martedì, 31 maggio 2005

"Cosa ne penso dei diritti delle donne?"

 

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martedì, 31 maggio 2005

 

 

  1. 1588: Papa Sisto V, con un ordine grottesco, impedisce alle donne di prodursi sulle scene teatrali, inducendo molti maschi alla castrazione per la sostituzione delle figure femminili (voci bianche).
  2. 1600: Papa Clemente VIII condanna a morte il filosofo Giordano Bruno. Il successivo giovedi 17 febbraio - anno santo - viene condotto a Campo de’ Fiori con “la lingua in giova" cioè con una mordacchia che gli impediva di parlare e qui, spogliato nudo e legato a un palo, venne bruciato vivo ostentatamente distogliendo lo sguardo da un crocefisso, del quale stava condividendo la sorte ma che gli volevano far apparire come carnefice.  

     

  3. 1616 Il libro di Copernico che attesta come il sole sia al centro del sistema solare, viene messo all'Indice dalla chiesa. Galileo, convinto sostenitore della tesi copernicana, viene ufficialmente diffidato dal perseguire quelle idee e promette di non diffonderne i principi.

     

  4. 1633 L'Inquisizione, vergognoso strumento vessatorio della chiesa, chiama a Roma Galileo per processarlo delle sue idee astronomiche rivoluzionarie. Verrà condannato in prima istanza all'ergastolo, poi sarà costretto ad isolarsi.

     

  5. 1795 Cagliostro muore nel maniero di S.Leo dopo essere stato processato dall'Inquisizione. Accusato di essere uno stregone e di praticare la truffa, muore di stenti nella celletta del castello di S.Leo.

     

  6. 1829: Papa Leone XIIIcondanna la pratica della vaccinazione contro il vaiolo, cosi' esprimendosi:
    Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo e' un castigo voluto da Dio, la vaccinazione e' una sfida contro il Cielo.

     

  7. 1874 - L'attivissimo e ingerente papa Pio IX, con una pronunciazione sulla non opportunità, esorta i cattolici italiani ad astenersi dall'attività politica

     

  8. 2005: Card. Ruini: "La ricerca e gli esperimenti sugli embrioni senza regole e limiti produrrà problemi che suscitano orrore e paura"

     

  9. 2010: Chissà cosa si inventeranno ancora…

     

postato da: alexperry alle ore 14:44 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 31 maggio 2005

Come era ovvio, prima o poi Josephum avrebbe dovuto correre in aiuto dell’amico Camillo. La Chiesa Cattolica persegue sulla via dell’a ste nsione, pensa di poter sfruttare quel 25-30% di ignavi che non vanno mai a votare per dimostrare che la sua morale, in Italia, deve a tutti i costi diventare legge dello stato. Non c’è nemmeno da dire che tutto ciò ci riporta indietro di millenni, quasi al cesaro-papismo, forse alla breccia di porta pia. Penso che a questo punto ogni parola sia sprecata nel dare atto ai vertici ecclesiastici di perseguire una linea di condotta assolutamente scorretta e di dubbia moralità. Chi si gonfia la bocca di slogan come “La vita non si mette ai voti” non ricorda il referendum del 1981 sull’aborto, promosso dai cattolici e da quest’ultimi clamorosamente perso. Quella volta vinsero i no, non vinse l’a ste nsionismo. Berlusconi aveva pubblicizzato il governo delle tre “i”, la Chiesa cattolica quello delle tre “a”: a ste nsionismo, astinenza, anacronismo. Ovviamente se parli di fecondazione assistita ti dicono che è contro natura. Se parli di omosessualità ti dicono che è contro natura. Io credo che non si rispetti il normale corso della natura nemmeno quando si prende un medicinale o ci si sottopone ad un intervento chirurgico, in quanto blocchi il normale progredire di una malattia che il signore ti aveva generosamente fatto sviluppare per metterti alla prova. E’ contro natura perfino che i preti e le suore non possano fare sesso. Eppure c’è chi sceglie che sia giusto così.

 

 

La verità è che la morale cattolica, in fatto di procreazione e sessualità, fa acqua da tutte le parti. A questo punto io suggerirei a vescovi e cardinali di riprendere in mano la materia e giungere ad una svolta degna del secolo in cui viviamo. Ma questi sono solo suggerimenti, poiché fra ncamente ognuno è libero di credere quello che vuole. Solo pretenderei che le medioevali concezioni cattoliche su questi temi non divenissero legge della Repubblica italiana. Perché io non le condivido e come me tanti altri. Per questo mi sto battendo in prima linea per dare un senso a questo referendum. E mi attendo che chi condivide l’idea della laicità dello stato abbia il coraggio di difenderla con i denti.

