodo socio in Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Cinema.

Commercio e assicurazioni

Berlusconi nel passato ha effettuato investimenti nel settore della grandi distribuzioni, dal quale è però in seguito uscito, avendo posseduto per vari anni il gruppo Standa (venduto al gruppo Coin; la parte non-food è passata sotto il marchio Oviesse) ed Euromercato (venduto a Carrefour).

Il Gruppo Fininvest, con le società Mediolanum e Programma Italia, ha una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita di prodotti finanziari.

Sport

È proprietario della squadra di calcio A.C. Milan dal 20 febbraio 1986, della quale è stato presidente fino al 2005, quando ha dovuto abbandonare la carica in seguito all'approvazione della legge sul conflitto d'interesse.

È il presidente più vincente della storia della formazione rossonera, che sotto la sua reggenza ha conquistato 7 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Italiane, 4 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia e 1 Mundialito Clubs.

Attività politica

La discesa in campo

Nel 1994 Silvio Berlusconi entra in politica fondando Forza Italia, un nuovo movimento e partito politico. Diviene Presidente del Consiglio nel 1994 cedendo il posto a Romano Prodi nel 1996 in seguito ad una crisi di governo voluta dalla Lega Nord di Umberto Bossi. Vince di nuovo le elezioni nel 2001 mantenendo la carica di primo ministro fino ai giorni nostri.

(fonte it.wikipedia.org)



postato da: alexperry alle ore 14:36 | Permalink | commenti (7)
categoria:
giovedì, 23 marzo 2006
RISULTATI SONDAGGI DI FREELAND
(in rosso sono indicate le voci che hanno ottenuto maggiori preferenze)
 
D1: Per quale motivo un giovane dovrebbe sostenere attivamente un partito come Forza Italia guidato da uno come Silvio Berlusconi?
 
R1:
 
Preferenze
Percentuali
Perché ha problemi con la giustizia
1
4%
Perché ha camuffato l’ultimo bilancio dell’azienda
2
8%
Perché è basso
1
4%
Perché da piccolo l’ha morso un comunista
2
8%
Perché guarda troppa televisione
8
33%
Perché come parla bene Bondi…
1
4%
Perchè anche lui, come Silvio, si fa da solo
2
8%
Perché l’Italia in questi cinque anni è divenuta un fiore
2
8%
Perché niente viri e niente saccio
3
13%
Ma che cazzo ne so
2
8%
 
D2: Immagina di ritrovarti a vivere negli anni settanta ed è il giorno delle elezioni. Per chi voti?
 
R2:
 
Preferenze
Percentuali
DC (Democrazia cristiana)
4
14%
PCI (Partito comunista italiano)
17
59%
PSI (Partito socialista italiano)
4
14%
MSI (Movimento sociale italiano)
3
10%
PSDI (Partito socialista democratico it.)
1
3%
PLI (Partito liberale italiano)
0
0%
PRI (Partito repubblicano italiano)
0
0%
Scheda bianca
0
0%
Scheda nulla
0
0%
Non andrei a votare
0
0%
 
N.B.: Nella colonna sinistra del blog è stato inserito un banner con le news più aggiornate sui sondaggi relativi alle politiche del 2006. Il servizio è fornito da http://brunik.altervista.org ovvero il sito de “Il termometro politico”.
postato da: alexperry alle ore 17:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 22 marzo 2006

La disperazione dei potenti
 
La storia è ricca di aneddoti. Si racconta che Luigi XVI, in odore di ghigliottina, avesse cercato di scappare dalla Francia nel 1791 travestito da donna. Gli andò male e la sua testa perse i classici contatti anatomici col collo. Pare invece che il fiero e virile Adolf Hitler, dopo averle tentate tutte per soddisfare quel suo piccolo sfizio personale di vincere una partitina a Risiko, si sia tolto la vita poco prima che le truppe nemiche invadessero il suo bunker segreto. Uomini che non hanno più nulla da perdere e che vedono tramontare la loro potenza. Hanno toccato con mano l’ebbrezza del potere, se ne sono nutriti per anni e, di colpo, qualcuno o qualcosa minaccia la loro condizione. Un misto di paura, orgoglio e ira che non lascia spazio alla lucidità. Sono pronti a tutto, come il giocatore di poker che nell’atto di perdere rovescia con violenza il tavolo da gioco. Non accettano che si ponga la parola fine alla loro scalata verso il divino.
 
