venerdì, 28 maggio 2004

Ieri notte, appena uscito dall’autostrada, ho adocchiato l’imponente Forum di Assago, ignaro del fatto che ospitasse una sottospecie di sagra delle falsità. Al bancone delle vendite il presidente del Consiglio Silvo Berlusconi che promette di abbassare le tasse, di iniziare le grandi opere, di dare uno slancio all’economia. Una ripetizione quasi perfetta della campagna elettorale del 2001, tanto che se uno ha un quoziente intellettivo maggiore di zero capisce subito che in questi 3 anni l’Unto del Signore non è riuscito a compiere i miracoli che il Padre gli avrebbe concesso di fare. Ma di Berlusconi si è detto e ridetto fin troppo. Voglio dire, chi conosce gli avvenimenti accaduti da quando Nostro Signore è in politica sa bene che la parola “criminale” riassume bene l’operato del Gesù di Arcore e dei suoi discepoli. Tre anni all’insegna delle leggi ad personam e dei decreti anti-costituzionali. Quindi ora farne un riassunto risulterebbe quantomeno riduttivo. No, io credo che finalmente andrebbe analizzata la figura del berlusconiano. Una figura che mi ha sempre affascinato e in un certo qual modo angosciato. Mi immagino sempre la scena di una persona probabilmente corretta, onesta, buona, semplice, che desidera il bene per il suo paese, entrare nella cabina elettorale e crocettare il simbolo di Forza Italia. L’hanno fatto in milioni, tre anni fa, e qualcuno lo rifarà a breve. Mi viene in mente una canzone di Masini, forse vecchiotta, che recita con tanta veemenza: “Perché lo fai?”. Cosa ti spinge a dare fiducia al profeta delle televendite, all’uomo che sbarcò in politica al fianco di Marcellino Dell’Utri, rinomato in tutto il mondo per il suo animo pieno di…onore?

Mi immagino la faccia soddisfatta del berlusconiano che pone il suo voto nell’urna. Che faccia può avere? Quella soddisfatta di chi ha adempiuto ai suoi doveri civili o di chi è orgoglioso di dire che Silvio è nel suo cuore? La vecchiettina con un piede nella fossa che si fa portare la spesa dall’Esselunga, non schioda il culo dalla sedia nemmeno se cade il mondo perché c’ha l’artrite, ma il giorno delle elezioni è davanti al seggio alle 6, pimpante come se avesse vent’anni, con lo Spirito forzaitaliota nel cuore. Oppure il giovane rampante con pantaloncini e Lacoste che dopo Messa va a votare felice di essere in Primavera. Guarda i fiori dei giardinetti, si meraviglia del Sole domenicale e dopo essersi macchiato di vilipendio all’intelligenza umana, crocettando la condanna dell’Italia, si muove felice verso i suoi amici che lo aspettano per il consueto pane e nutella col sottofondo dei testi del buon Giussani. Un popolo di redentori e redenti, che non aspettano più la venuta del Messia. Per loro è già arrivato, è lì, in quella crocetta. La salvezza del mondo, alla fine, si è concretizzata su di una croce.

“Berlusconi è la speranza dell’Italia”, si ode, “Lui che ha saputo tirar su tre reti dal nulla, volete che non sappia guidare un paese?”. “Silvio sa il fatto suo, lo so di certo!”, “E’ l’unico in grado di governare, di dare una svolta”, “Lo amo come uomo, in lui vedo tutto ciò che non c’è più in mio marito”, eccetera eccetera…

Eh sì, quello per Nostro Signore non è un amore razionale. Non si basa sulle leggi della razio cartesiana. Mi sovviene una frase del Vangelo quando Gesù (quello originale) dice a Pietro: “Lungi da me, Satana, perché tu ragioni come gli uomini, non come il Padre mio”. Così ci dice, in sostanza, Rabbì Silvio: “L’economia va a pezzi? Mediaset è l’unica azienda che funziona in Italia? Non hai più soldi? Non ho fatto un cazzo per te in questi 3 anni? Ti ho cacciato in una guerra inutile e ingiusta? Mi sono fatto appena una decina di leggi per salvarmi il culo dal carcere? Ti sei reso conto che votandomi hai fatto la cazzata più invereconda della tua misera vita? Lungi da me, Satana, perché tu ragioni come gli uomini, non come il Padre mio!”

 

Alex

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mercoledì, 19 maggio 2004

Una strana coincidenza: a Nassirya un giacimento di petrolio sfruttato dall'Eni
Da Radio Capital del 14 Aprile 2004

Una strana coincidenza. A Nassiriya un giacimento di petrolio sfruttato dall'Eni.
La missione militare italiana in Iraq è stata presentata così il 15 aprile 2003 dal nostro ministro degli esteri Franco Frattini.
«Quella dell'Iraq è una missione che ha scopo emergenziale e umanitario».
E infatti il governo italiano finanzia un ospedale della Croce Rossa a Bagdad e invia ben 27 carabinieri per difenderlo...... poi già che c'è invia altri 3000 militari a Nassiriya.
Ecco le cifre: l'ospedale a Bagdad costa...21 milioni 554 mila euro.
Il nostro contingente a Nassiriya costa...232 milioni e 451 mila euro.
La domanda è: ma perché il nostro intervento umanitario in senso stretto è a Bagdad e invece i nostri soldati e le nostre risorse stanno a Nassiriya? Che c'è lì di così tanto umanitario?
Il 22 ottobre 2003 i parlamentari italiani della commissione difesa vanno a Nassiriya.
Elettra Deiana, deputata di Rifondazione Comunista, faceva parte della delegazione e ha ascoltato uno strano discorso.
«Abbiamo incontrato l'ambasciatore presso il governo provvisorio di Bagdad Antonio Armellini, il quale ci ha detto che vi sono degli interessi italiani in gioco in questa vicenda».
Interessi in gioco!
«Di conseguenza il calcolo è che i benefici saranno all'altezza dell'impegno militare»
Benefici in cambio dell'impegno militare!
Ora in Iraq in generale e a Nassiriya in particolare ci sono importanti giacimenti di...benefici. Ne sa qualcosa Benito Li Vigni, un'ex dirigente dell'Eni. «Il governo iracheno accordò all'Eni lo
sfruttamento di un giacimento sul territorio di Nassiriya, nel sud  del Paese, con 2,5 / 3 miliardi di barili di riserve, un giacimento quinto per importanza tra i nuovi che l'Iraq voleva avviare a produzione.
Nel suo territorio c'è una grande raffineria ed un grande oleodotto».
Guarda un po', l'Eni aveva contratti petroliferi con l'Iraq che riguardavano i pozzi proprio di Nassiriya! Che coincidenza! Ancora Li Vigni. «I contratti che regolavano i rapporti tra la parte pubblica e quella privata delle compagnie concessionarie, seguivano una formula che nel settore era considerata la più vantaggiosa di tutte, che di solito i Paesi produttori mediorientali fanno di tutto per evitare.  E' un contratto che consente di considerare come propria riserva una quota della produzione. Di fatto la riserva accertata tra 2,5 e 3 miliardi di barili poteva essere iscritta in bilancio Eni».
Contratti vantaggiosi. Un peccato rinunciarvi!
In parlamento la senatrice Tana De Zulueta, del gruppo Occhetto – Di Pietro, ha presentato un'interrogazione proprio su questa vicenda. 
«Il fatto è che quando i soldati italiani sono arrivati a Nassiryia, la loro prima base militare era ubicata proprio di fronte alla raffineria che consentirebbe all'Eni di poter raffinare proprio lì il petrolio estratto. Altra condizione che si aggiunge a un contratto che in sé era estremamente vantaggioso. Dico "era" perché quel contratto è in forse, nel senso che l'occupazione dell'Iraq e la caduta di Saddam Hussein hanno fatto sì che le tre grandi concessioni siano congelate.
Noi abbiamo chiesto al governo se la scelta di mandare i nostri militari in Iraq fosse motivata da un desiderio di tutelare quella concessione, di garantircela per il futuro».
E noi ci siamo procurati la risposta del governo all'interrogazione della parlamentare.
«La nostra presenza in Iraq è frutto di prioritarie considerazioni di carattere politico e  umanitario». Prioritarie considerazioni di carattere politico e umanitario. «La scelta di dislocare un contingente a Nassiriya non è stata in alcun modo legata agli interessi dell'Eni»
Ah, no?
«Le bozze di accordo per lo sfruttamento dei campi petroliferi a Nassiriya tra Eni e le autorità competenti irachene non sono mai state perfezionate attraverso la firma di un testo vincolante». E intanto il governo ammette gli accordi. Il 23 febbraio 2003, un mese prima
dell'invasione, l'agenzia Ansa dà notizia dell'esistenza di un dossier circa gli affari italiani in Iraq.
«L'Italia, che e' già presente con le iniziative dell'Eni ad Halfaya e Nassiriya, può giocare anch'essa un ruolo».
Ecco cosa dice l'amministratore delegato dell'Eni, un mese dopo la caduta di Saddam.
«L'amministratore delegato dell'Eni Vittorio Mincato ricorda agli azionisti come già nel passato il gruppo aveva messo gli occhi sull'area irachena di Nassiriya»
Nassiriya!
Il nostro dubbio a questo punto è il seguente: è un caso che i nostri soldati siano finiti a Nassiriya?
Ecco il sottosegretario alla difesa Filippo Berselli.
- Non posso essere d'aiuto, né confermando, né smentendo una notizia che non so.
- Allora posso chiederle quest'altra cosa, più in generale: perché siamo andati proprio a Nassiriya?
- Beh, a Nassiriya perché a Bagdad c'erano gli americani, c'erano delle aree d'influenza ed è stata scelta Nassiriya, sarà una coincidenza. Per quanto mi riguarda è assolutamente una coincidenza. -
Ah, una coincidenza. - Sì.
Ecco qua! Per il governo si tratta di una coincidenza.
E noi aggiungiamo: è una coincidenza umanitaria!
Se volete ascoltare via radio la puntata:
http://www.capital.it









































