lunedì, 27 febbraio 2006
Esorcismi

Che un essere soprannaturale possa prendere possesso di un essere vivente o di un luogo è una credenza diffusa in molte religioni, in particolare presso i credi sciamanici. In generale, i posseduti non sono considerati cattivi ne' totalmente responsabili per le loro azioni.

Si assume l’idea che una persona sia indemoniata quando:

  • dimostra una forza fisica molto superiore alla sua normale capacità,
  • parla lingue a lui sconosciute o che è impossibilitato a conoscere,
  • dimostra avversione al sacro,
  • passa dall’essere un osservante della religione all’astensione totale.
L'esorcismo è considerato un compito spirituale molto pericoloso, il rituale suppone che la persona posseduta abbia la libera volonta', sebbene il demonio puo' avere il controllo del suo corpo, e prevede preghiere, benedizioni, invocazioni con l'uso del manuale. (fonte it.wikipedia.org)



Eminenza, ci pensa lei?



Alex
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domenica, 26 febbraio 2006
Il 55% dei giovani italiani, secondo un recente sondaggio NON svolto da agenzie americane (giusto per metterci tranquilli), vorrebbe vivere all'estero. Io sono fra questi. Vorrei andarmene dall'Italia perchè mi fa schifo il sistema che regge l'attribuzione dei meriti. La meritocrazia tanto invocata dalla Moratti viene oggi, in Italia, calpestata a piè pari, gettata in un cesso e liquefatta dagli scarichi altrui. Mi fa schifo la gestione dell'economia (in particolar modo la gestione di quel fallito di Tremonti) che non valorizza nemmeno una delle migliaia di risorse presenti, come il turismo, l'agricoltura e la cultura. Mi fa schifo la classe politica, tutta, non senza graduatorie, con qualche distinguo. Mi fanno specie alcuni miei concittadini che vivono fra Amici della De Filippi, suonerie, playstation, digitale terrestre e coretti alla messa della domenica. Odio chi mi dice "frega il prossimo prima che il prossimo freghi te", perchè mi vien tanta voglia di fottergli sotto il naso il portafogli. La parte più aberrante di questo paese, il suo egoismo, la sua ottusa religiosità da quattro soldi, l'ignoranza più profonda. Mi fa schifo l'Italia di Buona Domenica.

L'Europa è un sogno. Non perchè lì non ci sia il Grande Fratello, non perchè siano tutti buoni, bravi e capaci. Sono semplicemente più evoluti. I Pacs non sono scandalosi, i malfattori vengono isolati e non gli si fa una legge apposta per salvarli. Le grandi opere vengono finite in fretta perchè altrimenti si spende di più, non come in Italia dove vengono finite appositamente con decenni di ritardo PROPRIO PERCHE' COSI' SI PAGA DI PIU'. I mafiosi siedono nelle aule dei tribunali, non in Parlamento. Le televisioni non fanno capo ad un solo individuo. E soprattutto, porca puttana, quest'individuo non si sognerebbe mai di mettersi in politica, e qualora se lo sognasse gli direbbero CARO, VADA VIA AL CUL! Gli stipendi sono proporzionati al costo della vita, le tasse sono eque. Non basse, come propaganda quel bastardo. E Q U E. Equo vuol dire che se pago fior di soldi la sanità, poi non mi vieni a dire che per fare una TC ci vogliono sei mesi, perchè ti mando a cagare! Equo vuol dire che sono disposto a pagare di più il biglietto del treno, ma se fai ritardo ti vengo a prendere e ti impalo sulla pubblica piazza. Equo vuol dire che sono anche mentalmente disponibile a pagarti, politico mio, dieci mila euro al mese di stipendio, ma se poi le cose non funzionano tu prendi il cadreghino e ti levi dai maroni, non come in questo paese del cactus dove entri in Parlamento a trent'anni e ci esci in barella con la flebo!

Romano Prodi, ieri, ha parlato di questo problema e ha dato una sua risposta. Slogan elettorali, s'intende. Ma dato che qualcuno dobbiamo pur votare per levarci di torno quel farabutto, io ti dò fiducia, Romano caro. Ma non è fiducia incondizionata.

