giovedì, 29 settembre 2005

In questi giorni di pseudo-vacanza, aspettando che ricomincino lezioni e tirocini, mi sono dedicato più del solito alla lettura dei giornali e all’approfondimento di alcune tematiche di attualità. Devo dire che a volte l’ignoranza è un gran bene. Sono profondamente scoraggiato da quello che sta avvenendo nel nostro paese, tanto da essere arrivato alla nefasta conclusione che il problema dell’Italia non siano i suoi politici, ma gli italiani stessi. I politici rappresentano lo specchio di una nazione che si fa i fatti propri, pensa al suo orticello, è miope e non riesce a guardare oltre il proprio naso. Possiamo trovare altri colpevoli nell’informazione di regime, nei programmi ammazza-cervello che ci propinano ogni giorno. Ma sarebbero scuse, solo patetiche scuse. Gli italiani forse non hanno la dimensione del pubblico. Non si rendono conto che siamo in democrazia, che qualcosa si può fare per cambiare le cose. Vedo troppa apatia in giro, troppe persone che dicono “uno vale l’altro”, che però alla fine vanno a votare e votano sempre dei qualunquisti come loro. L’anno scorso, al seggio, mentre facevo lo scrutatore, un tizio mi guarda e mi dice “Mi dica lei cosa votare, che tanto sono tutti uguali”. Ovviamente non gli ho risposto cosa votare, ma solo che non era vero, qualcosa cambiava. Mi ha dato dell’ingenuo e si è chiuso nella cabina elettorale. Ci scommetto le balle che ha crocettato il simbolo del nostro amato premier. Sì, perché il cavallo di battaglia di questi nostri governanti è il qualunquismo. Sanno che la maggioranza degli italiani si interessa solo dei propri interessi, di come sistemare i figli, di come comprarsi la casa al mare e di come infinocchiare il prossimo. La questione non è che questo sia sbagliato. La questione è che la democrazia si nutre di verità, e se i cittadini non cercano questa verità attraverso l’informazione, attraverso il confronto, questa non verrà mai a galla. Senza democrazia si finisce nella povertà, ed ecco che il cerchio si chiude. Fare i propri interessi non è in antitesi rispetto all’occuparsi degli interessi di tutti. Ma certo, quelli che la pensano così sono degli illusi. C’è anche tanta gente, in realtà, che tiene a questo paese ed è pronta a sacrificare un po’ del suo orticello per vederlo crescere in democrazia e libertà. Sono tanti, ma relativamente pochi. La maggioranza degli italiani è assopita, seduta sul divano a schiacciare un pisolino mentre la tv le canta la ninna nanna. Da questo scaturisce la mia voglia, e anche quella di altri miei coetanei, di andarsene da qui. Non c’è futuro in un posto governato da ladri e sostenuto da individui narcotizzati. Certo, andarsene significa siglare la sconfitta. Ma qual è l’alternativa? Perché cambi qualcosa serve che gli italiani si sveglino. Dal sonno della ragione, che genera mostri.

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 13:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri
sabato, 24 settembre 2005

TIRIAMO LA CATENA DEL CESSO

Prendo spunto da una fra se di uno degli ultimi post di Beppe Grillo per cominciare a dire la mia su quello che sta accadendo nel nostro paese. A cominciare dal Cardinal Ruini, contestato a Siena da alcuni giovani e successivamente difeso dalla maggior parte dei politici di destra e sinistra, Prodi incluso. Bene, io invece mi compiaccio di quello che è accaduto. Ruini, prima che un cardinale della Chiesa, è un cittadino italiano libero di esprimere le sue opinioni. Io, cittadino italiano, sono libero di pensare e dire che secondo me Ruini è un razzista, un discriminatore pacato e ortodosso che incita i governanti a escludere dai diritti della società una parte di cittadini che non la pensa come lui. Il giorno in cui ho aperto FreeLand sapevo di espormi in pubblico con le mie idee, spesso politiche, con la consapevolezza che le critiche prima o poi sarebbero arrivate, come è giusto che sia. Non posso immaginare che un vecchietto cardinale della Chiesa cattolica non conosca la parola “contestazione”, come non posso immaginare che esistano cittadini di serie A criticabili e cittadini di serie B non criticabili. Un cardinale non si può contestare? Bene. D’ora in poi mi proclamo Cardinale della Chiesa della Salamella. Cosa c’è? Chiedo rispetto per la mia religione! Perché la religio della Salamella deve valere meno della religio di Ruini? Che cazzo! Bene, allora non voglio più essere contestato, o quanto meno desidero che in caso di contestazione accorrano in mio aiuto tutti i fedeli della Salamella! Perché devo stare a sentire, devo rispettare uno come Ruini, che per dargli un’età devi fargli il carbonio 14? Ragazzi contestatori, sono con voi!

