mercoledì, 30 giugno 2004

AI MIEI AMICI RITROVATI

E' la dura legge del goal, prima o poi ci si tradisce in nome della vittoria. E gli anni per farlo sono stati tanti, per chi 17, per chi 10, per chi 5. Anni passati assieme a sperare nel futuro, a rimuginare nel passato per trovare le colpe e infine a guardare spaccati il presente. L'unica costanza era l'assoluta certezza di volersi bene, per il resto ci siamo detti di tutto. Avevamo 12 anni per ridere e scherzare, ma anche per stare assieme per il gusto di farlo, senza assiomi imprescindibili o parole di troppo. Poi ne abbiamo avuti 14 e quello che ci girava attorno cominciava a farsi diverso, complicato, profondo. Eravamo noi con le nostre storie, i nostri primitivi sentimenti d'amore, la radicata sensualità del primo adolescente in cerca di affetto e di ribellione. Le serate a parlare, a ridere, a scrivere le prime lettere di dichiarazione, spinti dai telefilm, dai ragazzi più grandi, a crescere nell'idea che prima o poi avremmo dovuto stabilire quello che per noi era bello e quello che per noi era brutto. C'erano le meteore dei coetanei che comparivano e scomparivano a razzo, mentre già era difficile capire chi era con noi e chi era contro di noi. Il gruppo delle gelosie, dei riscatti, dei pettegolezzi. Noi maschi in caccia di nemici da neutralizzare fra le file di chi s'intrometteva nel nostro territorio, e il resto del mondo che ci accusava di essere chiusi, primitivi, arcaici, maschilisti. Fare gli stronzi era un divertimento, la battaglia fra ragazzi un diversivo troppo ghiotto per poterne rinunciare. Casinisti, permalosi, grandi strateghi di mosse difensive contro il nemico colonizzatore di ragazze. E loro contente di questo spettacolo di lotta, intensamente schierate dalla parte dei più forti, di chi garantiva loro protezione, di chi era più onesto e al tempo stesso capace di fare l'eroe insopportabile.

 

E' la dura legge del goal, fai un gran bel gioco, ci spendi l'anima, ma all'ultimo perdi contro chi sembra agli occhi del pubblico il più forte. E partita dopo partita siamo arrivati ai 16. Quelli che sembravano i nostri nemici avevano cambiato tattica, avevano smesso di giocare, forse perché ci eravamo arresi ad un'evidenza che a quel punto non ci era sembrata così ingiusta. E quello che prima teneva uniti gli amici, cioè la lotta per la preda, di colpo li aveva divisi. Il tempo degli amici perfetti, senza ombra nè macchia, era finito. Era cominciato il tempo degli amori perfetti. Della dolcezza venduta al mercato nel primo peluche di san Valentino. Quei patti siglati col gentil sesso per cui ci si dichiarava amore eterno e regolarmente ci si mollava prima dell’estate per andarsene in vacanza col cuor leggero. Il falso sentimento dell’amante latino, che protegge, bacia, romanticheggia e tradisce spietatamente. Perché un giorno ti piace e l’altro no, tipico di chi è troppo giovane per sapere chi è e cosa vuole. La scoperta della fisicità lasciava ben poco alla ragione e molto ai luoghi comuni della coppia perfetta. Un valzer nauseante di gelosia, folle amore, noia e risentimento. Un ballo di coppia che è finito per invadere il territorio dell’inesplorato mondo del “chi siamo”, oggetto prelibato dei diciassettenni.

 

Di colpo il buon Leopardi non faceva più schifo a nessuno, era diventato l’unico adulto bastardo che ti capiva. Anche le parolacce erano diventate più energiche e appropriate. Tassello dopo tassello veniva a galla la verità interiore, quella più chiara e inequivocabile, quella che ti fa fare le prime scelte. Si stava sciogliendo il nodo più duro che teneva unito il mondo dei pensanti e il nostro, quello di ragazzi che agivano sull’onda dell’istinto e dell’emulazione. Una separazione dolorosa e lancinante che mieteva le prime vittime fra quei falsi amici, ignoranti stronzi che non ti capivano. Che condannavano le tue lacrime, i tuoi dolori e i tuoi sorrisi in nome dei tempi che furono. La prima volta da ubriaco avevo riso fino allo sfinimento, la seconda piansi dal tramonto all’alba senza un perché…o forse i perché erano talmente tanti che era più facile riassumerli in quello zero assoluto che ben rappresentava la comprensione di quegli attimi folli. E da quella notte cambiarono mano a mano tutti i miei iperurani mentali, i vari mondi delle idee con in quali organizzavo la mia conoscenza sensibile. Mi sbagliavo solo su una cosa…credevo, in quella notte, di aver pianto tutte le mie lacrime catartiche pagate per crescere e passare alla successiva fase della vita. No, quello era solo il casello d’entrata di un’autostrada che sto percorrendo tutt’ora. Mi chiedo solo, con un filo d’angoscia nel cuore, il prezzo che dovrò pagare all’uscita…

