venerdì, 22 luglio 2005

Ebbene sì, sono arrivate le attese vacanze...starò via fino al 20 di agosto circa, data in cui purtroppo tornerò nella calda Milano a studiacchiare semeiotica chirurgica...ovviamente non potevo che scegliere la Spagna socialista come meta del mio viaggio...sarà dura tre settimane in campeggio ma ce la faremo...!

Buone vacanze a tutti e...se volete venirmi a trovare vi lascio una cartina qui sotto... :-))

A presto,

Alex

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categoria:opere
mercoledì, 20 luglio 2005

Parroco non celebra la messa funebre
"La signora conviveva: è peccato"


Niente eucarestia, ma preghiere, benedizione e conforto per i familiari
L'assessore comunale: "Scelta che ci lascia molto perplessi"

CATANZARO - Aveva scelto di convivere con un uomo separato. Per questo, una volta morta, il parroco si è rifutato di celebrare la messa funebre in suo onore. L'episodio si è verificato ieri a Marcellinara, un piccolo comune di 2200 abitanti in provincia di Catanzaro.

"Ho rispettato le norme ecclesiastiche: chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non viveva da cristiana l'unione matrimoniale", ha dichiarato don Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta.

Una decisione che, nelle intenzioni del religioso, vuole essere anche "un messaggio a tutta la comunità parrocchiale: il matrimonio è un sacramento, se decidi di non riceverlo in Chiesa non può considerati uguale a chi lo ha ricevuto", ha sottolineato il curato.

Don Giuseppe Mazzotta vive da circa quarant'anni a Marcellinara e nel paese tutti lo definiscono "un sacerdote scrupoloso, una persona da stimare e apprezzare". A conferma di tanto scrupolo, don Giuseppe ha spiegato di aver condotto "una celebrazione liturgica a norma del canone 184, paragrafo 3, che prevede che tali pubblici peccatori si debbano escludere dalle esequie religiose". "Però da parecchio tempo - ha ammesso - la Chiesa acconsente alla celebrazione liturgica. E infatti c'è stato un lungo ed articolato rito religioso. Ho pronunciato parole di conforto ai familiari, con la sorella e altri congiunti abbiamo pregato insieme per l'anima della defunta. E poi ho incensato il feretro e l'ho benedetto con l'acqua santa. Insomma non c'è stata la celebrazione dell'eucarestia, ma io ho fatto fino in fondo il mio dovere di padre. Rispettando le regole", ha concluso don Giuseppe.

20/07/2005 da Repubblica.it

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lunedì, 18 luglio 2005

In merito al passaggio di Gilardino al Milan, costato alla società rossonera 24 milioni di euro, Galliani ha dichiarato: "Dobbiamo ringraziare anche questa volta Silvio Berlusconi, perchè ha fatto un grande, grande sforzo economico".

Senza parole

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categoria:berlusconate
giovedì, 14 luglio 2005

Benedetto XVI contro Harry Potter... chissà che non vi sia un patto con Voldemort... :-))

ROMA - "È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell'anima, prima che possa crescere propriamente". La "scomunica" è firmata da Josef Ratzinger. È il 7 marzo 2003 e l'allora cardinale, prefetto dell'ex Sant'Uffizio, scrive ad una studiosa tedesca autrice di un volumetto contrario alla saga di Harry Potter. La corrispondenza viene resa nota a 24 ore dall'uscita del sesto libro della storia del celebre maghetto.

Uno spettro si aggira per la Chiesa cattolica. Non ha il barbone di Marx, ma la faccia innocente del maghetto Harry Potter. Ratzinger non lo può vedere e lo considera un corruttore d'anime. Non è finito ancora sull'indice come il Codice da Vinci, ma non è detto che primo o poi non si accenda per lui un rogo simbolico.

Subdolo, tentatore e corrosivo della purezza dell'anima è il maghetto Harry Potter secondo il "guardiano della fede" divenuto Bendetto XVI. Il giudizio è saltato fuori dall'archivio personale di Ratzinger - grazie a una soffiata di Dagospia - ed è durissimo. I libri di J. K. Rowling, scrive l'allora cardinale ad una critica tedesca, rappresentano "subdole seduzioni" in grado di "distorcere" l'indole dei giovani lettori.

D'altronde, se il trenta per cento degli italiani si rivolge in un momento o l'altro della propria vita ad astrologhi e maghi, se solo il quindici per cento dei giovani va a messa la domenica, significa che Harry Potter è più attraente del parroco nell'oratorio accanto. Perciò l'allarme. Nessun "dibattito" di venerata memoria, nessuna conferenza stampa, nessun referendum mette maggiormente in allarme il Pulpito di un volumetto o volumone esoterico che scala inesorabilmente la vetta della hit parade delle vendite.