 

Secondo: niente elezioni anticipate. Io non mi incazzo più con Berlusconi. Ormai mi fa pena, poverino, quasi tenerezza. Mi incazzo con gli italiani. Ma dove siete finiti? Possibile mai che siate davvero stati fagocitati tutti dalla De Filippi? Fatevi sentire, per la miseria, smettetela con questo falso qualunquismo del “tanto sono tutti uguali”! Avete mandato al governo Berlusconi, volevate assaporare il sesso anale…benissimo, ora che ci hanno pure suturati per benino, vogliamo dargli il benservito? O siete tutti drogati dall’isola dei famosi? Piantatela di girare la testa dall’altra parte, di leggere Metro e Leggo in metropolitana che mettono in prima pagina le stronzate più stronzate di questo mondo. Cominciate a parlare dei nostri problemi con gli amici, coi familiari. Da questa merda non si esce se li si lascia fare i loro comodi. Wake up, cazzarola! Facciamoci sentire!

 

Terzo: Fazio ancora non si è dimesso. E’ davvero così aberrante l’ipotesi dell’eutanasia??

 

Quarto: Vogliamo o no tirare questa benedetta catenella del cesso???

postato da: alexperry alle ore 19:40 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 22 settembre 2005

La storia è sempre quella, un po’ malata e un po’ teneramente naturale. In un gruppo di amici si litiga, poi ci riappacifica, alla fine si finisce per ritrovarsi. Tremonti era stato cacciato dal governo, un anno fa, perché alcuni partiti lo ritenevano inadeguato. Si diceva che non sapesse nemmeno fare i conti. E non lo diceva l’opposizione, lo diceva Gian fra nco Fini. Cacciato senza pietà, perché ritenuto incapace di gestire l’economia italiana. Oggi ripescato, come a Miss Italia, perché qualcuno avanti a lui si è ritirato da una gara evidentemente truccata. La dignità non esiste dentro i palazzi del potere, e Giulietto, zitto zitto, è tornato a sedere sulla poltrona dalla quale lo avevano disarcionato. L’anno scorso non era adeguato, oggi, per miracolo divino, è tornato ad essere una persona affidabile. Se non si trattasse dei nostri soldi potremmo anche gustarci lo spettacolo felici di questo riavvicinamento fra amici. Invece i soldi sono nostri, e io sono personalmente molto preoccupato di come andranno le cose da qui alle elezioni. Fazio non sembra deciso a mollare il posto, e la maggioranza pensa a come vincere le prossime consultazioni popolari, cercando di stilare una finanziaria demagogista e di cambiare le regole del gioco per far sembrare vincente chi in realtà ha perso. Queste sono le persone che noi paghiamo profumatamente per governare il paese. Su questo blog si sono spese troppe parole per descrivere quanto questi atteggiamenti siano poco rispettosi dell’intelligenza umana. Un sano silenzio credo sia più che legittimo. Non sappiamo più cosa dire. Va bene, Silvio, hai vinto tu. Ti facciamo una bella legge ad hoc che dice “Silvio Berlusconi non potrà mai essere condannato e non potrà mai andare in carcere”. Ora però ti levi dai coglioni?

postato da: alexperry alle ore 20:09 | Permalink | commenti
categoria:berlusconate
martedì, 13 settembre 2005

PACS CHRISTI

La Chiesa, sposa di Cristo, ha come compito quello di trasmettere il messaggio evangelico ai popoli della Terra. Ieri il suo principale quotidiano, l’Osservatore romano, ha criticato l’idea prodiana di istituire i cosiddetti Pacs, ovvero i patti di solidarietà sociale che permettono di estendere i diritti delle coppie sposate anche alle coppie di fatto (etero e omosessuali). Fra questi diritti, è bene chiarirlo, non c’è quello all’adozione. Dunque quali sono questi diritti?