 

Persi quasi tutti gli amici di un tempo per aggrapparmi all’egoismo che ritenevo indispensabile per salvare me stesso. Li credevo inutili, falsi e ipocriti…a tratti davvero dei traditori. Ed era un po’ una cosa reciproca…

Dopo un po’, però, si smette di cadere e ci si ritrova tutti di nuovo ad aver bisogno gli uni degli altri. Non tutti sono tornati, è vero, ma d’altra parte la vita è fatta anche di sbagli e perdite…

 

…E’ la dura legge del goal, gli altri segneranno però, che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai

Loro stanno chiusi, ma, cosa importa chi vincerà,

perché in fondo lo squadrone siamo noi

lo squadrone siamo noi…

 

postato da: alexperry alle ore 22:14 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 28 giugno 2004

MILANO ALLA SINISTRA...?!

 

Molti non ci credevano, forse per non disperarsi prima del previsto, ma molti stavolta ci hanno creduto, ed è questo che ha portato la sinistra a Milano nel 2004. Tanti i fattori: ci ha creduto Filippo Penati, che ha condotto una campagna elettorale da sfinimento. Ci hanno creduto i vertici dell’Ulivo che hanno candidato un personaggio conosciuto, abile e vincente come Penati. Ci hanno creduto gli elettori del centrosinistra che sono tornati a votare ieri e l’altro ieri per confermare la loro fiducia, nonostante il caldo torrido, il bel tempo e il weekend appetibile. Si è vinto perché ci si credeva, questa volta, e questo dimostra che alle comunali e alle regionali, in  Lombardia, non vanno mandati candidati suicidi perché tanto non si vince: si può e si deve vincere.

 

Ho fatto lo scrutatore a Milano 2, in questi due giorni, culla, fulcro e fortino di Forza Italia (innegabilmente). Ebbene lì, la Colli, ha vinto col 65%, Penati ha guadagnato il 35%. A fine scrutinio, prima che venissero diffusi i dati dei primi exit poll, mi sono reso conto che stavolta era fatta. In luoghi dove prima la destra guadagnava il 70-80% dei consensi, ora si tocca il 65%. Il berlusconismo sta crollando come un castello di carte. E se Milano, patria di Forza Italia, volta le spalle al premier, è l’inizio della fine di un ciclo che vedeva Silvietto vincente.

 

E’ la fine anche per zia Ombretta, che se l’è presa in saccoccia mica male. Ora fa fagotto e se ne va, libera di tornare a cinguettare canzoni per allietare il cuore dei milanesi. Che la ringrazieranno per il servigio reso…quello di essersene andata…

Una Signora Provincia che le ha dato la sconfitta più bruciante…era davvero difficile perdere a Milano appoggiati dal centrodestra, ma lei è brava in tutto e anche stavolta c’è riuscita.

 

Infine c’è anche chi vince e sono contento che non solo il centrosinistra ma soprattutto Filippo Penati possano tornare a governare la provincia di Milano. E speriamo che governino bene, perché l’ideologia conta, ma sono i fatti a far cambiare le idee.

 

In bocca al lupo, Filippo. Addio, Ombretta

 

Alex

postato da: alexperry alle ore 12:10 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 26 giugno 2004

Rispondo alle esigenze espresse nel commento al post precedente, nel quale si chiedeva maggiore attenzione ai programmi elettorali dei due candidati alla Provincia di Milano, oggi e domani al ballottaggio.

Sarebbe quantomeno riduttivo, da parte mia, riassumere tali programmi, pertanto vi rimando ai link che tempo addietro avevo cercato per farmi un'idea delle proposte sia della Colli sia di Penati.