"Noi vogliamo che i nostri figli ci guardino con altri occhi: gli occhi di chi non ha paura; gli occhi di chi spera; gli occhi di chi crede nel suo futuro. Noi vogliamo guardare al futuro con la certezza di chi sa come costruirlo. Perché vedete, quando leggiamo, come si legge in una recente indagine, che il 55 per cento dei giovani aspira a vivere all’estero, noi dobbiamo poter dire a questi giovani: DOPO IL 9 E IL 10 APRILE VENITE A VIVERE IN UN PAESE NUOVO: L’ITALIA." (Romano Prodi, 25 Fennraio 2006)

Alex
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sabato, 25 febbraio 2006

Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi

(Lc 10, 1-5)

"Ho portato lo spadone e dopo girerò tra voi e ve lo batterò sulla spalla destra perché sulla sinistra non ce la faccio. Vi nominerò tutti missionari della verità. Da qui al 9 aprile dovrete andare a raccontare che l'Italia non è vero che va male, come dice la sinistra. Dovrete raccontare tutte le cose che ha fatto il nostro governo". (Silvio Berlusconi, 25 Febbraio 2006)

 

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giovedì, 23 febbraio 2006

...c'entra eccome! Articolo tratto da Repubblica del 23/2/2006

L'impegno in politica - contrariamente a quanto lui stesso continua a sostenere - non fa male al portafoglio di Silvio Berlusconi. Anzi. Il presidente del Consiglio ha festeggiato il 2005 (un anno da dimenticare per l'economia del paese) con l'ennesimo record assoluto di "entrate" personali. Le sue casseforti - le otto società che controllano Fininvest - hanno chiuso il bilancio con 172,9 milioni di utili, polverizzando il massimo storico di 149 milioni segnato appena un anno prima. E il premier ha celebrato l'evento raddoppiandosi la busta paga: le holding del Biscione gli hanno versato infatti 141 milioni di dividendi (contro i 79 nel 2004) pari a uno stipendio di 390mila euro al giorno e di 11,4 milioni al mese.

L'impero di Arcore non sembra dunque patire più di tanto il "prestito alla politica" del suo fondatore. A giudicare dalle cifre, piuttosto, ne esce rafforzato: Mediaset - nella bambagia del duopolio - continua a macinare audience e profitti. Fininvest è tornata a bilanci da record assorbendo senza traumi il rosso del Milan (230 milioni in pochi anni) e i buchi aperti dai suoi errori imprenditoriali (400 milioni persi con l'investimento in Kirch e 300 bruciati dalle Pagine Utili). "Merito della bravura dei miei figli e dei manager che ho scelto", ripete spesso il premier. Sottovalutando in fondo il suo ruolo "oscuro" di seconda punta nel team del Biscione, visto che anche il governo - tra legge Gasparri, decreti salva-calcio, condoni fiscali e leggi Tremonti varie - ha dato una mano alla causa.

A guadagnarne, alla fine, è stato il 740 di casa Berlusconi: nel '94, anno dell'ingresso del premier in politica, le otto holding del Biscione avevano 108 milioni di debiti, le casse vuote e un patrimonio di 269 milioni. Oggi - pur avendo distribuito ai soci 850 milioni di dividendi in 11 anni - non hanno più debiti, hanno 303 milioni in contanti depositati in banca e un patrimonio di 854 milioni. Come dire che il loro valore si è moltiplicato più o meno per sette in un decennio.
Il 2005 è stato comunque un anno molto importante per le casseforti di Arcore. E non solo per il record di profitti. Negli ultimi mesi infatti il cavaliere ha completamente ridisegnato il regno di famiglia aprendo il capitale (in cui erano già presenti Marina e Piersilvio) anche a Eleonora, Barbara e Luigi, i tre figli avuti dal matrimonio con Veronica Lario. A ognuno di loro è stato girato il 31,3% della Holding quattordicesima che a sua volta controlla il 21,4% di Fininvest. Per quest'anno, però, i tre giovanissimi di casa hanno dovuto rinunciare al dividendo di questa società (in tutto 35,5 milioni) lasciandolo al padre probabilmente in vista di una costosissima campagna elettorale.

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martedì, 21 febbraio 2006

Quadretto politico

Fra Lega e Cdl pace fatta: Calderoli è stato perdonato con un buffetto sul guancione e ora, come prima, più di prima, si stringe l'alleanza fra razzisti e moderati. Il collante del centro destra è sempre stato Berlusconi, idea sbandierata da tutti i sostenitore del premier, i quali dimenticano che il vero collante non è stato Berlusconi in sè ma i suoi miliardi. Lo stesso Maroni ha sostenuto che la base del partito leghista avrebbe voluto veder correre il proprio simbolo senza quello della Cdl...ma si sa, qualche soldino in più in campagna elettorale proprio non disgusta. E così, dietro, ne sono certo, lauta ricompensa, Bossi e la sua combricola di lumbard hanno chinato capo e vertebre per assecondare il grande progetto democratico bis del baraccone destrofilo guidato da Silvio Berlusconi. Abbozzo volentieri uno schizzo della coalizione. Partiamo dai più "moderati". Al centro troviamo schierati il ministro Rocco Buttiglione (famoso per essere stato cacciato dall'Europa per le sue dichirazioni su gay e diritti femminili) e Giovanardi (del quale, se non vi dispiace, non intendo far descrizioni per salvaguardare l'umore della giornata intera). Un po' più a destra abbiamo Forza Italia (Bondi, Cicchitto, Schifani, la Carlucci, Previti, Dell'Utri, Ghedini, Taormina, ecc), ovvero il team di avvocati che per 5 anni ha steso il testo delle leggi ad personam approvate per schivare i guai legali del premier. Ancora più a destra troviamo Alleanza Nazionale (Fini il cannaiolo, la Santanchè col dito medio alzato, Gasparri e il suo elettroshock semiautomatico impiantato nel cervello, La Russa e il demonio che lo possiede). In zona fascisti spunta il partito della Mussolini, quello di Rauti e altri militanti della vecchia guardia di Salò. Appendice del Polo, come ha detto Maroni (anche se da conoscitore della materia, più che appendice li definirei proprio "intestino retto") è la Lega Nord, partito che trova humus elettorale in quei beoni della bassa bergamasca, vagamente cirrotici, che dopo una decina di birre al bar sport vanno in manifestazione a ruttare insieme frasi indecenti tipo: "Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore, bruciare il tricolore". Come non votare per la Casa delle Libertà, come non dare fiducia a cotanta serietà d'intenti.