 

 

Alex

 

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sabato, 28 maggio 2005

La diagnosi pre impianto è uno dei lati più agghiaccianti di questa legge. La legge 40 la vieta perché l’uomo, secondo il comitato scienza e vita, non deve avere il potere di decidere chi deve nascere e chi no. Ma legge 194 del 1978, la famosa legge sull’aborto, prevede che la donna possa effettuare analisi durante la gravidanza, come l’amniocentesi, e decidere anche dopo il terzo mese di interromperla se il feto è malato. Cioè il legislatore dice: tu non puoi selezionare gli embrioni, ma puoi abortire dopo se scopri che tuo figlio è affetto da una patologia grave.

 

Io non sono una donna e posso solo immaginare cosa voglia dire portare in grembo un figlio malato, che non desideri, ed essere obbligata a scoprirlo solo quando ormai sei costretta ad abortire. Quando magari la pancia già si vedeva, quando magari avevi detto a tutti gli amici che stavi per avere un figlio.

 

La crudeltà della legge 40 è tutta da scoprire, ed ogni volta che la leggo mi indigno di essere italiano. Il problema è che que ste cose non si possono dire in Chiesa, non si possono dire in tv, non si possono dire in strada. Non perché sia vietato, ma perché la lobby dei movimenti cattolici è infiltrata ovunque. Vincere questa battaglia in favore dei diritti della donna sarà difficile, ma ce la si farà. Perché siamo un paese civile e perché il cristianesimo non ci insegna ad emarginare ma a condividere. Motivo per cui solo la confessione cattolica, all’interno della religione cristiana, si è schierata contro il referendum. Motivo per cui farò il possibile per vincere questa partita e mi aspetto che tutte le persone che credono nella laicità dello stato si battano per vincerla. E’ una questione di civiltà, e se si perde il prezzo sarà alto.

 

Alex

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giovedì, 26 maggio 2005

Pane e cicoria, la nuova trovata del moderato Rutelli che col suo visino tiraticcio pretende anche di essersi messo a dieta per il suo ulivo. Oltre che essere offensivo per tutti coloro che si trovano in condizioni di vera fame (e in Italia oggi sono molti) Rutelli vuol farci credere che lui e il suo partito, in tutti questi anni, non ci hanno mai guadagnato niente. Certo, ci hanno regalato la meravigliosa legge sulla fecondazione assistita, ci hanno bombardato coi loro messaggini moderati sulla guerra e sugli Usa. E oggi che tutti i sondaggi danno un distacco abissale fra centro sinistra e centro destra il moderato Rutelli ribadisce che lui è moderato, quindi non può pensare di vincere le elezioni perché i moderati sono soliti stare un po’ qua e un po’ là. E’ troppo azzardato pensare di estirpare una volta per tutte l’erbaccia berlusconiana dal prato italiano. Non sia mai!

 

Questo centro sinistra, a patto di avere un centro destra degno del suo nome, meriterebbe di perdere di nuovo clamorosamente, meriterebbe di far mangiare a Rutelli e compari pane e cicoria per almeno altri vent’anni, ma nel vero senso del termine. Penso che a quel punto, ridotti alla fame elettorale, potrebbero capire che all’Italia non serve una nuova DC né tantomeno un partito dei cattolici, all’Italia serve un governo laico che governi bene. E se Rutelli vuole rifondare la Dc, prenda a braccetto l’amico Follini e il sottosviluppato Giovanardi, gli offra pane e cicoria e si mettano a tavolino a pensare al grande centro. Così li si affonda tutti più facilmente, una volta che sono tutti sulla stessa barca. Potranno fare i loro manifesti e magari scriverci sopra “Pane e cicoria per tutti”.

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martedì, 24 maggio 2005

               L’ultimo sondaggio Demos-Eurisko fissa a quattro italiani su dieci la quota di coloro che hanno già deciso di andare a votare al referendum. Un dato che per alcuni sconforta, secondo me consola. Consola perché vuol dire che almeno 4 italiani su 10 sanno pensare indipendentemente dal sagace Ruini, sanno che questa legge è stata scritta da degli imbecilli che avevano come unico scopo quello di leccare i piedi alla CEI.