Un altro giovane ha urlato contro l'auto blu: "Evviva Vittorio Mangano!" l'ex stalliere del premier legato a Cosa nostra. Berlusconi sceso dall'auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l'indice contro e gli ha detto: "Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!". (Genova, 21 Marzo 2006)
 
Gli atteggiamenti sono tipici. L’individuo disperato sragiona, urla, si dimena. In sostanza, tenta con il corpo di liberarsi di qualcosa che opprime la sua mente. Ovvero l’angoscia di perdere.
 
"Gli imprenditori che stanno a sinistra hanno scheletri negli armadi, sono sotto il manto protettivo della sinistra e di Magistratura democratica". (Vicenza, 19 Marzo 2006)
 
"Prego il signor della Valle, se si rivolge al presidente del consiglio, di dargli del lei e non del tu...". (Vicenza, 19 Marzo 2006)
 
E’ come nel romanzo di Tolkien, dove l’anello del potere è spinto all’autoconservazione. Cerca il suo padrone, perché sa che senza di lui il destino si chiama fine. Cosa dobbiamo aspettarci ancora da un uomo disperato come Silvio Berlusconi? Comizi accesi, sortite televisive o qualcosa di peggio? C’è chi ipotizza attentati o altre forme di violenza politica. Personalmente credo che Berlusconi non accetterà il verdetto delle urne, urlerà al broglio e tenterà in tutti i modi di invalidarne il risultato, proponendo nuove consultazioni. Una cosa è sicura, non schioderà facilmente il suo cadente culo da Palazzo Chigi. Tenete alta la guardia, dunque, perché chi è disperato è imprevedibile, e tutto ciò che è imprevedibile mette sempre paura.
 
Alex
postato da: alexperry alle ore 09:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:
lunedì, 20 marzo 2006
 Ci possono essere tante spiegazioni che supportino la strategia messa in atto in questi giorni dal Presidente del Consiglio. Sui giornali, molti si sono cimentati nel capire i perché dei suoi atteggiamenti. Al dibattito con Prodi ci si aspettava un comunicatore eccellente schierare tutte le sue armi da pubblicitario contro un lento e noioso professore universitario. Si è invece assistito ad una patetica e pedante performance che ancora una volta ha dimostrato la sua cortezza di argomenti. Di nuovo la storiella sulle Coop comuniste, magistratura democratica, i giornali bolscevichi e gli ormai noti cavalli di battaglia divenuti da secoli specchietti per le allodole, come l’aumento delle pensioni e la riduzione delle tasse. Poi lo show a Vicenza durante il convegno della Confindustria, supportato dalla claque fatta venire apposta per l’occasione e finanziata dal Presidente della Regione Veneto. Berlusconi ha davvero perso quella sua peculiare capacità di incantare la gente? Assolutamente no. Le cose stanno diversamente. Il premier legge i sondaggi come tutti noi e sa bene che, a meno di un colpo di scena, perderà le prossime elezioni. A lui dunque non interessa più far vincere la sua coalizione, al buon vecchio Silvio interessa far andar bene il suo partito, Forza Italia, per continuare a tutelare i suoi interessi personali, unico faro del suo vecchio ma lucidissimo cervello. Se ipotizziamo infatti una sonora sconfitta della Cdl alle prossime politiche, Berlusconi perderà l’appoggio dei suoi alleati, ai quali non avrà più nulla da offrire, né devolution, né politiche filo-cattoliche (a quelle, infatti, penserà già l’Unione). Gli unici appoggi che troverà in Parlamento saranno i suoi peones, ovvero gli uomini che potranno garantirgli impunità e coltivazione degli interessi di famiglia. La politica mediatica del nostro Presidente è dunque tutta incentrata sul ricompattare i suoi e incantare quegli unici, poveri polli che credettero in lui nel 2001 e oggi sono pronti di nuovo a sostenerlo. Ci sono persone, infatti, che non potranno mai essere del tutto disilluse. Ci sono persone che alla sera vogliono andare a letto con un sogno nel cassetto, con una speranza a portata di mano. Berlusconi offre loro l’esca e più del 20% abbocca. Non importa se poi da sogno si passerà ad incubo. In Berlusconi, come in Dio, si può solo credere.
 