Alex

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domenica, 19 febbraio 2006

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Sarebbe bello sapere dove si vuole andare a parare. Non lo sapevo il giorno della mia nascita e non lo so nemmeno adesso. Ho scelto di iscrivermi a medicina per tanti motivi mai dichiarati per bene. Ho sempre evitato come il fuoco il buonismo del “lo faccio perché voglio aiutare il prossimo”, e ho sempre scherzato motivando la mia scelta con la passione per ER medici in prima linea. Sarebbe bello poter amare e urlare a tutti i propri sentimenti. Il mio problema non è mai stato quello di urlarli, ma semmai quello di gestirli e classificarli. Mi piacerebbe vivere in ogni ambito, e mi ritrovo a passare il tempo fra testi universitari che parlano di malattie atroci, complesse. Professori più bastardi del demonio e compagni di corso paragonabili a tanti pezzettini di merda che lottano per galleggiare nel piscio della loro carriera. C’era una volta qualcosa che mi spingeva a scrivere di quello che c’era dentro di me, oggi scrivo solo di cose che stanno fuori, e mi fanno schifo. Beccandomi a volte del disilluso, a volte del coraggioso e il più delle volte suscitando solo tanta indifferenza. Non è come in quei cazzo di film americani in cui al college si organizzano festini, ci si bacia nel parco con l’erba tosata e tutti vissero felici e contenti. Nemmeno la tri ste zza sembra uguale, nemmeno quella. I visi tristi dei belloni del cinema sono attorniati da musichette spacca lacrima in ogni scena sgradita alla felicità, qui come sottofondo se va bene ci resta il silenzio, e se va male qualche altra cosa di cui non vorremmo mai sentire le note. Mi piacerebbe sapere dove sto andando con tutta questa mia serietà, con tutta la pragmaticità che sono costretto a prendere in considerazione. Vorrei sdraiarmi su un prato qualsiasi e guardare dritto verso qualcosa che non si vede. Vorrei poter dire di essere innamorato senza preoccuparmi delle conseguenze affettive, sociali, universitarie. E non voglio qualche stupida musica di sottofondo, mi va bene anche il silenzio. Altrimenti sarebbe l’ennesima recita venuta male di un film già visto.

 

Alex

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categoria:pensieri, omissioni
sabato, 18 febbraio 2006

Flashil ministro Roberto Calderoli si è dimesso questo pomeriggio in seguito agli scontri avvenuti in Libia dopo il suo penoso e oltraggioso show televisivo. Si può commentare Calderoli? No. Limitiamoci ai fatti, che parlano eloquentemente da soli. E piangiamo dalla vergogna in silenzio.

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sabato, 18 febbraio 2006
La classifica del Presidente

FreeLand chiude il suo sondaggio con una netta indecisione su chi dovrà occupare le stanze del Palazzo del Quirinale dopo il termine del settennato di Carlo Azeglio Ciampi. Se si fosse trattato di una votazione parlamentare, nessuno dei candidati avrebbe ottenuto il quorum necessario all'elezione, dunque non è possibile proclamare un vincitore, bensì stilare una classifica da grande fratello. Ecco come avete votato, dal primo all'ultimo posto della Hit Parade!