              Ieri sera sono stato ad una conferenza sul tema della fecondazione assistita, svoltasi in università da me, a Pavia. L’aula del ‘400 era stracolma di giovani e io sono soddisfatto a prescindere dal risultato del referendum. Sono soddisfatto perché mettere la sordina ai problemi non è la soluzione giusta, e i giovani lo sanno. Sono soddisfatto perché CL, Azione Cattolica, Opus Dei e chi più ne ha più ne metta non riusciranno mai a occludere la mente di migliaia di giovani coi loro precetti medievali e insensati, privi perfino di fondamenta evangeliche. Una morale sessuofoba genera mostri più grandi di chi li ha creati, l’idea malata del conservatorismo può solo ritardare lo sviluppo del progresso, ma non lo fermerà mai. Ieri ci dicevano che il sole gira intorno alla terra e ora ritrattano. Nel 2050 ci diranno che l’embrione non è un essere umano, con tante scuse agli scienziati e al popolo italiano. Siamo stufi di dare credito a credenze mistiche non ben definite. Vogliamo uno stato laico che riconosca un’etica condivisa e non parziale, che assicuri la libertà di coscienza ad ognuno e non imponga quella dei singoli sull’intera società. Per questo noi giovani, almeno quelli non fagocitati dai vari movimenti cattolici, lotteremo per raggiungere il quorum. Per questo noi giovani saremo l’ancora di salvataggio di un’Italia in recessione, indipendentemente dal colore politico, perché la libertà è una e senza colore, la libertà viene dal popolo e non da Dio, la libertà, sta scritto nel Vangelo, viene dalla verità. Una verità che non conosceremo mai se fermiamo il progresso, una verità che dobbiamo ricercare assieme. E se ci asteniamo non siamo furbi, ammettiamo solo di essere più ignoranti degli altri.

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venerdì, 20 maggio 2005

LE RAGIONI DEL SI'

Parla il prof. Umberto Veronesi, oncologo di spicco in Italia, ricercatore, ex ministro della Sanità, e ci spiega perchè, secondo lui ed altri scienziati, è giusto andare a votare sì.

