venerdì, 26 settembre 2008

Si finisce sempre con l'impressione di aver vissuto anni volati via più in fretta della luce. Mi ricordo al primo anno. Mi alzavo al mattino, mi trascinavo fuori di casa col buio, poi in metropolitana e infine sul primo regionale diretto a Pavia. In mezzo alla nebbia, sotto “A rush of blood to the head” dei Coldplay si distingueva un disco rosso infrangere l'orizzonte della pianura padana. Faceva un freddo cane, tanto freddo da non farmi nemmeno immaginare cosa sarebbe stata la terribile estate del 2003. Era il mio primo anno di università dopo un liceo strano e mal vissuto. Nemmeno mi ricordo quali aspettative frullassero nella mia mente, nei pensieri immersi fra le puntate di ER e le aule universitarie che avevo intravisto qualche volta nei film. Sapere oggi di essere arrivato alla fine mi lascia inebetito. Su quei treni, con i Coldplay nelle orecchie, tutto immaginavo tranne, un giorno, di finire. Il presente d'altra parte sembra sempre così ineluttabile da apparire eterno, tanto da fregarci perfino i sogni.


Poi il tempo è passato. La nebbia fuori dal finestrino è diminuita negli anni, quasi fino a scomparire. Un bel giorno sono cambiati anche gli orari dei treni, ma non il loro ritardo, le loro carrozze da dodicesimo mondo e il tipico trasudare estivo dei sedili. Sono usciti due nuovi album dei Coldplay e dal lettore cd portatile sono passato all'iPod. Per il resto non era cambiato pressochè nulla. Ci sono periodi nella vita in cui non devi tener conto di niente: delle fatiche, dei tempi, delle modalità e soprattutto dei perchè. Quando mi sono ritrovato ad imparare una serie di nomi e frasi senza senso delle dimensioni dell'elenco del telefono (anatomia), quello è stato indubbiamente il momento più critico. Non ne ravvedi le motivazioni, non ne capisci il senso, temi di non farcela più. E quando finisci col violentarti la mente per imparare tonnellate e tonnellate di assurdità si manifesta tutta la conflittualità fra Io e Super Io. Nevrosi d'ansia. Delirio (ho creduto con assoluta certezza di avere, nell'ordine: malattia di Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, cardiomiopatia ipertrofica, diabete mellito, coriocarcinoma e infine carcinoma della testa del pancreas). Un disastro. Una sofferenza gratuita.


Dopo anatomia le cose sono andate lentamente migliorando. Di esame in esame ho cominciato a sentire una vaga utilità di quello che stavo studiando. Quarto, quinto e sest'anno sono volati trasformando il sottoscritto in una macchina da esami. Difficili, certo. Ma nulla rispetto alla mole e all'agghiacciante inutilità di anatomia. Del tirocinio ospedaliero non posso lamentarmi. In questi anni ho ficcato il naso un po' qua e un po' là per vedere cosa succedeva nelle corsie dei vari reparti e nessuno mi ha mai chiuso le porte in faccia. Poi finalmente è terminata la diaspora e mi sono stabilito a Malattie Infettive. Anche in quel caso non ne ero convintissimo, ma mi ero posto l'obbligo di fare una scelta e oggi ringrazio la mia autodeterminazione.


Stamattina, andando in reparto, potete immaginare cosa stessi ascoltando guardando fuori dal finestrino dello stesso treno di quando ho cominciato a pendolare fra Milano e Pavia. “A rush of blood to the head”, talmente rush da farmi venire un piccolo brivido sulla pelle. Sono passati sei anni, mi sono laureato e tutto il resto. Non ci crederete, ma il mio primo pensiero è andato a quei maledetti sedili sporchi delle stramaledette ferrovie. Agghiacciantemente gli stessi da almeno sei, lunghissimi anni. Ho raddrizzato il capo e l'ho allontanato dal poggiatesta.


Alex

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categoria:pensieri
giovedì, 18 settembre 2008

Ci sono giorni che non vorresti finissero mai. E magari non lo dici solo perchè è il giorno della tua laurea, perchè ti hanno dato più di quello che potevano darti e perchè scopri di punto in bianco di avere persone straordinarie al tuo fianco. Arrivi semplicemente a casa la sera, ti guardi indietro e scopri quanto di meravigioso ci sia nel tuo passato, nel tuo presente e nel tuo onirico futuro.

Viva la vida, dottor Alex!