1) Carlo Azeglio Ciampi, 30%
2) Vladimir Luxuria, 19%
3) Emma Bonino, 15%
4) Altri, 15%
5) Silvio Berlusconi, 11%
6) Massimo D'Alema, 7%
7) Fausto Bertinotti, 4%
8) Roberto Claderoli, 0%
9) Gianfranco Fini, 0%
10) Pierferdinando Casini, 0%

Sconcertante il risultato di Vladimir Luxuria, inserita dal sottoscritto fra le possibilità di voto come "elemento irrisorio" e volata al secondo posto in classifica. Ciampi in vetta dimostra come anche un manipolo di "mangia bambini e preti", quale il popolo di FreeLand, abbia apprezzato la pacatezza e la moderazione del caro vecchietto ex partigiano. Calderoli, Fini e Casini non hanno registrato nemmeno una preferenza (il Signore sia lodato), mentre Silvietto si è guadagnato il quinto posto grazie, evidentemente, ai fedelissimi di Forza Italia che lo voterebbero anche da morto. Terza posizione per Emma Bonino, già precedentemente candidata alla Presidenza della Repubblica, e infine il 15% ha deciso che nessuno dei candidati citati era degno della carica. Verrebbe quasi voglia di indire un ballottaggio fra Ciampi e Luxuria, ma vi risparmio la fatica. Primo, perchè molto probabilmente nessuno dei due si candiderà nella realtà (il primo troppo anziano, la seconda troppo chiacchierata) e secondo, perchè ho in mente un nuovo, interesante sondaggio da proporvi per settimana prossima. E che vinca il migliore!

Alex  
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giovedì, 16 febbraio 2006

Patetico bugiardo

"Io questi signori non so neanche chi siano". (Silvio Berlusconi, riferendosi a Fiore, Tilgher e Saya)

Nella foto, Silvio berlusconi e la moglie di Saya

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mercoledì, 15 febbraio 2006

I nuovi amici di Berlusconi

Riporto di seguito un agghiacciante colloquio, pubblicato dal Corriere della Sera, con Saya, individuo a capo di correnti neofasciste, da poco uscito dal carcere per aver organizzato e istituito un corpo di polizia segreta. La moglie di Saya ha sancito un accordo col Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinchè le liste neofasciste si apparentino alla Casa delle Libertà per le elezioni del 9 Aprile. Udc e moderati si sono già espressi contro questa ipotesi, ma la loro moderatezza durerà a lungo? Non so voi, ma io non mi fido. E dalle prossime righe capirete tutta la mia viva preoccupazione.

«Bisogna chiudere le frontiere. Subito. E poi bisogna espellere tutti gli immigrati clandestini e quelli reclusi nelle carceri italiane. Gli immigrati sono un pericolo: per la purezza della nostra razza ». Pacs, coppie di fatto. «Non abbiamo niente contro i gay, contro i finocchi... Possono lavorare tranquillamente, ma senza essere visti. Devono rimanere il più possibile nascosti. La loro presenza, purtroppo, devia la nostra società. Quando un bambino vede, non so, uno come Vladimir Luxuria, che idee si fa sul sesso? ». Sistema politico. «Come ripete sempre Berlusconi, tutto ruota intorno ai comunisti. Controllano l’intera società italiana, compresi i giudici. E, per questo, bisogna combatterli. Con la repressione. Probabilmente, saremo costretti ad andarli a cercare uno ad uno».

Uno ad uno. Magari cominciando dagli ebrei, poi gli zingari, infine omosessuali e comunisti. I neri non ci saranno già più. Votate Berlusconi, votate.

Alex

PS: Berlusconi ha successivamente smentito di aver stretto accordi con Saya e altri neofascisti, ma solo con Alessandra Mussolini. Chi si fida è accontentato, io continuo ad avere qualche prurito.

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lunedì, 13 febbraio 2006

Il Gesù della politica e la moltiplicazione dei voti

In genere schivo la guerra dei sondaggi, per evitare di sopravvalutarli o leggerli nella maniera sbagliata. Tuttavia mi irritano profondamente tutte quelle persone che vorrebbero manipolare la scienza statistica in favore del loro tornaconto, e indovinate a chi mi riferisco. I sondaggi vengono quotidianamente redatti da gente che è laureata, ha studiato la materia e applica teorie statistiche elaborate. Ci sono due modi per fare un sondaggio: nel primo caso, adotti tutte le regole necessarie per evitare di utilizzare un campione fittizio. Mi spiego meglio. Poniamo ad esempio di fare un sondaggio per l'elezione del sindaco di Milano. E' ovvio che se contatto solo ed esclusivamente i cittadini abitanti nel centro storico, i risultati non saranno campione di tutta la popolazione di Milano, viceversa se contatto solo le periferie. Nel secondo caso, te ne infischi e manipoli a regola d'arte i risultati per il tuo tornaconto. Ecco il caso del premier che, per incitare la platea di preoccupanti babbuini ad Ancona, cita un sondaggio "americano" secondo cui, e lo grida, sarebbero in testa. Una santa legge dello stato, tuttavia, prevede che ogni sondaggio condotto secondo direttive scientifiche (cioè fatto seriamente) debba essere pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio, ove può essere consultato da tutti. Da quel sito, dunque, ho tratto TUTTI i risultati degli ultimi, seri, sondaggi effettuati sulle intenzioni di voto alla Camera. Diamo un'occhiata.

