mercoledì, 29 dicembre 2004

I danni umani e materiali del maremoto nell'oceano indiano assumono minuto dopo minuto caratteristiche apocalittiche. Cosa possiamo farci? Aiutare quella gente a ritrovare un barlume di speranza. Vi metto qui di seguito i dati per versare sul conto corrente bancario o postale della Caritas Internazionale, che ha messo in atto una raccolta di fondi in aiuto delle popolazioni colpite. Gli italiani tornano a casa in maggioranza, gli abitanti di quei posti probabilmente ci resteranno per la vita. Pensiamoci.

Conto corrente postale n. 34565200 intestato a Caritas Ambrosiana

Conto corrente bancario n.19859 ( Cin J, ABI 03512, Cab 01601)

Aperto alla sede di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas
Ambrosiana

Causale delle offerte (detraibili per le persone fisiche): Maremoto Oceano
Indiano 2004

Qualcosa si può ancora fare

Alex







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categoria:opere
martedì, 28 dicembre 2004

In questo momento di caos e lutto per la catastrofe naturale che ha colpito l'Asia, ogni altra notizia che giunge dal nostro paese e dal resto del mondo appare superflua, giustamente, paragonata alle oltre 40mila (per ora) vittime dello spaventoso maremoto. Mi pareva giusto, tuttavia, sottolineare questa breve news battuta poco fa dalle agenzie, ripresa da Repubblica.it, perchè ci dà l'idea di quanto la democrazia, nel mondo, non sia data per scontata ovunque, anche in quei paesi che oggi pagano le conseguenze di un disastro che si sarebbe potuto in parte evitare con sistemi di allarme che nel pacifico, nei cosiddetti paesi "civili", funzionano eccome. Purtroppo, piove sempre sul bagnato.

Cina, manifestazione in Henan: 12 persone giustiziate

Domenica scorsa sono state condannate a morte e immediatamente giustiziate dodici persone che avevano partecipato ad una manifestazione pubblica a Zengzhou, la capitale della provincia centrale dell'Henan. Lo riferisce oggi il quotidiano di Pechino 'Chenbao', senza chiarire i reati di cui erano state accusate. I dodici facevano parte di un gruppo di 80 persone processate per la manifestazione, di cui 22 condannate a varie pene.




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sabato, 25 dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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sabato, 25 dicembre 2004

I miei migliori auguri di un Felice Natale. Lo so, troppo semplice, ma quest'anno ho voluto stare in silenzio ad ascoltare gli auguri degli altri e vi assicuro che non è così banale come sembra: certe frasi, dette col cuore, sono molto meglio di spatafiaccate moraliste dell'ultimora.

A tutti un grosso augurio

Alex

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giovedì, 23 dicembre 2004

Ieri sera sono stato con una mia amica al teatro studio di Milano, quello affianco al Piccolo, dove Paolo Rossi ha messo in scena il suo nuovo spettacolo. Relativamente entusiasmante, devo ammettere, però non è di questo che volevo parlarvi. Bene, sedutomi al mio posto, la maschera fa alzare me e la mia amica per cambiarci di posto perchè c'era un gruppo di persone che volevano sedersi vicino e gentilmente ci hanno chiesto se potevamo spostarci un po' più avanti. Nessun problema. Entriamo nella quinta o sesta fila e, mentre sto per raggiungere la mia poltrona, vedo un esiguo cespuglietto di capelli rosso vivo, leggermente rosa, cui fa capo la faccia di colei che da anni desideravo incontrare di persona: Ilda!!! La mia Ilda Boccassini!! Non ci credevo. Per me era davvero come incontrare un idolo. Per anni, guardandola in tv mentre con la grinta di una pantera crocefiggeva criminali molto potenti, a rischio e pericolo della sua vita, mi sono detto che avrei voluto avere il suo coraggio e la sua determinazione, senza ovviamente citare l'ormai famosa definizione di "donna con due palle d'acciaio inossidabile garantito Mondial Casa". Non era proprio affianco a me, due posti più in là, per altro aveva vicino Ottavia Piccolo. Alla fine del primo atto, di ritorno dall'intervallo, si è seduta proprio accanto a me. Cazzo. Ragazzi davvero, avrei voluto abbracciarla e dirle che per me era come un punto fisso, una cometa da seguire. Troppo. Infatti non ho fiatato, non sono il tipo da strette di mano ai VIP o da autografi. Però sono contento che il fato, per Natale, mi abbia regalato questo incontro. Con una persona che stimo davvero tanto.