Alex
postato da: alexperry alle ore 18:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri
sabato, 18 marzo 2006

A Giovanardi sarebbe servito qualche minuto ad Auschwitz, solo come spettatore, per capire l'orrore dei campi di sterminio. Perchè solo un falso ignorante bifolco come lui poteva paragonare la legge olandese in materia di eutanasia con la Shoah. Avete letto bene. Il nostro ministro per i Rapporti con il Parlamento ha dichiarato la sua contrarietà alla dolce morte (legittima) finendo poi col metterla sullo stesso piano del nazismo. Il primo ministro olandese ha convocato l'ambasciatore italiano per chiarire la situazione. Il governo dei Paesi Bassi non ha evidentemente gradito le parole del nostro ministro, d'altra parte i rappresentanti dell'esecutivo italiano sono abituati a fare paragoni col nazismo a loro uso e consumo: Schulz il kapò by Silvio Berlusconi e Olanda nazista by Carlo Giovanardi.

Sulla bioetica è necessario sempre e comunque evitare lo scontro. Non si sta parlando di tasse e PIL, ma di esseri umani con dei problemi gravissimi, dei quali bisogna indagare necessità e diritti. La mia ridotta esperienza nei reparti di medicina interna e oncologia mi ha sempre suggerito l'idea che un uomo senza dignità ha perso anche la facoltà di vivere. Non ho mai capito bene la mia posizione sull'eutanasia, ma sicuramente è doveroso prima di tutto rispettare la volontà del paziente, perchè la vita è sua ed è lui l'unico giudice in grado di decidere con autorità e saggezza. Questo non sempre è possibile per vari motivi legati più o meno quasi sempre con il quadro clinico e la lucidità dell'essere umano che sta soffrendo, ma credo che la strada maestra sia sempre quella di ascoltare ed esaudire le volontà del paziente.

La legge olandese prevede norme rigidissime per il ricorso all'eutanasia. Assai più discussa e controversa è in realtà l'estensione di questo diritto anche ai cittadini minorenni, anch'essa in vigore. Sarebbe giusto e bello discutere di questi temi faccia a faccia, con la voglia di trovare insieme una soluzione che non danneggi mai il diritto alla vita. Ma quando persone come Giovanardi aprono la bocca e scoreggiano al mondo le loro volgarità, ti vien voglia di chiudere il cervello e salire sulle barricate. Questi individui vanno invece razionalmente isolati, un po' come i violenti nelle manifestazioni. Così come vanno lasciati a casa convincimenti religiosi e ideologie politiche. Perchè in bioetica non si parla mai del cristiano, dell'ateo, del comunista o del fascio. In bioetica si parla dell'essere umano, che va tutelato in tutte le sue forme, in tutti i suoi diritti e nel massimo rispetto delle sue singole volontà.

Letture consigliate: Umberto Veronesi, "Il diritto di morire", Mondadori

Alex

postato da: alexperry alle ore 10:58 | Permalink | commenti (7)
categoria:pensieri
domenica, 12 marzo 2006
Divieto di svolta a sinistra

Boia chi molla, dicevano ieri i fascisti a Milano, coi colori del loro funerale. E io infatti non mollo. Ripartiamo da dove eravamo rimasti: gli elettori della Cdl. Provo, con santa pazienza, a rivolgermi di nuovo a loro per dialogare in tutta onestà su queste elezioni politiche. Metto qui di seguito un paio di risposte che alcuni amici berlusconiani mi hanno fornito alla domanda clou dell'anno: perchè voti Berlusconi?


a) Perchè sono di destra
b) Perchè Prodi non sa comunicare e mi sembra un pirla

Un paio di obiezioni: cosa significa essere di destra o di sinistra? Gaber giocò molto su questo argomento nella sua famosissima canzone "Destra-sinistra". Dal punto di vista economico, ad esempio, sfido chiunque a trovare differenze sostanziali fra l'Unione e la Cdl. Una volta la lotta era fra capitalisti e comunisti, oggi è fra liberisti leggermente più liberisti di altri liberisti. In sostanza, l'economia non è più al centro delle dispute ideologiche come lo era una volta. Il problema è che i partiti si divertono molto a prendersi gioco delle nostre false ideologie. Chi è di sinistra voti Prodi, chi è di destra voti Berlusconi. PUTTANATE. E' solo un gioco sporco per garantirsi un voto a prescindere da quello che si realizza veramente. Diamo la parola ad un uomo "di destra" che ora non c'è più, ma che sapeva ragionare con la propria testa, che ha saputo fare una scelta di campo ben precisa, scevra dalle ideologie, e che per questo è stato cacciato dal quotidiano che dirigeva da anni.