Sondaggio TNS Abacus del 9/2: Unione 51%, Cdl 46,5%

Sondaggio IPR Marketing dell'8/2: Unione 52%, Cdl 47%

Sondaggio Ekma Ricerche del 7/2: Unione 52,5%, Cdl 46,5%

Sondaggio SWG del 28/1: Unione 52,7%, Cdl 46,2%

(fonte http://www.sondaggipoliticoelettorali.it)

Dai Silvio, d'accordo. Sei in testa. Ora torna a nanna, però. E' stato solo un brutto incubo.

Alex

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categoria:berlusconate
domenica, 12 febbraio 2006
Fenomeno Luxuria



Molti intellettuali e politici di centro destra attaccano di continuo e con stizza la scelta di candidare nelle file di Rifondazione Comunista un essere umano nè meglio nè peggio di tanti altri. Ogni partito sceglie, grazie a questa infame legge elettorale, chi mandare in Parlamento. Forza Italia ci manda Marcello dell'Utri (condannato a nove anni di carcere per concorso esetrno in associazione mafiosa) e Cesare Previti (condannato a 11 anni di carcere in primo grado per corruzione giudiziaria), mentre l'Udc sceglie come candidato per la presidenza della regione Sicilia Totò Cuffaro, rinviato a giudizio per mafia dalla Procura di Palermo. Insomma, in Parlamento possono andarci delinquenti, mafiosi e figli di puttana, ma un travestito no. Travestito dotato, fra l'altro, di non indifferente cultura e intelligenza, e se qualcuno pensa il contrario è libero di dimostrarlo coi fatti nei commenti. La verità è che parte di questo paese si nutre di sola immagine. Un mafioso in giacca e cravatta è meglio di un onesto travestito da donna. Un imprenditore col trapianto di capelli e i sopralzi nelle suole, che dice cazzate dalla mattina alla sera, viene votato da un certo numero di .... (ah, quant'è difficile mantenere la calma) pur essendo un evidente e dichiarato malfattore. Vladimir Luxuria diventerà in ogni caso parlamentare della Repubblica italiana (sia che si vinca sia che si perda, e se non vi sta bene prendetevela con chi ha proposto e votato quest'aborto di legge elettorale). Dunque, cari leghisti, democristiani, fascisti, razzisti di varia natura: abituatevi. Il fenomeno Luxuria è alle porte.

Alex
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categoria:pensieri
sabato, 11 febbraio 2006

Una storia italiana (capitolo 1)

14 Marzo 2001, epoca della Rai libera, dell'Italia libera, del regime alle porte. Mercoledì di ordinaria noiosità, Daniele Luttazzi manda in onda il suo Satyricon, già duramente contestato, nel quale ospita Marco Travaglio, giornalista indipendente autore del libro "L'odore dei soldi" che si accinge a presentare in trasmissione. Protagonista del dossier è Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, proprietario di Mediaset ed editoralista, fondatore del partito Forza Italia col quale era andato al potere del 1994. Travaglio parla della nascita del partito, di come Dell'Utri e Berlusconi abbiano architettato la discesa in politica per salvare le aziende di famiglia e la fedina penale. Publitalia in debito continuo, Craxi il protettore fuori gioco, tangentopoli alle porte. Nasce Forza Italia, e con lei l'era Berlusconi. Il giornalista accenna, sotto gli occhi esterrefatti di conduttore e pubblico, ad una requisitoria di un PM della procura di Palermo che indaga sui mandanti a volto coperto delle stragi di Falcone e Borsellino nella quale vengono fatti i nome di Dell'Utri e Berlusconi. Affermazioni pesantissime, mai ascoltate nel paese, unicamente tratte da documenti giudiziari. La Casa delle Libertà trema, la vittoria tanto scontata, con questo colpo di scena, rischia di crollare. Travaglio non si accontenta e spara ancora più in alto: in un'intervista a due giornalisti francesi, Paolo Borsellino, poco prima di saltare in aria, disse che la Procura di Palermo stava indagando sui rapporti fra Berlusconi, Dell'Utri e mafia. Gelo. Luttazzi capisce di aver compiuto il suo suicidio mediatico e Travaglio pure. Nessuno dei due tornerà mai più in onda sulle sei reti di regime. E Berlusconi, nonostante tutto questo, di lì a poco vincerà le elezioni.

Mediaset denunciò la Rai, Luttazzi, Travaglio e gli autori del programma per diffamazione. Una sentenza di recente emanazione ha assolto tutti i giornalisti, confermando che le affermazioni del giornalista erano sostanzialmente veritiere, dunque nessuna calunnia. Quello che Travaglio disse corrispondeva a verità. E nonostante ciò, c'è ancora chi crede in Berlusconi, c'è ancora chi è disposto a mettere la sua croce sul partto dei malaffari e degli inganni. Una storia italiana, continua...