«Ogni giorno almeno 10 mila uova fecondate in normali rapporti di coppia non attecchiscono in utero e muoiono.[...] Circa 300 mila al mese, 3 milioni e seicentomila l’anno. E questo solo in Italia. Una strage di potenziali bambini e, secondo la Chiesa, di anime che non si sa dove vanno. Un eccidio di innocenti inspiegabile». Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità, oncologo e scienziato di fama internazionale voterà sì al referendum di abrogazione di alcuni punti controversi della ormai nota legge 40 che regola in Italia la procreazione medicalmente assistita o fecondazione artificiale.
Professore, secondo lei dove vanno tutti questi ovuli fecondati?
«Da scienziato e ateo rispondo: da nessuna parte. Ma secondo la Chiesa, non essendo battezzati, dovrebbero finire tutti nel Limbo. Ipotesi scartata però da San Tommaso d’Aquino che fissa al terzo mese di vita la comparsa dell’anima. Mentre per l’ebraismo il momento chiave è il quarto mese. Detto questo, ricordo la mia infanzia di bimbo cresciuto in cascina: la mortalità neonatale era allora altissima e ricordo l'angoscia dei genitori per non far finire il loro figlio al Limbo. Quando i piccoli stavano male, chiamavano prima il prete del medico».
Ma allora, quand’è che questo ovulo fecondato si completerebbe con l’anima?
«Scientificamente potremmo far coincidere l’anima con il pensiero, con la psiche. È ormai provato che il feto pensa, all’ottavo-nono mese. È ragionevole quindi ipotizzare che l’anima esiste se c’è il pensiero. Ed è ragionevole immaginare che l’anima, e secondo il pensiero cattolico la vita, entra nel corpo quando c’è un abbozzo di struttura pensante, di avvio dell’intelligenza. Tant’è che la morte oggi coincide con la morte del cervello: l’espianto di organi vitali è consentito anche dalla Chiesa dopo la morte documentata del cervello. Ma quando l’embrione inizia ad avere questo abbozzo? Questo accade dopo due settimane dall’attecchimento in utero. Prima è solo un ammasso di cellule. Un progetto di essere vivente».
Di essere vivente o di essere umano?
«Uno scimpanzé che cos’è? Un essere vivente con una differenza minima nel genoma rispetto all’uomo. Talmente minima, i geni sono uguali al 99,5 per cento, che potenzialmente potrebbe essere un progetto di uomo. E allora perché non tutelare anche lui? La Chiesa in realtà ha una visione antropocentrica: solo l’uomo conta. Ma io che sono animalista e vegetariano mi chiedo, provocatoriamente, perché non tuteliamo anche gli embrioni degli scimpanzé, anch’essi sono progetti di esseri umani».
Quindi, che cosa non va nella legge 40?
«Innanzitutto che tutela più gli ammassi di cellule che la donna o i feti veri e propri».
In che senso?
«Basti pensare all’inumana proibizione della diagnosi preimpianto per verificare la buona salute dell’embrione. Una palese contraddizione con la legislazione italiana in vigore che prevede l’esame prenatale del liquido amniotico o dei villi coriali, così come l’ecografia già dal secondo mese, che in caso dimostri una malformazione o una situazione grave del feto autorizza la scelta dell’aborto. E credo che nessuna donna ami abortire. Eppure mentre è prevista l’eliminazione di un feto, di un essere umano, si tutela un ammasso di cellule non pensante... Almeno fino a quando non diventa pensante, perché poi l’aborto è ammesso... Sconcertante».
Ma non c’è un rischio di deriva eugenetica?
«Bè, anche l’esame del liquido amniotico o l’ecografia al secondo mese in teoria nascondono il rischio di selezione eugenetica. Forse che poi la differenza non è fatta dall’etica del medico e dall’amore dei genitori in attesa. Non ho mai sentito di un aborto legato al colore degli occhi del futuro bambino. Eppure potenzialmente questo potrebbe accadere... In realtà la legge 40 offende i successi della ricerca scientifica che era arrivata ad anticipare la verifica della salute dell’embrione addirittura a prima dell’impianto evitando drammi psicologici ben maggiori. Offende me scienziato».
E sul numero massimo di tre embrioni da creare e impiantare, per evitare di congelarli?
«Anche in questo esiste una grave contraddizione etica. Se l’embrione è un essere vivente perché ne prevediamo la morte per legge?».
Che cosa vuol dire?
«Semplice, se impiantiamo tre embrioni sappiamo per certo che minimo uno muore, se non tutti e tre. Inoltre i parti plurigemellari sono un rischio per la donna. Allora, o si preleva un ovulo per volta, lo si feconda e lo si impianta. O si preparano più embrioni, si congelano e se ne impianta uno per volta. Questa peraltro è l’ultima indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)».
La legge però serviva a regolare una sorta di Far West?
«Parlare di situazione da Far West è un oltraggio per la medicina italiana che in questo campo era al primo posto in Europa. E comunque, come dice il giurista Pietro Rescigno, sarebbe stato meglio il vuoto normativo a una legge lacunosa e contraddittoria».
E il problema degli embrioni congelati «orfani»?
«Ho già espresso più volte il mio pensiero: piuttosto che finire in un lavandino, potrebbero essere fondamentali per la ricerca sulle cellule staminali e altro. Donatori di cellule così come un adulto, constatata la morte cerebrale, può essere un donatore di organi... E poi, quando un domani, studiando le cellule staminali di un embrione, all’estero verrà trovato un farmaco che cura per esempio il Parkinson, i cattolici che fanno?... Non lo prendono?».
Mario Pappagallo
15 maggio 2005
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martedì, 17 maggio 2005
FreeLand propone, in queste quattro settimane che ci dividono dal voto referendario del 12-13 giugno, un dibattito aperto a tutti su ognuno dei quattro quesiti elettorali, divisi equamente per settimana. Verranno proposti: i pareri di scienziati, teologi e filosofi, le ragioni di coloro che invitano a votare no e di coloro che invece voteranno sì. Si cerca, insomma, di fare quello che più teme la corrente astensionista: il dialogo. E dunque si aprano le danze con il PRIMO QUESITO.
 