 

  • In primo luogo, quello alla condivisione dei beni. Una coppia sposata può scegliere di condividere ogni proprietà con il proprio partner. Da questa condivisione traggono frutto diversi vantaggi, dall’ereditarietà diretta in caso di morte di uno dei due conviventi alla semplice idea direi ammirevole di chi vuole dividere ogni cosa con la persona che ama.
  • La reversibilità della pensione. Se uno dei due compagni percepisce una pensione e viene improvvisamente a mancare, l’altro può chiedere che parte di quella pensione possa essere utilizzata da quest’ultimo per vivere dignitosamente da solo. Questo accade per ogni coppia sposata.
  • Il diritto alla visita in ospedale e in carcere. In caso di malattia, qualora uno dei due conviventi sia incosciente, è proibito agli estranei non parenti (quindi anche al convivente) la visita in ospedale della persona amata. In carcere funziona nello stesso modo: se non sei un parente stretto, non puoi far visita al carcerato. E il convivente non è un parente? No, non in Italia.
  • Il diritto alle scelte terapeutiche in caso di grave malattia del compagno. Oggi, qualora il paziente non abbia lasciato alcun tipo di delega scritta su terapie e mantenimento artificiale in vita, il convivente non ha alcun diritto di esprimere scelte in vece della persona che ama. Non è un parente prossimo.

 

La maggior parte dei vertici ecclesiastici vuole negare questi diritti. Si sa, Cristo era contrario alla condivisione, all’amore, alla compassione, al rispetto, alla semplice pietà. Io credo che la parola vergogna debba risuonare come un tuono dentro alle testoline di questi razzisti, fanatici della semplice intolleranza di chi crede di poter dettare la sua dottrina fascista, e non quella di un uomo che duemila anni fa predicava la carità e la comunione. Chi vuole negare questi diritti non può vestirsi del candido abito di chi rappresenta il messaggio evangelico. Può solo crogiolarsi nella sua fobia verso il diverso, verso chi ha gusti e stili di vita differenti. E farsi accecare da questo odio fino a stravolgere le idee cristiane per convertirle a discorsi del livello di Calderoli e compagni. Questo non è amore. E’ solo cattiveria, indiscriminata e irrazionale, verso altri esseri umani.

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 18:56 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 11 settembre 2005

Quattro anni di menzogne, che non rendono onore agli innocenti morti ammazzati dal terrorismo. Quattro anni di interessi petroliferi costruiti a spese di altri innocenti, sulle spalle di coloro che hanno perso la vita quell’11 Settembre del 2001, usati pubblicamente come scudo inviolabile per perseguire fini economici del tutto privati. L’America si sveglia con incubi che ancora deve sognare, con al suo interno povertà e malcontento, e all’esterno una guerra che sembra non finire mai. C’è la vergogna di chi ha usato la strage delle torri per gonfiare i propri portafogli, trovando scuse peraltro patetiche per invadere paesi colpevoli unicamente di galleggiare sopra il petrolio o destinati a ospitare gasdotti, come l’Afghanistan di Osama Bin Laden. C’è l’astuzia di George W. Bush, che vuole combattere il terrorismo tirando una bomba qua e una là: chissà che la fortuna lo assista, un giorno o l’altro, nel beccare almeno un terrorista. Ci sono le stragi di Madrid, Londra, Sharm el Sheik, e tante altre che non ci sono toccate da vicino e quindi ci siamo un po’ dimenticati. Quattro anni dopo siamo peggio di quello che eravamo quel giorno. La paura del terrorismo è diventata una certezza di essere colpiti. Come un assegno in bianco, al quale non manca la ci fra , ma la data. Quattro anni di errori che non siamo riusciti ad evitare, annebbiati come erano i popoli dai talk show, i reality e le veline. La vere droghe della democrazia. Un presidente guerrafondaio rieletto alla Casa Bianca perché, come dice Britney Spears, ispira fiducia. E se lo dice una bonazza come Britney, perché non votarlo? Non sono bastate le marce, le bandiere, i gruppi rock democatici. L’americano medio non è diverso dal suo omologo italiano: sei canali con culi al vento, le partite alla televisione, i fast food aperti fino a tardi e di tanto in tanto gli schemini della guerra in Iraq sul giornale, giusto per far giocare anche loro al fantabellum. Chi ieri ha appoggiato queste guerre con il suo silenzio, oggi non può esimersi dall’assumersene le responsabilità. Ciò che più mi innervosisce è vedere Bush che usa gli innocenti delle torri come scusa per riempire le tasche della lobby petrolifera di cui fa parte. Mentre altri innocenti muoiono, senza che il cerchio si chiuda, mai.