Alex

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venerdì, 10 febbraio 2006

La verità viene a galla

(da Repubblica.it)

A partire dalla metà di gennaio, quando era in carcere ormai da un mese, Gianpiero Fiorani, - l'ex presidente della Banca popolare italiana arrestato per associazione a delinquere - ha deciso di fare pesanti ammissioni sui rapporti della sua banca con personaggi di primo piano della vita politica.

Fiorani non si è limitato a confermare quanto il suo collaboratore Donato Patrini aveva dichiarato sui prestiti allegri della Popolare a una serie di esponenti del centrodestra. Ha anche dato una spiegazione precisa del perché di quei pagamenti. Quei soldi, dice Fiorani, furono il prezzo per comprare alcuni di quei politici e metterli al servizio della causa cruciale: il salvataggio di Antonio Fazio, il governatore della Banca d'Italia, nume tutelare di Fiorani e dei suoi progetti.

Fu pagando personaggi di Forza Italia e della Lega Nord che venne comprato il sostegno a Fazio. Fiorani rivela che anche l'acquisto di Credieuronord, la banca leghista rilevata dalla Bpi quando era sull'orlo di un crac disastroso, faceva parte di quell'accordo. Due, tra i personaggi chiamati in causa da Fiorani, sono uomini di governo. Uno è un ministro: Roberto Calderoli, Lega Nord, ministro per le Riforme. L'altro è il suo "vice": Aldo Brancher, Forza Italia, sottosegretario alle Riforme. Ieri negli ambienti della Procura milanese si diffonde la voce che i due siano già stati iscritti nel registro degli indagati per finanziamento illecito, insieme ad altri esponenti chiamati in causa prima da Patrini e poi da Fiorani.

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giovedì, 09 febbraio 2006
Il diario di Bridget Jones

Come ricordava la Bonino l'altra sera a Ballarò, ormai se suona il citofono dobbiamo temere che sia Berlusconi. Così ogni volta che accendo la tv mi prende l'ansia per la paura di trovarmi di fronte quel...ma abbiamo capito. Ieri invece su RaiUno hanno trasmesso un film che mi è sempre piaciuto un sacco, il diario di Bridget Jones. Innanzitutto per la varietà e le fattezze dei personaggi: la zitella, il bellone, il romantico, il finocchio, la stronza e le coppiette odiose. Tutto costruito evitando quel moralismo del cazzo che pervade tutte le nauseabonde fiction all'italiana su don Matteo, i carabinieri, la polizia e quant'altro. Molte parolacce (e mamma mia quanto è gustoso sentir parlare degli attori come parla la gente davvero), molte poche inibizioni da quattro soldi e un pizzico di verità. C'è del vero nei single perenni che cercano l'amore ma quando arriva si accorgono che le cose si complicano ulteriormente. C'è del vero nell'odiosità delle coppiette tutte appiccicose che ti chiedono "allora, a quando una nuova ragazza?" mentre si tengono mano nella mano pensando ai rispettivi amanti. C'è del vero nella simpatia assoluta e innegabile degli amici di sempre, che ti sostengono con grinta e senso dell'humor. Insomma, un film che ritengo ben fatto e veritiero, per cui spendere una sera davanti alla tv. Una tv che trasmette in diretta il vomito verbale di Zequila (oggi candidato ad Amalfi come assessore per Forza Italia), quell'individuo chiamato "er mutanda" che ha l'intelletto di un mollusco marino. In Bridget Jones si cita il sesso anale, si sentono un sacco di "fottutissimi" e "cazzo", probabilmente scandalizzando i nostri pretacci. Ma quella è vita reale, non le puttanate di Zequila, non i tamarri allucinanti che ci ritroviamo al grande fratello. Questo per dire che non è volgare ciò che va contro la falsa morale cristiana, è volgare ciò che va contro l'intelligenza umana. E Dio solo sa quanto sia volgare Domenica In, Studio Aperto, i tg (a parte qualcuno), Porta a Porta, Ballarò, Alice (mio Dio Alice!), la Pivetti, Mentana, Mimun, e chi più ne ha più ne metta. CACCIATELI VIA TUTTI, SONO UNO SCANDALO! E DATECI PIU' SPESSO FILM PORNO E QUALCHE FANTOZZI! (quest'ultima frase era per rivendicare i diritti maschili!)