Il cardinale Tarcisio Bertone di Genova, che ieri è venuto tra i monti della Val d'Aosta per discutere con papa Ratzinger sullo schema della sua prima enciclica, si è scagliato a marzo violentemente contro il Codice da Vinci di Dan Brown. "Non si fa un romanzo - ha tuonato - mistificando i dati storici, maldicendo, diffamando". Il libro - così ha denunciato il porporato - va a ruba nelle scuole, leggerlo è diventato un must e persino le librerie cattoliche (scandalo supremo) offrono copie su copie del libro "per motivi di lucro".

Dove c'è il demonio della mistificazione, non può mancare il complotto. "Credo che ci sia una strategia nella diffusione di questo castello di menzogne", ha commentato a suo tempo Bertone, aggiungendo: "Una strategia della persuasione, che uno non è cristiano adulto se non legge questo libro". L'appello cardinalizio a non leggere e men che mai a non comprare il volume non sembra aver sortito effetti a giudicare dalle vendite.

Dietro il gusto di massa per il mistero, le autorità ecclesiastiche intravedono (e temono) il grande pericolo di una religiosità fai da te e di uno spiritualismo necessariamente disincarnato dalla dottrina cristiana. "Quando la fede è scarsa - avverte il cardinale opusdeino Julian Herranz - la gente cerca appagamento nell'esoterismo". E si rivolge alla New Age, come sottolinea il cardinale Paul Poupard presidente del Consiglio pontificio per la Cultura (l'organismo a cui Ratzinger ha indirizzato il saggio anti-Potter), vista come "una falsa risposta ad una vera domanda di felicità". Tra i rimedi suggeriti, la diffusione del catechismo.

I librai sono avvisati. La gara è aperta. Il Piccolo Catechismo contro il Piccolo Mago Harry. E che vinca il migliore.

 

 

(da Repubblica.it)

 

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categoria:habemus papam
martedì, 12 luglio 2005

Ci sono volte, come stasera, in cui mi chiedo se la fortuna giri sempre intorno ai soliti. Quelli che non mancano un colpo, che passano tutti gli esami col trenta e lode, vivono storie d’amore felici e si fanno i weekend al mare. Non mi sono mai ritenuto uno sfigato. Nell’accezione giovanile del termine, lo sfigato è uno un po’ tonto, un pelo tabbozzo, quello che mette l’alettone sull’automobile per compensare altre mancanze. Insopportabili. Scontento però sì, anche se credo sia un male abbastanza comune. Essere insoddisfatti di tutto quello che capita, nel breve o nel lungo termine. Perfino quando gli esami vanno bene, perché potevano andare meglio, perfino quando trovi la ragazza che ami, perché potevi trovarla prima. Anni fa ero un deciso pessimista, ricordo i temi della quinta liceo sul male di vivere…alla fine la conclusione risiedeva nel volo d’angelo dal balcone (peccato che abiti da anni al primo piano). Adesso non so, forse mi ammazzo di seghe mentali, e chi legge questo blog lo sa, però sono un filino cambiato. Ho smesso di cercare un perché in tutto, adesso la mia domanda cardine è “come”? Come vivere meglio, come studiare meglio, come cambiare il mondo…forse un passo iniziale potrebbe prevedere la cessazione immediata di questa vessazione mentale, in favore di relax, divertimento e benessere. Sarà mica che Montale era così tri ste perché non s’era mai fatto un bagno turco? Stronzate… il vero problema è che il nostro umore varia di giorno in giorno e di periodo in periodo. Quello che non deve mancare mai, però, è l’umorismo…sarà mica che gli italiani han votato Berlusconi perché volevano ridere un po’ di più? Oddio, tutto è possibile…in effetti mi risulta più facile pensarla così, piuttosto che credere che ci sia gente davvero convinta delle sue capacità politiche. Vedete? Alla fine si finisce sempre per parlare di politica! Ma no, suvvia, Berlusconi ricade nell’umorismo da settimana enigmistica. Troppo spesso acompagnato da una lapidaria didascalia: “Senza parole”

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domenica, 10 luglio 2005

Continuare a scrivere su questo blog è diventato difficile, dopo che per giorni è rimasta appesa la solitaria bandiera inglese accompagnata da qualche fra se del momento e nessun altro post. Prima o poi sarei comunque tornato a scrivere di me e delle mie idee, perciò credo sia giusto ricominciare da subito, senza dimenticare che questo blog rimane aperto alla discussione su quanto avvenuto a Londra, giovedì scorso, e su quanto avviene in Iraq e nel mondo ogni giorno.