Per quello di Penati andate alla pagina http://www.msacerdoti.it/provelpenati.pdf . Sono 68 pagine (arghhhhhhhhh!!!!!!). PS: se avete poco tempo leggetevi solo le premesse perchè è davvero lungo.

Per quello della Colli vi va meglio, è più corto. Pagina http://www.ombrettacolli.it/programma.asp

Riguardo a ciò che non ha fatto la Colli vale la regola di prima, sarebbe riduttivo farne un riassunto, tuttavia ci provo. Un primo lampante esempio è la vergognosa lite che si è portata avanti per lungo tempo fra la stessa e Albertini (notare, sono dello stesso partito) riguardo la MilanoFiori (MilanoSerravalle), che ha creato numerosi intoppi ai lavori. Per continuare sulla strada del "non ha fatto" possiamo confrontare Milano con tutte le altre metropoli europee. Siamo decisamente indietro in fatto di ambiente, trasporti pubblici, qualità della vita e potere d'acquisto. Medicinali coi ticket (ricordo che si pagano solo nelle regioni amministrate dal centrodestra), spese ordinarie insostenibili. Per quel che riguarda i trasporti provinciali, al di là del passante e di qualche fermata di metrò fuori Milano, il resto dell'Interland si raggiunge solo con mezzi privati o con pochi pullman. In questi 5 anni si è fatto davvero poco per risolvere il problema, e per quel poco che si è fatto (vedi MilanoSerravalle) si è litigato troppo. Se tocchiamo il tasto "ambiente£ davvero scendiamo in basso. Il Comune si rifiuta di trovare soluzioni, così la Provincia, e Milano resta una delle città più inquinate d'Europa, a discapito dei cittadini sempre più facilmente a rischio di patologie respiratorie. La Provincia NON ha affrontato questo tema (in programma invece per Penati).

Ribadisco la riduttività di queste righe, ulteriori info le potete trovare tranquillamente su Internet, e siccome non mi pagano per scrivere su FreeLand dovrete accontentarvi!!! Anch perchè devo correre a studiare.

Per quel che riguarda il perchè si dovrebbe votar Penati...secondo me è una domanda un po' retorica: ognuno vota ciò che gli pare e ciò che gli sembra più giusto. Io voto Penati perchè ho letto il suo programma e perchè mi convince di più di quel che ha fatto e di quel che dice di voler fare la Colli. E poi perchè tendenzialmente ho ideali di sinistra.

Cmq, votate quel che volete ma andate a votare!!!

Alex

 

 

postato da: alexperry alle ore 09:53 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 25 giugno 2004

Per chi segue la politca questi sono giorni, a Milano, di attesa speranzosa. Domani e dopodomani ci sono i ballottaggi, bisognerà crocettare o la signora Provincia (detta anche Ombretta Colli) o il duro Filippo Penati che sta dando filo da torcere a quella che fu la moglie di Gaber.

E' davvero difficile, stavolta, fare pronostici, anche se così, a naso, numeri alla mano, la Colli dovrebbe farcela grazie ai voti dei leghisti. Oltre a un sentito "speriamo di no", la destra deve fare i conti con un Penati che è uscito in vantaggio di 5 punti dal primo turno, dato davvero storico in una città come Milano che tradizionalmente è tutt'altro che di sinistra.

Insomma, sarà un bel match, e le sorprese non mancheranno. Una sola cosa è certa: per scaramanzia noi non lo diciamo ma se...se...if...insomma, mi avete capito, nell'evenienza in cui...dovesse andarci "bene"...

...PREPARATE I CONTAINER PERCHE' IN ITALIA CI SARA' UN BEL TERREMOTO...

Alex

postato da: alexperry alle ore 14:04 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 22 giugno 2004

QUESTA E' DAVVERO STRANA...

Piccioni invadenti, funziona lotta con mais anticoncezionale
Il mais anticoncezionale distribuito dagli incaricati di Acsm Ambiente in cinque piazze del centro di Como sembra piacere ai piccioni, tanto che nel giro di soli 42 giorni sarebbero pressochè raddoppiati quelli che non disdegnano di becchettarlo senza sapere che mangiandolo compromettono la loro virilità. Un esperimento voluto dal Comune per ridurre il numero di piccioni presenti nel centro storico e che possono creare problemi alla salute pubblica.