"E' il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. E' questo che lo rende così pericoloso. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l'allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. "Chiagne e fotte", dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni"

"Berlusconi è il più grande piazzista del mondo. Se un giorno si mettesse a produrre vasi da notte, farebbe scappare la voglia d'urinare a tutta l'Italia"

"Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello"

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, in Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo ne saremo immunizzati"

"Berlusconi non ha idee: ha solo interessi"

Indro Montanelli

Montanelli era direttore del Giornale, quotidiano vicino da sempre agli ambienti di destra. Fu cacciato da Berlusconi perchè si rifiutò di mischiare la sua ideologia con gli interessi di un farabutto che si serviva della stessa per scopi unicamente personali. Berlusconi non è di destra, è quello che vuol far credere per abbindolare gli ideologizzati. Berlusconi è una pianta marcia da estirpare a tutti i costi, è la malattia del secolo, è una piaga per l'intero paese. Prodi non sa comunicare? Mi sembra l'obiezione francamente più leggera e banale che si possa fare a questo centro sinistra. Gente, lasciate a casa la geometria di destra e sinistra. Il 9 aprile si vota per la democrazia.


(citazioni tratte da "Le mille balle blu", nuovo libro di Marco Travaglio e Peter Gomez)
postato da: alexperry alle ore 14:00 | Permalink | commenti (23)
categoria:
sabato, 11 marzo 2006
Attenzione: l'immagine di questo post è adatta solo ed esclusivamente ad un pubblico adulto. Il curatore declina ogni responsabilità politica.




Non si può certo dire che FreeLand e Alex siano lo specchio della gioventù italiana. Siamo una specie a parte, tutt'altro che protetta, poco rappresentativa del campione. Poco fa ho dato un'occhiata a Matrix, con Diliberto e Berlusconi, e guardavo con orrore il pubblico sostenitore del premier. Mi sono chiesto con quale tipo di droga fossero stati manipolati. Nessun essere umano può volontariamente arrossarsi le mani per applaudire un individuo losco, incapace e bugiardo. Eppure esistono, sono in tanti. I giovani di Forza Italia. So di toccare un tasto amaro, perchè fa tornare alla mente immagini scabrose. Ragazzi normalissimi, di buona famiglia, che nel tempo libero montano i gazebo in piazza e distribuiscono alle anziane signore palloncini azzurri con su scritto il nome del loro idolo. Non mi va di scherzare, sono argomenti che mi rattristano molto. Potrebbero essere miei amici. Non ho l'abitudine di frequentare solo ed esclusivamente gente anti-berlusconiana, ma devo ammettere che quando incontro un azzurro ne rimango affascinato. Da buon medico, voglio studiarne la patologia. In questo potrebbe venirmi in aiuto Freud e tutta la psicanalisi in generale. Ci dev'essere un motivo più o meno inconscio per il quale una persona di vent'anni decide di lottare a fianco di un uomo del genere. Non sto parlando dei giovani di destra, loro seguono un'ideologia più o meno fascista che certamente mette i brividi ma quantomeno induce alla rassegnazione. Il giovane forzaitaliota per cosa combatte? Per togliere il falso in bilancio o per prolungare i tempi di prescrizione? Io credo che non si rendano conto delle loro azioni (quantomeno quelli in buona fede), ma siano affascinati e attratti dalla figura di Berlusconi. Freud potrebbe vederci un'infanzia passata all'ombra di una figura paterna carente o la solita manfrina sull'eccesso di masturbazione (e allora si capirebbe come mai così tanti berlusconiani!), ma come al solito l'agire è frutto di più influenze esterne. Ecco quindi il nuovo sondaggio: perchè un giovane decide di appoggiare Berlusconi? E a breve i risultati di quello precedente...

Alex 
postato da: alexperry alle ore 00:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:
giovedì, 09 marzo 2006
Chi sta col cavaliere?