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lunedì, 17 maggio 2004

SE LA NOSTRA, IN IRAQ, E' UNA MISSIONE DI PACE

QUALCUNO MI SPIEGHI COS'E'

UNA MISSIONE DI GUERRA

postato da: alexperry alle ore 09:59 | Permalink | commenti
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domenica, 16 maggio 2004

E una donna disse: Parlaci del Dolore.

E lui disse:

Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza

Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.

E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;

Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui campi.

E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore.

Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.

E’ la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.

Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.

Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,

E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

Kahlil Gibran, Il Profeta

Dedicato a chi soffre

postato da: alexperry alle ore 21:55 | Permalink | commenti
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domenica, 09 maggio 2004
FORSE NN VE NE FREGHERA' MOLTO, MA SE N'E' ANDATO DALLA PAGINA ANCHE UN MANIFESTO TRUCCATO DEL BERLUSCA. POTETE TROVARLO CLIKKANDO SUL LINK INSERITO A SX DELLA PAGINA.
postato da: alexperry alle ore 23:12 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 09 maggio 2004
NESSUN COMMENTO SCOMPARSO, TRANQUILLI!!! IL NUOVO AGGIORNAMENTO DI SPLINDER 2.0 HA TOLTO UN MODELLO DI GRAFICA CHE AVEVO IMPOSTATO ALLA VECCHIA PAGINA DI FREELAND E HO FATTO CASINO COI POST, MI SPIACE. SI PUO' CONTINUARE A DISCORRERE AMABILMENTE DI CIELLINI NEI COMMENTI SOTTOSTANTI. Alex
postato da: alexperry alle ore 23:09 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 09 maggio 2004

QUANDO SI DICE IL MAL DI TESTA....QUESTA E' LA RADIOGRAFIA DI UN OPERAIO STATUNITENSE COLPITO ACCIDENTALMENTE ALL TESTA DA UNA SPARACHIODI CHE GLIENE HA CONFICCATI IN TESTA BEN 6. L'UOMO STA BENE, NESSUN CENTRO VITALE E' STATO LESIONATO. EVVIVA LA SCIENZA

 

 

 

 

 

postato da: alexperry alle ore 13:41 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 04 maggio 2004

HO PASSATO

ANATOMIAAAAAAAAA!!!!!!!

postato da: alexperry alle ore 10:16 | Permalink | commenti
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