Promosso, come il quesito successivo e quello sulla fecondazione eterologa, dal "Comitato promotore referendum parzialmente abrogativi della legge sulla procreazione assistita", vuole che anche nel nostro Paese si possano sviluppare cure innovative per moltissime malattie gravi, oggi incurabili.
Testo:  Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 12, comma 7, limitatamente alle parole: "discendente da un’unica cellula di partenza, eventualmente";
Articolo 13, comma 2, limitatamente alle parole: "ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative";
Articolo 13, comma 3, lettera c), limitatamente alle parole: "di clonazione mediante trasferimento di nucleo o";
Articolo 14, comma 1, limitatamente alle parole: "la crioconservazione e"?
LE RAGIONI DEL  NO
Il primo quesito referendario riguarda le norme della legge 40 che vietano la clonazione e le sperimentazioni sull'embrione. La legge attualmente in vigore, infatti, vieta la produzione di embrioni umani a fini di ricerca, la clonazione e ogni forma di manipolazione per alterare il patrimonio genetico. Vieta, inoltre, la produzione di ibridi tra gameti umani e gameti di specie diversa e la conservazione degli embrioni tramite congelamento.
Il fine ultimo di questo referendum è sempre quello di ridurre l'embrione ad un oggetto (in questo caso si parla di "strumento di laboratorio") negando che in esso sia presente la vita umana o, se dovesse risultare difficile negare l'evidenza e la realtà scientifica, cercando di aggirare l'ostacolo con le solite false promesse. Esaminiamo dunque quali falsità ci vengono proposte in tale quesito. Se dovesse vincere il SI, sarebbe possibile effettuare ricerche con le cellule staminali embrionali, attraverso la cosiddetta "clonazione terapeutica". 
La falsità più grande riguarda appunto l'utilizzo di questa tecnica. Si è convinta la gente che, in questo modo, malattie gravissime potrebbero essere curate e che questa sia l'unica alternativa. Ma la realtà è un'altra, come afferma Claudio Bordignon, Sovrintendente Scientifico dell’Istituto Universitario San Raffaele di Milano: "oggi non c'è nessun paziente curato con cellule staminali embrionali, per il semplice motivo che non esiste ancora nessuna applicazione terapeutica sull'uomo". Esistono invece e vengono abitualmente utilizzate terapie basate su cellule staminali tratte dal sangue, dall'epidermide eccetera, che salvano migliaia di pazienti l'anno.
Il fronte del SI, cerca di convincere milioni di persone che le cellule staminali embrionali sono indispensabili per curare qualsiasi malattia, quando, in realtà, "hanno ricadute terapeutiche a tutt'oggi pressoché nulle, o comunque molto modeste". Capita quindi che chi non è informato, o chi non è capace di ragionare con la propria testa ma solo tramite le dicerie della TV, pensi che il problema etico di interrompere una vita umana possa essere superato, considerando il "bene" che si avrebbe eliminando tante malattie, con una terapia inesistente ed una cura del tutto fantasiosa. In ogni caso, anche se questa fantomatica terapia dovesse mai esistere, si curerebbero degli esseri umani sopprimendone altri!
Se dovesse vincere il SI, inoltre, per la gioia di tanti animalisti, sarebbe sovvertito il criterio che regola ogni ricerca scientifica, e cioè che la prima sperimentazione deve essere effettuata sugli animali. I diritti delle bestie scavalcano quelli dell'essere umano.
E' per questo che NON voteremo SI  e non ci presenteremo neanche alle urne.
(fonte http://www.adorto.com/,  movimento nazionale per la famiglia e la vita)
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categoria:referendum
domenica, 15 maggio 2005

Un articolo segnalatomi da Andrea G.: lunghetto ma significativo!

Giorni fa, sulla Stampa, Michele Ainis (un costituzionalista) criticava
la posizione astensionista sui referendum patrocinata e promossa dalla
CEI. Gli risponde, venerdi 13/5, sulla prima pagina dell' Avvenire, il
direttore, Dino Boffo.
Con toni che, se da una parte rincuorano perchè testimoniano di un
profondo nervosismo dei nostri avversari, dall' altra preoccupano. E
per due motivi:
- Boffo è il direttore del quotidiano della CEI. Dunque, se per
l'informazione vaticana valgono le stesse regole dell'informazione
italiana, il suo editoriale rappresenta la linea ufficiale di quel
giornale. E, di conseguenza, del suo editore: la CEI.
- Boffo, per chi non lo sapesse, è uno dei nomi che circolano (dio ci
scampi e gamberi!) come nuovo presidente della RAI.

Quel che segue è un sunto delle frasi più sconcertanti. Per chi volesse
leggere tutto l'articolo, può farlo qui (il rinvio non è diretto perchè
sul sito dell' Avvenire non esistono i permalink, quindi ve lo dovete
andare a cercare).