Viva le maschere rompicoglioni!

Alex

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mercoledì, 22 dicembre 2004

Volevo ricordare ai miei concittadini milanesi che alle fermate di Lanza e Pagano della metro ci sono due mercatini equo-solidali dove comperare qualche regalo che ancora vi manca e nel frattempo dare una mano a sradicare lo sfruttamento del lavoro nel terzo mondo. Buoni preparativi di Natale

Alex

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domenica, 19 dicembre 2004

Libertà di non fumare o negazione del diritto di fumo? Sostanzialmente è questa la battaglia che si sta conducendo in Italia, e che penso riguardi più da vicino tutti i cittadini rispetto a tante leggi che vengono quotidianamente emanate (di solito riguardanti due o tre parlamentari inguaiati con la giustizia). Dal 12 Dicembre su tutti i treni di qualsiasi natura, rapidi, lenti, iperveloci, è vietato fumare; regola che presto verrà applicata anche a bar, ristoranti e vari esercizi pubblici. Una decisione che ho vissuto, devo confessarlo, molto felicemente, in quanto pendolare e in quanto non fumatore. Questo ha comportato l'ira di qualche fumatore, non tutti, i quali sostengono che nella legge si annidi un'esplicita negazione del sacrosanto diritto "costituzionale" al fumo. Ma fumare è un diritto? E' un diritto vivere, essere assistiti dalla sanità, avere un lavoro (!!! per legge, in teoria!!!), studiare, etc. Ma fumare non è un diritto, è un'opzione. Come guardare la tv. O ascoltare la musica. Certo, non lo si vieta, ma nessuno deve garantire per legge che lo si possa fare. E ovviamente se io reco disturbo ascoltando la musica, devo abbassarla. Se il mio televisore urla a squarcia gola, il vicino mi bussa col macete in mano e mi intima di spegnerlo, soprattutto se sono le due di notte. Se io fumo in un luogo pubblico (ergo, di tutti) e do fastidio con la mia sigaretta, la spengo. A me pare così naturale che francamente avere bisogno di una legge per suggellare il buon senso e l'educazione mi delude assai. C'è poi anche chi sostiene che avere spazi per fumatori e per non fumatori fosse l'ideale. Per quel che mi riguarda non è vero, perchè se gli scompartimenti non fumatori del treno sono pieni, il povero non fumatore è costretto a sorbirsi il fumo degli altri. La sanità, quella sì, è un diritto costituzionale che lo stato deve garantire ad ogni cittadino. Il resto è un surplus che si può compiere in libertà senza ledere quella altrui.

Fosse per me legalizzerei ogni tipo di droga leggera, per dire quanto secondo me sia giusto lasciare ad ognuno la libertà di fare ciò che vuole della propria vita. Libertà di fumare, certo. Rispettando prima, però, sempre e in ogni caso, quella di non fumare.

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giovedì, 16 dicembre 2004

Ohilà, Carlo Azeglio. Che è successo? La mogliettina Franca le ha forse strappato la penna dalle mani? Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma no, siamo sotto natale, siamo tutti più buoni. Voglio pensare che sono io troppo parziale per non capire la sua imparzialità. In effetti è amato da tutti, bisogna dargliene atto. E' riuscito nell'intento epocale di riunire sotto il suo nome un'Italia lacerata fra chi sa, fra chi non sa e chi fa finta di non sapere. Cazzo se era troppo firmare quella riforma. Palesemente incostituzionale in ben 4 punti, come ha ricordato ai nipotini del Parlamento, già pronti a insaponare la schiena del sire di Arcore con la salva-previti. Perfino Vanna Marchi rifiuta di appellarsi a quella legge, ragazzi se hanno toccato il fondo. Insomma, Presidente, la ringrazio per aver avuto un sussulto di coscienza, ma non basta. Deve fare di più nell'ambito del pluralismo d'informazione, ormai scettro indiscusso del potere del centrodestra, e della guerra in Iraq. L'Italia ripudia la guerra, merda, non si può occupare un paese facendo credere che si va lì a portare aiuti! Il cibo non si distribuisce coi mitra al collo! Tantomeno con le granate e i carri armati! Vogliono essere davvero umanitari? Bene, vadano in giro senza armi, come Baldoni, come Gino Strada, come le due Simone, come i poveri coglioni che ancora credono in una pace senza armi. Carlo Azeglio, sussulti un po' di più e faccia sentire la voce della costituzione più spesso. Glielo chiede l'Italia. Glielo impone il suo ruolo. E cmq, ancora una volta, grazie di cuore!

