Alex
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POVERA VITTIMA…
"Mi accusano di controllare le principali 6 reti televisive nazionali, mentre la verità è sotto gli occhi di tutti, l'intero palinsesto di Rai3 è mirato contro il Presidente del Consiglio e contro il Governo, l'informazione di Canale 5 dà spesso più spazio alle ragioni dell'opposizione piuttosto che alle nostre, Tg1 e Tg2 sono abbastanza equilibrati. C'è solo il Tg4 dalla nostra, con Emilio Fede che tuttavia non ha mai offeso nessuno dell'opposizione. Ma sono soprattutto le trasmissioni di intrattenimento, quando si occupano di questioni sociali e politiche, a riservare più critiche che non riconoscimenti al governo. Per non parlare della stampa quotidiana". Colui che mi sono stancato di nominare, e tenterò nel futuro prossimo di nominare sempre meno, esordisce così nell’intervista del giornalista suo cortigiano Bruno Vespa. Quest’Italia di sinistra, a Berlusconi, proprio non va giù. Non gli vanno giù i 4.300.000 votanti delle primarie, non gli va giù Celentano, non gli va giù Prodi e l’opposizione. A Berlusconi non va giù la democrazia. E ha tentato più volte, in questi anni, di sradicarla come si fa con le erbacce del giardino. Epurazioni, liste di proscrizione, dictat bulgari. Si è sempre preoccupato di far sì che l’opinione pubblica venisse drogata consapevolmente e soprattutto inconsapevolmente affinchè si distraesse dalle leggi ad personam, dai disastri dell’economia e dai misfatti di amici e amichetti suoi. Ora, che per la prima volta dopo cinque anni un artista riesce a riportare in tv la democrazia, il premier si sente tradito dai suoi. Ma perché Berlusconi tiene tanto all’informazione televisiva? Perché lui, fondamentalmente, è divenuto Presidente del Consiglio grazie alla televisione. Non è stata Forza Italia a servirsi della tv, ma la tv a servirisi di Forza Italia. Il suo partito, non dimentichiamolo, è il partito di Mediaset. I legami
Alex
Il governo (cioè Berlusconi, lo so, lo nomino sempre, ma d’altr’onde è lui che comanda) sta valutando l’ipotesi di riformare l’assetto della par condicio in vista delle elezioni del 9 aprile. Vediamo un attimo di fare il punto della situazione sulla lista delle leggi approvate o in via di approvazione in Parlamento dal 2001 ad oggi:
Bene. Ora chiedo a qualche amico simpatizzante del berlusca (e ce ne sono!), in tutta onestà: hanno lavorato per il paese o per i loro sporchi interessi?? Prego rispondere, grazie, con un commento.
Alex
Lo premetto: a me Celentano non piace, i suoi spettacoli non mi divertono particolarmente. Tolto ciò, ieri sera ho voluto unirmi ai dieci milioni e passa di italiani che hanno seguito il suo programma RockPolitik, se non altro per poterne parlare poi oggi col senno di chi almeno l’ha guardato. A Celentano bisogna riconoscere il merito, oltre ad essere un artista che piace a moltissimi, di aver riportato per una sera, una sera soltanto, la libertà d’espressione all’interno del servizio pubblico televisivo. Dopo mesi e mesi di braccio di ferro, ce l’ha fatta, ha invitato in studio Biagi, Santoro, Luttazzi, Grillo, i Guzzanti. Solo Santoro ha accolto l’invito, ma questo poco importa. Il molleggiato ha ottenuto quello che altri suoi predecessori non erano riusciti ad ottenere: la libertà di dire quello che gli frullava nella testa, di lasciare un assegno in bianco all’opinione di ogni singolo uomo. Ha fatto, insomma, quello che dovrebbe fare la nostra Costituzione: garantirci il diritto di libera espressione.