Questo è il pacato incipit:

"A tutto c'è un limite. Anche all'impostura mediaticamente imbellettata
con dotte citazioni. Anche alla protervia per quanto mimetizzata da
afflato etico-civile. Anche all'ignoranza travestita nei panni del
progressismo d'accatto.
Ebbene, questo limite ieri, in una colonna almeno delle patrie gazzette,
è stato superato. Ci riferiamo al fondo, sì proprio al fondo, di quello
che una volta era il grande giornale della famiglia Agnelli, il
prestigioso quotidiano della capitale morale di questo bellissimo e
disgraziato Paese, sì: la Stampa di Torino."


Poi Boffo parla della possibilità che sulla Stampa sia dato spazio ad
altre opinioni:

"Ora, siccome è di sacrosanta importanza che in democrazia sia dato
spazio ad ogni parere, saremmo tentati di pazientare che nei giorni
prossimi l'inclito direttore di quell'augusto giornale faccia
intervenire un giurista di scuola opposta a dire il contrario. A quel
punto, secondo la più squallida degenerazione cui è pervenuto il
cerchiobottismo italico, dovremmo dirci tutti stupidamente felici e
contenti."

E, infatti, a lui non basta:

" Crediamo che in ogni vera democrazia, in ogni democrazia che abbia il
coraggio di se stessa, nella quale i cittadini pur mossi da idee opposte
sono fieri di guardarsi negli occhi, in una democrazia insomma
civilmente nutrita non tutte le opinioni abbiano la stessa dignità.
Crediamo piuttosto che ce ne siano di così palesemente false, di così
pacchianamente ruffiane verso il Potere mediaticamente costituito da non
poter avere impunemente corso. Crediamo cioè che ci sia un livello oltre
il quale vada pagato un dazio. Il dazio della gogna, quanto meno."

E qui capiamo bene quale sia il concetto di democrazia che anima Dino
Boffo e, con lui, la CEI.
Ma c'è di più, naturalmente. Poichè un tale concetto di democrazìa
implica anche che, tra opinioni con diversa dignità, ce ne sia qualcuna
più degna delle altre. La sua, ca va sans dire:

"Ecco, questo non è un parere, tanto più il parere infimo di chi scrive,
non è un'interpretazione tra mille, tutte ugualmente valide. Questa è
l'interpretazione più accreditata perché più accreditabile."

Ecco fatto: tutti qui a spaccarci la testa nel ragionare, nel
confrontarci, nel dibattere, e poi era così semplice. Non abbiamo
bisogno di un Ruini, non ci serve nemmeno scomodare un Papa: abbiamo il
signor Boffo che ci spiega qual è La Verità.

E chi la pensa diversamente, che si fotta!
Anzi, facciamo una bella cosa: mettiamolo alla gogna.
Siamo in democrazìa, no?

E meno male che del costituzionalista Ainis aveva detto:

"che si dia una calmata!"

postato da: alexperry alle ore 12:24 | Permalink | commenti
categoria:referendum
sabato, 14 maggio 2005

Informazione malata

Ieri mi è sfuggito l’occhio sul tg4…fede mandava in onda le immagini degli interventi fuori programma di Grillo al convegno “Crescere fra le righe”. Ovviamente commentati al solito modo…ma non è una novità per nessuno.

Credo che fra i giovani siano in pochi quelli che non apprezzano la simpatia e la libertà intellettuale di Beppe Grillo. Forse quelli che Berlusconi paga per volantinare le sue menzogne, ecco forse quelli potrebbero anche ritenerlo un comunista o un sobillatore del sistema. Oppure le ragazzine che vanno in giro definendosi della “berlusconi generation”, una generazione che ha visto come stella la pluralità dell’informazione. Ma mi affido all’ottimismo, come qualcuno suggeriva nei commenti al post precedente, e mi fermo a pensare che siano pochi.