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mercoledì, 15 dicembre 2004

C’è una sorta di stallo, in tutto quello che faccio. Il tirocinio, lo studio, il tempo di prendere il caffè coi compagni e discutere di forza italia e del suo fastidio continuo nei confronti della legge e della giustizia, concepiti come nemici a prescindere. Un po’ tutto relegato alla mia professionalità e alla mia intelligenza, che battono in lungo e in largo gli attimi della mia giornata, senza pausa, senza andamenti sinusoidali tipici del mio passato. Forse è questo che più mi colpisce, quasi nemmeno più scrivo. C’erano giorni, fino a poco tempo fa, in cui se non mettevo giù due righe impazzivo. Dovevo sfogare ciò che sentivo dentro, ora non lo faccio più, perché imprigionato negli impegni razionali del mio vivere non trovo spazio per una passione diversa da quella universitaria. Bella, a volte soddisfacente e a volte deludente, ma unicamente dominante. Tempo per altro non ne ho, o meglio ne avrei se non volessi dormire appena me ne torno a casa. Mi piacerebbe uscire sempre, ogni santa sera, con amici diversi per ridere di tutto, invece al massimo reggo fino alle undici giocherellando con internet o guardando qualche irritante talk show televisivo.Certo, nel fine settimana si bisboccia, ma basterà alla mia salute mentale? Penso che questa sempre più marcata domesticità d’intenti sia un po’ generalizzata, anche fra i miei coetanei. Quando in settimana, raramente, ho voglia di perforare le mura di casa, molti mi dicono che sono stanchi più di me: sarà per il weekend. Necessariamente penso a ciò che temo di più: non voglio assolutamente invecchiare prima del tempo. Non voglio ridurmi a ventun anni calzando pantofole e leggendo il giornale in poltrona. Né a studiare fisiologia il giorno di natale perché un coglione patentato si diverte a bocciare la gente come fosse il tiro al piattello. Non è questa la vita che voglio condurre. Forse è solo il periodo. Ma so che non è così, d’ora in avanti andrà sempre peggio. Il problema è capire se davvero mi fa schifo questo modus vivendi. No, schifo no. Però è sempre malinconico abbandonare le vecchie abitudini. L’adolescente che era in me sta prendendo definitivamente il volo. Mi mancherà, su questo non c’è dubbio. Sì, mi mancherà.

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mercoledì, 15 dicembre 2004

MILANO - Un'infermiera è in stato di fermo con l'accusa di aver causato la morte di cinque o sei pazienti dell'ospedale Manzoni di Lecco. Le morti sono avvenute tra il primo settembre e il 10 novembre. L'infermiera, secondo quanto ha detto il procuratore capo di Lecco Annamaria Delitala, avrebbe ucciso i pazienti, soprattutto anziani o malati pre-terminali, praticando loro delle iniezioni di aria. Ha detto di averlo fatto per sentirsi protagonista.

 

 

 

 

 

 


 




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lunedì, 13 dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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domenica, 12 dicembre 2004

Domattina sveglia alle sei e dieci per giungere alle otto in punto in ospedale. Ho cominciato il mio tirocinio ospedaliero ormai un mese fa. Non ero mai entrato in una clinica da "studente", fortunatamente nemmeno mai da malato (tranne quando mi ingessarono la gamba a 13 anni). Faceva la sua scena passeggiare per i corridoi con lo stetoscopio al collo, rosso, regalatomi dai miei amici, (vedi immagine in alto, è proprio lui!) sentendomi chiamare dottore, quando invece ero (e sono) solo un ventunenne studente del terzanno di medicina. All'inizio perfino misurare la pressione sembrava qualcosa di assolutamente professionale...pompavo, pompavo, fino a 200mmHg mentre la vecchietta continuava a raccontarmi la sua vita e io speravo solo cominciasse a tacere per lasciarmi sentire bene la massima e la minima. Beh, dopo una settimana di sospensione dell'internato, domani ricomincio. Verrebbe quasi da dire: che palle. Eppure erano anni che aspettavo il momento di avere un contatto diretto col paziente. Proprio vero. I bei momenti di gloria durano poco. E allontanate dalle vostre testoline il dottor Carter di ER. Non sono in Pronto soccorso, bensì in medicina interna. Niente emergenze, niente corse contro il tempo, niente infermiere da urlo. Solo tanti vecchiettini amabili, ma troppo vecchi. Davvero troppo.

