Quando il governo approvò la legge sulla fecondazione assistita, dopo averla letta, subito molti capirono che, al di là delle singole posizioni, era una legge scritta e concepita veramente male. Che servisse una legge era scontato, dato che il far west biotecnologico al quale eravamo esposti risultava davvero fuori da ogni schema etico, anche radicale. Credevo che il referendum potesse in qualche modo abrogare alcuni punti di questa legge, ma quando mi sono ritrovato a leggere i quesiti referendari mi sono detto: non so davvero che fare. Vediamoli:
Primo quesito: propone di cancellare il limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, in modo da consentire nuove cure per malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi e diabete. Questo è forse il quesito che mi lascia più dubbioso. Il fulcro sta nel reputare o meno l'embrione una forma di vita con tutti i diritti dell'essere umano, fra cui (il più importante) il diritto alla vita. Che l'embrione sia un'essere vivente è fuori discussione. Per i credenti possiede già un'anima e dunque è un essere umano a tutti gli effetti. Tuttavia ci sono embrioni in eccesso, accumulatisi negli anni e ora congelati, dei quali non si sa che fare. Tenerli congelati a vita? Distruggerli? Il dubbio rimane e credo rimarrà ancora per molto tempo.
Secondo quesito: ha come obiettivo quello di cancellare le norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita (come l'eliminazione dell'obbligo di creare in vitro non piu' di tre embrioni e di trasferirli con un unico e contemporaneo impianto nell'utero materno). Su questo sono d'accordissimo per il sì. La legge prevede l'obbligo di impianto di 3 embrioni per volta, non considerando minimamente le varianti dell'età e delle condizioni di salute della donna. E' evidente che una donna giovane e maggiormente fertile ha bisogno di un numero minore di embrioni impiantabili per la buona riuscita della fecondazione, viceversa la donna più anziana che richiede invece un maggior numero di tentativi. E' evidente che occorre elasticità nelle decisioni da prendere, cosa che la legge non consente ad oggi poichè tutela la vita dell'embrione e dunque non consente che se ne usino troppi per evitare sprechi (la brevità mi costringe ad usare termini semplicistici!).
Terzo quesito: punta sulla 'autodeterminazione e la tutela della salute della donna', abrogando le norme sulle finalita', sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso. In particolare, si propone la cancellazione totale dell'articolo 1 della legge sui diritti del concepito, in modo da affermare che i diritti delle persone già nate non possono essere considerati equivalenti a quelli dell'embrione. Di fatto, se passasse questo quesito, tutta la legge andrebbe riscritta, in quanto mina l'essenza stessa della norma che equipara i diritti del nascituro a quelli del cittadino già nato. Gli italiani, per la verità, già decisero con il referendum sull'aborto che l'embrione poteva essere "annientato" prima del suo sviluppo definitivo. Credo di votare sì anche per questo quesito, ma non per affermare i "non" diritti dell'embrione, quanto per spingere il Parlamento a rivedere questa legge e modificarne gli aspetti più controversi (per ulteriori info, su FreeLand del Gennaio 2004 vi sono alcuni post cui seguirono interessanti dibattiti).
Quarto quesito: propone di cancellare la fecondazione eterologa. Si vuole, in sostanza ''consentire la donazione di gameti per rimediare ai casi di sterilità più gravi e per prevenire la trasmissione di malattie ereditarie quando uno o entrambi i potenziali genitori ne sono portatori''. Fa sostanzialmente riferimento all'utilizzo di gameti al di fuori della coppia quando uno dei due coniugi è affetto da malattia ereditaria e (ovviamente) non vuole rischiare di far ereditare al figlio la malattia stessa. L'attuale legge prevede che solo coppie sposate o di fatto, non omosessuali, possano accedere alla fecondazione (dunque OMOLOGA). L'eterologa (cioè quella nella quale si utilizzano gameti di persone estranee alla coppia) è vietata. E' un gran casino. Così com'è la norma è scritta male: chi garantisce che le coppie di fatto siano davvero di fatto? E se entrambi i coniugi sono sterili? Non hanno diritto, come sancisce del resto la legge, ad avere un figlio?
Questo lungo post per accennare solamente ai tanti problemi di questo referendum e di questa legge. Di una sola cosa sono convinto: se in Italia non ci fossero pressioni da parte della Chiesa, se chi legifera usasse il cervello e se i radicali usassero toni meno accesi nei dibattiti, tutti capirebbero meglio la questione. E probabilmente il problema non si tradurrebbe in un "cattolici contro tutti", ma piuttosto in una grande discussione comune nella quale l'etica possa diventare patrimonio di tutti e non di una singola religione. Mi irritano profondamente i "movimenti per la vita". Come se tutti gli altri fossero per la morte.