 

 

Bene, Milano in questi giorni è di un tetro pauroso. Il calendario segna il dieci di luglio, ma il clima mi suggerisce una data più autunnale che estiva. Molti dei miei amici hanno finito gli esami e sono partiti per qualche luogo strano. A volte mi chiedo se sia l’unico milanese a non possedere una casa fuori città, tipo al mare, o al lago, o in montagna. Una volta i miei ne avevano una in montagna, venduta. Poi una al mare, venduta, perché con il loro lavoro non ci potevano andare mai. Io però sì. E credo che forse sia meglio così, altrimenti sarei ogni weekend via e ogni weekend inviterei gente, senza combinare mai nulla con lo studio. Sta di fatto che adesso a Milano sono praticamente da solo, a fare calcoli di fisiopatologia nella speranza di passare, almeno stavolta, l’esame. Poi da martedì si torna a preparare microbiologia, più bella, senza dubbio, ma comunque non adatta al periodo dell’anno in cui di solito gli italiani se ne stanno sotto l’ombrellone ad arrostirsi. La voglia di studiare è sempre meno, ogni giorno che passa, e non riesco a piegarmi alla sua volontà. Trovo ogni tipo di distrazione, il pc, la musica, la tv, il telefono, messenger…no, non se ne può più. Vivere la gioventù fra sensi di colpa e senso del dovere è un crimine contro se stessi, contro la propria felicità. Verrebbe voglia di mandare al diavolo l’università, ma so bene che per raggiungere il mio sogno è necessario passare sotto le sue grinfie. E allora andiamo a flagellarci di studio, mentre il mondo fuori vive. Che tanto Milano è sempre più tetra e il cielo sempre più grigio.

 

 

Alex

 

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categoria:opere
giovedì, 07 luglio 2005

Il 25 Aprile scorso mi trovavo con amici a Covent Garden, centralissima e suggestiva piazza di Londra. C’era un artista di strada molto bravo che con la sua chitarra dava un senso ai sentimenti che provavo stando lì, in una delle più belle città d’Europa, sereno, con le persone giuste al mio fianco e il sorriso sul volto. Oggi a Covent Garden è stato schierato l’esercito, dopo i fatti della mattinata. Tutto questo non ha senso, e non credo l’avrà mai. Uccidere per cambiare le cose, soprattutto con un attentato terroristico, è orribile oltre che inutile. Solo una mente pervasa dall’odio e dall’irrazionalità può pensare di massacrare a sangue freddo degli innocenti al solo scopo di punire i potenti. Il sapore amaro del terrorismo si assapora solo quando lo si fa entrare nelle proprie vite, solo quando ci si immedesima nei parenti delle vittime o nelle vittime stesse, senza guardarle col distacco televisivo cui ci hanno abituati, ma dando loro un motivo di esistenza. Viviamo tutti le nostre vite, con gli amori, con le amicizie, con le ambizioni più varie. Ogni giorno diverso da un altro, ogni giorno un motivo in più per innamorarsi, stufarsi, e poi reinnamorarsi della vita. Stasera mi troverò con gli stessi amici che erano a Londra con me per bere una birra, per stare con loro. Per vivere. Se fossi salito sulla metro sbagliata, se gli attentati fossero stati il 25 Aprile e non il 7 Luglio, stasera non potrei far compagnia ai miei amici, sarei concime per cipressi. Niente più vita, niente più ideali, niente più passioni. Due anni fa ero a Madrid, sempre da turista, e l’anno dopo ecco la strage di Atocha. Tre mesi fa a Londra, e adesso una nuova strage. Che futuro date, a noi giovani? Che visitiamo una città dopo l’altra e queste, una dopo l’altra, cadono vittime di attentati? Cosa possiamo dedurre? Deduciamo, da qualcun altro, che forse siamo ancora quelli della fionda e della pietra. Deduciamo che forse è inutile persino indignarsi, persino fare caso a tutto quello che ci succede attorno, perché tanto non ci possiamo fare niente. Ho sempre pensato che l’Europa fosse la mia patria, la culla del mio esistere come Alex pensante. La adoro perché ha una cultura, ha una storia millenaria di difficile imitazione. Perché sfoggia bellezze naturali ed artistiche più uniche che rare. Allora posso solo condividere e sottoscrivere le fra si di Blair, cowboy discusso dell’Iraq. Non ci fermeremo di fronte al terrorismo, difenderemo la libertà di questo continente fino in fondo. Una libertà che Covent Garden mi ispirava, tre mesi fa, senza soldati fra i piedi, con la musica nell’aria. Una libertà che oggi hanno tentato di toglierci, ma che non ci toglieranno mai.