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sabato, 11 dicembre 2004

Berlusconi festeggia. Bene, ma cosa? Il tribunale di Milano ha accertato il reato di corruzione giudiziaria nei confronti del giudice Squillante, solo che non ha punito i responsabili perchè ormai il reato si era estinto. Insomma, la marachella l'hai fatta, solo non ti hanno voluto dare il sonoro ceffone che invece, forse, ti saresti meritato, ma non tocca a me deciderlo. Berlusconi festeggia. Bene, ma cosa? Il suo fedele compagno di avventure, tale Marcello Dell'Utri, è stato condannato a 9 anni di carcere per, sentite bene, ASSOCIAZIONE MAFIOSA. Proprio poco dopo la presunta (e fasulla) assoluzione di Berlusconi. Nessuno dei due è stato assolto con formula piena per tutti i capi d'accusa, solo che uno si è preso la sberla, l'altro no. E Berlusconi festeggia. Cosa vuol festeggiare, in ordine? Che è stato appurato che è un corrotto? Che si è salvato per il rotto della cuffia? Che ha un amichetto mafioso? Che è riuscito ad evitare la condanna grazie a non immaginate quanti soldi dati in pasto ai suoi avvocati? No, Berlusconi festeggia una cosa sola: pur essenso quello che è, ha scalato la vetta dell'Italia ed è arrivato a fare il Presidente del Consiglio. Verso di lui, e verso il suo partito, di cui fa parte Marcello Dell'Utri, nutrono stima milioni di italiani, tanto da essere votati ed eletti in parlamento, Questa è l'Italia che io non riconosco come mia. Questa è l'Italia che deve assolutamente rinsavire, perchè se i reati di corruzione cadono in prescrizione, così non succede ai danni che questa gente sta apportando all'economia, alla giustizia, alla società. E Berlusconi festeggia. Ma cosa??!!

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venerdì, 10 dicembre 2004

 

 

 

 

...A BREVE, QUI A MILANO, SCOPRIREMO SE E' DAVVERO COSI'.

postato da: alexperry alle ore 09:36 | Permalink | commenti
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lunedì, 06 dicembre 2004

Anno nuovo, vita nuova. Dopo aver festeggiato un anno di vita da blogger, ho deciso che la politica per un po' può attendere. In fondo, non sono mercenario di nessuno, perciò ne parlo quando e come voglio, se mi va e dove mi va. Frecciatina. Basta, promesso! Il poeta spirituale Gibran, che più volte ho citato nei miei post, oggi parla di amicizia. Forse ne parlo troppo, però davvero per me è fondamentale sapere tutto su questo stranissimo sentimento, a volte libero, altre accerchiato da mille problemi, altre ancora assolutamente fondamentale e impagabile. Il verbo che fa capo al sentimento dell'amore è "amare", ma per l'amicizia non esiste un verbo associato. Eppure essere amici rappresenta un coinvolgimento emotivo, dunque un'azione, non vedo perchè debba non esserci un verbo specifico. Forse perchè chi ha scritto il vocabolario della lingua italiana, cioè il popolo, il volgo, considerava amore e amicizia figlie di sentimenti diversi con medesima struttura. Un po' come il termine colore: si può dire che rosso e blu sono colori, diversi, ma pur sempre colori. Mi piace pensarla un po' così. Anzi, per molti versi l'amicizia, soprattutto nella società di oggi, assume sfumature davvero sacre. Mi viene in mente sempre la festa di San Valentino, esempio scioccante di come si può banalizzare e svendere un sentimento tanto importante quanto l'amore. La seratina nel ristorante sotto casa, due cioccolatini perchè anche la gola vuole la sua parte, un regalino inutile alla società e al mondo e alla fine l'agognata scopata. Davvero ripugnante, a parte l'ultima azione! Io non concepisco il falso, il gesto fine a se stesso. Le tradizioni sono fatte per ritualizzare lo stare assieme, non per dettare i tempi di un rapporto di coppia. L'amicizia non ha una sua festa, non ha nemmeno frasi preconfezionate da tirar fuori al momento giusto (anche se stan venendo fuori piano piano anche quelle). Non prevede tempi, azioni obbligate, tappe da bruciare. Non c'è un arrivo, non c'è una fine. NON C'E' IL MATRIMONIO!!!!!!!! Insomma è libera di fluttuare nella spiritualità più impalpabile, di starsene magari per mesi in standby, sai che c'è, vedi la sua lucina, ma può non andarti di accenderla. E sai che quando hai bisogno è lì ad aspettarti...quella vera. Del resto, uno può avere anche mille donne ed essersi innamorato davvero di una sola, o di due, di tre, se ha un culo bestia anche di quattro. Forse è un po' così anche per gli amici. Ne vedi tanti, in giro, che ti sorridono, ma forse quelli veri si contano sulle dita di una mano. Non è perfetta, è vero. Tanto che non la apprezzi finchè sbatti contro la sua metà oscura, contro il tradimento, e cazzo se fa male. Però se ti rialzi sa darti tanto. Lascia il segno. Ma forse è anche giusto così. Altrimenti non sarebbe un'amicizia poi così forte.

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sabato, 04 dicembre 2004

E' passato un anno da quando ho aperto questo blog. Così, fra la curiosità e lo stimolo comunicativo tipico di tutti i giovani del 2000. Speravo che poteste conoscere meglio questo alexperry malato di interessi opposti ma complementari. Ho chiamato questo blog freeland perchè esattamente un anno fa ci sono stati casi di palese censura televisiva, Sabina Guzzanti in primis, do you remember? Yes, I do, come direbbero oltre manica. Censure che anche oggi avvengono ovunque, alle quali ho voluto personalmente rispondere con questo blog in cui, quest'anno, tutti hanno potuto esprimere pareri di ogni tipo. Di Freeland si è detto che è uno spazio per comunisti, poi hanno cominciato a frequentarlo anche individui assolutamente di tutt'altra ideologia, vedi i commenti lasciati da aderenti o simpatizzanti di Comunione e Liberazione. 2850 contatti sono pochi per un anno di attività, ma Freeland in fondo non era nato con l'intento di diffondersi fra i naviganti del mondo, semplicemente l'ho voluto creare per aprire una finestra fra me, le mie idee e quelle di coloro che erano interessati ai miei stessi interessi. Mi rendo conto che la politica, la medicina, non siano i principali argomenti di cui discutono i miei coetanei. Sono un po' atipico, in questo, nel senso che non ho una squadra del cuore, non guardo il grande fratello (ma in passato l'ho guardato e mi è piaciuto) e mi vergogno troppo per mettere sotto gli occhi di tutti aspetti del mio intimo che invece posso leggere in altri blogs. Però mi fa piacere che qualcuno si sia affezionato per un po' a questo spazio, che continuerà ad esistere finchè esisteranno delle idee da mettere nero su bianco, finchè ci sarà bisogno di libertà di espressione, che di fatto quest'Italia di merda, oggi, nega in tv e su molti giornali. Sbaglio a dire Italia di merda. L'Italia è un gran paese, sono il suo governo e le sue puzzonate a far vergognare tutti.

Quest'anno abbiamo parlato di tante cose: censure, leggi ad personam, elezioni politiche, bioetica, religione, amicizia, amore, solidarietà, guerra...dimentico sicuramente qualcosa. Argomenti che spesso hanno portato a scontri ideologici più che a dibattiti vespiani. Ma in fondo non vedo perchè a 20 anni si debba essere conciliatori e diplomatici a tutti i costi. Qualcuno ha anche offeso questo spazio, dicendone peste e corna solo perchè ospitava una campagna decisamente anti-berlusconiana in tempo di elezioni. In fondo, non ho mai detto di essere imparziale nè tantomeno che lo fossero le mie idee. Non avrei potuto certo auto-infliggermi la par condicio. C'è poi da dire che molti filo-governativi si vergognavano di scrivere quacosa di "diverso" su Freeland, e quando questo è stato fatto i commenti non sono mai stati eliminati. Nemmeno le offese, ancora lì, sotto il naso di tutti al mese di Giugno.

Buon compleanno, Freeland!

Alex

postato da: alexperry alle ore 18:53 | Permalink | commenti (2)
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