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 11:40 | Permalink | commenti
categoria:pensieri
venerdì, 09 settembre 2005

Ho compiuto la maggiore età da ormai quasi quattro anni, acquisendo con essa tutti i diritti politici del caso. Ora, ci sono miliardi di cose che quotidianamente mi fanno incazzare, ma ce n’è una in particolare che proprio non mi va giù e che intendo esprimere con qualche colore in questo post, memore dei miei diritti politici. Ma porca puttana, Tonino Fazio, te ne vuoi andare sì o no? Si assiste giorno dopo giorno alla tipica italianata alla quale ci siamo rotti gli zebedei di assistere. Gente aggrappata alle poltrone con le unghie conficcate nel velluto, che non scende da quel cazzo di trono nemmeno dopo lo scoppio di una atomica. Oggi quello lì, domani quell’altro. Nessuno che si vuole assumere le proprie responsabilità. L’esempio da dare a noi giovani, ovviamente, che guardiamo lo scempio di un uomo che, piuttosto che lasciare il posto, trascina nella merda un paese e se ne sta seduto sulla sua poltroncina, a fumare la pipina, a gongolarsi nel suo orgoglio sfigurato dalla verità, aspettando che qualcuno si dimentichi le malefatte compiute. Ma in che paese del cactus viviamo? Ci divertiamo a triturarci i maroni con queste pagliacciate o abbiamo anche il fegato di urlare, una volta per tutte, a queste personcine del cazzo,

 

 TE NE VAI O NO FUORI DALLE PALLE??

postato da: alexperry alle ore 18:40 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 09 settembre 2005

Questa mattina mi sono alzato troppo tardi per guardare la Moratti a Uno Mattina, e ho appreso il contenuto del suo discorso solo dal tg dell’ora media. Chiudere le scuole islamiche o no? In realtà credevo che non esistessero delle scuole islamiche. Pensavo che ogni bambino di questo paese, a prescindere dall’appartenenza culturale e religiosa, fosse obbligato a frequentare scuole pubbliche o private legalmente riconosciute. Invece evidentemente non è così, dato che esistono scuole islamiche con loro programmi a parte, lungi dall’essere riconosciute dallo stato. L’atteggiamento che nutro nei confronti dell’educazione di parte, sia questa islamica, ebraica o cristiana, è del tutto negativo. Credo che ognuno sia libero di professare ogni tipo di religione, purchè non di stampo violento, senza restrizioni ideologiche o culturali, ma far crescere un bimbo in un ambiente che tende ad inculcargli nella testa valori del tutto personali mi sembra una limitazione alla libertà di scelta del bambino stesso. Ovvio, ci sono anche sfumature che possono andare di pari passo con questo mio postulato, tipo le scuole private confessionali che però adottano programmi in linea con quelli del ministero e ci aggiungono dentro qualche preghierina in più e tanti falsi moralismi. Concepire, tuttavia, una scuola a sé stante, indipendente dal ministero della pubblica istruzione, che insegni esclusivamente lingua araba e religione islamica, mi pare un tantino illiberale per la stessa idea di educazione, tendente non a fotocopiare individui ma a far nascere in ogni fanciullo la sua individuale personalità. Per questo sono d’accordo, per una volta, con il ministro Moratti e il ministro Pisanu. Scuole del genere (poi ovviamente bisogna distinguere caso per caso) non hanno motivo di esistere in una società liberale come dovrebbe essere la nostra. Che poi si chiudano le scuole islamiche e si appendano crocefissi nelle pubbliche mi sembra un controsenso tanto ovvio da suonare ipocrita. L’obiettivo dell’istruzione non dovrebbe essere quello di insegnare a fidarsi di un testo sacro, ma quello di insegnare a ragionare con la propria testa per poter decidere autonomamente a quale libro sacro dare ascolto. La potente religio del dio denaro, tuttavia, non segue questi canoni di buon senso. In fondo, anche l’istruzione è un business e chi lo gestisce, indipendentemente dal nome del suo Dio, tenta di salvarne i profitti.

Alex

postato da: alexperry alle ore 15:11 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 07 settembre 2005

FIX YOU - COLDPLAY

14 Novembre 2005, Filaforum Milano

 

When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse

And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
Could it be worse?