Alex

P.S. elenco aggiornato al 9/2/2006 delle associazioni comuniste in Italia (a cura di Silvio Berlusconi):

  1. i giornali
  2. le televisioni
  3. la magistratura
  4. i sondaggisti
  5. la corte costituzionale
  6. l'università
  7. la scuola pubblica
  8. gli enti locali
  9. i sindacati
  10. il CSM
  11. la confindustria
  12. l'Economist
  13. l'opposizione
  14. l'Autority per le telecomunicazioni
Il Presidente del Consiglio si impegna ad aggiornare nuovamente e il prima possibile questo elenco
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martedì, 07 febbraio 2006

I sondaggi ad personam

L'immagine che ho trovato dovrebbe corrispondere a quella di un uomo disperato che cerca in tutti i modi di far quadrare i conti per superare in percentuali l'avversario. Se non fosse per i capelli, ovviamente, e per la maggior simpatia che suscita! La campagna elettorale che si aprirà domenica ha già fatto intravedere la sua natura. La guerra si combatte fra sondaggi, come se i programmi fossero qualcosa di secondario, futile e anche un po' noioso. "Siamo in vantaggio!", urla Silvietto. E dall'altra parte silenzio. Molti criticano il centro sinistra per questa sua afasia momentanea. Io invece condivido pienamente questa strategia. A uno come Berlusconi devi lasciare la piazza per fare i suoi spettacolini. Non puoi replicare a uno così. Sarebbe come non ridere delle prodezze del giullare di corte, oppure interrompere il suo spettacolo per precisare al pubblico che quello che sta narrando è frutto della sua fantasia. Insomma ci sono cose che sono assodate da un pezzo, ed è controproducente rimarcarle ogni volta. Rete4 è diventata qualcosa di inaccettabile. Comizi del premier a ruota libera, talk show con quella vaccona della Pivetti passata da integerrima Presidente della Camera a insegnate di sadomaso e fetish. Secondo me tutto questo non influirà sul voto, non perchè credo che gli italiani siano intelligenti ma perchè i fatti smentiscono il giullare di corte. Sono però sicuro di una cosa: se dovesse tornare a Palazzo Chigi, sapremo con quali armi ha conquistato il consenso e potremo finalmente dire (come se non l'avessimo mai fatto): l'Italia si merita Berlusconi. Il tutto, ovviamente, mentre si è in coda in agenzia per un biglietto aereo di sola andata.

Alex

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categoria:berlusconate
domenica, 05 febbraio 2006

FUORI LA RELIGIO DALLA POLITICA

Mi spiace ma questa volta si tratta di difendere l'indifendibile. Per una vignetta su Maometto si bruciano ambasciate, si indicono manifestazioni violente. Non ho mai cambiato idea, in questi anni. Sono per l'assoluta libertà di pensiero, di critica, di opinione, purchè il contenuto non predichi violenza e razzismo. L'Islam nella sua veste meno moderata sembra stretto nella morsa del fanatismo, cieco di fronte a qualsiasi razionale confronto con l'occidente. Il tutto è ovviamente frutto delle dittature più o meno dichiarate che pervadono il medio oriente, fondate sulla legge islamica, sulla morale di stato. Ovunque governi la religione e non la ragione, si innescano meccanismi totalitaristi in grado di estremizzare le ideologie e annientare il libero pensiero. In Europa si pubblicano vignette satiriche, a Beirut si bruciano le ambasciate. I danni che l'uso delle religioni sta facendo nel mondo sono sotto gli occhi di tutti. Si perde il senso della vita, dell'esistenza, ci si chiude a riccio per difendere i propri dei. Quasi fossero fragili e impotenti. Il problema è certamente diffuso, anche in Italia, dove una Chiesa padrona vorrebbe l'imposizione della sua morale a tutto il paese, e i politici dietro come cagnolini in cerca di voti. Mi fa schifo veder bruciare le bandiere dell'Europa in nome di Maometto. Mi fa schifo Ruini in piazza col movimento per la vita ad applaudire un vecchio razzista discriminatore. Mi fa schifo quando la religione diventa cieca accettazione di dogmi senza senso, per il gusto dell'appartenenza o peggio per scopi politico-economici. Non tollero che la civiltà europea, intrisa di illuminismo, scienza e razionalismo, venga accusata di non si sa bene quale colpa. Forse di ragionare con la propria testa, di ridere sulle cazzate di certi dogmi religiosi. Questo non è uno scontro di civiltà, questo è un problema che va affrontato alla radice: TENIAMO LA RELIGIONE FUORI DALLA POLITICA. Sempre e comunque. Ma non per finta, come vorrebbe Camillo, ponendo qualche se e qualche ma. In questo sta uno dei principi base della democrazia, e forse se esportassimo un po' di laicità al posto di militarizzare il medio oriente per qualche barile di petrolio, si risolverebbero alla radice problemi come le dittature islamiche e il terrorismo.

 

Alex 

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sabato, 04 febbraio 2006

RISULTATI SONDAGGIO

D: Secondo te, sulla base di questi ultimi cinque anni di governo Berlusconi, si può dire che l'Italia abbia vissuto e stia vivendo tuttora all'ombra di un regime?