Il centro destra è insorto: Celentano è fazioso. Forse al posto di un “celentano” speravano che a condurre RockPolitk fosse uno dei loro “celenterati”, pronto a chinare la schiena, ricevere la punizione del politico di turno e tornare a cinguettare felice nel regime mediatico tipico dell’Italia odierna. Poi Bondi specifica: se Celentano è in tv vuol dire che allora il regime non c’è! Ovvio! Lineare! Non capiscono che Celentano ha fatto quel che ha fatto proprio perché l’Italia è schiava degli interessi di Berlusconi, e se è riuscito a farlo è perché cacciare anche Celentano significava tirarsi una zappata sui piedi peggiore dei danni che un suo spettacolo libero gli avrebbe arrecato. Del Noce si è quasi autosospeso, come dire “Silvio, io non c’entro, ti prego, risparmiami nel giorno del giudizio”! Conigli! Sono solo conigli, al servizio di un mafioso, nulla di più, nulla di meno. Questa destra ha davanti a sé una crisi profonda dalla quale risollevarsi, e senza le televisioni del capo è spacciata. Celentano non è il primo gradino verso la risalita, ma l’ultimo verso la discesa. Poi, statene certi, torneremo a sorbirci le vaccate del sabato sera. Che fanno tanto, tanto piacere a sua santità, il Sire di Arcore.
BERLUSCONI VATTENE, TE LO DICONO APERTAMENTE
4.200.000 ITALIANI.
DEVI TOGLIERTI DALLE PALLE. ORA. FUORI DAI COGLIONI!
Per le strade d’Italia si consuma un mesto e pacifico colpo di stato, fatto di persone che sono uscite di casa per andare a scegliere il candidato premier del centro sinistra e per, non dimentichiamolo, sottoscrivere con tanto di firma il progetto politico dell’Unione. In questo clima di festa, di orgoglio, di voglia di cambiare, tutte le televisioni di stato e private hanno messo il bavaglio ai cittadini. Nessuno speciale, nessun titolone, nessun commento. Solo qualche vago ricordo di quello che stava avvenendo nel paese. Non ci sono più parole civili per descrivere lo schifo televisivo che siamo costretti a sopportare. Ci vomitano addosso tanta di quella merda, come dice Grillo, che dovremmo spegnere per sempre questo letamaio e lasciare spazio alla rete. Non so se c’è qualche produttore Rai o Mediaset che si occupa di informazione che mi sta leggendo, ne dubito, ma se fosse all’ascolto mi piacerebbe dirgli che sono solo dei leccapiedi messi quotidianamente a novanta dal potere. Comicio a pensare che questa pratica anale sia loro gradita, dato che ogni santo giorno si mettono ben bene al lavoro per censurare, dire e non dire, bisbigliare le notizie più scomode. In questo giorno di rivolta elettorale contro Berlusconi e il suo governo, a fare la figura delle puttane (perdonatemi il termine) sono solo Rai e Mediaset. Si vergognino di come stanno trattando il paese, l’intelligenza della gente e l’onestà della categoria dei giornalisti. Per il resto, compagni, Hasta Siempre. Oggi è un gran giorno. Prodi conquista il 75% dei voti, Bertinotti il 14,5, Mastella terzo. Forse quest'ultimo stona, unico smacco di un risultato incredibile.
Ecco il contro colpo di stato. Ho commesso un errore, ho sottovalutato l’Italia. Le prime impressioni di queste primarie parlano chiaro: altissima affluenza. 70.000 votanti solo in Puglia, e limitatamente alla rilevazione delle ore 13. Lancio un appello a chi ancora non si è recato alle urne dell’Unione e crede che qualcosa debba cambiare: unitevi alla folla in festa, andate a votare. Ecco il nostro pacifico, direttissimo colpo di stato.
PRIMARIE DELL'UNIONE
(si vota Domenica 16 Ottobre dalle 8 alle 20)
Domenica gli elettori di centrosinistra sono chiamati ad esprimere una preferenza sul candidato premier dell’unione alle prossime elezioni politiche. Al di là dell’esito, a parer mio non così scontato, conterà il numero di persone che si sarà recata alle urne a votare, sintomo più o meno evidente del malcontento che è nato e cresce nella popolazione italiana intera. Non nutro particolari speranze negli italiani, credo che ancora una volta si faranno drogare dalla tv e dai sorrisi berlusconiani, tanto che saranno così pigri e soddisfatti di se stessi da non andare a scegliere il loro possibile futuro leader. Personalmente, andrò a votare e voterò per Prodi, in quanto sono sicuro di una cosa soltanto: prima ci liberiamo di questa destra e meglio è per tutti; e Prodi è l’unico che può farcela, per esperienza (ha già battuto Berlusconi nel ’96), per determinazione e per voglia di unità. Il mio invito è comunque, come sempre, quello di andare a votare. Ognuno con le sue idee. Perché gli ignavi sono i peggiori, e Dante in questo aveva perfettamente ragione. Gli ignavi fanno il gioco degli imbroglioni, che si nutrono del loro qualunquismo.