 

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martedì, 05 luglio 2005

Scene da Bar Sport, quello che trovi sotto casa, dove giochi al superenalotto sperando nella botta di culo. Una volta, prima dell’entrata in vigore della legge anti-fumo, si notava il panciuto sessantenne seduto a leggere “la Padania” che in milanese stretto scambiava due parole con l’operaio in pausa pranzo mentre si fumava un bel sigaro. Naturalmente non potevano mancare gli epiteti più coloriti, il “negher di merda” che “ven chi a occupà casa mia, ma va’ a lavurà al tuo paese, terùn!”. Ecco, il Bar Sport è sempre un’idea abbastanza chiara nelle menti della gente. Qualche bicchierino di troppo, una clientela del basso volgo, discorsi sempliciotti, e ci si lascia trascinare in volgarità e irrazionali estremismi.

 

 

Oggi il Bar Sport si è trasferito a Straburgo. Con Borghezio che, non contento dello stipendio di deputato che percepisce dalla maligna Europa, ha contestato il Presidente della sua stessa Repubblica. Come quando si va a cena dalla nonna e si decide di instaurare davanti a tutti i parenti una lite furiosa con i genitori. Ci fai una figura di merda. Ma i leghisti non sono in grado di separare le circostanze, non sanno distinguere fra le aule di un Parlamento e i tavolini all’aperto del Bar Sport. A loro basta dar fiato alla bocca, dire due cagate, sentirsi dare dei coglioni e appagarsi di questa momentanea popolarità.

 

 

Le differenze fra Strasburgo e il Bar Sport sono tante. Fra queste, quella che sancisce il finale. Al Bar Sport ordini una crema al whisky, dici le tua quattro cazzate, fai una partita a scopa fra una bestemmia e l’altra, ti alzi e vai a pagare il conto (magari ruttando). A Strasburgo ti siedi, dici le tue stronzate, ti fai sbattere fuori e alla fine del mese ti danno decine di migliaia di euro. Che bella vita, mio caro Borghezio…hai tutta la mia stima. Anzi no, provo vero disgusto verso i tuoi modi…da vero populista. Fai finta di difendere la povera gente dai clandestini, dall’euro, dall’europa, da Ciampi…poi alla fine del mese ti gonfi le tasche di quella moneta che aborri. Alla fine del mese il bandierino padano lo lasci a casa. Siete solo la vergogna dell’Italia e, lasciatevelo dire da un milanese, anche di Milano e del Nord in generale.

 

 

Alex

 

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martedì, 05 luglio 2005

Mi permetto di riaggiornare il blog modificando un post già pubblicato...per il bene del sottoscritto, lascio un po' anche alla vostra immaginazione!

Che minchia sono 'sti matrimoni omosessuali, ah?

Io sugnu p'à famigghia, sugnu cattolico. I valori del mio paese, difendo! L'etica, difendo!

Svergognati!

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domenica, 03 luglio 2005

Keep on rockin’ in the free world! A volte mi piacerebbe sfondare le mura di casa con un amplificatore e un microfono in mano. Strappare i vestiti appesi sugli stendini del balcone, far volar via le macchine in strada, spaccare i timpani della gente inerme a guardare la tv dentro casa. Fare casino. Devastare per il gusto di farlo, per darmi la soddisfazione di aver cambiato qualcosa attorno a me. E’ grande la frustrazione dei giovani, più grande di quella che pervade i vecchiettini carinissimi dei circoli di partito. E’ grande perché siamo circondati dalle cazzate vomitate senza pudore da ogni angolo della strada. Dal venditore, al prete, al politico, al retorico, retoricissimo buonismo televisivo di merda che caratterizza ogni fottuto talk show. Vorrei poter vivere la mia vita senza angustiarmi per quante cose dovrei cambiare, vorrei poter pensare che non sono necessari otto concerti in otto capitali del mondo per convincere otto stronzi egoisti che allungare una ciotola di riso agli africani non è uan forma di carità cristiana, ma un atto dovuto.

 

 

Mi incazzo perché la mia vita deve sempre andare oltre, oltre quello che faccio abitualmente, oltre gli schemi, oltre l’umana ragione, e quasi mai è così. Non è frustrazione bell’e buona, è un sentimento di inadeguatezza alla realtà, che mi agita, mi snerva, mi conduce a evadere col pensiero oltre le mie possibilità. Forse si chiama desiderio…

 

 

Fra meno di un mese parto per la Spagna, e c’è anche Penelope (così è contenta che l’ho nominata)…viaggiare è l’unico modo che ho per sentire che sto facendo la cosa giusta, per ridarmi l’entusiasmo dell’evasione. Vorrei gridare che non ne posso più del caldo, dello studio, della noia…basta. Vorrei solo prendere un aereo o qualsiasi altro mezzo per fuggire. Keep on rockin’ in the free world!

 

 

Alex

 

 

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venerdì, 01 luglio 2005

 

Che minchia sono 'sti matrimoni omosessuali, ah?

Io sugnu p'à famigghia, sugnu cattolico. I valori del mio paese, difendo! L'etica, difendo! Svergognati!

postato da: alexperry alle ore 09:40 | Permalink | commenti (2)
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