Grillo ha criticato la falsa libertà, quella di Mentana, quella dei giornalisti che siedono al potere dei media e belano notizie dettate dal presidente del consiglio di turno. Berlusconi è solo l’emblema di un problema che l’Italia e le democrazie odierne si trascinano da anni. Basta guardare quanto spazio televisivo è dedicato al confronto sul prossimo referendum, mentre si sprecano le pubblicità su come eliminare con il televoto l’ultimo vip della fattoria o il ballerino più sexy di “Amici”. E’ tutto un po’ malato, ma alla fine va bene così alla maggioranza, e anche questa è democrazia. Rispettare il volere del popolo. Io credo che sia tutto un po’ collegato. Credo anche che la soluzione di tutto stia nella scuola, negli anni che passiamo obbligatoriamente nelle classi a imparare tante cose inutili, quando basterebbe insegnare ai giovani che la libertà passa attraverso la verità. Una verità che non filtra dalle nostre tv. La maggior parte degli italiani sa che Carlo si è sposato con Camilla ma non il motivo per cui i nostri soldati sono in Iraq. Superfluo, inutile, scomodo. Perché dirlo? Un po’ come quando si tradisce il proprio partner, sempre meglio tacere per evitare casini. Però ci portiamo dentro un po’ di vergogna che a volte viene fuori. Forse c’è chi ancora la sera vuole andare a letto con la coscienza pulita, e forse c’è chi sa di non sapere e si nasconde nel televoto. La nostra società è sedentaria, fisicamente e intellettualmente. Chissà che il futuro della democrazia non sia trasferire il potere legislativo ai talk show, legalizzare il televoto e far condurre il tutto alla De Filippi. Non credo sia un’idea tanto più stupida dell’astensione al referendum.

Alex

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venerdì, 13 maggio 2005

“Ma quale castastrofe economica…c’è stata la Pasqua, a Marzo si è lavorato meno”. Già già, presidente. Cazzo, e ad agosto? Di quanto diminuirà il Pil? Ho paura.

Credetemi, pensavo che oltre un certo limite non si potesse davvero andare. Credevo che Berlusconi si limitasse a dire che era colpa dei comunisti, ma adesso addirittura la colpa è della Risurrezione di Nostro Signore. Se Cristo non fosse risorto, il Pil in Italia non sarebbe sceso. E soprattutto se non fossero cadute le Torri, ora staremmo meglio. Se non ci fosse l’euro, poi…per non parlare della par condicio, del diritto di sciopero, della Costituzione! Come si starebbe meglio in Italia se non ci fosse la Costituzione! Io sono davvero curioso di guardare negli occhi qualcuno che ha il coraggio di dirmi che lo rivoterà. Credo che potrei ammirarlo quanto un cinese che senza battere ciglio si arrostisce una cavalletta e se la mangia davanti a me. Come si osservano quegli acrobati che si detreggiano nell’aria sotto il tendone di un circo e alla fine dici “Ma come cazzo ci riescono?”.

 

Dire che ho esaurito le parole sarebbe offendere il mio vocabolario, che ormai da tempo tenta inutilmente di darmi nuove espressioni per commentare le gesta del presidente operaio. Io non ce la faccio più, e spero col cuore che questo paese sappia rialzarsi presto. Dicono sempre che il compito spetta a noi giovani. Beh, accettiamo la sfida. Vi aiutiamo a levarcelo dai coglioni!

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mercoledì, 11 maggio 2005

E' partito il conto alla rovescia, fra un mese e un giorno andremo di nuovo alle urne per dire la nostra. O così si spera! Come titolo del mese ho scelto una frase di Gesù tratta dal Vangelo di Matteo: "Semplicemente dite sì quando è sì e no quando è no; tutto il resto viene dal diavolo". Lungi da me dare del satanasso al buon Camillo (Ruini per gli amici), ma effettivamente se c'è una posizione che non tollero di tutte quelle espresse è la diserzione del voto. Sintomo di difficoltà, di scoraggiamento, di paura. Se davvero i cattolici credono che la scelta migliore sia difendere questa legge (opinione legittima e criticabile non più di altre) allora lo dicano al paese con la propria scelta negativa. Cercherò, in questi giorni che ci separano dal referendum, di proporre articoli di approfondimento sul tema della fecondazione assistita e della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Capire se ci sono alternative di cura, guardare cosa succede negli altri paesi che adottano leggi diverse e cosa davvero dicano le nostre normative. Nonchè, ovviamente, analizzare i quesiti e discuterci sopra. Non sarà facile, ma conto di impegnarmi fino in fondo per sensibilizzare chi non è del mestiere a preoccuparsi del problema. Le scelte, poi, saranno individuali.