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

And high up above or down below
When you're too in love to let it go
But if you never try you'll never know
Just what you're worth

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

Tears stream down on your face
When you lose something you cannot replace
Tears stream down your face
And I

Tears stream down on your face
I promise you I will learn from my mistakes
Tears stream down your face
And I

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you.

(per quel che mi riguarda, uno dei loro migliori successi di questo album)

postato da: alexperry alle ore 09:00 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 05 settembre 2005

Il Presidente si dà dieci e lode per il suo operato, descrivendo un’Italia sempre più ricca, un paese che vive nel benessere, con le sue aziende in piena fioritura e un sistema socio-economico efficiente e organizzato. Una settimana fa aveva detto che per lui era un sacrificio ricandidarsi. La risposta arrivò secca da un partito della sua stessa coalizione: “Nessuno glielo chiede”. Ormai da più di quattro anni siamo soliti sopportare le farneticazioni di Berlusconi, i suoi mondi ideali e le sue vendite di fumo. Si può dire che tutto sommato non è né migliorato né peggiorato rispetto a quell’individuo che il 13 Maggio 2001 la maggioranza degli italiani ha messo al governo. Più di tutti mi stupisce il partito moderato dell’Udc, che ogni giorno critica il governo, ma che in Parlamento vota fedele ogni boiata che il sire di Arcore propone per salvare le sue aziende, la sua fedina penale, i suoi soldi e la sua immagine. Un falso doppio gioco che per certi versi farebbe irritare chiunque, Berlusconi incluso, se non fosse che lui stesso vive di doppi giochi e certo non potrebbe predicare moralità fra i suoi simili. Inizia la campagna elettorale delle menzogne, di cui vivremo i momenti più alti nella stesura dei “successi” di questo governo, un po’ come quando i meno educati vanno in giro a vantarsi dell’odore delle proprie puzzette. Sarà più o meno così. Berlusconi colonizzerà ogni programma televisivo, in cerca di indecisi da incantare col flauto magico dei sogni ad occhi aperti. Qualcuno si farà abbindolare, è certo. Qualcuno ancora nemmeno si è svegliato dopo questi 4 anni di incantesimo berlusconiano. Dieci e lode, presidente. Promoveatur ut amoveatur.

 

 

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 10:14 | Permalink | commenti (3)
categoria:berlusconate
giovedì, 01 settembre 2005

The end. Adesso si torna a studiare, coi ricordi annebbiati e la voglia di sempre, cioè praticamente inesistente. Ogni tanto, mentre andavo in spiaggia, mi fermavo a riflettere sull’inverno e sulle sue abitudini. Sveglia al mattino presto, freddo porco, tirocinio in ospedale, lezioni, pausa pranzo e serata alternativa, nell’accezione più monotona del termine. L’estate mi ha regalato qualche pizzico in più di esperienza, soprattutto su come vivere assieme ad altri per tanto tempo e come risultare il meno pesante possibile. Ho passato quest’ultimo weekend con un grande amico, del quale scopro sempre qualcosa di nuovo, bello o brutto che sia. A volte mi illudo che ci si possa sempre capire, ci si possa sempre voler bene. Quando conosci una persona da 18 anni non hai via d’uscita, la devi scoprire e accettare ogni giorno senza nemmeno porti il problema, perché è un po’, un bel po’ parte di quello che sei diventato negli anni. Certo, a volte mi piacerebbe proiettare sugli altri quelle che sono le mie sensibilità, finendo per aspettarmi da loro quello che farei io. Un vuoto di aspettativa che non riesco mai a colmare del tutto, e il più delle volte ci resto male. Lo stupore ha il suo rovescio della medaglia, e si chiama delusione. Il prezzo che si paga per entrare nel grande teatro dei sentimenti, oggi meravigliosi, domani, chissà, qualcosa di già visto, che nemmeno ti fa divertire. Penso che non cambierà nulla fra estate e inverno, fra freddo e caldo, fra vacanze e studio. Grazie al cielo mi privo dell’infelicità di chi vede svanire la bella stagione. Le cornici mi lasciano sempre dubbioso. I colori, le forme, i soggetti. A me importano quelli. Certo, a volte mi piacerebbe disegnarli guardandomi allo specchio. Ma nessuno è perfetto…

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 14:15 | Permalink | commenti (1)
categoria: