Di solito la domenica sera guardo Mai dire Iene e, nella pubblicità, mi lascio tentare dal mitico "zapping" televisivo, unico momento della settimana in cui apro la finestra sulla tv italiana (oltre al lunedì sera, quando guardo o registro il fantastico ER (a proposito, un minuto di silenzio per il dr. Romano)). Questa sera, invece, Chi vuol essere Milionario si è aggiudicato la mia preferenza dalle 10 in poi e, guardacaso, il fato ha voluto che proprio questa sera ci fosse il primo vincitore del milione, nella storia del programma, da quando gli euro hanno cominciato a circolare (una tizia aveva vinto un miliardo di lire tipo 4 anni fa, se non sbaglio). A vincerlo è stato un ragazzo di 22 anni, alto un metro e un barattolo, con due coglioni quadrati in acciaio inox...non lo nego: l'ho invidiato. L'ho invidiato per il suo coraggio, per la sua tenacia, per la sua freddezza. Molte delle risposte erano davvero inarrivabili, ma logica, sapienza e coraggio lo hanno portato a diventare miliardario. Alla fine ho apprezzato un programma Mediaset che non fosse la Gialappa's, lo ammetto. Anche se a farmelo apprezzare è stato il concorrente e non il produttore. Assieme a questo ragazzo c'era un suo amico, che piangeva come una fontana domanda dopo domanda, ostacolo dopo ostacolo, dando l'idea di essere emozionato per il suo amico almeno quanto lo sarebbe stato se fosse stato lui il concorrente. Un'allegoria un po' sempliciotta della vita, se volete, ma io la voglio vedere così. Alla meta ci si arriva con fortuna, coraggio e intelletto. Con un buon amico al tuo fianco, che lotta e soffre e gioisce con te. Questo 22enne mi ha dato la possibilità di dire, almeno per una volta, che non è vero che quando uno vede i soldi, prende e scappa. Lui ha voluto rischiare di perdere quasi tutto, e si è lanciato. Tanto di cappello, amico mio...adesso però ricordati degli amici!!!! :-))
Alex