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martedì, 10 maggio 2005

In giro c'è voglia di fecondazione...sarà la primavera? Oppure questo referendum è davvero così importante? Qui su FreeLand avevo scritto molti post sul tema ancora prima che i radicali raccogliessero le firme, subito dopo l'entrata in vigore della legge. C'erano stati dibattiti molto accesi e la cosa si era conclusa lì. Oggi è quantomeno necessario riparlarne, perchè se non altro l'Italia ha la possibilità di dire una volta per tutte, di nuovo, che è un paese laico e che, anche se cattolici, si rifiuta l'idea di uno stato governato da princìpi religiosi. Ha fatto discutere la copertina del settimanale "Diario" che recita: "Fecondazione assistita, Maria disse sì". Se per fecondazione assistita si intende, come è vero, una fecondazione che prevede l'utilizzo di materiale genetico esterno alla coppia...beh, niente di più realistico e ortodosso. Gesù, il figlio di Dio, nasce per la religione cristiana cattolica dal concepimento di Maria per opera dello Spirito Santo (indubbiamente esterno alla coppia Giuseppe-Maria). Ovviamente la provocazione vale in quanto tale, ma i cattolici hanno di che riflettere. Si può essere contrari a tutto, anche alla libertà di scienza, ma questo va detto chiaro e tondo andando a votare. Il "non expedit" di Ruini è l'ennesima mossa politicante di una parte di Chiesa che rifiuta il confronto e desidera lo scontro, perchè sa di essere debole e tenta di vincere a tavolino. Mi preoccupa l'ignoranza ahimè diffusa sull'argomento...nessuno che si preoccupi di dire all'elettore qualcosa di diverso da un "sì" o un "no" o peggio ancora "stattene a casa che tanto non capisci un cazzo e fai quel che ti dico io". E' incredibile come lo stesso Gesù di Nazaret vedeva oltre questi pretini politicizzati: "La verità vi farà liberi". Verità che sta nei libri di scienza, dai quali bisogna partire. Verità che i media nascondono perchè non farebbe audience come "La fattoria" o "Music farm". Verità che la maggior parte degli italiani non conosce, tanto che il voto verrà dato ancora una volta per fiducia e non per coscienza. Mi preoccupa un paese che non discute, perchè si rassegna al qualunquismo e alla semplicità più disarmante. Al di là del risultato, questo referendum sarà perso se da un mese a questa parte sentiremo solo parlare di sì e di no. Se così fosse, qualunque ne fosse l'esito, sarà stata solo l'ennesima espressione ideologica preconcetta di un paese che va avanti per inerzia.

(per saperne di più sulla legge e sui quesiti vedi precedenti post oppure vai al sito http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=3218&idCat=102)

postato da: alexperry alle ore 23:21 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 03 maggio 2005

Più di una settimana fa ero a Londra con alcuni amici, dei quali molti conosciuti da pochissimo. A volte nella vita mi capita di aprire delle finestre per far entrare ossigeno, e in genere il mio ossigeno sono sempre gli altri. Ho sempre pensato di non essere metereopatico, anzi. Di solito quando c’è brutto tempo mi sento meno fiaccato; in realtà sto scoprendo che ogni anno, ciclicamente, in primavera, mi succede qualcosa di nuovo che cambia radicalmente gli schemi delle mie settimane e del mio modo di vedere un po’ tutto, dall’università ai vari problemi dello stare al mondo. Il fatto di avere conosciuto gente nuova, aver fatto un viaggio a Londra, essere entrato in una specia di nuovo gruppo nel quale succedono cose nuove, per me è diventato come, appunto, aprire quella famosa finestra ossigenante che mi sta ridando voglia di andare avanti. Dio solo sa quanto è fondamentale questa voglia. C’è una canzone dell’infallibile e purtroppo ormai superato Max Pezzali. “grazie mille”, nella quale si ringrazia non si sa bene chi per “quando ho l’entusiasmo di fare”. Fondamentale e unico, l’entusiasmo. Me ne nutro raramente, ma lo cerco in continuazione. E’ quella cosa che ho sentito dentro il primo giorno di reparto, è l’insonnia del giorno prima, è un bacio all’improvviso rubato a chi sogni da sempre di sposare. Insomma quella cosa lì, quella che in fondo provo ciclicamente ogni anno a metà primavera, vuoi perché gli ormoni galoppano, vuoi perché la luce mi risveglia strani pensieri nella testa. Divertimento, casino, festa, vita notturna. E così sia.

 

Alex

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