Dopo che anche il Corriere della Sera ha deciso di scendere in campo ed appoggiare la candidatura di Prodi, l'Italia diventa un paese sempre più strano. I due principali quotidiani nazionali (la Repubblica e il Corriere) vanno contro il Presidente del Consiglio, la Confindustria tende una mano abbastanza viscida alla sinistra e il Sole 24 Ore viene annoverato fra i giornali controllati dall'inesistente Pci. La domanda sorge spontanea: sono tutti diventati comunisti? La risposta è ovviamente scontata e negativa. Berlusconi in questi giorni sta dicendo due grosse verità. La prima riguarda il centro sinistra: sono un'armata brancaleone con l'unico collante dell'antiberlusconismo. Ed è vero. La seconda riguarda la par condicio: una legge liberticida, e come non dargli torto. Il problema è che il premier dimentica un anello di questa catena di anomalie, cioè lui. Senza Berlusconi queste politiche verrebbero snobbate e alle urne andrebbe se va bene il 50-60% dell'elettorato. Senza Berlusconi non ci sarebbe bisogno di limitare la presenza in tv dei politici, poiichè nessuno di loro potrebbe manipolarne tre di proprietà e tre di diritto. Per dirla breve, senza Berlusconi questo sarebbe un paese un po' più sano, meno spaccato, più fiducioso. Dunque ciò che accomuna il Corriere al Manifesto e la Confindustria ai sindacati non sono gli ideali marxisti, ma l'obiettivo di cancellare la parola Berlusconi dalla faccia della politica italiana.
    Quando dicevo che l'unico collante del centro sinistra è l'antiberlusconismo non intendevo assolutamente sminuirne l'operato. Ho sempre creduto che il compromesso fosse la strada maestra per raggiungere uno a uno tutti gli obiettivi. Oggi la priorità assoluta è liberarsi di quell'uomo, senza se e senza ma. L'hanno capito in tanti, anche gente che con la sinistra non ha nulla a che spartire, ma che ha deciso di votarla per non permettere altri 5 anni di sfacelo e leggi ad personam. Rimane un unico problema aperto: stando ai sondaggi, una quota che va dal 46 al 47% intende rivotare Berlusconi. Gente che sta col cavaliere, gente defilata, che non si cura di dirlo in giro e anche un po' se ne vergogna. A queste persone chiedo di mettersi una mano sulla coscienza e lasciare da parte i pregiudizi. Ricordando infine che andare a votare è un dovere, ma lasciare scheda bianca è un diritto.

Alex
postato da: alexperry alle ore 09:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 06 marzo 2006

IPSE DIXIT

"Nel 2005 c'è stata crescita zero perchè si è lavorato quattro giorni di meno". (Giulio Tremonti, Ministro del Tesoro)

"Liberate Tommaso, rischia di non fare più ohhhh". (Giuseppe Povia, vincitore del Festival dei coglioni)

CANDIDATI IMPRESENTABILI

Pippo Franco, comico (DC - Socialisti di De Michelis)

Vittorio Cecchi Gori, ladro (Lega Nord)

Rita Pavone, cantante...e mi stava pure simpatica (Fascisti nel Mondo con Tremaglia)

Mara Carfagna, soubrette (Forza Italia)

Salvatore Stefio, ex ostaggio in Iraq (An)

Maria Rosa Villeco, moglie di Nicola Calipari (Ds)

Vive l'Italie!

postato da: alexperry alle ore 21:13 | Permalink | commenti (8)
categoria:
domenica, 05 marzo 2006

Flash: Povia ha vinto il festival di Sanremo. Già questo pomeriggio avevo esplicitamente detto di odiare lui e le sue canzoni infantili. Giuro solennemente che d'ora in poi non dirò mai più di odiare Berlusconi.

postato da: alexperry alle ore 01:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:
sabato, 04 marzo 2006