Alex P.S.: per sapere dove votare vai sul sito internet http://www.unioneweb.it o chiama il numero verde gratuito 800.90.80.28. Per votare servono documento di identità e tessera elettorale; viene richiesto un contributo minimo per le spese di 1 euro.
Sapevo che prima o poi sarebbe ricomparso un certo problema che da qualche anno mi riguarda. Stare in ospedale coi pazienti, spesso terminali, spesso troppo giovani per esserlo, ti fa riflettere forzatamente sulla morte, sulla speranza e sull'impotenza che in fndo regna sovrana nel destino di ciascuno di noi. Quasi un anno fa decisi di allontanarmi definitivamente dalla religione, specificatamente crstiano cattolica, perchè ritenevo indegno il modo con cui la figura di Cristo veniva bistrattata fra canoni stupidi e regole da tardo medioevo. Oggi sono più deciso che mai a non seguire i dettami di una dottrina che non ha pietà, non riconosce pari diritti agli esseri umani ed è fondamentalmente discriminatrice. Quello che viene dopo l'ultimo respiro, però, fa riflettere chiunque e lo riporta alla domanda cardine di tutti i tempi, cui sono seguite risposte di ogni tipo chiamate religioni. Nel reparto che frequento c'è una suorina che passa a tenere la mano agli ammalati, a dare loro una speranza che la medicina loro non dà. Se Dio è solo una speranza, allora siamo egoisti al punto giusto da meritarci l'inferno. Secondo me Dio è una necessità. Come l'amico del cuore, come l'amore della vita, senza i quali ci sarebbe l'insensatezza stessa dello stare al mondo. Tutti sentimenti terreni, quindi imperfetti, quindi reali. Dio è per definizione la perfezione assoluta, e dunque non può che essere al di fuori delle regole sbagliate della nostra realtà. L'agnosticismo è per ora la mia strada maestra, per evitare di farmi infinocchiare da qualcuno che pensa di sapere le cose meglio degli altri. Quello che c'è dopo l'asistolia, il famoso tunnel luminoso da cui tornano i falsi morti...non credo che sia la vita ultraterrena. O meglio lo spero. Altrimenti, davvero, a star lì per l'eternità ci faremmo 2 palle così!
Alex
ERA ORA!
L’impressione che traspare dal discorso di Romano Prodi in piazza del Popolo, in occasione dell’odierna manifestazione dell’Unione contro Finanziaria e legge elettorale, è buona. Prodi usa un linguaggio secco, deciso, che lascia poche tracce di diplomazia e titubanza. Credo sia giusto così. Oggi chi non sta alle regole di un governo che per cinque anni si è fatto i fatti propri è chiamato a parlare con chiarezza, è chiamato a promettere che userà ogni forza democratica per fermare il progetto di Berlusconi e della sua cricca di ladri opportunisti. L’unità di misura dell’opposizione a questo governo non è direttamente proporzionale alla vicinanza di ciascuno all’ideologia di sinistra. Se Prodi usa toni duri, non è perché si sente più vicino di cinque anni fa a Bertinotti o alla dottrina comunista, ma perché questo paese ha subito la violenza di un governo che si è occupato degli interessi giudiziari ed esclusivamente personali del Presidente Silvio Berlusconi, dei suoi amici Previti e Dell’Utri, della propaganda demagogica e narcotizzante delle tv di regime. Opporsi a questa finanziaria, a questa legge truffa elettorale, usare toni durissimi non è sintomo di vicinanza ad estremismi di sinistra. E’ sintomo di democrazia, libertà e intelligenza. Di solito i discorsi dei politici mi lasciano abbastanza freddo e diffidente, ma oggi non nascondo la mia vicinanza alla piazza dell’Unione che sfida questo pseudo-colpo di stato di una maggioranza alla frutta. Un pezzo di Italia, un bel pezzo di Italia, che non si fa infinocchiare dalle balle di Berlusconi, che sa leggere e scrivere a sufficienza per trascendere dal Grande Fratello e dall’isola dei Famosi, oggi manifesta la sua volontà di mandare a casa chi ci governa. Era ora. Era ora.
Alex