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categoria:diario
venerdì, 08 agosto 2008
Più o meno qui


Spiaggia di Porto Cesareo - Salento

Dopo un anno ricco di fatiche e avventure, questa sera parto per il Salento in cerca di relax e bagni da favola. Ho trascurato parecchio questo blog, un po' per il rischio di dire sempre le stesse cose e un po' per mancanza di tempo. Spero in futuro di tornare alla carica, anche perchè il panorama dell'attualità è davvero desolante. Per ora mi limito ad augurarvi buone vacanze. Ci si rivede a fine agosto, e poi la laurea a settembre! Ah già, forse ancora non ve l'avevo detto... beh, prima o poi doveva capitare... :-)

Un abbraccio,

Alex
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categoria:
martedì, 08 luglio 2008
Improcessabile per legge, questa non è democrazia

Oggi in Piazza Navona, a Roma, si riuniscono tutti i cittadini nauseati dalla scellerata ma certo non nuova politica berlusconiana dei privilegi e delle nefandezze. Ci troviamo di fronte a due proposte di legge, una che blocca i processi in corso e l'altra che garantisce l'immunità giudiziaria alle alte cariche dello stato. Due proposte che minano l'essenza stessa della democrazia per la quale ogni cittadino ha pari diritti ed opportunità di fronte alla legge.

Il nostro Presidente del Consiglio rifiuta di farsi processare. Sostiene di farlo poichè innocente, ma gli innocenti non vedono l'ora di essere giudicati per chiarire la loro posizione, non cercano in tutti i modi di evitare il giudizio. La coda di paglia del nostro nano di corte raggiunge dimensioni ragguardevoli se si pensa alle telefonate intercettate nelle quali raccomanda signore e signorine ai suoi vassalli, senza dimenticare il processo Mills, vera spina nel finaco dell'impunità made in Italy.

Siamo lo zimbello del mondo; lo dimostrano i commenti dei giornalisti esteri, malgrado l'aiutino di George W. Bush all'amico Silvio, il quale, in cambio, probabilmente avrà procurato al presidente americano una tessera di iscrizione alla P2 nuova di zecca. Il dramma di questa vicenda è che se nel 2001 potevamo solo immaginare questo scempio (e quindi in qualche modo votare Berlusconi poteva apparire tremendo ma non agghiacciante), lo scorso aprile conoscevamo benissimo il copione di questa tragedia e in molti si sono ugualmente prestati, con omertà e leggerezza, a sostenere Mister Impunità.

Approvato il lodo Schifani o Alfano, chiamatelo come volete, avremo gettato nuovo fango sulla democrazia italiana. Poco importa, forse, per quelli che pensano solo al tornaconto personale, al piccolo orticello che li circonda. A me interessa, invece, perchè il paese in cui vivo si dimostra incapace di reagire alla mafia di stato. Perchè questa altro non è se non mafia, dal momento che protegge i potenti dalla giustizia erende i deboli indifesi. Certamente prima o poi la Natura porterà con sè Berlusconi, e non è certo una minaccia, solo un'oggettiva considerazione. Quello che il tempo non riuscirà a cancellare sono queste devianze democratiche, capaci di seminare tra giovani e meno giovani l'idea che le leggi si possano scrivere e riscrivere a proprio piacimento. Io non l'ho votato, lo dico in maniera così orgogliosa da riuscire perfino a trarne un briciolo di consolazione. Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa di tutti i miei concittadini, ma non è così. Perciò mi adeguo al volere della maggioranza, aggrappandomi all'unica arma che che ci hanno regalato i nostri nonni con il sangue. Si chiama Costituzione. Non toccheranno anche quella, o sarà rivoluzione.

Alex

PS: Il Presidente del Consiglio dichiara questa sera di ritenersi l'immagine del Paese. Non so a quale paese e a quali cittadini si riferisca (forse a Previti, Dell'Utri, Riina e Provenzano), ma una cosa è sicura: non si permetta di rappresentare me. Nè ora nè mai più.
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categoria:opere, berlusconate
lunedì, 07 luglio 2008
Wimbledon, vince Rafa Nadal


Seguo il tennis e ci gioco da meno di un anno, ma il mio interesse cresce pian piano e ieri, sicuramente, Rafa Nadal lo ha a dir poco ravvivato. Vedere due campioni come Federer e Nadal darsi battaglia senza tregua è uno spettacolo che appassiona tutti, senza distinzioni di gusto, perchè si tratta di una vera competizione nella quale non può che vincere il migliore e soprattutto nel migliore dei modi.

All'inizio ho cominciato a tifare Nadal per la sua bravura. Su Federer, lo ammetto, è calato subito il pregiudizio di nazionalità, poi ovviamente abbandonato in favore di un più giusto desiderio di novità che lo spagnolo, invece, porta con sè. Di lui si diceva che potesse vincere solo su terra, ieri ha bruciato anche quella battendo il numero uno al mondo sull'erba. Oggi si discute sul primato: i numeri dicono Federer ma con gli occhi, ieri, abbiamo visto altro.

Di sicuro vince il tennis, ma non in Italia, dove per vedere la finale serviva un contratto Sky Sport o la difficile ricerca sul web della partita in streaming, costantemente bloccata ad ogni minuto dai problemi di connessione. E' un vizio che ci trasciniamo da anni, senza soluzione. Calcio, calcio e solo calcio, o al massimo il gran premio. Un peccato, soprattutto per chi vorrebbe ampliare le proprie vedute, anche sportive.

Grande Rafa, continua così!

Alex
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categoria:tennis