è proprio il caso di tirar fuori i luoghi comuni: dove andremo a finire?????

 


postato da: alexperry alle ore 16:48 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 19 giugno 2004

Volevo solo dire due parole sulla nuova Costituzione europea che sembra essere stata approvata all'unanimità. E più in particolare su un "profondo rammarico" espresso dalla Santa Sede perchè al suo interno non vi sarebbe quell'accenno alle radici cristiane della cultura europea. Da cattolico praticante (se per praticante intendiamo quelli che vanno a messa tutte le domeniche visto che questa è l'accezione più comune del termine) dico questo: meglio così. Meglio così perchè sarebbe quantomeno ipocrita da parte dell'Europa rivendicare una cultura, quella cristiana, che si fonda sulla fratellanza e sull'amore del prossimo. Un'Europa che ha visto nascere il Nazismo, il Fascismo, il Comunismo, le Crociate e tutte le altre barbarie sconosciute ai più compiute su suolo europeo. Ma se la formula dev'essere "chi ha avut' ha avut', chi ha dat' ha dat', scordammuc' u passat' " diamo anche un'occhiata al presente.

Ci diciamo un paese radicalmente cattolico, e nelle scuole l'ora di religione è disertata da più della metà dei ragazzi (per fortuna, oserei dire!). Il cardinal Ruini si straccia le vesti in favore di quello scempio umano che è la legge sulla Fecondazione assistita, ma chiamati al voto gli italiani hanno detto sì in maggioranza ad aborto e divorzio. Dove sono quelle radici cristiane tanto acclamate da Papa Wojtyla e cardinalacci al seguito? Risiedono forse nell'ottusa e bigotta CL o nella ricca e potente Opus Demoni?

Forse è un bene che nessuno osi richiamarsi a quelle origini cristiane, perchè nessuno è degno di potersene appropriare. "Vendi tutto quello cha hai, dallo ai poveri, vieni e seguimi". Qualcuno l'ha fatto, di certo non la maggioranza degli europei nè dei cattolici.

Alex

postato da: alexperry alle ore 16:02 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 16 giugno 2004

ALTRO CHE TENERO PUPONE...

...E FRANCAMENTE, CHE SCHIFO!

 

 

 

 

 

postato da: alexperry alle ore 18:11 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 15 giugno 2004

PENATI PUO' E DEVE FARCELA

Nel '99

Centrodestra 44,6% Centrosinistra 39,6% Lega 11,1%

Oggi

Centrodestra 38,3% Centrosinistra 43,2% Lega 8,6%

FORZA PENATI

postato da: alexperry alle ore 17:25 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 14 giugno 2004

E' abbastanza ovvio che tutti gridino alla vittoria, soprattutto se poi i risultati assegnano un sostanziale pareggio ai due schieramenti con un lieve anzi lievissimo vantaggio del centrosinistra. Non sono contento di come sono andate le europee, anche se l'obiettivo primario (cioè quello di infliggere a Berlusconi e FI una sonora bastonata sui denti) si è raggiunto. L'Italia conferma che il centrodestra sta bene dove sta, Berlusconi no, ma il centrodestra sì. E questo è il secondo problema da affrontare. Una volta scalzato il Berlusca, ora tentiamo di scalzare i vari Follini e Fini che popolano la destra italiana che, senza il fenomeno mediatico che è Berlusconi, dimostra di tenere duro.

Assolutamente contento, invece, per le amministrative. Un vero successo anche a Milano, da sempre roccaforte (ahimè) della destra. Al ballottaggio Penati potrà farcela senza troppi problemi, rispetto al 1999 la Colli e FI hanno perso un sacco di voti. Nel resto d'Italia la sinistra spopola.

Europee, risultati definitivi: 37 seggi all'Ulivo e 36 al Polo. Chi ha vinto?

Alex

postato da: alexperry alle ore 22:37 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, 14 giugno 2004

PUBBLICO UN POST CON SU SCRITTO DI NON VOTARE BERLUSCONI E FORZA ITALIA MI CALA DI 8,5 PUNTI PERCENTUALI...KE DIRE, GRAZIE DELL'ASCOLTO!

postato da: alexperry alle ore 13:27 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 11 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: alexperry alle ore 11:42 | Permalink | commenti
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venerdì, 11 giugno 2004

PUBBLICO UN COMMENTO LASCIATO NEL POST PRECEDENTE MERITEVOLE DI ATTENTA LETTURA

Parla un testimone iracheno
”Peacereporter”, agenzia  internet diretta da Maso Notarianni 
di Emergency, pubblica questa testimonianza di un iracheno identificato come
“signor Fahad”. 
 "Quella casa al numero 17 di Zaitun Street era disabitata da almeno due
mesi. Fino a lunedì sera tardi quando, intorno alle 23, si è sentito un gran
trambusto. Io, che abito al 13, ho visto arrivare alcune auto e fermarsi
davanti a quella casa. Sono entrate un po’ di persone. Era buio, non abbiamo
visto bene. Poco dopo se ne sono andati via ed è tornata la calma. Il
mattino seguente - prosegue - intorno alle 9:30, sono arrivate cinque auto
militari americane, di colore verde oliva. Si sono fermate davanti a quella
casa. Ne sono scesi alcuni uomini vestiti in abiti civili e con gli occhiali
scuri. Erano sicuramente uomini del mukhabarat (servizio segreto, n.d.r.)
americano. Hanno aperto la porta dell’abitazione, senza forzarla, come se
fosse già aperta, e sono riusciti subito con solo quattro uomini, che poi
abbiamo saputo essere i tre ostaggi italiani e un ostaggio polacco. Li hanno
caricati su un furgoncino bianco e se ne sono andati via. Il tutto con la
massima calma. Non è stato sparato un colpo. Nella casa, a parte gli
ostaggi, evidentemente non c’era più nessuno. Non è stato assolutamente un
blitz militare come è stato annunciato tre ore dopo. Quelli sono tutta
un’altra cosa. Lì si è trattato di una semplice presa in consegna. Gli
americani sono andati lì a colpo sicuro. Sapevano che gli ostaggi erano
stati portati lì, si erano messi d’accordo.
 Il vostro governo ha pagato un riscatto: nove milioni di dollari. 
Qui ormai lo sanno tutti".

























postato da: alexperry alle ore 10:50 | Permalink | commenti
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venerdì, 11 giugno 2004

LA VERITA' SUGLI OSTAGGI

Gino Strada racconta la sua verità: la trattativa
di Emergency la soluzione vicina, il finale a sorpresa
"Comprati per 9 milioni di dollari poi il finto blitz per liberarli"
"Non so chi ha tirato fuori i soldi. So i nomi dei mediatori
che, mi viene detto, li hanno maneggiati"

ROMA - Gino Strada, con la sua Emergency, è stato uno dei canali di trattativa "in chiaro" per la liberazione degli ostaggi. Nelle prime tre settimane di maggio, Strada, con sua figlia Cecilia e Tommaso Notarianni, ha negoziato a Bagdad con quattro fonti irachene. Ripartendone con una certezza. Che Agliana, Cupertino e Stefio sarebbero stati liberati "senza condizioni". Oggi dice: "Ci è stato detto che quando la vicenda era ormai risolta, qualcuno ha pagato 9 milioni di dollari... Che gli ostaggi sono stati di fatto consegnati agli americani".









postato da: alexperry alle ore 10:33 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 11 giugno 2004

Come mai arrivano sms, volantini, messaggi occulti, che invitano ininterrottamente 24h su 24 gli italiani ad andare a votare questo weekend? Senso civico di Palazzo Chigi o interessi personali? In fondo nessun messaggio di questi dice "votate per il Presidente del Consiglio" ma solo "andate a votare".

Anche stavolta si tratta però di una precisa mossa politica scorretta. Berlusconi teme l'astensionismo. Bassa affluenza, Berlusconi perde, alta affluenza Berlusconi vince. Perchè?

Pensate un po' agli italiani e a come si divideranno in questo conflitto elettorale. Gli antiberlusconiani convinti e quelli di sinistra (40-45% circa) si precipiteranno alle urne solo per togliersi dalla balle zio Silvio una volta per tutte. Il weekend verrà dopo questo atto umanitario, per loro la cosa fondamentale è mandarlo a casa.

Ci sono poi gli elettori convinti della Cassa delle Libertà, quelli che ti voterebbero Berlusconi anche se vedessero coi loro occhi un filmato del premier mentre con un coltello squarta il torace di un bambino vivo e se ne mangia il cuore. Un 35% circa.

Poi vengono coloro che nel 2001 hanno votato loro e nostro malgrado per forza italia e che ora cominciano a intuire che non fu una saggia mossa. Sono indecisi, sanno che ci sono stati 3 anni di malgoverno, però, forse, boh, chissà, magari le abbassa davvero le tasse, ma no, no, boh, chissà...mi sa che non vado a votare...

Eccoti la mossa. Portare al voto gli indecisi che non sono sicuramente antiberlusconiani perchè l'antiberlusconiano va sicuramente a votare. Per due motivi. Il primo, già ricordato, perchè l'antiberlusconiano mette il suo voto prima del weekend al mare e prima dello schifo che prova per l'Ulivo. Il secondo, perchè di solito il vero sinistrofilo va a votare cmq per un partito di sinistra e difficilmente si astiene, è animato da ideali politici spesso superiori al borghese che se ne va a votare Berlusconi perchè gli ispira fiducia o della vecchia abbindolata da pensioni d'oro utopiche.

Se Berlusconi riesce a portare a votare gli indecisi, siamo nella merda. Quindi pregate nel bel tempo e nella sfiducia degli ex berlusconiani. Per il resto, incrociamo le dita.

Non tifo per nessuno, sia ben chiaro, ma col cuore dico e ripeto che mi auguro e vi auguro una cosa sola:

SILVIO A CASA!!!

postato da: alexperry alle ore 09:44 | Permalink | commenti
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giovedì, 10 giugno 2004

BUGIE A DOMICILIO

di Marco Travaglio

"Le grandi opere attivate... Il governo Berlusconi ha varato un Piano Decennale per 125 Grandi Opere, per un totale di 246.000 miliardi di vecchie lire di investimenti" (dall'opuscolo recapitato a 15 milioni di italiani da Silvio Berlusconi per le elezioni europee 2004).

In realtà gli investimenti nel bilancio dello Stato per le opere pubbliche, crollati nei primi anni 90 e risaliti nel quinquennio dell'Ulivo con un incremento medio annuo del 10.6%, dal 2001 al 2003 si sono ridotti del 15% e quest'anno del 13%. Addirittura dimezzati i finanziamenti per la difesa del suolo e la prevenzione di frane e alluvioni, tagliati quelli per le città e il trasporto pubblico locale, l'edilizia scolastica, acquedotti e depuratori. Quanto alle grandi opere, ne erano state promesse circa 270 per un costo totale di 125 miliardi di euro. A oggi ne sono stati finanziati appena 5.1 miliardi e le stime più ottimistiche ne prevedono altri 4 di qui al 2006. Di questo passo il piano delle grandi opere sarà completato nel 2079.

Dopo tre anni di governo Berlusconi, gli unici due cantieri già aperti fra le opere previste dalla legge obiettivo, sono quelli per la terza corsia su 18 km. del raccordo anulare di Roma (deciso e in gran parte finanziato sotto l'Ulivo) e per un lotto di 28 km della Salerno-Reggio Calabria (proseguendo i lavori avviati su 215 km dai precedenti governi). Il resto è posa di prime pietre e di molte seconde pietre: recentemente Berlusconi ha posato la terza "prima pietra" della Variante di Valico in Toscana, avviata nel lontano 1996 dall'allora ministro Antonio Di Pietro.





postato da: alexperry alle ore 13:29 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 09 giugno 2004

LA FIERA DELLE COINCIDENZE

E' singolare che, per coincidenza, il Presidente Bush sia arrivato in Italia una settimana prima delle elezioni. E' singolare che, per coincidenza bella e buona, i tre ostaggi italiani siano stati liberati 4 giorni prima del voto. E' altrettanto singolare che le elezioni si svolgano il 12 e 13 Giugno, esattamente a ridosso della fatidica data 11 che ormai in occidente vuol dire paura e sgomento. Ma si sa che il fato procede per coincidenze...si sa che il buon Silvio è sempre stato onesto e corretto. Cosa dovrebbe farmi dubitare della sua buona fede?

Fose il fatto che a Palermo sono stati chiesti 11 anni di carcere per Marcello Dell'Utri, esponente di Forza Italia e intimo amico di Silvio...l'accusa è di associazione mafiosa. O rientra anche questo nella fatidica e bolscevica fiera delle coincidenze?

Alex

postato da: alexperry alle ore 13:46 | Permalink | commenti
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martedì, 08 giugno 2004

Fra le cose che più mi danno fastidio, in genere, c'è la consapevolezza da parte mia che qualcuno mi sta raggirando con dolci note e luoghi comuni. In questi giorni di campagna elettorale il fastidio è considerevolmente aumentato. La lettera di Silvio è arrivata un paio di giorni fa assieme all'opuscoletto delle menzogne. Una serie infinita di palle, palline, cazzate, luoghi comuni, slogan e demagogia. Da far vomitare i neuroni del cervello di una scimmia.

Ma non era finita lì...dopo altri due giorni ecco arrivare la lettera di An: Caro Alessandro, votare è importante e votare An ancora di più. Dillo anche ai tuoi amici... Risposta: Caro Gianfranco, votare An è come pulirsi il culo con la scheda elettorale o, se preferisci, come dare l'opportunità a dei fascisti camuffati da liberali come voi di sporcare di nero la costituzione europea. Dillo anche ai tuoi amici.

...e con la lettera di An, un regalino: la bandana tricolore col simbolo del partito. Da tenere. Si sa che con l'euro aumenta tutto, anche la carta igienica.

Per finire...suonano ieri alla porta i testimoni di Geova. "Possiamo lasciarle il nostro giornale? A patto però che non lo butti!", mi dice il giovane adepto."Guardi", gli rispondo, "non ho buttato la lettera di Berlusconi, non vedo perchè dovrei buttare il suo giornale". Ha riso e se n'è andato.

Infatti adesso ho deciso, finalmente so chi devo votare per un mondo migliore.

IL 12-13 GIUGNO

VOTA GEOVA

postato da: alexperry alle ore 12:05 | Permalink | commenti
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sabato, 05 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: alexperry alle ore 20:02 | Permalink | commenti
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sabato, 05 giugno 2004
Lo schifo è la menzogna continuata delle nostre democrazie malate. L'Italia e gli Usa non sono in guerra per esportare democrazia, ma per importare petrolio. E se la menzogna dei potenti non è riconosciuta come tale dai popoli, la democrazia che siamo in grado di esportare è quella della Repubblica delle Banane di cui Bush è promotore e Berlusconi diretto Presidente.
postato da: alexperry alle ore 11:41 | Permalink | commenti
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mercoledì, 02 giugno 2004

Dopo cena ho visto un film noleggiato dal blockbuster (per la serie anche Alex dà i soldi al Berlusca, mi chiedo come non riuscirci dato che è tutto suo in questo paese). Era "Buongiorno notte", di Bellocchio, sul rapimento Moro. Davvero un bel film, che mi ha preso e in parte mi ha rattristato una cifra nel vedere quanta ferocia ci sia stata nelle Brigate Rosse in tempi in cui nemmeno ero al mondo. Poi, finito il film, ho acceso la tv e ho visto l'ultimo pezzo di Ballarò. All'inizio quasi disgustato, perchè ancora avvolto in quella coperta di triste e disgustosa visione della politica, capace di uccidere e di calpestare i diritti umani sotto i nomi di lotta di classe o di proletariato.

Ballarò è riuscito a farmi ridere... ridere per tutte le palle spaziali e incredibili dei suoi ospiti. Per questo è giusto continuare a lottare per la pace, la democrazia, la libertà. Lottare per me non significa bruciare bandiere, far fuori avversari politici, marciare incappucciati. Lo faccio su FreeLand scrivendo articoli che forse nessuno legge per intero. Ma lo faccio a viso aperto e senza violenze. E come me tanta altra gente. Tanta.

 

"Chiederete perché la sua poesia

non ci parla del sogno, delle foglie

dei grandi vulcani del suo paese natio.

Venite a vedere il sangue per le strade,

venite a vedere

il sangue per le strade,

venite a vedere il sangue

per le strade!"