Nel blu dipinto di blu

Domenico Modugno ci regalò diversi anni fa quella che oggi è la canzone italiana più conosciuta al mondo. Ripresa dai Gipsy Kings, con un ritmo decisamente più agguerrito, Volare rimane il manifesto musicale dell’Italia all’estero. Il made in Italy è un marchio che per anni ha contraddistinto il nostro paese. Dal cinema alla musica, dalla cucina alla moda, abbiamo sempre dato il meglio e soprattutto guadagnato un fottio di denaro, fino a quando non abbiamo scoperto i quattro salti in padella, le americanate cinematografiche e soprattutto l’Auditel. Mi riferisco ovviamente al penoso teatrino che circonda in questi giorni il Festival di Sanremo. Ne parlano tutti, sia in Rai che in Mediaset. Quasi in maniera schizofrenica, i giudizi cambiano a seconda del canale che stai guardando. I giornalisti Rai sembrano talmente entusiasti dei risultati del Festival che quasi dimenticano di possedere un briciolo di spirito critico e un angolino pulito di coscienza. Sulle reti Mediaset, invece, si approfondano i canini assetati di sangue nella debole e succulenta carne del Festival, nella speranza di delegittimarlo a tal punto da indurre lo spettatore a preferire quell’ottimo prodotto che invece risulta essere il Grande Fratello. Tutto in funzione del Dio Auditel che decide quanti soldi far investire negli spot pubblicitari e dunque quanto far incassare alla rete televisiva. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che fa aumentare gli ascolti, insomma. Il made in Italy una volta ci regalava Alberto Sordi, Domenico Modugno, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Sofia Loren, Federico Fellini. Oggi ci barcameniamo fra la Lecciso, Costanzo, la De Filippi, Povia (oddio Povia, ho i brividi), Meneguzzi, Dirisio e tutto il resto della spazzatura che stanno producendo. Per quel che riguarda il cinema, vedo di buon occhio Carlo Verdone (che ritengo uno dei migliori registi attualmente operanti in Italia) e Giovanna Mezzogiorno, attrice superba, forse un filo adagiatasi nella parte della “donna al bivio” perennemente triste, senza dimenticare Ozpetek e ovviamente Marco Tullio Giordana. Mi chiedo se siano i miei gusti ad essere particolari, oppure vi sia un malessere generalizzato per quello su cui il made in Italy sta puntando. Mi piacerebbe essere conosciuto nel mondo per film come “I cento passi” o “La finestra di fronte” piuttosto che “Natale a Miami”. Per concludere nei luoghi comuni, abbiamo talento da vendere. Peccato che non lo si sappia valorizzare e si cerchi sempre di finanziare il peggio. Un anno dopo, in maniera ossessiva, ribadisco il mio odio per Povia e “I bambini fanno ohhhh”. Non farò mai il pediatra, questo è certo.

 

postato da: alexperry alle ore 20:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 03 marzo 2006

Tempo di feste in maschera a Milano, dove il carnevale terminerà domani sera. In tutta Italia, invece, il periodo degli eccessi è finito Mercoledì con l'ultima sfilata dei carri, magistralmente guidata da Silvio Berlusconi in diretta televisiva da Washington. Il premier, travestito da leader democratico e liberale, si è cimentato nella danza del pagliaccio durante il discorso al congresso Usa. Il carro allegorico da lui capeggiato ha sfilato per le tv di regime mostrando al mondo un personaggio nuovo, quasi moderato, che inneggiava alla libertà e all'unione dell'occidente (contro l'oriente, ndr). Il proprietario delle tre reti mediaset e (di diritto) delle tre reti Rai ha osato richiamare l'attenzione dei popoli sul concetto di libertà. Santoro è notoriamente libero. Luttazzi è libero. Enzo Biagi è libero. Sabina Guzzanti è libera. Travaglio è libero. Paolo Rossi è libero. Carlo Freccero è libero. Massimo Fini è libero. Un mondo di liberi, per il quale dobbiamo ringraziare sua maestà Silvio Berlusconi.

Quel figlio di puttana può girare il mondo per insegnare due sole cose: l'arte di rubare e l'arte di scrivere leggi ad personam. Punto. Siamo stufi di sentirlo predicare a squarcia gola la democrazia, la libertà. I suoi valori del cazzo, le sue idee malsane di come gestire un paese, se le può arrotolare per benino, inumidire leggermente e ficcarle dove non batte mai il sole. 

Spot elettorale, s'intende, di straordinaria volgarità. Per mandarlo in onda ci sarebbe voluto il bollino rosso. Un mafioso latitante che sale in cattedra per spiegarci bene come si fa a costruire la libertà. Roba che se non stai attento ti si apre una voragine nello stomaco da quanto ti girano i coglioni.

Ha ragione Diliberto: mani grondanti di sangue, quelle di Bush e Berlusconi. Mani di due assassini che per un po' di petrolio e qualche voto in più hanno scatenato la sanguinosa guerra in Iraq. Mani che si alzano in cielo verso un Dio che, se esiste, già pregusta il momento di piazzarli dritti all'inferno. Voci che vogliono insegnarci la libertà. NON SAPPIAMO CHE FARCENE DELLA VOSTRA LIBERTA'. USA E ITALIA UNITI PER LIBERARSI DI QUESTI DUE CRIMINALI.

Alex

postato da: alexperry alle ore 12:11 | Permalink | commenti (7)
categoria: