domenica, 29 febbraio 2004

Vi riporto una poesia di Pablo Neruda che mi è piaciuta tantissimo, e ho letto in questi ultimi giorni. Chi volesse condividere con gli altri una determinata poesia che l'ha fatto riflettere, può mandarmela per posta che così la mettiamo on-line. Se poi qualcuno del mestiere (che so, uno studente o laureato in letteratura) ha voglia di buttar giù un'analisi o un commento un po' così, ben venga!

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente,
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.
 
Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.
 
Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, turbante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.
 
Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.
 
Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.
















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lunedì, 23 febbraio 2004

Per una volta, ieri sera, mi è sembrato quasi di parteggiare per colui che in tutti questi anni mi sono premurato di contrastare con tutte le mie forze. Ma le sensazioni strane, meglio dire uniche, nella vita, durano poco. Alle 22,30 ero già tornato quello di prima: un antiberlusconiano convinto, agguerrito e implacabile.

Premettendo che di calcio m'intendo poco, sono però convinto di una cosa: se sono il Presidente di una squadra di calcio e per comprarmela ho sborsato fior di soldi (se poi sono miei o no questo è ininfluente, in Italia) credo di avere tutto il diritto di dire se questa squadra mi sta piacendo o meno e suggerire all'allenatore una strada che mi sembra quella giusta. Insomma, lo fanno tutti i tifosi, perchè non dovrebbe farlo il Presidente?

Eh, eh...perchè? Non ci sono divieti in questo senso. Galliani è pagato da Berlusconi e come in tutte le ditte, società, aziende varie, i dipendenti obbediscono al padrone, così Ancelotti. Se a loro non sta bene, potrebbero benissimo dimettersi e lasciare il posto a chi sopporta le manie isterico-megalomani di un Presidente operaio. Per la serie: zitto e mettiti a novanta, qui sono io che pago. E su questo Berlusconi c'ha ragione, spiace dirlo. Io comando, tu obbedisci: questa è la mia azienda. Verissimo.

Dove sta allora il problema? Sta nel fatto che Berlusconi non può essere uno stronzo nel calcio e un angelo in politica. Se adotta questi mezzi nelle sue aziende, è legittimo constatare che nelle file della sua maggioranza non si contano alleati, ma dipendenti. Dipendenti di un'azienda, chiamata Forza Italia, che garantisce impunità a politici corrotti, mafiosi, imprenditori falliti. Se e solo se, e questa è la clausola, anche tu sei di Forza Italia. Ormai iscriversi a quel partito è divenuto quasi come fare una polizza sulla vita. Se ti trovi ne guai giudiziari, oltre a guadagnarti una promozione a ministro o sottosegretario, hai a disposzione 3/5 di parlamento più un intero governo pronti a cancellare il tuo reato dal codice penale e/o renderti immune dai processi. E l'azienda, sotto questo punto di vista, funziona alla grande. Basta guardare quante leggi infami sono state approvate e sono tuttora in via di approvazione in Parlamento. Leggi salva-Mediaset, salva-Previti, salva-Fede, salva-Dio (cioè lui). L'azienda funziona alla grande e il merito è tutto suo, questo bisogna riconoscerglielo. Ha inventato un nuovo modo di fare politica: quello dei "politici-dipendenti" che timbrano il loro cartellino votando "sì" a tutta una serie di leggi che mantengono l'azienda Forza Italia a galla.

Ma il problema è anche un altro. Io, cittadino, perchè devo sorbirmi la sua voce, il suo respiro, la sua faccia, 24 ore al giorno ininterrottamente? Se non c'è lui, c'è Bondi, se non c'è Bondi c'è Schifani e se non c'è nemmeno Schifani spuntano dagli abissi Elio Vito (ahhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!) e Giuliano Ferrara (riahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!). Ieri sera, l'Unto, era alla Domenica sportiva...cazzo non la guardo mai, ma mai mai mai, ieri sera accenno un minimo interesse al programma e......"abbiamo al telefono il Presidente del Consiglio". Cazzo allora lo fate apposta!!! Dietro tutto questo non c'è il diritto di replica. Dietro tutte queste frasi di Berlusconi, suoi modi di fare, modi di parlare...c'è l'inizio di una campagna elettorale che ci farà rabbrividire. A lui l'arduo compito di trasformarmi da cittadino a suo dipendente. C'è riuscito col 42% dell'elettorato. Tutti suoi umili, cari, amati dipendenti.

Alex

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giovedì, 19 febbraio 2004

Dichiarazioni testuali di Slvio Berlusconi, 19 Febbraio 2004, Atene

"ci sono tanti signori che sento, che vanno, che hanno la casa al mare, che hanno la casa in città, che hanno la casa ai monti, che hanno la barca e io, guardando quello che guadagnano ogni mese e quello che anche devono dare, qualcuno di loro, ai loro partiti, dico: come hanno fatto a farsi tutte queste proprieta?". Quindi, di nuovo: "Sono soldi rubati. Soldi rubati!".

"non sanno che cos'è un'azienda, che cos'è un bilancio, e danno del semplicista al presidente del Consiglio che da zero ha messo in piedi una grande azienda che versa centinaia di miliardi nelle casse dell'erario e dà lavoro a decine di migliaia di persone".

Dichirazioni testuali di Silvio Berlusconi, 18 Febbraio 2004, Roma

"Sappiamo che nella Consulta siedono 10 membri del centrosinistra, e molto qualificati, e 5 che appartengono al centrodestra. Non sorprende se assume certe decisioni"

"Con le tasse alte l'evasione è moralmente autorizzata"

"Per fortuna dell'Italia c'e il signor Berlusconi che mette a disposizione il proprio talento. Io espongo dati, cose e lascio loro di fare chiacchiere e menzogne".

GRAZIE,

O MIO

SAMARITANO!!!

Alex




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sabato, 14 febbraio 2004

Che società di merda. Una coperta di ipocrisia, oggi, ha oscurato i sentimenti di milioni di persone, tutto nel nome del dio denaro. La festa degli innamorati o il trionfo dell'ignoranza? San Valentino, il patrono della banalità, altro che. Telegiornali che aprono con gli attentati in Iraq e chiudono con le facce dei beoti che girano x Milano in cerca di qualcosa che colmi il loro vuoto, eh sì, perchè l'amore da bacio perugina è la tentazione più ignobile di coprire la verità con l'illusione, i problemi con i condoni (tanto va di moda) e le rughe con i lifting (idem come sopra).

Ma veramente siamo convinti che l'amore sia questo? Mio Dio, spero di no. Per lo meno, non è il tipo di amore che ho portato nel cuore negli anni. E ce lo leggiamo negli occhi ogni volta che ci guardiamo dentro, ogni volta che l'unica cosa che vogliamo è nasconderci x la paura di amare. La cenetta fuori, il pacchettino pre-confezionato, una sorta di 4 salti in padella versione sentimenti. Tutto servito, tutto preparato, tutto perfetto. Tanto da fare schifo a chi sa veramente cosa vuol dire la parola amore e non si è ancora fatto schiavizzare dal conformismo di una società che nasconde la mancanza di valori col consumo. E certo. Non hai degli amici? Eccoti la playstation. Non hai tempo x scrivere due righe personali al tuo partner? Eccoti la cartolina on-line o il messaggino da 160 caratteri, molto più comodi e falsi. Di vero, in tutto questo, c'è solo la nostra estrema debolezza. Che si fa sopraffare dall'arroganza del mercato ed è accecata dalla dolcezza di un qualcosa che non esiste.

L'amore è tutt'altro, e non serve lo zio alex per ricordarvelo. L'amore è qualcosa di personale, non è un giorno dell'anno, non è un fiore e tantomeno un bignè. L'amore siamo noi, esseri umani imperfetti. L'amore è gioia e dolore, verità e menzogna. Non merita di essere banalizzato e maltrattato in questo modo. Opponiamoci a S. Valentino e a chi vuole indurci a credere che l'amore sia un dolce alla panna scaduta. Non perchè siamo anticonformisti. Ma perchè l'amore non è questo

Alex

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lunedì, 09 febbraio 2004

    Permettetemi un po’ di rabbia, di quella che ti sale da dentro, quella buona, quella che ti sembra serva a qualcosa. Rabbia che deriva dal senso di impotenza, dalla delusione, dallo sconforto. Un mistico sentirsi dei gran figli di puttana di fronte alla verità e ai sogni fatti su di un letto di cuscini e narrati attorno ad un tavolo imbandito. Torno cresciuto e imbronciato, più giù di prima, dopo aver ascoltato qualcuno che dello Spirito Santo non fa colomba ma verbo, e sbatte la devozione dove andrebbe riposta: nell’ignoranza. Torno a casa mia e so che posso rompere il silenzio, parlare, trasmettere le mie emozioni agli amici. Mai stato così difficile.

            Nato e cresciuto nel benessere, sono sempre andato a messa. Non sono mai stato bocciato, mai preso una nota a scuola. In quaresima ho sempre preso il salvadanaio delle missioni, riempito di soldi non miei e riconsegnato al mittente. Ho ricevuto tutti i sacramenti, ho fatto la professione di fede, il chierichetto, il corista a messa, l’educatore. Unica pecca “religiosa”: un articolo sulla ricerca scientifica che ha tirato la mia immagine giù dagli altari del perfetto bigotto. Per il resto, sono sempre stato solo una pedina nelle mani della comodità. Comode le riunioni in parrocchia, comodi i pranzi della famiglia, comodo tutto. Tranne la coscienza. Quella, per dirla tutta, non me l’ha mai sedata nessuno.

            Nemmeno le cento lire che davo al marocchino davanti alla Chiesa. Nemmeno gli anelli pastorali dei vescovi. Dentro di me ho sempre saputo che per essere cristiano le scelte da fare erano altre. Ma in un modo o nell’altro eludevo il problema. Un giorno davo la colpa al “sistema”. Poi ho cominciato a darla ai bigotti. Oggi la colpa è mia. E non so da dove iniziare. Mi sento esattamente quel ricco a cui Gesù disse di mollare i suoi beni, se voleva seguirlo. Il giovane si rattristò molto. E cosa pensate che possa dire, io? Sono triste. Triste di vedere che l’ipocrisia di fondo non la solleva nessuno, tanto meno la rappresentanza odierna della Chiesa Cattolica. Ho solo vent’anni, e mi sembra di essere già stanco. Il dialogo comincia a diventarmi stretto. Non ne posso più di vedere che la televisione è diventata il vangelo della società in cui vivo. Si contestano i dati oggettivi, si contestano i valori fondanti della democrazia. E tutti diventano isterici, isterici per difendere l’indifendibile, drogati dall’informazione manipolata, drogati dalla comodità dei messaggi. Eccoci. Comodità dei messaggi. Tutto ciò che è comodo, qui da noi è verità. Ma tutto ciò che per noi è comodo, per qualcun altro può essere scomodo.

            Il 20% di questo mondo si nutre ai danni del restante 80%. Che neghino pure, se è per questo c’è chi tuttora nega la shoah, quindi mi farebbero solo ridere. Noi facciamo parte di quel 20%. La domanda è chiara, e più chiara di così non ce ne sono: possiamo essere cristiani se il pane, al posto di spezzarlo, lo rubiamo a chi ne ha meno di noi? Possiamo essere cristiani se appoggiamo una guerra senza motivi, se non quelli economici (amici miei, favorevoli all’intervento armato in Iraq, rispondetemi: dove sono le armi di distruzione di massa? Fare un passo indietro? No, lo so, siamo accecati dalla presunzione. E in quella affogheremo). Possiamo essere cristiani se nelle comode poltrone di casa ci leggiamo il giornale e sosteniamo chi fa della democrazia uno strumento di interessi personali, chi fa della guerra uno strumento di mercato?

            Sì. Possiamo esserlo. Stiamo tranquilli. Stasera possiamo andare a letto con la coscienza a posto. Domani ci svegliamo, facciamo un salto a CL, uno a Torrescalla, un vespro in Chiesa, le preghierine della sera, un bel Consiglio Pastorale, due euro al mendicante (perché oggi sono buono, sennò…). Prima di addormentarci accendiamo la televisione e ascoltiamo le parole profetiche di Padre Baget Bozzo. In fondo è un sacerdote, ne sa più di noi. Lo guardiamo con rispetto, spegniamo la tele e sorridiamo sereni: “ha proprio ragione, quel prete. A Giugno lo rivoto. Grazie, Signore, di avermi fatto cristiano”.