(Pablo Neruda)

postato da: alexperry alle ore 23:27 | Permalink | commenti
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martedì, 01 giugno 2004

            Forse c’è ancora qualcuno che ignora il motivo della visita di Bush in Italia il prossimo venerdì. Al di là della propaganda elettorale, intendo, che vedrà messere Silvio intento a slinguazzarsi i piedi di “George Dabliu”. Ebbene 60 anni fa gli americani entravano nella vecchia Europa per aiutare gli europei a liberarsi dalla piaga nazista. Una ricorrenza importante, certamente, per ricordare a tutti che non troppo tempo fa c’era chi sosteneva l’antisemitismo e il fascismo. E che sessant’anni dopo abbiamo al governo un partito, Alleanza Nazionale, che fino a qualche decennio addietro migrava felice in pellegrinaggio sulla tomba del Duce. Eppure Fini sarà sul palco, con Bush, a scodinzolare contento per la liberazione dal nazifascismo. Insomma, la sfilata dell’ipocrisia di Fini non è finita in Israele quando con le lacrime agli occhi condannava le leggi razziali italiane, ma si perpetua qui in Italia, magari sulle note di “Bella ciao”.

            I grandi strateghi del governo hanno preparato un cibo prelibato e già cotto per tutti gli italiani, una pillola in grado di imbonire i più creduloni. La similitudine elettorale che farà passare Bush da guerrafondaio a seguace di Madre Teresa e Gandhi. Perché come sessant’anni fa gli americani liberavano il vecchio continente dal fascismo, così oggi siamo in Iraq al loro fianco per portare la democrazia. L’equazione pare perfetta, tanto perfetta da farci sostenere, per sillogismo, che allora è giusto rimanere in Iraq, che è stata una mossa umanitaria quella di occupare il paese per liberarlo da Saddam. Non fa una grinza.

            Il regime di Saddam, in Iraq, nasce il 16 Luglio del 1979. La presunta guerra di liberazione del paese, da parte delle truppe anglo-americane, comincia nel 2003. Fanno…24 anni? Cazzo, ce n’è voluto di tempo prima che si rendessero conto che era una dittatura e si facessero samaritani del mondo! Meglio tardi che mai, obietterete!

            Ma poniamo per assurdo che 24 anni portino consiglio e in Iraq sia comunque giusto combattere. Il nostro governo non sa più come ribadire che la nostra è una missione di pace. I soldati italiani sparano colpi di mortaio, ma è per la pace. Massacriamo ribelli iracheni, ma è per la pace. Rapiscono quattro guardie del corpo italiane trucidandone una, ma è per la pace. Inviamo carri armati di rinforzo, ma non capite che lo facciamo per la pace?

Dizionario: “dicesi guerra un conflitto armato fra due o più stati”, “dicesi pace lo stato in cui vivono i popoli che non hanno guerra”. Eppure Silvio non ci sta. No. E’ rinomato che i dizionari sono stati scritti da quelle forze comuniste infiltrate in tutti gli ambiti del sistema statale.

Lo sbarco in Normandia è del 6 Giugno del 1944. Non sono uno storico, ragiono per sommi capi, però qualche considerazione mi permetto di farla. Come noto, la data simbolo della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo è il 25 Aprile 1945. Meno di un anno dallo sbarco in Normandia. Ciò vuol dire che in 10 mesi circa di guerra si è raggiunto l’obiettivo di cacciare Mussolini e le truppe tedesche per ridare pace all’Italia e alla Francia.

Siamo in Iraq da circa 15 mesi. Hanno cacciato Saddam, ma la pace non si vede all’orizzonte. Gruppi sparuti di ribelli, così ci dicono, stanno tenendo testa alla più grande forza militare del mondo che in 10 mesi ha spazzato via i tedeschi dall’Europa. E’ evidente che gli iracheni non vogliono gli americani sul loro suolo, a differenza degli italiani e dei francesi che hanno combattuto al loro fianco, sessant’anni fa, per la libertà delle rispettive nazioni. Questa è la grande differenza fra la guerra in Iraq e la liberazione dal nazifascismo. Ma ci drogheranno di menzogne, ci faranno pappare merda edulcorata dai sorrisi della Vanna Marchi della politica italiana.

Chissà se il 6 Giugno del 2005 Bush andrà ad Hiroshima a festeggiare i 60 anni dallo sgancio delle due atomiche. A dire al mondo che l’America vuole la pace. Lo vada a dire ai bambini nati malformati grazie alla feroce bontà del suo paese. God bless America, che ce n’è tanto bisogno…

 

Alex

 

           

postato da: alexperry alle ore 20:47 | Permalink | commenti
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