 

 

 

 

PREFERENZE

PERCENTUALE

Decisamente sì

14

52%

Sì, ma solo per quel che concerne la libertà di informazione

7

26%

Ci sono stati dei tentativi ma sono stati respinti

1

4%

Decisamente no

4

15%

Non so

1

4%

 

 

 

Questi i risultati del sondaggio condotto in questi giorni su FreeLand. A maggioranza assoluta avete decretato che in Italia vige un regime e, se si sommano anche i voti di chi pensa che solo a livello di informazione si è assistito ad una dittatura, ben il 78% crede che in questo paese sia stato calpestato il pluralismo informativo. Una minoranza del 15% ha poi escluso con fermezza queste possibilità. Stando ai risultati riportati, il quadretto è abbastanza tragicomico. E le prossime elezioni tendono ad assumere un valore particolarmente importante, nella misura in cui buona parte di noi vede nel progetto berlusconiano un progetto illiberale. Nei prossimi giorni, le nuove puntate di “Una storia italiana”.  

 

 

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 14:55 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 02 febbraio 2006
Una storia italiana (capitolo 0)

L'11 febbraio prossimo inizierà, regime berlusconiano permettendo, la campagna elettorale per le elezioni politiche del 9 aprile 2006 (regime berlusconiano sempre permettendo). Ho pensato fosse interessante dare una sbirciata "a puntate" su quanto avvenne nel 2001 durante l'allora corsa alla guida del paese di Berlusconi e Rutelli, conclusasi con la tragica vittoria del nostro attuale premier. Ero poco più che diciassettenne, dunque non godevo di diritti politici, ma già allora mi spesi molto per evitare il peggio, ovvero l'ascesa al potere di colui che tutto ha. Ricordo discussioni accese con gli amici (ma anche con persone più grandi), serate davanti alla tv col mitico Santoro e, ovviamente, dibattiti a scuola sulla campagna elettorale in corso. Ricordo nello specifico che il 14 Maggio 2001, un Lunedì di straordinaria importanza, vidi tutti i miei prof. entrare in classe con la faccia di un cane bastonato; tutti eccetto una, la mitica prof. di lettere, fascista fino al midollo, che chiese con aria candida, quasi sbadigliando: "Sapete poi com'è finita, ieri notte?". La ricordo tuttavia con affetto, ero uno dei suoi preferiti nonostante la mia ribellione.
Mi passa dunque per la mente il primo correlativo oggettivo di quell'avventura, ovvero la rivista "Una storia italiana", inviata a tutte (e dico tutte) le famiglie italiane, dove Silvio narrava la sua vita, "umile e semplice laforatore nella figna del Signofe".



Molti dei miei amici più estremisti la bruciarono sulla pubblica piazza. Io la tenni sul calorifero del cesso, per gustarmela nei momenti più "rilassanti", poi dopo le elezioni sparì, forse in seguito ad un raptus omicida di mia madre. Mi ricordo le immagini della signora Berlusconi ormai ultra ottantenne tutta impellicciata, le foto di Silvio da ragazzo e da grande con il Santo Padre, le immagini della sua discesa in politica. Mi stupì molto il modo con cui l'autore glissava totalmente sul divorzio dalla sua prima moglie, passando direttamente alla seconda, Veronica Lario. Con la mente torno indietro di 5 anni, e mi chiedo: "come è stato possibile infinocchiare così tante gente"? Lo scopriremo nelle prossime puntate... :-))

Alex
postato da: alexperry alle ore 17:11 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 01 febbraio 2006

Me la porto dietro da anni e si chiama voglia di ribellione. Ratzinger mi dice che devo stare attento a chi voto? Oh, che bello! Godo al solo pensiero di crocettare il partito "demoniaco" che potrebbe porre fine all'egemonia vaticana, al subdolo e meschino quarto potere che in questi anni ha scritto leggi, fatto proclami e cancellato la libertà scientifica. Una dichiarazione di voto? No, rimango un indeciso. E' tuttavia emerso da indiscrezioni che "La rosa nel pugno" candiderà Umberto Veronesi. Veronesi, lo capite, è un po' il maestro che non ho mai avuto. Ho letto recentemente il suo libercolo "Il diritto di morire", la libertà del laico di fonte alla sofferenza. Per un aspirante medico appassionato di etica e politica, capite che certe questioni sono basilari. Rilancio dunque la mia indecisione, legata più che altro a figure come quella di Pannella che a volte mi lasciano inebetito, e soprattutto con un occhio rivolto al possibile governo Prodi. L'ultima cosa che vorrei è votare un partito poco propenso al compromesso che minaccerebbe la crisi (come ha fatto la Lega in questi 5 anni) ogni santa settimana. Altri partiti dell'Unione (dai Ds in giù) promettono riforme radicali e laiche. C'è da fidarsi? Ad ogni modo, per ora è necessario battere berlusconi. Tutti insieme, senz'altro appassionatamente!

Alex

postato da: alexperry alle ore 08:36 | Permalink | commenti (8)
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