            Grazie ad Alex Zanotelli. Non sarà bello come il prete di cui sopra, ma ragazzi…mi ha ridato quello che anni di televisione mi avevano tolto. Il volto di Dio, quello scomodo, quello per certi versi impossibile da accettare. Quello in cui è più difficile credere. E se facciamo fatica, allora vuol dire che siamo sulla strada giusta. Forse

 Alex    


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giovedì, 05 febbraio 2004

Vi siete mai chiesti a chi alludesse max pezzali quando ha scritto la canzone "il pappagallo"??? Provate a rilleggerla, ve la metto qui:

Il pappagallo parla anche di ciò che non sa, ti guarda dallo schermo e una lezione ti dà

il pappagallo sa che cosa è giusto x te, lui sa di non sbagliare è troppo pieno di sè

sempre in vista, con la tua giacca blu,

moralista, ragioni solo tu,

arrivista, x un po' d'auditel, spari a vista, esalta l'indice

estremista, ma con umanità

opportunista, sempre un po' qua un po' là,

casinista, le risse pagano,

ti metti in lista, politico da show

pappagallo, noi non crediamo più, al tuo stupido parlarti addosso,

pappagallo, sei uguale anche tu, siete tutti nello stesso cesso

arrogante, non per sincerità, solamente x popolarità

replicante di chi sta sopra te [ndr: detto così pare impossibile, xò lo zio bush e lo zio karol...]

sorridente ai party negli hotel

strabordante, parole in quantità

non c'è niente che mai ti fermerà [ndr: speriamo ke nn sia così davvero!!!]

solamente spegnendo la tv, non ti si sente

e non ci stressi più!!!

pappagallo, noi non crediamo più, al tuo stupido parlarti addosso,

pappagallo, sei uguale anche tu, siete tutti nello stesso cesso

Allora, proprio non vi viene in mente???

postato da: alexperry alle ore 19:49 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 04 febbraio 2004
Ieri sera mi ero programmato una seratina di studio, poi ho acceso la tv e ho visto che a Ballarò, su Raitre, c'erano Fassino e Rutelli + Follini e Scajola. Per chi non l'avesse visto, si parlava di euro. E' sua la colpa, come dice Berlusconi, dell'innalzamento dei prezzi? Se così fosse, anche in Germania, Francia e altri paesi europei sarebbero dovuti salire. E invece non è stato così. Solo l'Italia, con la Grecia, ha avuto un balzo nell'inflazione più sfrenata e una caduta del potere d'acquisto. Scajola dice: non è vero, è colpa dell11 settembre. Come se l'11 settembre ci fosse stato in Italia. E' accaduto negli Usa e lì, adesso, la ripresa economica è iniziata. Qui, abbiamo la Parmalat. La colpa è della guerra in Iraq, tuona sempre Scajola. Allora perchè ci siamo andati??? Una puntata che secondo me ha fatto riflettere tutti gli elettori del centro destra (ragione li colga). Di fronte a un governo che blocca il parlamento per la Gasparri e per i lodi vari al fine di salvare il culo a Berlusconi. I problemi veri? Quelli li lasciamo a Tremonti. Aiuto... Alex
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lunedì, 02 febbraio 2004

LE INFORMAZIONI CHE NON CI ARRIVANO: TUTTE LE VICENDE GIUDIZIARE, PRESENTI E PASSATE, DEL NOSTRO PREMIER SILVIO BERLUSCONI

Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)
La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall'amnistia del 1989. Interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo [.]. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta". Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e aveva pagato la sua quota. Così i giudici della Corte d'appello di Venezia scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità [.], smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano, e mai contestate [.]. Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso", rilasciato "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza". Ma "il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia".

Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)
I grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate (niente attenuanti generiche). Appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta. Nelle motivazioni si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria". Cassazione: assoluzione. La motivazione contiene due riferimenti alla classica insufficienza di prove. La Cassazione non può entrare dichiaratamente nel merito, né dunque annullare la sentenza precedente con formula dubitativa: deve emettere un verdetto secco (conferma oppure annulla). Ma nella motivazione i giudici della VI sezione penale rimandano esplicitamente all'"articolo 530 cpv": dove "cpv" significa "capoverso", cioè comma 2 ("prova contraddittoria o insufficiente"). A 12 righe dalla fine, a scanso di equivoci, i supremi giudici hanno voluto essere ancora più chiari. Si legge infatti: "Tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza probatoria, nei confronti di Berlusconi, del materiale indiziario utilizzato dalla Corte d'appello...".


All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)
I grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi. Appello: il reato cade in prescrizione, ma c'è: "per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza". Cassazione: prescrizione confermata, con condanna al pagamento delle 11 spese processuali. Nella sentenza definitiva tra l'altro si legge: "Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [.] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".


All Iberian 2 (falso in bilancio)
Processo sospeso in attesa che sulla legittimità delle nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si pronuncino l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. Se le eccezioni sollevate da vari tribunali verranno respinte, il reato sarà dichiarato prescritto.

Medusa Cinema (falso in bilancio)
I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi). Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi, secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero. Scrivono i giudici: "La molteplicità dei libretti riconducibili alla famiglia Berlusconi e le notorie rilevanti dimensioni del patrimonio di Berlusconi postulano l'impossibilità di conoscenza sia dell'incremento sia soprattutto dell'origine dello stesso". Cassazione: sentenza d'appello confermata.

Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)
I grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (per 4.4 miliardi di lire pagati in nero all'ex proprietario dei terreni che circondano la villa di Macherio, dove vivono la moglie Veronica e i tre figli di secondo letto), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi". Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche dal primo dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane ma è coperto da amnistia. Cassazione: in corso.

Caso Lentini (falso in bilancio)
I grado: il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione dell'acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie alla nuova legge sul falso in bilancio. Appello: in corso.

Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)
Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul falso in bilancio, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati 12 dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest). Il pm Francesco Greco ha presentato ricorso in Cassazione perché la mancata fissazione dell'udienza preliminare gli ha impedito di sollevare un'eccezione d'incostituzionalità e di incompatibilità con le direttive comunitarie delle nuove norme sui reati societari e con il trattato dell'Ocse.

Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)
Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato - che in primo grado ha portato alla condanna di Cesare Previti - è stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione. Nelle motivazioni della Cassazione, tra l'altro, si legge: "il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è diventato presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo.".

Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria)
A causa dei continui "impedimenti istituzionali" sollevati da Berlusconi e dei conseguenti rinvii delle udienze, la posizione del premier è stata stralciata dal processo principale. Ed è stato creato un processo parallelo, che però Berlusconi ha sospeso fino al termine del suo incarico (o sine die, in caso di rielezione o di nomina ad altra carica istituzionale) facendo approvare a tempo di record il Lodo Maccanico, proprio alla vigilia della requisitoria, delle arringhe e della sentenza, e a 40 mesi dall'inizio del dibattimento. Il Lodo stesso è stato definito incostituzionale pochi giorni fa dalla Corte Costituzionale, dunque annullato.

Sme-Ariosto (falso in bilancio)
In seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, questo capo d'imputazione contestato a Berlusconi per il denaro versato - secondo l'accusa- ad alcuni giudici, è stato stralciato. Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci sulla conformità tra le nuove regole e le normative comunitarie.

Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)
Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano (pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale), a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da majors americane, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi per detassare gli utili reinvestiti dalle imprese. Un presunto falso in bilancio che i magistrati valutano in circa 180 milioni di euro nel 1994.

Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)
Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. Per questo il procuratore anticorruzione Carlo Castresana, nel maggio 2002, ha pregato Garzòn di rivolgersi di nuovo alle autorità italiane. Berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello Dell'Utri e ad altri dirigenti del gruppo Fininvest - di aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco eccedenti rispetto ai limiti dell'antitrust spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie.

Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)
Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.

Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)
Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent'anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "l'ipotesi iniziale [di un coinvolgi- mento di Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini preliminari" prima di poter raccogliere ulteriori elementi. Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di per sé legittima l'ipotesi che, in considera- zione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori". Ma "la friabilità del quadro indiziario impone l'archiviazione". C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel 14 capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico". Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato".















































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